Recensione Chi vuol essere milionario - seconda edizione

Rispondi a quindici domande e vinci il milione!

Recensione Chi vuol essere milionario - seconda edizione
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  • Wii
  • Apparso per la prima volta nel 1998 sulla rete inglese di ITV, e in un secondo momento sdoganato in tutto il mondo da Endemol, Chi vuol essere milionario è divenuto a spron battuto uno dei format televisivi più famosi al mondo. Il concept originario è stato infatti riproposto in ogni angolo del globo senza variazioni di sorta, fatta eccezione naturalmente per la valuta monetaria, diversa da paese a paese, e per gli aiuti concessi ai concorrenti, che in talune edizioni speciali della trasmissione sono risultati essere piuttosto particolari. Ma in generale, l'inappuntabile scalata verso il milione è rimasta sempre inalterata in tutte le edizioni trasmesse nel mondo, così come rispettata è anche la coerenza musicale e scenografica dello studio televisivo; tutto concorre, infatti, alla creazione della giusta atmosfera, che fa da cornice allo svolgimento di un gioco a premi che mette in palio cifre di cui bisogna aver rispetto. In Italia le redini della conduzione sono state affidate fin dal primo momento alle esperte mani di Gerry Scotti, ormai personaggio di punta della nostra televisione, che con la sua verve contribuisce attivamente al buon successo della trasmissione. Il concept del gioco in vigore oggi nell'edizione italiana prevede che i concorrenti dispongano di tutto il tempo che desiderano, ed è qui che spesso il presentatore di Pavia sfoggia le sue capacità di intrattenimento, colmando i vuoti lasciati alla riflessione del concorrente. Insomma, Chi vuol essere milionario è ormai presente nell'immaginario collettivo dei quiz televisivi, e già da tempo è sfruttato anche per produzioni videoludiche più o meno fortunate. Ubisoft ci riprova, dopo il buon successo commerciale riscontrato un anno fa, immettendo sul mercato Chi vuol essere milionario? seconda edizione, un prodotto che tenta di inserirsi nel folto mercato dei party-game disponibili su Nintendo Wii, ma di fatto alcune discutibili scelte, prima fra tutte quella di non considerare Gerry Scotti come speaker nel gioco, lo rendono un'alternativa che diletterà ben pochi giocatori.

    Dalla TV ai giochi, il passo è breve

    E' naturale che un prodotto del genere, proveniente da un universo completamente diverso da quello dei videogiochi, abbia un valore ludico relativo. Quando poi però entrano in gioco fattori di negligenza da parte degli sviluppatori, quel valore passa da relativo a negativo, se non quasi nullo. Il gioco, nella modalità principale, prevede le canoniche quindici domande di difficoltà crescente, ognuna associata ad un particolare valore pecuniario. Un eventuale errore costa l'azzeramento del montepremi raggiunto, oppure, in caso si fosse precedentemente superato uno dei due traguardi previsti (quinta e decima domanda, rispettivamente 3000 e 20000€) il concorrente si fermerebbe all'ultimo traguardo conseguito. Quattro aiuti sono a disposizione nel caso la domanda colga in fallo il giocatore: 50 e 50, che elimina due risposte sbagliate; aiuto del pubblico, che interpella il parere del pubblico, espresso in percentuale; la telefonata a casa; e lo switch, che permette di cambiare la domanda con un'altra dello stesso valore, ma di diverso argomento. Tre di questi aiuti sono di immediata realizzazione, mentre la telefonata a casa merita una qualche iniziativa: la scelta è caduta su un'impostazione minimalista, che prevede un mii casuale che muove la bocca senza proferire parola, per poi evidenziare una delle quattro risposte. Non è dato sapere, quindi, se il mii fosse certo o meno della risposta, il che porta a fidarsi incondizionatamente.
    La citata negligenza non tarda a manifestarsi già nel corso delle prime partite. Come molti sanno, circa un anno fa l'edizione italiana ha subìto un restyling quantitativo: il valore delle domande, fermo restando il milione finale, è sensibilmente lievitato soprattutto ai livelli più bassi. Quel che ci si aspetta è che come minimo il videogioco ufficiale venga aggiornato parallelamente al format televisivo, ed invece così non è. Gli sviluppatori si sono distrattamente limitati a modificare graficamente la scalata, senza però preoccuparsi di riprogrammare a fondo il gioco. Il risultato è una totale incongruenza fra elementi a schermo, voce dello speaker (riciclata dall'edizione precedente, quindi basata sui valori delle domande ormai abbandonati), e punteggio finale assegnato al termine della partita (anche questo collegato ai valori vetusti). Il grande riuso di domande, risposte e campionature è dunque uno dei peggiori deterrenti all'acquisto. Un gran minestrone di elementi presi alla rinfusa e messi insieme con un pizzico di strafottenza: la ricetta per un disastro.

    Realizzazione tecnica

    Anche il profilo grafico, per quanto questo aspetto possa risultare marginale in una produzione di tale natura, appare sottotono, ed in generale a malapena abbozzato. Ciò che ha caratterizzato da sempre i giochi ispirati a Chi vuol essere milionario è stato il tenativo, a volte riuscito, di trasferire nel nuovo mezzo la stessa atmosfera che gli spettatori vivono seduti davanti al proprio televisore alla canonica ora. Quel che invece trasmette questa seconda edizione è un senso di estraneità a tutto ciò, dovuto alla totale mancanza di elementi che potessero quanto meno familiarizzare con il programma televiso: qualche scorcio del famoso studio con le due postazioni al centro, qualche gioco di luce (tutti elementi universali in ogni versione nazionale), e primo fra tutti naturalmente la voce di Gerry Scotti. In questo senso la sua assenza è probabilmente il difetto maggiore.
    Da soli o in compagnia, la longevità di un titolo del genere non potrà che essere esigua, e a nulla possono le due balbettanti modalità extra ideate per dare un briciolo di varietà all'esperienza ludica. La fragilità del parco domande a disposizione comincia a farsi sentire già dopo un pugno di partite.

    Chi vuol essere milionario seconda edizione Chi vuol essere milionario seconda edizioneVersione Analizzata Nintendo WiiChi vuol essere milionario - seconda edizione è il classico gioco ispirato al celeberrimo quiz televisivo, ma con diverse mancanze rispetto ad alcune passate trasposizioni. In generale è stata posta poca cura alla realizzazione del titolo, che in ogni aspetto denota molti limiti, tanta superficialità, e diversi errori. Si propone evidentemente come un'alternativa ai tanti party game disponibili sulla console targata Nintendo, ma di fatto esercita la più flebile delle concorrenze.

    4.5

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