Recensione Chaos Legion

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Chaos Legion - 1045

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  • PS2
  • Pc
  • Shaker Mode On

    Tralasciamo l’originalità dell’Intro, per adesso. Quella verrà – spero – in seguito.
    Dunque, prendete un pizzico di GdR, aggiungete elementi di strategia quanto basta, aromatizzate con un po’ di azione pure, mescolate bene e… STOP! Qui è l’errore, l’impenitente narcisismo delle Software House, e l’originalità del tutto (introduzione o gioco che sia). Affinché l’ambizioso cocktail possa riuscire almeno accettabile, non solo è necessario che le parti siano dosate in quantità sufficiente per poter essere gustate, ma anche che la loro mescolanza risulti quanto più omogenea possibile. Finora, muovendosi senza criterio preciso all’interno del panorama videoludico, chiunque si sia vantato d’esser riuscito in tale esibizione da Digital Bar Man, ha incontrato l’ardua sentenza della critica, che l’ha riportato alla dura realtà dei fatti: acqua e olio hanno diversa densità.
    Adesso: niente domande retoriche: riuscirà? No!

    Chaos Legion: Cry!

    Chaos Legion, senza mezzi termini, si presenta come lo sviluppo parallelo dell’idea alla base di Devil May Cry. Ovviamente, per onore all’originalità del prodotto, alla diversità videoludica, all’onestà intellettuale, Capcom ha dovuto presentare qualcosa di nuovo. Ecco quindi che la nuova, promessa di una Killer Application si propone come un Action/Gdr, invece di tralasciare tutto quanto c’è dopo la barra. La storia fosca, intermittente, poco chiara e per niente lineare, ci viene iniettata senza preventiva disinfezione, così come nel famigerato sequel di DMC. Risultato di scarso valore, capirete. Comincio a sospettare che i gusti orientali siano invece orientati verso quel tipo di sviluppo della storia. Quindi, ammaliati dal filmato iniziale (di pregevole fattura, comunque), nei panni di Sieg, alla caccia di Victor, piombati nei reconditi angoli bui della follia. Senza chiedere di più: non l’avrete.

    Gameplay

    Character Design di altissimi livelli: un solo problema. E’ l’aspetto migliore del gioco e, guarda caso, non si discosta neppure di una virgola dalle tanto amate curve di DMC. Solo un po’ meno convincente, per i tratti più infantili del protagonista. Niente ci vieta di apprezzarlo, certo, ma voto negativo all’originalità.
    Eccoci dunque al cuore pulsante del gioco. Dopo una smorfia di dolore per l’impatto con la grafica –vedremo dopo i dettagli – l’amarezza non finisce. Certo, leggerete in giro che non si tratta del solito muoversi da uno stanzone all’altro alla ricerca delle miriadi di nemici da affrontare: la strategia dovrebbe salvare dalla trivialità. Pecco di presunzione: l’unico elemento strategico è quello di associare un certo tipo di attacco al relativo tipo di nemico. Così come debolezze e protezioni elementali in qualsiasi GdR che si rispetti.
    Tuttavia, anche lo sporcare i muri di sangue può avere i suoi lati positivi. Analizziamo il modus operandi a cui dovrete attenervi. Nell’affrontare le orde di nemici che vi verranno incontro (davvero tanti visualizzati contemporaneamente su schermo, ma leggete la parte tecnica per delucidazioni importanti), la sola vostra abilità con la spada (ridotta, purtroppo, ad una combo monotona poco variabile anche con l’andar del tempo) non basta. Sieg, quindi, sarà dotato della potenza smisurata delle Legioni, da cui il nome. Equipaggiando preventivamente, prima di ogni livello, particolari simboli (massimo due), il nostro eroe (?) sarà in grado di evocare creature devastanti e terrificanti (basti scorrere i nomi: Arroganza, Tanathos, Colpa, Malignità). La linfa vitale per poterle tenere nel nostro piano materiale, consumata anche nel caso di particolari azioni, deriverà dalle Anime corrotte strappate dai corpi inermi dei nemici.
    Il controllo che avrete sulle entità evocate sarà tutt’altro che totale. Potrete limitarvi ad impostarle in modalità Attiva/Passiva, in modo tale da determinare la loro aggressività naturale verso i nemici. In modalità attiva attaccheranno (opinando autonomamente il tipo d’attacco migliore, togliendovi non poco divertimento) chiunque vi si pari davanti, seguendo schemi imperfetti a meno che non vogliate indicargli un nemico (ed uno solo) in particolare. In modalità passiva tenteranno di difendervi come meglio possibile, a meno di non ricevere l’ordine (tasto triangolo) di un repentino attacco momentaneo. Il loro supporto silente vi affiancherà anche nei momenti in cui, non evocate, giaceranno nei simboli che avete equipaggiato: il solito tasto triangolo vi permetterà un colpo speciale, giusto per rompere la monotonia della combo 4-6 colpi, unica in vostra dotazione.
    Al termine di ogni livello, ed ecco incombere la parte GdR, potrete potenziare le legioni con i punti esperienza che esse hanno acquistato, offrendogli così la possibilità di infierire con attacchi più potenti (sempre al di là di ogni vostro controllo senziente) o di aumentare il loro potere difensivo.
    Giungiamo adesso, alla visione d’insieme.
    Elementi di GdR: alla fine di ogni livello, potenziare le legioni è non solo lungo e faticoso, ma anche poco vario.
    Elementi di Strategia: ogni legione è particolarmente efficace contro un tipo particolare di nemici (organici, meccanici). Unico problema: potete selezionare le legioni solamente prima di affrontare il livello, e non potete assolutamente cambiarle nel corso dello stesso. Dove sta la strategia? Al massimo la preveggenza. Poi trovo scritto in giro che il gioco è relativamente complicato, anche ai minimi livelli di difficoltà. Intendo, come elogio, non come asserzione cinica. Ovviamente, in questa sede ribalto l’interpretazione dell’affermazione.
    Elementi di Azione: una combo poco raffinata, una lentezza impietosa anche nei 60 Hz.
    Cocktail appena accettabile. Divertente per gli appassionati, noioso per gli amanti del gioco in quanto tale, poco originale per caratterizzazione e sviluppo della storia.
    Se cercate gli Action/GdR, proprio da poco sembra esserne arrivato uno ad arieggiare la situazione, ma non mi stancherò mai di ricordare una vecchia gloria, ormai disponibile (per l’ingiustificata incuranza del popolo) nella versione Platinum. Come se il pubblico maturo non potesse proprio accettare l’idea di divertirsi con Paperino, Pippo & Co. Intendo Kingom Hearts, per chi non a capito.

    Technic

    Scarno. Unico aggettivo possibile per il paesaggio. All’alba della terza generazione di titoli, Chaos Legion non regge il confronto. Le ambientazioni sono poco caratterizzate, costituite da un cielo poco profondo, a volte anche troppo limpido, incatenato fra quattro mura. Strutture poligonali praticamente assenti: ogni stanzone non è altro che un grosso ring, collegato ad un altro molto simile, a cui potrete accedere solamente dopo lo sterminio di massa. Le texture sono assolutamente monotone. E non dite che l’ambientazione dark-fantasy lo esigeva: il primo, storico, Devil May Cry (dimentichiamoci di seguiti) resti a monito per ogni sviluppatore. Inoltre, l’impatto fra il ceruleo terso dell’aria e il graffiante marrone scuro monotematico delle pareti, rivela ancor più le imprecisioni che si risolvono in un’abbondare di scalette.
    Grosso pregio: il gioco visualizza contemporaneamente su schermo una quantità impressionante di elementi in movimento. Vi svelerò un piccolo trucco. Quando il numero di nemici diventa talmente alto da non poter sostenere il duello se non con l’aiuto delle legioni, la loro evocazione impedisce misteriosamente al personaggio di correre, e la telecamera si stabilizza (a discapito della visuale, s’intenda). In tal maniera si ottimizza lo spazio di memoria provvisoria utilizzato per visualizzare l’immagine. E’ ovvio, ne corrisponde l’esasperante lentezza di cui sopra, ma c’è poco da farci.
    Comparto sonoro più che buono. Almeno per quanto riguarda la colonna sonora, le scelte sono state quanto mai opportune e piacevoli. Meno notevole il lavoro di campionatura degli effetti.

    Ending Theme

    La promessa di una nuova KA svanisce nell’ovvio. Capcom ha fallito con DMC 2, non risolleva certo le sorti con Chaos Legion. L’idea di fondo rimane comunque una speranza sottile.

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