Chained Echoes Recensione: un sorprendente jrpg vecchia scuola stile 16-bit

Dopo sette anni di sviluppo, Matthias Linda è riuscito a creare un mondo virtuale destinato a entrare nel novero dei classici del genere.

Chained Echoes Recensione: un sorprendente jrpg vecchia scuola stile 16-bit
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • È strano rimanere stupiti di fronte a un progetto che pesca a piene mani da un passato glorioso, quello dei JRPG degli anni '90. Eppure, lo sviluppatore tedesco Matthias Linda ha lavorato quasi del tutto in solitaria per sette lunghi anni a un videogioco che è riuscito a lasciarci letteralmente a bocca aperta, avvalendosi di alcuni collaboratori per la realizzazione dei fondali e della colonna sonora. Linda ha dimostrato di conoscere alla perfezione i grandi classici da cui ha tratto ispirazione, come Suikoden, Final Fantasy VI, Xenogears e Chrono Trigger, senza però scadere in un vuoto citazionismo, riuscendo a creare un mondo convincente e coerente.

    Sette anni sono tanti, ma in compenso ci è stato consegnato un prodotto impeccabile anche da un punto di vista tecnico, come ci ha dimostrato la versione per Nintendo Switch da noi testata. Per ambizione e risultato, Chained Echoes ci ha ricordato quello Stardew Valley che fece la fortuna di Eric Barone, il suo sviluppatore solitario, impiegato per cinque anni in un'avventura che lo portò a vendere milioni di copie. In questo caso, il publisher Deck13 ha confermato di avere un ottimo occhio per RPG di peso, come già avvenuto con l'ottimo Crosscode. Qui, però, ci troviamo nell'ambito dell'assoluta eccellenza: vi raccontiamo il perché nella nostra recensione di Chained Echoes.

    Poteri divini e intrighi politici

    La storia di Chained Echoes inizia mettendoci nei panni di Glenn, un pilota di Sky Armor, giganteschi mecha utilizzati a fini bellici sul continente di Valandis. Questa terra è tormentata dalle guerre da molti anni, tanto che molti dei suoi abitanti dubitano dell'arrivo di una possibile pace, avendo sempre vissuto in un mondo piagato da morte e distruzione.

    Ed è proprio un evento disastroso a segnare la vita di Glenn: incaricato della distruzione di una potentissima pietra magica in mano alle forze nemiche, il mercenario riesce sì a raggiungere e frammentare l'artefatto, ma ciò comporta la tragica fine di migliaia e migliaia di persone, soldati e civili, nel raggio della fragorosa - e misteriosa - esplosione che ne consegue. Chained Echoes è brillante nell'unire elementi propri del fantasy classico, come la magia, con tecnologie moderne e avanguardistiche, nello stile di quanto visto in capolavori del calibro di Final Fantasy VII (qui la recensione di Crisis Core Final Fantasy VII Reunion). Lo fa mantenendo alta l'attenzione dei giocatori con una trama segnata da guerre, tradimenti e intrighi politici, grazie anche a un cast dotato di vere e proprie punte di eccellenza nella caratterizzazione: menzione d'onore per Sienna e Lenne, due personaggi femminili convincenti nelle loro motivazioni e memorabili per gli eventi che le vedono protagoniste. È coraggiosa la scelta di inserire membri extra nel party in occasione di particolari missioni secondarie, mantenendoli poi per tutto il resto dell'avventura: irrinunciabile il simpatico Tomke, dotato del potere di mangiare i nemici per assorbirne le abilità, proprio come Quina Quen in Final Fantasy IX. Compreso questo meccanismo, il giocatore si sentirà ancora più invogliato a esplorare attentamente il mondo, ad ascoltare le storie dei suoi abitanti e a dare una mano quando questi chiederanno aiuto.

    La trama si muove su binari solidi, tra colpi di scena e personaggi sorprendenti che si dimostrano ben diversi dalle loro apparenze, salvo alcuni isolati momenti in cui abbiamo trovato forzati alcuni dialoghi o irrazionali particolari scelte. Nulla che possa pregiudicare la qualità complessiva del prodotto, che resta molto elevata e mantiene ben alta l'attenzione per tutte le 25 ore necessarie a completare l'avventura, senza tenere conto delle missioni secondarie e degli interessanti contenuti endgame.

    Quest intelligenti e combattimenti appassionanti

    Esplorando tutto ciò che Valandis ha da offrire - a piedi o tramite i mecha, che una volta sbloccati rivoluzionano non poco la navigazione del mondo di gioco, proprio come l'immancabile aeronave - Chained Echoes raggiunge e supera tranquillamente le 40 ore complessive. Questo avviene senza fetch quest ripetitive, ma con contenuti secondari che, per importanza e approfondimento dei personaggi e dell'ambientazione, possono rivaleggiare senza problemi con le missioni finalizzate al completamento della trama.

    Ecco, il visibile talento di Matthias sta anche (e forse soprattutto) nel rispetto del giocatore, del suo tempo e della sua intelligenza. Lo affermiamo anche per la felice gestione dei combattimenti, mai sovrabbondanti e con nemici sempre visibili a schermo: Linda rifiuta, e con ottime ragioni, la formula degli incontri casuali, e introduce degli elementi di gameplay tali da evitare la ripetitività e da incoraggiare la scoperta e l'utilizzo di nuove tecniche e abilità.

    Paradossalmente, gli scontri risultano sì più lunghi di quelli di molti JRPG classici, ma sono anche molto meno noiosi: questo grazie alla barra di Overdrive e Overheat, da controllare nel corso della battaglia e da gestire mediante l'utilizzo di abilità e attacchi capaci di portare l'indicatore a destra o a sinistra. L'ideale è mantenersi al centro, nell'area verde di Overdrive, per avere un maggior potere d'attacco e una maggiore difesa.

    Le azioni vanno quindi calcolate e, in certa misura, premeditate, sfruttando i personaggi a seconda della tipologia dei loro talenti e sostituendoli quando necessario. Cambiare i protagonisti durante lo scontro non costa nulla e non comporta la perdita di turni: in altre parole, il tandem tra i guerrieri è non solo semplice, ma anche esplicitamente incoraggiato e spesso cruciale, specialmente nelle lotte più impegnative.

    Un sistema simile - ma con alcune variazioni sul tema - viene attuato anche quando a scendere in battaglia sono i mecha, connotati da diversi livelli di potenza scalabili a seconda delle necessità, con potenziamenti e penalità che variano in base alla situazione. Se il design dei personaggi e dei nemici non è sempre ispiratissimo, è nelle battaglie con i boss che Linda ha dato il suo meglio, anche a livello grafico. Bellissimi da vedere anche i mecha, disponibili in diversi modelli e colorazioni, dotati di abilità totalmente a sé.

    Pur senza introdurre un sistema di livelli, Chained Echoes mantiene alta la customizzazione dei combattenti e il senso di progressione grazie a talenti unici e allo sviluppo delle tecniche tramite punti dedicati, guadagnati in combattimento, e i Grimoire Shard, destinati all'apprendimento di nuovi poteri. Tutti questi elementi costituiscono un sistema semplice all'apparenza, ma molto stratificato nella pratica, e concorrono a rendere ciascun guerriero irripetibile.

    Arte in movimento

    Valandis è un continente dalla storia tormentata e sanguinaria, ma capace di offrire scorci meravigliosi e tesori nascosti nei luoghi più impensabili. Da montagne innevate e mari tropicali, passando per grotte buie e vallate tranquille solo in apparenza, il mondo di gioco è variegato, colorato, graziato da una pixel art sempre ispirata. In altre parole, Chained Echoes fa esattamente quello che un JRPG dalla marcata vocazione esplorativa dovrebbe fare: offrire al giocatore un'esperienza all'insegna della scoperta, difficile da dimenticare.

    È chiaro che nel quadro di una qualità complessivamente alta vi sono punte di eccellenza e luoghi meno brillantemente caratterizzati: quest'ultimo è soprattutto il caso di alcune delle località iniziali, ma è comprensibile la volontà di riservare le ambientazioni più stupefacenti per la seconda metà dell'avventura. Il tutto è corredato dalla colonna sonora di Eddie Marianukroh, capace di ricordarci lo stile adottato nell'indimenticata serie di Golden Sun ormai qualche anno fa. Qualche nota dolente viene dal lato della scrittura. Abbiamo giocato alla versione inglese del titolo: non esiste, al momento, una traduzione italiana, ma confidiamo che il considerevole successo che Chained Echoes sta conseguendo e la futura pubblicazione di versioni fisiche del titolo possa cambiare le cose. Ecco, dal punto di vista della lingua inglese sono presenti diverse ingenuità ed espressioni non proprio azzeccate in certi contesti: sarebbe stata utile la consulenza di un madrelingua per poter rendere il linguaggio dei protagonisti più adeguato alle varie situazioni di gioco.

    Nulla di drammatico, è vero, ma resta il fatto che l'inglese di Chained Echoes - la lingua in cui la gran parte degli utenti si troverà a giocarlo - è senz'altro poco elegante e, in alcuni casi, addirittura non realistico e fuori luogo.

    Chained Echoes Chained EchoesVersione Analizzata Nintendo SwitchMatthias Linda e i suoi collaboratori firmano il titolo perfetto per chiudere il 2022 appena trascorso, confezionando una hit che - ne siamo certi - ha reso indimenticabili le vacanze natalizie di molti appassionati di JRPG. È vero, Chained Echoes è una lettera d’amore a grandi classici degli anni ’90 e dei primi anni del 2000 ma è anche un’avventura dotata di uno spirito fieramente suo, unico e speciale. Speriamo sinceramente che Linda decida di fare di Chained Echoes una saga e crediamo che riuscirà a fare tesoro di questa esperienza e dei suoi (pochi) difetti per creare, in futuro, altre avventure altrettanto memorabili. Nel frattempo, Chained Echoes è destinato a diventare un nuovo, grande classico, inserendosi nell’illustre firmamento cui fa riferimento. Eccellente il rapporto qualità-quantità-prezzo, con quaranta ore di contenuti sempre nuovi e sorprendenti e un biglietto d’ingresso del costo di 24.99 €, assolutamente modico se messo in relazione alle caratteristiche del prodotto. Se poi avete una sottoscrizione a Game Pass, tenete in considerazione che Chained Echoes è disponibile nel servizio Microsoft. In ultima analisi, il videogioco di Matthias Linda è imperdibile tanto per gli appassionati del genere quanto per coloro che vogliono avvicinarsi ai JRPG in maniera accessibile, nel segno di un’eccellenza assoluta.

    9.5

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