Recensione Civilization 4

Pronti a sfidare nuovamente i millenni?

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  • Elogio a Sid

    Inutile negarlo: Sid Meier lascerà sicuramente un segno nella storia dei videogiochi; e non stiamo parlando solamente di un capolavoro lanciato lì sul mercato, ma ci riferiamo a una vera e propria rivoluzione, che ha realmente modificato il gameplay di tutti i giochi strategici a turni (tbs d’ora in avanti).
    La rivoluzione cominciò nel lontano 1991, quando Sid pubblicò il suo primo gioco di strategia: Civilization.
    In solamente 3 mb di gioco, questo eccentrico e al tempo sconosciuto game-designer metteva nella mani del giocatore un'intera civiltà, col compito di farla sopravvivere ai millenni e alle altre civiltà in competizione, cercando il giusto equilibrio tra uso della forza bruta e ricerca scientifica, della diplomazia e guerra.
    La reazione del pubblico di allora è facilmente immaginabile: a poche settimane dal release sul mercato Civilization aveva già scalato le vette di vendita, posizionando nei primi posti nella classifica dei videogames più venduti.
    Il colossale successo (e gli incassi specialmente) convinsero Sid a lavorare su un secondo capitolo.
    Qualche anno dopo ecco pronto Civilization II, che non solo riprese, ovviamente, le linee guide del predecessore, ma addirittura riuscì a superarlo in tutti gli aspetti possibili: forse è proprio questo che rivela l’estrema genialità di Sid Meier: l’abilità di riproporre un sequel rivoluzionato a tal punto da apparire completamente nuovo. Chi di voi potesse pensare che basti solamente aggiungere qualche elemento a casaccio, o applicare un restyling completo, decisamente si sbaglia, e le prove sono visibili un po’ ovunque: basta pensare a titoli come Doom 3 e Quake IV, che malgrado la moltitudine di lati positivi, non sono riusciti a innovare il genere e i risultati.
    Tornando a Civilization, anche il secondo capitolo raccolse lo stesso successo del predecessore -forse addirittura maggiore- creando una solida e vastissima base di appassionati al genere.
    Nel 2001 ecco arrivare il terzo capitolo, dopo non pochi problemi di diritti d’autore e di copyright, poiché una sconosciuta software house tentò di seguire la scia del successo della serie Civilization pubblicando un controverso sequel, Civilization: Call to Power.
    Risolti i problemi di natura puramente legale, Civilization 3 e la sua futura espansione Play the World riscossero anche questi una moltitudine di critiche positive e di incassi.
    Il problema di Sid adesso cominciava a diventare veramente serio: parafrasando una celebre frase “How do you improve on perfection”, il nostro programmatore, ormai diventato lead programmer e producer, doveva trovare qualcosa che riuscisse nuovamente a stimolare i giocatori a divertirsi col futuro capitolo della serie Civilization.

    “Sul mio regno non tramonterà mai il Sole” - Carlo V

    Le innovazione in Civilization 4 non mancano di certo, e malgrado i veterani della serie si troveranno a loro agio con le funzioni basi del titolo, come il movimento delle unità, o la costruzione di nuovi edifici nelle città, è vivamente consigliato seguire il tutorial, in quanto moltissimi aspetti appena accennati dei precedenti episodi, come ad esempio i bonus che i vari terreni offrono, o la gestione politica della propria civiltà, sono stati ampiamente espansi, sino a diventare nuovi elementi di gioco.
    Uno degli aspetti migliorati rispetto ai titoli precedenti è, senza dubbio, la gestione delle risorse uniche: nei precedenti Civilization, fatta eccezione per il terzo capitolo, tutte le civiltà potevano liberamente costruire qualsiasi unità: i programmatori, per implementare questo aspetto in Civilization 4 hanno deciso di porre delle strette limitazioni: ad esempio, una civiltà, per poter costruire i Dragoni, delle potenti unità di cavalleria, necessiterà di alcune risorse, come il Ferro e i Cavalli. Ancora, in età moderna, per poter costruire i Carri Armati moderni, oppure le bombe atomiche, dovrete necessariamente avere a disposizione una fonte di petrolio per i primi ed una di uranio per le seconde.
    Questo stratagemma ovviamente incentiva i giocatori ad espandere la propria civiltà, costruendo delle città prossime a risorse di questo tipo: inutile dirvi che, come accade anche nella realtà, si verranno a creare delle vere e proprie guerre, che potranno coinvolgere anche più civiltà, magari per conquistarsi un pozzo di petrolio attivo, o una piccola miniera di uranio.
    Ovviamente la guerra non è l’unica soluzione per potersi accaparrare queste risorse speciali: se preferite utilizzare la diplomazia anziché i cingolati, vi basterà contattare un leader di un'altra civiltà e commerciare qualche vostro bene, un altissima somma di denaro o addirittura una città, in cambio della risorse che desiderate.
    Durante una nostra partita, si è rivelato particolarmente efficace conquistare tutti i pozzi di petrolio di una nostra civiltà rivale prima di sferrare l’offensiva pesante contro le diverse città: con una serie di piccoli attacchi consecutivi, e rapidi raid delle forze speciali, siamo riusciti a lasciare senza nemmeno più un barile di grezzo questo nostro rivale: da quel momento in avanti, la strada per la vittoria è stata tutta in discesa: ci è bastato assaltare le loro sorpassate unità con i nostri moderni carri per trionfare in pochi turni.
    Esistono comunque diversi tipi di risorse, non unicamente quelle che portano miglioramenti ai vostri apparati bellici, ma anche alcune che, ad esempio, velocizzano la costruzioni di edifici e meraviglie, o che giovano alla saluta dei vostri cittadini o ancora, che aumentano le vostre entrate.
    Un'altra interessante novità di Civ 4 è l’introduzione di un avanzato sistema di controllo politico: mentre nei precedenti capitoli il giocatore si trovava davanti alla scelta di una sola possibile forma di governo, con dei vantaggi e svantaggi poco marcati, in questo seguito avrete a disposizione ben cinque diverse forme di governo per ogni possibile ambiente: questo significa che per esempio, la vostra politica economica potrà essere di mercantilismo, che vi porterà dei vantaggi interni ma penalizzerà i rapporti esteri, oppure di libero mercato, che al contrario favorirà la crescita economica. Un altro esempio può essere la vostra possibile politica religiosa: preferite essere una civiltà pagana oppure una fondata sulla teocrazia?
    Come potete immaginare, le possibilità di sfumatura della vostra civiltà sono veramente moltissime.

    “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contrariaa” I. Newton

    Altre rilevanti innovazioni riguardano la possibilità di scegliere la religione ufficiale della vostra civiltà: questa non solo servirà nei rapporti diplomatici, facilitandovi i rapporti con civiltà col vostro stesso credo, peggiorando quelli di fede opposta, ma influenzerà direttamente la vostra partita, lasciandovi accedere a particolari strutture e vietandovi la costruzione di altre.
    Potrete quindi decidere di lanciare una vera e propria Guerra Santa, coalizzandovi con tutte le civiltà di stessa fede per massacrare un miscredente, oppure se preferite la via pacifica, vi basterà inviare una quantità esagerata di missionari con la speranza di convertire l’altra civiltà.
    Questo ovviamente varrà anche contro di voi: l’IA che gestisce i vostri avversari è decisamente avanzata e, specialmente a livelli di difficoltà elevata, vi troverete assediati da unità non belligeranti che minano la stabilità della vostra civiltà, profetizzando una “finta” fede. Non commettete l’errore di sottovalutare la forza dei missionari: una città potrà decidere di rivoltarsi e innescare una serie di rivolte in tutto il vostro impero, lasciandovi facilmente preda delle civiltà più aggressive.
    Un'ulteriore importante differenza risiede nella coda di costruzione e di ricerca: in qualsiasi momento potrete decidere di modificare l’unità o edificio che state costruendo a favore di un altro per poi riprenderla dallo stesso punto in un momento successivo; lo stesso vale per l’albero tecnologico: potete decidere di cominciare a sviluppare una tecnologia e successivamente dare priorità ad un'altra: a questo punto, terminata la prima, potrete continuare dalla seconda. Questo ha ovviamente un importanza decisiva quando, per esempio, una vostra città stia costruendo una meraviglia costosissima e allo stesso tempo si trovi sotto attacco: vi basterà convertire la produzione in qualcosa di più utile, per riprenderla successivamente.

    “Aleia iacta est” - G. Cesare

    Ciò che probabilmente lascerà maggiormente spaesati anche i fan sfegatati di tutti i precedenti Civilization è il sistema di combattimento. Anche Civilization 4, per adeguarsi agli standard degli altri titoli di strategia, ha deciso di inserire la variabile “esperienza”: questo significa che ogni volta che la vostra unità uscirà viva da un combattimento guadagnerà un po’ di esperienza, fin quando non salirà di livello, permettendovi così di scegliere tra una delle molte diverse abilità: per esempio, potrete promuovere la vostra unità di spadaccini con l’abilità “Guerriglia”, che fornirà un bonus del 20% in difesa sulle colline, oppure quella di Medico, che permetterà all’unità di curare altre unità alleate sulla stessa casella.
    Inutile dire che questo sistema amplia ulteriormente le possibilità di combattimento: uno scontro tra due tank uguali non vedrà necessariamente la fine di tutte e due, come accadeva precedentemente, ma anzi, spesso uno dei due dominerà di netto sull’altro: questo perché oltre alle diverse abilità assegnabili, conterà moltissimo il tipo di terreno sul quale si troverà l’unità. Una foresta per esempio, fornirà un bonus difensivo di ben 50% mentre un deserto penalizzerà entrambi le unità. Questo stratagemma apre la strada ai giocatori per costruire nuove strategie di gioco: una vostra unità, fortificata su una collina tra due montagne invalicabili, con le giuste abilità, potrà far fronte ad una schiera infinita di avversari: in altre parole, potrete vivere direttamente quello che gli Spartani hanno passato alle Termopili!
    Va anche detto che i programmatori hanno sensibilmente aumentato il livello di difficoltà per la conquista delle città: non basterà più procedere con un bombardamento massacrante per eliminare qualsiasi forma di resistenza, ma anzi, spesso queste azioni procureranno dei vantaggi quasi impercettibili: la soluzione sta nell'optare per la giusta combinazioni di unità, secondo il vecchio schema “carta-sasso-forbice”: un unità sarà particolarmente efficace contro un'altra, ma estremamente penalizzata verso una terza: ecco quindi che l’elicottero da guerra potrà affrontare un intera divisione di carri armati, ma verrà distrutto senza difficoltà da un’unità di fanteria dotata di missili terra-aria.
    Durante le nostre partite è stato veramente impegnativo riuscire a sconfiggere un’intera civiltà conquistandola con la forza: spesso vi converrà ricorrere a strategie più complesse, come la conquista graduale delle risorse indispensabili all’avversario, e via discorrendo.

    “Punirne uno per istruirne mille” - Mao Zedong

    Comprensibilmente, tante nuove e ben realizzate innovazioni dovevano essere accompagnate da un aspetto grafico e da musiche altrettanto degne: come si usa dire, anche l’occhio vuole la sua parte e per fortuna, adeguandosi agli standard degli strategici moderni, anche questo nuovo capitolo di Civilization usa un motore completamente a tre dimensioni. Potete quindi dimenticarvi la vecchia mappa a due dimensioni, dove stilizzate unità si muovevano come pedine: adesso ogni singola unità dispone di una o più animazioni personalizzate per ogni singola azione, tutte realizzate con cura, anche se purtroppo non a livelli eccelsi.
    L’engine che anima tutto il mondo del quarto episodio è lo stesso della nuova versione di Pirates!: malgrado non supporti tecniche di grafica raffinate, come gli shader e il bump mapping, riesce comunque a soddisfare le nostre ormai avide pupille e risulta, nel complesso, soddisfacente; una plauso va comunque mosso ai programmatori per l’eccellente lavoro eseguito sul motore grafico: anche su macchine non di ultima generazione, il gioco risulta sempre molto fluido e non presenta quasi mai incertezze, anche se dovrete necessariamente abbassare qualche piccolo dettaglio, come l’AntiAliasing o i filtri.
    Dal punto di vista sonoro vi possiamo assicurare che rimarrete stupiti della bellezza dei brani scelti da Jeff Brigs per noi giocatori: ogni epoca ha le sue musiche caratteristiche, ad esempio durante il Rinascimento verrete accompagnati da melodie di Bach e Mozart, mentre in epoca moderna da musica prettamente elettronica, e tutte sono perfettamente integrate all’interno del gioco.
    Gli effetti sonori, come quelli ambientali o delle città sono particolarmente azzeccati e, dopo qualche turno di gioco, capirete che un avvenimento si è verificato sentendo solamente lo stacchetto musicale caratteristico.

    Civilization 4 Civilization 4Versione Analizzata PCAnche questo volta, Sid Meier è riuscito nuovamente a superare in tutti gli aspetti i precedenti capitoli: Civilization 4 rappresenta una vera e propria minaccia alla vostra vita sociale e più di una volta vi imporrete di terminare la partita dopo il turno corrente, ma più di una volta, tirerete ancora avanti per qualche ora. Assolutamente consigliato a tutti gli amanti degli strategici in generale, sia a turni che a in tempo reale, sia a chi volesse provare un gioco davvero eccellente. Non ne rimarrete delusi.

    8.5

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