Circle of Sumo Recensione: spanciate in libertà su Nintendo Switch

Il team di Red Rope: Don't Fall Behind torna a sperimentare con la formula multiplayer, proponendo stavolta un party game decisamente sopra le righe.

recensione Circle of Sumo Recensione: spanciate in libertà su Nintendo Switch
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  • Ah, la nobile arte del Sumo. In fondo, per ragioni del tutto geografiche e culturali, noi occidentali spesso non conosciamo poi molto dell'argomento. Sapevate, ad esempio, che tale disciplina nasce addirittura agli albori del VI secolo come parte di una cerimonia religiosa shintoista? Solamente più tardi si trasforma infatti in una forma di intrattenimento riservata alla classe nobile, evolvendosi poi in spettacolo per le masse popolari, fino a diventare tutt'oggi lo sport nazionale del Giappone.
    Eppure a chiunque sarà familiare la solennità rituale che accompagna questi scontri di resistenza tra montagne di grasso, così come la semplicità del loro regolamento base: sfruttare la forza bruta di ogni grammo (o meglio, decina di chili) della propria mole adiposa per estromettere l'avversario fuori dai confini di un ring circolare, il dohyo. Una dinamica in apparenza piuttosto elementare da trasporre all'interno di un videogioco, a meno che non si rincorrano chissà quali velleità simulative.

    Per questo i (pochi) titoli basati sul sumo sono guidati dallo spirito arcade: replicarne la fisicità alla lettera sarebbe infatti uno sforzo ostico, a cui si aggiunge il serio rischio di ottenere un risultato poco interessante, o perfino noioso. Cosa accadrebbe quindi se un piccolo studio nostrano decidesse - al contrario - di esasperare non solo tutto il rigore della lotta, ma anche le naturali leggi fisiche? La risposta è lo stravagante Circle of Sumo di Yonder, team di Roma già noto per lo sperimentale e apprezzato Red Rope: Don't Fall Behind.
    Vincitore dell'edizione 2017 della Global Game Jam in cui è nato, Circle of Sumo è un atipico party game con elementi picchiaduro che ribadisce la propensione degli sviluppatori per le esperienze multiplayer fuori dagli schemi. Dopo l'ultima prova dello scorso maggio durante Svilupparty 2018, abbiamo potuto giocarlo in anteprima su Nintendo Switch, dove è stato pubblicato da Strelka Games esclusivamente su eShop. Sistematevi bene il mawashi e iniziate a gettare il sale sul ring, vi raccontiamo la nostra esperienza diretta.

    Metti la panza, togli la panza

    Basta qualche round per rendersi conto di come Circle of Sumo (che uscirà a breve anche su Steam) si sposi alla perfezione con la filosofia del giocare "ovunque e con chiunque" promossa dalla console Nintendo. Non poteva, in effetti, esserci miglior scelta di Switch per un titolo completamente votato al multiplayer locale. Attenzione però a quel "completamente", perché ci torneremo presto.
    A differenza di Red Rope, qui il multigiocatore è competitivo: fino a quattro giocatori - singolo Joy-Con alla mano - possono scegliere tra otto diversi sumotori (ciascuno caratterizzato da parametri differenti di potenza, velocità e accelerazione), con la possibilità di formare squadre oppure lottare tutti contro tutti in arene con visuale top-down.
    Scesi sul più classico dei ring disponibili, inizia il match al meglio di cinque round: si può correre (a scapito del controllo), schivare, contrattaccare di pancia e... caricarsi per poi spararsi verso l'avversario a velocità inaudite. Più vicino a una partita di flipper in multiball che al tradizionale sumo, ogni sotterfugio non sarà mai abbastanza subdolo quando è questione di portare a casa la vittoria, spesso con risultati a dir poco esilaranti. C'è davvero del tragicomico nel vedersi eiettare via da soli per aver preso male la mira, oppure perché il bersaglio ha saputo schivare all'ultimo secondo, ed è proprio quel tipo di divertimento immediato e genuino - ideale per un'atmosfera festosa - pienamente condivisibile anche da chiunque non abbia mai toccato un videogioco.

    Se si è però alla ricerca di un'esperienza che sia più profonda sul lungo termine, da dividere magari con un amico particolarmente agguerrito, il rischio di restare a bocca asciutta c'è: malgrado il buon numero di azioni disponibili porti a dinamiche semplici ma ben connesse tra loro, spesso una spintonata ben piazzata (talvolta anche quando contrattaccata) è più che sufficiente per avere la meglio e chiudere il round nel giro di una manciata scarsa di secondi. Certo, l'impegno diventa leggermente maggiore uno contro uno: il controllo spaziale aumenta, la tensione sale e allora non resta che fare scaltramente leva sul terrore psicologico, ma difficilmente si arriva a una qualche profondità tecnica. D'altronde, Circle of Sumo non è un fighting game in senso stretto, e nemmeno vuole esserlo.

    Chi sarà il prossimo yokozuna?

    L'interesse tuttavia si mantiene discreto man mano che vengono sbloccate (grazie al denaro accumulabile lotta dopo lotta) le altre curatissime arene, per un totale di ventiquattro, che definire "atipiche" è un pallido eufemismo.

    Ognuna si distingue infatti per almeno un'eccentrica trovata capace da sola di ridare freschezza agli incontri, cambiando ogni volta le carte in tavola. Se qualcosa somiglia vagamente a un cerchio, allora può diventare un ring: tra i più geniali e riusciti, vi è il mirino di un cecchino pronto a colpirvi; la sommità di una torre con una botola centrale che scatta a tempo, o anche una rotonda trafficata da auto che - ovviamente - non si faranno problemi a investirvi.
    Il vero limite di Circle of Sumo è insomma la mancanza di una modalità online in grado di donare ulteriore risalto e sostanza a un titolo ricco di potenziale. Qualora non si possa contare sulla compagnia di altri rikishi, oltre a non poter lottare contro la CPU, le attività dedicate al giocatore solitario sono infatti limitate a un paio delle sei modalità bonus presenti in aggiunta al sumo "tradizionale". Le prime sono entrambe godibili sfide di resistenza ispirate a Frogger, nelle quali si accumulano punti balzando da un tronco all'altro lungo un fiume in piena oppure si attraversa noncuranti la strada principale di un centro cittadino; utili come diversivo, se non altro per macinare monete.
    Le restanti sono invece declinazioni delle meccaniche di gioco verso altre discipline sportive, dove la più riuscita è senza dubbio quella calcistica, specialmente quando si decide di metter contro squadre di due giocatori: il tentativo di assemblare una benché minima formazione strategica è destinato ben presto al caos.
    Degno di assoluta lode è infine lo stile estetico, ispirato agli ukiyo-e (le celebri stampe su legno giapponesi di Hokusai e Hiroshige), la cui cura certosina e viva personalità emerge sia dalle pregevoli animazioni sia dai numerosi dettagli che arricchiscono le varie arene; piacevoli e atmosferici anche gli accompagnamenti musicali, sebbene avremmo certo gradito qualche traccia in più.

    Circle of Sumo Circle of SumoVersione Analizzata Nintendo SwitchSovvertendo a piacere le inflessibili leggi dello sport di Akebono Taro, Circle of Sumo sa come regalare ai suoi lottatori momenti di divertimento in grado di “spanciare” dalle risate. Circondati dalla giusta cerchia di amici e parenti, il nuovo gioco di Yonder sa essere un party game frizzante, eccentrico e dal retrogusto artigianale. Nel caso invece siate combattenti solitari, probabilmente guarderete subito altrove alla ricerca di una sfida maggiormente profonda e meno chiassosa.

    7.2

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