Chaos;Child Recensione: una nuova visual novel dagli autori di Steins;Gate

Dopo il successo di Steins;Gate arriva finalmente in Occidente anche Chaos;Child, visual novel a tema fantascientifico firmata dagli stessi autori.

recensione Chaos;Child Recensione: una nuova visual novel dagli autori di Steins;Gate
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  • PSVita
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • L'espressione "visual novel" nel nostro vocabolario videoludico non ha mai trovato molto spazio. L'esperienza di gioco contemplativa tipica del genere ha sempre faticato a toccare le corde del pubblico occidentale. A causa della nostra forma mentis, siamo naturalmente portati ad evitare la passività e la mancanza di interazione con un'opera che ci porta ad appoggiare il pad o, al massimo, ad utilizzarlo di tanto in tanto. Eppure il genere delle avventure testuali, estremamente apprezzato nella terra del Sol Levante, possiede uno zoccolo duro di fan anche nei nostri lidi, sempre pronti a impegnarsi in una traduzione amatoriale o a battersi affinché i publisher si accorgano di loro. In fin dei conti, stiamo pur sempre parlando di una forma d'arte che riesce a catturare lo spettatore/giocatore con elementi diversi rispetto alla maggior parte dei prodotti videoludici. Potremmo quasi accostarli ai canoni di impostazione "classica" che caratterizzavano i game book di un tempo.
    L'indiscusso ruolo da protagonista viene assunto dall'intreccio narrativo e dalla sfaccettata profondità che contraddistingue ogni singolo "attore" sulla scena . Di solito, la maggior parte delle visual novel rimane relegato entro i confini patrii e solo col contagocce alcune di esse riescono a giungere sino a noi, magari dopo molti anni e solo quando riescono a raggiungere il successo grazie ad altri media. Ciò, ovviamente, induce i publisher ad affrontare l'investimento legato all'importazione del prodotto e alla traduzione. Così è accaduto alle opere di 5pb, come Steins;Gate e Chaos;Child.

    Caos Calmo

    Steins;Gate non ha certo bisogno di alcuna presentazione, data la sua (universalmente riconosciuta) cifra stilistica. Steins;Gate, però, non è un'opera a se stante, bensì è la seconda parte di un ciclo di visual novel conosciuto come "Science Adventure" di cui Chaos;Child (uscito in Giappone nel lontano 2014) rappresenta il quarto episodio principale. Tale ciclo narrativo, tanto per farvi capire il successo di cui gode in terra nipponica, si appresta addirittura a spegnere le sue prime dieci candeline. Il 2018, infatti, sarà il decimo anniversario dell'uscita del primo episodio della serie (ovviamente mai giunto sino a noi): Chaos;Head. Come potete notare, c'è qualche analogia tra il titolo appena citato e l'opera che stiamo analizzando che va oltre in semplice "punto e virgola". Sotto il profilo narrativo, Chaos;Child si situa nella medesima linea temporale del predecessore, anche se in un momento cronologicamente successivo rispetto agli eventi raccontati da quest'ultimo. In realtà, tutti gli episodi della serie Science Adventure si inseriscono in un universo narrativo unitario e sono legati sostanzialmente da un unico filo conduttore, anche se presentano importanti differenze. Infatti, mentre Steins;Gate si addentra nelle teorie scientifiche (e fantascientifiche) legate ai salti temporali e alla manipolazione dello spazio-tempo i "Chaos;" virano verso la pura fantascienza focalizzando il racconto su personaggi dotati di poteri e abilità particolari. Chaos;Child, dicevamo, riprende le fila interrotte dopo i titoli di coda di Chaos;Head.

    Sono passati sei anni da quando il quartiere Shibuya venne raso al suolo da un terremoto di proporzioni devastanti. Con una magnitudo di 7.8 e un epicentro posizionato esattamente sotto il centro del quartiere, il terremoto provocò il crollo di ogni singola opera costruita dall'uomo, lasciando una profonda cicatrice nel terreno. Il sospetto, poi, che l'immane disastro non fosse stato opera della natura iniziò a serpeggiare in maniera insistente tra la popolazione. L'improvviso disastro, all'epoca, provocò anche contraccolpi psicologici alla maggior parte dei giovani, tanto che fu coniata l'espressione "Chaos Child Syndrome" per identificarne e catalogarne i disturbi connessi. Sei anni dopo gli edifici sono stati ricostruiti e la vita, dopo la grande paura del 6 novembre 2009, sembra esser tornata alla normalità. Questa, però, è una parola che dopo il terremoto ha assunto un significato molto diverso, a Shibuya.

    Qui la normalità si traduce in un qualcosa di opprimente e artificiale. Le telecamere di sorveglianza controllano ogni singolo istante della vita dei cittadini. Nonostante il controllo capillare, questo non riesce comunque ad impedire che vengano commessi una serie di cruenti e misteriosi omicidi. Le morti sono talmente bizzarre che la lunga striscia di sangue viene addirittura battezzata dalla stampa con un nome altisonante:"New Generation Madness". Un ragazzo delle superiori a capo della redazione del giornale scolastico, Takuru Miyashiro (rimasto orfano dopo il terremoto e dotato di un spiccato senso investigativo) si mette in testa di risolvere l'intricato viluppo di misteri che, in qualche modo, li lega tutti in un unico filo conduttore e che sembra condurre dritto al misterioso evento avvenuto sei anni prima.

    Delusion Trigger

    Non possiamo dilungarci più del necessario dato che, essendo Chaos;Child una visual novel, rischieremmo di svelarvi troppi particolari sulla trama. Possiamo, però, esprimerci sulla qualità del racconto e sulla struttura narrativa nel suo complesso. L'opera dei 5pb viene sorretta da due pilastri abbastanza solidi: la trama e i personaggi. Questi, nonostante appaiano all'inizio come dei semplici manichini adagiati sui classici stereotipi della cultura nipponica, con il passare delle ore riescono ad acquisire spessore e carattere grazie a sfaccettature caratteriali precise, profonde e studiate con particolare cura.
    Il canovaccio, invece, appare a tratti un po' traballante e poco chiaro ma, nel complesso, riesce a scorrere in modo fluido, intervallato solamente da qualche nostro intervento. Chaos;Child permette al giocatore di farsi carico delle decisioni che dovrà prendere il protagonista. Takuru, in determinati punti della storia, entra in un "Delusional State" che ci consente di imboccare una tra tre "vie" attraverso i trigger del pad: positiva, negativa o neutrale.

    La scelta positiva porta Takuru a estraniarsi dalla realtà e a fantasticare a occhi aperti qualcosa di positivo o, semplicemente, leggero e allegro. Come potete immaginare, la via negativa porta a tutt'altro risultato; mentre se scegliamo di rimanere neutrali il protagonista rimarrà saldamente legato alla realtà fattuale del momento, senza perdersi in astruse fantasie. Un po' come avveniva un tempo con i libri game, a seconda della scelta operata la storia prenderà strade differenti e influenzerà il modo in cui Takuru vedrà e "vivrà" i propri amici. Solo considerando il percorso principale, dunque, il titolo ci offre una buona rigiocabilità. I bivi secondari, invece, puntano ad esplorare in modo più profondo psicologia e pulsioni dei comprimari che sono state semplicemente tratteggiate nel corso del racconto principale. Come se non bastasse, solo dopo aver completato tutte le possibili strade si potrà accedere al vero e proprio True Ending.
    Insomma, Chaos;Child è una visual novel dallo stampo estremamente tradizionale: interazione con il giocatore ridotta ai minimi termini e racconto stratificato su più piani narrativi che conducono a diversi finali possibili. Non c'è spazio per alcun minigioco e per nessun'altra distrazione di sorta. La storia e i vari comprimari devono sempre godere della totale attenzione dello spettatore/giocatore veicolata, in questo caso, da una tecnica stilistica sicuramente pregevole e curata nel suo complesso, ma comunque abbastanza distante dai fasti onirici di Steins;Gate. Il comparto sonoro, al contrario, riesce a coinvolgerci a tutto tondo grazie ad una splendida colonna sonora costantemente sul pezzo e a un utilizzo degli effetti sonori davvero impattante, soprattutto se si indossano le cuffie.

    Chaos Child Chaos ChildVersione Analizzata PlayStation 4Chaos;Child è una visual novel con tutti i crismi. Tradizionale nell'impostazione e molto longeva grazie ai diversi bivi narrativi (che conducono ad altrettanti finali), l'opera dei ragazzi di 5pb si attesta su un livello qualitativo leggermente inferiore rispetto alla magnificenza vista con Steins;Gate. Ciononostante, la quarta interazione dedicata alla serie Science Adventure - nonché seguito diretto del primo capitolo mai uscito dalle coste giapponesi - riesce a proporre un racconto di fantascienza ben strutturato (salvo alcune incertezze a livello di chiarezza narrativa), animato da "attori" di spessore le cui caratteristiche appaiono ottimamente tratteggiate. Ora manca solo Robotics;Notes, altro episodio legato alla serie Science Adventure e - ovviamente - mai giunto nei nostri lidi.

    7.8

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