Cayne Recensione

Cayne è un'avventura punta e clicca dalle atmosfere forti realizzata dal team The Brotherhood, autori di Stasis.

Versione analizzata: PC
recensione Cayne
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  • Pc

Era il lontano 2013 quando i fratelli Christopher e Nicolas Bischoff, alla guida di uno sparuto manipolo di persone riunite sotto il nome di The Brotherhood, lanciarono su Kickstarter il loro primo progetto: Stasis. Il gioco fu finanziato con successo e, dopo uno sviluppo durato quasi due anni, venne pubblicato nel 2015. Ispirato a pellicole come Punto di non ritorno e Alien di Ridley Scott, Stasis era un'avventura punta e clicca a base di enigmi, che condivideva molti elementi con icone del passato come Sanitarium e King's Quest. L'avventura firmata da The Brotherhood raccontava le peripezie di John Maracheck e lo faceva con toni di una violenza indicibile: i bui corrdoi della Groomlake, l'astronave in cui si ambientavano le vicende, nascondevano efferati episodi di crudeltà umana ed offrivano panorami macabri, schifosamente addobbati con cadaveri dilaniati ed in putrefazione. La creazione dei fratelli Bischoff aveva osato addentrarsi in territori poco battuti, sia dai videogiochi, ma anche dal cinema o dalla letteratura. Anche per questo si rivelò una piccola perla, capace di raggranellare una circoscritta nicchia di persone stregate dalle abilità del duo sudafricano.
Sull'onda di un successo ristretto ma inaspettato, The Brotherhood annunciò che dopo la pubblicazione di Stasis stava lavorando ad una nuova avventura ambientata nello stesso universo. Un progetto meno ambizioso, che avrebbe svolto la funzione di prequel e sarebbe stato disponibile in forma gratuita, senza tuttavia rinunciare alle caratteristiche di spicco del suo fratello maggiore. Cayne non è, però, semplicemente una versione più "cheap" di Stasis: il nuovo punta e clicca dei ragazzi di Città del Capo è soprattutto un esempio dei grandi passi in avanti fatti dal team sotto il profilo tecnico, è un ponte che condurrà a quello che è probabilmente il loro prodotto più temerario: Beautiful Desolation (lo trovate su Kickstarter), ispirato con chiarezza ai Fallout di Interplay.

Cotidie morimur

In Cayne si abbandonano i virili panni di John Maracheck per indossare quelli di Hadley, un'adorabile pulzella che, sebbene incinta di nove mesi, si rivela essere un personaggio decisamente più forte e risoluto del tormentato John. Già all'inizio dell'avventura infatti, legata ad un tavolo operatorio, la donna sfugge dalla morsa di un energumeno piantandogli un bisturi in un bulbo oculare. Sperduta in una struttura di ricerca, sola e senza memoria, la panciuta Hadley si barcamena tra gli asettici locali alla ricerca di una via d'uscita.

Guidata da una misteriosa voce viene a conoscenza delle nefandezze a sfondo scientifico perpetrate in quei laboratori. Esplora luoghi intrisi di una violenza viscerale: una sala in cui un corpo smembrato è stato appeso a dei fili, come in un raccapricciante teatrino dell'orrore, un'altra occupata da un enorme e rivoltante utero materno circondato da pozze maleodoranti di materiale organico. Le baluginanti luci al neon della struttura evidenziano a sprazzi le incrostazioni di sangue sulle pareti, contribuendo a dipingere un'atmosfera malata ed attraente. I PDA degli scienziati raccontano la crudeltà degli esperimenti. Non si è persa, insomma, quella gradevole aura di perversa follia che ha sospinto il leitmotiv di Stasis. Anche se, in generale, Cayne abbraccia con meno forza gli spinosi temi del suo predecessore: ad esempio la protagonista non potrà suicidarsi stoicamente (il suicidio di una donna incinta è troppo anche per The Brotherhood?), né potrà morire così tanto spesso come lo sfortunato Maracheck.
Queste piccole storture, però, non intaccano più di tanto l'ottimo cocktail composto da setting orripilanti ed enigmi, punto di forza di Cayne. Una mistura sempre spumeggiante, a tratti sporcata da qualche puzzle più cervellotico, ma che mantiene alti livelli qualitativi per tutte le circa quattro ore necessarie per concludere l'avventura. Certo, il tempo di completamento dipenderà molto dalla velocità con cui verrete a capo di alcuni problemi: ci sono enigmi semplici che si risolvono con un clic ed altri più complicati, i quali richiedono una buona memoria, un'attenta lettura dei testi e pure una corposa dose di pensiero laterale. Ricordatevi sempre di provare a combinare tra loro gli oggetti, anche se la combinazione vi appare illogica (combinare una punta metallica con un palo da lap dance potrebbe avere il suo perché), e di utilizzarli in ogni punto con cui è possibile interagire. Il vecchio metodo dei tentativi "a casaccio", per quanto disonorevole per le menti più acute, potrebbe evitarvi un bel po' di testate sul muro.
Cayne ha ereditato da Stasis la struttura e la gestione dell'inventario, quest'ultimo è richiamabile passando con il puntatore del mouse nella parte inferiore sinistra dello schermo ed è caratterizzato da una presentazione visiva piacevole, sebbene non risulti altrettanto comodo da utilizzare. La combinazione di oggetti è macchinosa, spesso l'input del mouse non viene rilevato e lo stesso accade nell'interazione con gli elementi dello scenario. Permangono, quindi, gli stessi problemi del predecessore, persino quelli legati al pathfinding del personaggio.

Se però la struttura ludica è rimasta pressoché invariata, lo stesso non si può dire della presentazione grafica, che invece ha fatto moltissimi passi in avanti. The Brotherhood ci ha sorpreso con filmati ben fatti e degni di videogiochi con valori produttivi più alti. Anche il design degli scenari e quello dei terminali e dei PDA è molto più gradevole da vedere, restituendo una sensazione di freschezza e modernità, senza snaturare l'idea di una fantascienza più "sporca". Purtroppo il fatto che la protagonista proietti solo raramente la sua ombra negli scenari (problema già presente in Stasis) dà vita alla strana sensazione che il personaggio e lo scenario siano scollegati, con il primo che si muove quasi fluttuando attraverso gli ambienti. Ambienti per lo più statici, ma profondamente avvolgenti grazie ad eccezionali effetti sonori e alle accurate descrizioni, le quali rafforzano la turpitudine delle "semplici" immagini. Il gioco gode inoltre di una buona traduzione italiana.

Cayne Cayne è un'avventura punta e clicca che consigliamo ad ogni appassionato di enigmi e di atmosfere forti. Il viaggio di Hadley, costretta ad assistere ad esperimenti crudeli ed ignominiosi, trasuda follia da tutti i pori: tra stanze che nascondono creature deformi e costrette a vivere una misera esistenza, laboratori ammantati da composti organici cancerosi e immondi templi dedicati all'umana insania, gli amanti dell'orrore più atroce e psicologico troveranno materiale con cui passare notti insonni. Bisognerà passare sopra a piccole ruvidità nelle meccaniche di gioco, a qualche enigma poco logico e anche a piccole sbavature tecniche, ma i passi in avanti fatti dai ragazzi sudaficani sono tanti e tangibili. Fatelo vostro se avete provato e apprezzato Stasis, se non siete stati così fortunati da giocare la prima avventura di The Brotherhood potreste rimediare partendo proprio da qui, dopotutto per vivere la storia di Cayne non è necessario nessun obolo.

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