Chorus Recensione: una storia di redenzione nello spazio profondo

Chorus è un titolo sulla carta molto interessante, penalizzato purtroppo da alcuni difetti che non passano inosservati.

Chorus Recensione: una storia di redenzione nello spazio profondo
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Presentato durante l'Inside Xbox che Microsoft tenne nel mese di maggio 2020, lo space-combat shooter confezionato dai ragazzi di Deep Silver Fishlabs - un piccolo studio precedentemente conosciuto come Fishlabs Entertainment GmbH - catturò subito la nostra attenzione, grazie appunto al suo frenetico sistema di combattimento e alle intriganti premesse narrative (per maggiori dettagli vi invitiamo a consultare la nostra primissima anteprima di Chorus). Nell'ultima settimana abbiamo finalmente potuto setacciare in un lungo e in largo l'universo silenzioso e oscuro di Chorus, scoprendo tuttavia un prodotto incapace di soddisfarci completamente e affetto da problematiche che ne limitano oltremisura il potenziale. Allacciate le cinture, sarà un viaggio turbolento e accidentato!

    L'ora del riscatto

    Benché l'uomo contemporaneo abbia appena iniziato a esplorare lo spazio e ad estendere i propri orizzonti oltre i confini della Terra, il cinema e la letteratura fantascientifica ci hanno abituati a vedere la galassia come un'infinita fonte di pericoli, guerre interplanetarie e minacce di proporzioni cosmiche. Attenendosi alla regola, Chorus è ambientato in un universo dilaniato dai conflitti spaziali, i quali spezzarono miliardi di vite e lasciarono i pochi superstiti divisi in piccole fazioni poco propense al dialogo.

    Il cosmo rimase insomma separato anche dopo la conclusione delle ostilità, almeno finché il Grande Profeta e il movimento da lui guidato non comparvero dal nulla per riunire i popoli sopravvissuti al grande disastro: descritto come un gentile guaritore che aiutava gli infermi, il comandante assoluto della cosiddetta Cerchia divenne pertanto un bagliore di speranza, una luce che potesse guidare tutti nelle tenebre del firmamento. Deciso a portare pace e sicurezza, il suo obiettivo era infatti quello di raggiungere il Coro, ossia "l'armonia eterna" che avrebbe dovuto avvolgere tutti gli abitanti dello spazio, almeno finché la sua personalità non cambiò radicalmente, così come gli obiettivi della Cerchia intera da lui fondata. Quello che inizialmente era stato un culto pacifico e votato a ricucire l'umanità si trasformò di punto in bianco in una forza inarrestabile e mossa soltanto dal desiderio sfrenato di sottomettere tutta la galassia.

    La protagonista di Chorus, Nara, era la migliore pilota al servizio del Grande Profeta e, vedendo nella sua figura il padre che non aveva mai avuto, nutriva nei suoi confronti una fedeltà totale e incondizionata. Ambiziosa, caparbia e forse anche un po' cieca, la donna in possesso di doni sorprendenti e originari dei Senzavolto - degli esseri interdimensionali dalle capacità inaudite - gli è quindi rimasta accanto per anni, svolgendo con assoluta solerzia il proprio ruolo di carnefice. Tutto è però cambiato quando il mondo ribelle di Nimika Prime ha rifiutato l'armoniosa dottrina del Coro, addossando su di sé l'ira del Grande Profeta e andando incontro alla distruzione.

    Aprendo una frattura nella realtà, la stessa Nara ha finito per ridurre in polvere il corpo celeste e i suoi abitanti, per poi rimanere schiacciata da un indicibile senso di colpa. Tormentata dalle innumerevoli vite spezzate, l'infallibile Anziana al servizio del Grande Profeta ha quindi abbandonato i ranghi per fuggire in esilio e lasciarsi alle spalle gli orrori compiuti, scoprendo tuttavia che nel vasto universo non vi sia luogo alcuno in cui ci si possa nascondere dall'occhio della Cerchia.

    Dopo aver rinunciato ai poteri oscuri che le avevano permesso di diventare una pilota senza eguali, Nara ha trovato un impiego nel remoto Sistema Stega, costruendosi piano piano una nuova vita, ma quando l'ombra della Cerchia è piombata anche sulla sua nuova casa, mettendo a repentaglio l'esistenza dei suoi abitanti, Nara ha compreso di dover rispondere al fuoco col fuoco.

    Coadiuvata dalla nave senziente Forsaken, che negli anni spesi al servizio del Grande Profeta era stata la sua più grande alleata, l'ex-braccio destro del tiranno cosmico ha pertanto giurato di utilizzare i propri doni per fermare personalmente la Cerchia ed espiare le incalcolabili colpe di cui si è macchiata mentre gli era fedele. Quello di Chorus è quindi un racconto di redenzione, che al netto di un incipit poco originale e ispirato riesce a tenere sempre alta la curiosità del giocatore.

    Le missioni della campagna, del resto, non si limitano a mostrare le gesta di una Nara ormai mossa dal sincero desiderio di riscattarsi, ma soprattutto permettono di esplorarne la vita passata e di apprendere delle importanti nozioni sulla sofferente realtà in cui è ambientata l'avventura. Sfortunatamente la storia concede pochissimo spazio ai personaggi comprimari, che non a caso compaiono soltanto durante le comunicazioni e ricoprono un ruolo assai marginale, ma nel complesso gli sviluppatori di Deep Silver Fishlabs sono comunque riusciti a imbastire un impianto narrativo stimolante che accompagna i giocatori nelle 15 ore necessarie per giungere ai titoli di coda. Un quantitativo di tempo tutto sommato ragionevole, che però può superare la soglia delle 20-25 ore nel caso ci si dedichi alle tantissime sidequest sparse per i vari sistemi stellari di Chorus.

    Ostacoli non sempre aggirabili

    È sul piano ludico che la creatura targata Deep Silver Fishlabs ci ha fatto provare sensazioni contrastanti, poiché se da una parte abbiamo apprezzato non poco le fasi di combattimento, dall'altra alcune attività obbligatorie sono invece riuscite a esasperarci. Procediamo con ordine, specificando innanzitutto che l'adrenalinico space combat shooter propone scontri a fuoco al cardiopalma, inseguimenti mozzafiato e sorprendenti evoluzioni, proprio come ci si aspetterebbe da un titolo focalizzato sul combattimento tra navicelle spaziali.

    Complice una mappatura dei comandi abbastanza intuitiva, sfrecciare a tutta velocità tra le stelle, passare rapidamente da un'arma all'altra e ricorrere a manovre evasive dell'ultimo secondo non è mai stato tanto semplice e appagante. Anche perché il gameplay non prevede solo le azioni tipiche del genere, ma si avvale dei sorprendenti poteri di Nara per proporre soluzioni ludiche ingegnose e molto utili.

    Attraverso i Rituali, infatti, la donna può apprendere abilità particolari come la "Trance da Drift", che per un tempo limitato consente alla pilota e alla sua astronave senziente di entrare in uno stato di perfetta sincronia ed eseguire manovre di drift altrimenti irrealizzabili. Una skill, questa, che durante le dispute con le navi della Cerchia facilita tra le altre cose il mantenimento della rotta e della velocità acquisita, permettendo per giunta di ruotare su sé stessi e di sparare in qualsiasi direzione.

    Se almeno sulla carta il "Rituale della Percezione" dovrebbe permettere alla nostra eroina di individuare oggetti nascosti nei dintorni, il "Rituale della Caccia" è senza dubbio l'abilità più utile tra quelle sbloccabili nella prima metà della campagna, in quanto innesca una sorta di teletrasporto.

    Già veloci e agili oltre ogni tecnologia navale conosciuta, Nara e Forsaken possono utilizzare la suddetta skill tanto per semplificare la fuga negli spazi ristretti e superare in un batter d'occhio qualsiasi campo energetico altrimenti invalicabile, quanto per abbandonare per un istante il tessuto della realtà e ricomparire alle spalle del nemico inseguito. In mischia si tratta quindi di una risorsa preziosissima, anche perché - come spiegato nella nostra precedente anteprima di Chorus - la leggibilità non è l'aspetto meglio riuscito della produzione. Traboccanti di elementi decorativi quali asteroidi, detriti o quant'altro, i paesaggi di Chorus sono piuttosto belli e fantasiosi, ma l'eccessivo numero di oggetti presenti sullo schermo inficia negativamente sulla corretta lettura dell'azione, anche perché il titolo è sprovvisto di un radar. Se a questo aggiungiamo che la scia lasciata dagli avversari risulta abbastanza debole e finisce puntualmente per confondersi con lo scenario, nelle situazioni più concitate il "Rituale della Caccia" si rivela l'unico modo davvero efficace per abbattere gli obiettivi in tempi brevi.

    Abbiamo qualche riserva anche sul bilanciamento complessivo della difficoltà, che in alcune situazioni impenna vertiginosamente e rende l'intera esperienza abbastanza hardcore. Dal momento che il giocatore deve sempre prestare molta attenzione al paesaggio, al fine di non schiantarsi contro le stazioni spaziali o i meteoriti (che alle volte presentano fastidiose barriere invisibili), siamo dunque del parere che i ragazzi di Deep Silver Fishlabs, al momento di calibrare il livello di sfida, avrebbero dovuto tener conto anche e soprattutto della scarsa leggibilità dell'azione.

    Se la suddetta problematica può essere in parte aggirata adottando un approccio meno spericolato o comunque abbassando il livello di difficoltà nelle opzioni (ve ne sono quattro in tutto), la grande falla nello scafo di Chorus è rappresentata dalle fasi di ricerca, in cui appunto il giocatore è incaricato di individuare oggetti e navette senza precise icone di destinazione.

    Non solo nelle suddette sequenze non è mai chiaro cosa occorra cercare, ma il più delle volte le aree da perlustrare allo sbaraglio sono talmente vaste da portare via delle ore, restituendo la fastidiosa sensazione di star cercando un ago in un pagliaio. È possibile che lo sviluppatore abbia escogitato tale soluzione per estendere la longevità del titolo, ma vi è il concreto rischio che il maldestro tentativo finisca invece per facilitare l'abbandono prematuro di un prodotto che, al di fuori delle battaglie, tende a diventare frustrante e ripetitivo.

    In compenso va detto che Chorus presenta un geniale sistema di crescita e personalizzazione dell'armamentario. Se le armi e le attrezzature extra vanno acquistate negli appositi hangar sparsi un po' ovunque, l'efficacia della Forsaken e dei poteri della stessa Nara non dipendono tanto dal numero di crediti sperperati nei negozi, bensì dal livello di maestria raggiunto. Distruggendo le navette avversarie o compiendo determinate azioni, l'efficacia delle abilità della pilota e del suo mezzo di trasporto aumentano progressivamente, conferendo loro dei bonus specifici sempre più utili.

    Bene ma non benissimo

    Come sottolineato più volte su queste pagine, al netto di asset grafici piuttosto semplici, gli scenari realizzati dal team di Deep Silver Fishlabs - che fino a questo momento si è occupato soltanto di titoli mobile - sono piuttosto belli e fantasiosi, tant'è che durante la nostra prova ci siamo spesso fermati a rimirare i paesaggi più complessi. Nel mezzo delle missioni, infatti, capita molto spesso che l'attenzione del giocatore venga catturata dagli anelli di un pianeta lontano o da una stazione spaziale nascosta in qualche insenatura.

    Lo stesso non si può dire purtroppo per l'arretrato modello poligonale della protagonista Nara e per le rare quanto sfocate cutscene in cui questo viene utilizzato, che appunto tradiscono un budget palesemente risicato e la scarsa esperienza dello studio con produzioni di questo calibro. Navigando tra le impostazioni abbiamo scoperto che Chorus presenta due diverse modalità grafiche, che rispettivamente privilegiano il frame rate e il livello di dettaglio. Se la seconda restituisce una resa visiva qualitativamente superiore, la prima garantisce - almeno su Xbox Series X, dove abbiamo condotto i nostri test - un'esperienza sempre fluida.

    Chorus ChorusVersione Analizzata Xbox Series XChorus è un prodotto riuscito a metà. I ragazzi di Deep Silver Fishlabs hanno effettivamente plasmato un sistema di combattimento galvanizzante e sorretto da meccaniche di gameplay che ben si adattano al genere degli space combat shooter, ma la componente esplorativa quasi del tutto priva di indicazioni e la scarsa leggibilità dell’azione penalizzano l’impianto ludico. Se da una parte ci dichiariamo soddisfatti del lavoro compiuto sul fronte narrativo, lunga è ancora la strada che lo studio di Amburgo dovrà percorrere per trasformare Chorus nel prodotto promessoci. La redenzione di Nara, insomma, non può ancora dirsi del tutto raggiunta.

    7

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