Carrion Recensione: un metroidvania rosso sangue

Devolver pubblica un'originale avventura 2D a tinte horror in cui si interpreta un ammasso di bocche e tentacoli, per un metroidvania diverso dal solito.

recensione Carrion Recensione: un metroidvania rosso sangue
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Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • Succede ancora troppo, troppo raramente di poter vestire i panni del cattivo nei videogiochi, controllando in maniera diretta quello che dovrebbe essere l'antagonista di una storia. Al di là di qualche eccezione, sono stati in effetti colpevolmente pochi i tentativi di sbatterci dall'altra parte della barricata, lasciandoci sedurre e arrendere di fronte all'innegabile fascino del male. Uno degli ultimi ad averci provato è stato forse il mai troppo celebrato Bayonetta: lodevole l'idea di farci interpretare una strega infernale pronta a massacrare legioni di angeli grottescamente simili a quelli della Bibbia, anche se il risultato finale da quel punto di vista si è rivelato come minimo altalenante (perché di fatto non si avvertiva quasi mai l'idea di essere dalla parte del torto, di incarnare una figura apertamente malvagia). Carrion, dei Polacchi di Phobia Game Studio - già autori del discreto sparatutto 2D Butcher - riparte al contrario proprio da questa premessa: farti vivere un horror alla rovescia, trasformandoti per una volta nel nemico pronto a strisciare nell'ombra, a scatenare il panico e a sterminare chiunque abbia la sfortuna di trovarsi sulla tua strada.

    Un mostro contro tutti

    Bisogna ammettere che il fatto di controllare un grottesco ammasso di carne informe, una massa bulbosa da cui spuntano senza una logica apparente occhi, bocche ed escrescenze tentacolari, aiuta moltissimo a calarti sin da subito nella parte: non vi sono dubbi di alcun tipo sul fatto che si stia interpretando un vero e proprio mostro, un essere misterioso (uno strano parassita proveniente da un'altra era geologica? Un alieno finito sulla Terra? O, ancora, un immondo esperimento creato in laboratorio?) sfuggito al controllo e pronto a portare caos e vendetta all'interno di una labirintica installazione di massima sicurezza.

    Al di là del concept vincente e piuttosto originale, il bello di Carrion ruota senza se e senza ma attorno alla sua orrenda creatura: gli sviluppatori hanno evidentemente dedicato un'encomiabile attenzione al rossastro sgorbio che funge da protagonista, azzeccando alla grande non soltanto il design di un incubo serpeggiante che sembra uscito dalla degenerata fantasia di Cronenberg, ma anche le animazioni e il feeling di un essere così squisitamente in sospeso tra il ributtante e l'adorabile.

    Fatte le ovvie e debite proporzioni con Marvel's Spider-Man, anche in questo caso "dondolare" a spasso per i livelli si dimostra, dal primo all'ultimo istante di una campagna della durata di circa cinque ore, qualcosa di autenticamente ammaliante: l'oscena inerzia del nostro blob senziente è a dir poco esemplare, la sua deambulazione bizzarramente galleggiante pressoché perfetta, e sublime è il modo in cui le propaggini dell'essere si ancorano alle ambientazioni, in un tripudio di peduncoli impazziti che schizzano e si aggrappano in ogni dove. Insomma, è davvero una gioia vestire i grondanti panni del mostro, massacrando e lasciando tracce di sangue ovunque, anche al netto di qualche sporadica imprecisione nel sistema di mira.

    Già, perché in Carrion spesso e volentieri vi troverete a combattere, soli contro tutti, scatenando la carnosa furia dei vostri tentacoli contro umani (e non solo) più o meno agguerriti. Uccidere ha allora una duplice valenza: serve a farsi inevitabilmente strada, in un mors tua vita mea che vi vedrà dalla galvanizzante parte del più forte, ma è anche l'unico modo per potersi non soltanto curare, ma anche... per ingrandirsi.

    In pieno stile Katamari Damacy il goffo marasma di materia organica avrà infatti modo di crescere e di rimpicciolirsi, partendo da un minuscolo esserino contenuto in una teca di vetro per poi arrivare a trasformarsi in un titanico colosso informe lungo diversi metri. Il tutto raccogliendo nel mentre una serie di nuovi potenziamenti, pensati sia accrescere le potenzialità offensive/difensive del protagonista che per fornire spunti preziosi in termini di esplorazione.

    Un metroidvania a tinte puzzle

    La struttura base di Carrion è in effetti quella di un metroidvania piuttosto canonico, con tuttavia una mirabile eccezione: non mancano i classici dedali suddivisi ad aree destinate ad aprirsi un po' per volta, ma a stupire è la totale assenza di una mappa atta a orientarsi al loro interno.

    Una trovata che da una parte stuzzica e stimola all'esplorazione, facendovi davvero sentire una specie di cavia da laboratorio impazzita che punta a un'evasione di per sé irrefrenabile, istintiva e a testa bassa, ma che dall'altra potrebbe concretamente rischiare di confondere e di spazientire qualcuno, vista e considerata anche l'assenza di chiare indicazioni da parte del gioco stesso.

    Prendere o lasciare insomma, detto che per la mia esperienza personale la sensazione di essermi perso è stata comunque piuttosto contenuta, e semmai le difficoltà di navigazione sono sopraggiunte sul finire della campagna, mentre dopo i titoli di coda stavo cercando di raccogliere i collezionabili sparsi qua e là.

    Apprezzabili invece, pur senza chissà quali indimenticabili sussulti di genialità, i piccoli enigmi che costellano l'avventura: si tratta quasi sempre di capire come risolvere puzzle abbastanza elementari, in media aumentando o riducendo la dimensione dell'ammasso di carne (a ciascuna taglia sono infatti associati dei poteri speciali, e capire come e quando mutare a seconda delle occasioni diventa essenziale). Una trovata che consente di variare il ritmo e di cambiare un po' il tono all'insieme, aggiungendo un pizzico di ingegno a una formula altrimenti all'insegna della pura azione.

    Carrion CarrionVersione Analizzata Xbox OneCarrion ha il merito di far (ri)scoprire quanto possa essere godurioso vestire gli abiti del cattivo, mettendo il giocatore nel ruolo del mostro e ribaltare le consuetudini: essere una volta tanto l'orrore, piuttosto che sfuggirgli ad ogni costo in piena logica da survival. Se la caratterizzazione e la resa anche tecnica della creatura si dimostrano quantomai azzeccate, a convincere un filo meno è la struttura di fondo: per carità, quel che c'è funziona, intrattiene e diverte, per un metroidvania che si lascia giocare con piacere dall'inizio alla fine. A mancare tuttavia è forse quel guizzo speciale, quello slancio di creatività in più in grado di dare un corpo e una struttura davvero memorabili al titolo: non chissà quale paradosso, considerando la totale assenza di spina dorsale del raccapricciante protagonista. Se vi stuzzica l'idea, a 19.99€ - un prezzo forse non popolarissimo, vista e considerata la longevità tutt'altro che eccelsa - si può comunque fare, perché no. Su Game Pass invece il download diventa, se non obbligatorio, almeno fortemente consigliato: buona caccia!

    7.7

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