Civilization 6 Recensione: si fa la storia anche su Nintendo Switch

A due anni dall'esordio su PC, il capolavoro strategico di Firaxis giunge anche su Nintendo Switch con un port impeccabile.

recensione Civilization 6 Recensione: si fa la storia anche su Nintendo Switch
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  • Pc
  • Switch
  • Il mondo, eh. La storia, il tempo che passa, il destino che solo in parte è in mano nostra. Siamo pulviscolo in confronto all'universo: solo la luna, benevola e così lontana, può sollevare di dieci metri e in pochi secondi i nostri oceani. La trasformiamo così in divinità, lei e tutti gli astri che abbiamo tra la testa, per poi rinnegarli quando tutto finalmente ha una spiegazione scientifica. Di fiaccole in scienza, di mostri in rifrazioni; dalla caverna al condominio, dalla città stato alla Stazione Spaziale Internazionale. Nel frattempo, la storia ricopre il passato con strati sempre più spessi di polvere, terra ed eoni, mentre sistemi autocratici si alternano a vampe democratiche e cupi miasmi dittatoriali. Ogni epoca con i suoi eroi e i suoi demoni, ogni epoca con le sue battaglie, le sue vittorie e le sue sconfitte, per arrivare fino ad oggi, per guardare sempre oltre, fino a quel domani di cui nessun calendario potrà mai tenere conto. Tutto è infatti mutevole, ma con i nostri cento anni, nemmeno assicurati in tasca, non possiamo rendercene mai davvero conto. E tutto infatti muta, e con una velocità che farebbe ridere una stella, ridurre in cenere qualsiasi filosofo. L'Impero Romano crolla, Mitra scompare e i primi frati iniziano a camminare per la città; la pace a Sarajevo che s'interrompe con quella prima salva a tagliare il cielo, piombo che trafigge nuvole e stormi d'uccelli spaventati che s'alzano in volo. La guerra, dicono, è insita nella natura umana, e un proiettile è il miglior antidoto a un'insormontabile barriera linguistica, perché prima o poi il nemico sarà alle porte e tu, pacifico leader, dovrai difendere il tuo popolo con la spada tra le dita e l'esercito sul palmo della mano. Farsi trovare pronti è chiave di tutto, ma non è mai semplice.

    La storia in una tasca

    Civilization, per chi non lo conoscesse, prova a trasformare in uno strategico quella che è la storia umana. Rigorosamente a turni, il gioco Firaxis permette di fondare una civiltà con la quale provare a raggiungere uno dei possibili traguardi che ne decreteranno la vittoria. Potrete trasformare il vostro popolo in una micidiale macchina bellica, provare ad abbracciare il prima possibile un illuminismo che vi porterà a sfornare dalle università influenti studiosi, o anche tentare di costituire una nuova religione che sia in grado non solo di tenere a bada gli scontenti ma anche di essere esportata al di fuori della propria influenza iniziale. Ci sono risorse da gestire, stati indipendenti da ammansire e concupire, e naturalmente eserciti con i quali mantenere il controllo delle terre, difendersi da barbari invasori o con i quali marciare nei confini altrui. In Civilization VI bisogna anche curare i propri insediamenti costruendo edifici chiave, pianificando distretti specializzati ed espandendone il potere. È un gioco impegnativo, estremamente lento, e non certo di facile assimilazione, ma è in circolazione fin dalla notte dei tempi e la sua formula in tutti questi anni si è raffinata e snellita continuamente. Il risultato è Civilization VI che, con il suo stile grafico amichevole e un'interfaccia più intuitiva che mai, ha da subito fatto capire le sue intenzione: fare del classico per pochi un mito per tutti. Dovete sapere che ogni nuovo Civilization è una delusione per il suo pubblico riferimento, ma lo stesso gioco viene sempre rivalutato come il migliore della serie quando esce il successivo.

    Questo perché Civilization è un titolo tanto complesso che ogni nuova uscita necessita di un certo rodaggio, e di quelle due o tre espansioni che dimostrino finalmente perché è necessario fare un passo indietro, prima di potersene concedere quattro in avanti.
    Ne sentirete insomma di cotte e di crude, ma nulla potrà mai intaccare quella che è la reale qualità di questo sesto Civilization.

    Ma già il solo fatto di parlarne in occasione del suo arrivo su Nintendo Switch è la migliore delle sorprese possibili: la serie infatti è già apparsa su console ma soltanto sotto forma di piacevoli quanto semplificati spin-off , quindi mai riproponendo quello che è il gioco originale su Pc. Questa è la prima volta che l'esperienza Civilization viene riproposta senza grossi compromessi su piattaforme diverse dal classico personal computer. La versione Switch utilizza l'interfaccia touch già vista all'opera recentemente sulle versioni per iOS e Android, in qualsiasi momento però sarà possibile aiutarsi con i due joycon, per un mix finale che si avvicina pericolosamente alla comodità di sua maestà mouse e tastiera.

    Questa nuova edizione del gioco è un porting a tutti gli effetti, e non una becera conversione che prova a ficcare a forza un prodotto enorme su una console piccolissima. Lo sforzo fatto si vede, si sente e si gioca, e per quanto i limiti di Switch abbiano influito negativamente su alcuni aspetti di Civilization VI, il risultato raggiunto è a dir poco ottimo. Graficamente c'è ben poco di cui lamentarsi: la risoluzione non è altissima e questo si nota specialmente quando giocherete su una Tv, mentre in modalità portatile il problema si ripresenterà quando lo scenario sarà sovraccarico di dettagli mimetizzando le unità. Come sempre, i vincoli dell'hardware non si percepiranno ad inizio partita, ma quando gran parte della mappa sarà stato svelato e le IA agiranno alla luce del sole: superato un certo numero di turni i caricamenti si faranno sempre più lenti, provocando anche qualche spiacevole rallentamento mentre si è intenti a scartabellare i menù. Proprio come sui Pc meno potenti, ridurre la grandezza della mappa (generata casualmente in base ad alcune variabili scelte dal giocatore in fase di creazione della partita) o il numero delle civiltà in gioco (che poi parliamoci chiaro: metterle tutte e 19 non è nemmeno così divertente nemmeno sulle aree più grandi) aiuterà Switch a muoversi con più agilità attraverso la storia. Gli unici tagli fatti in fase di conversione riguardano il multiplayer, quindi per molti giocatori saranno praticamente impercettibili: sull'ibrida di Kyoto non sarà possibile sfidare i propri amici né online e né attraverso la modalità hotseat, in cui ci si alterna ai comandi della stessa console, ma sarà possibile farlo solo se ciascuno dei partecipanti avrà a disposizione sia la console che il gioco, e si troverà a portata di Wi-Fi.

    Sid Meier's Civilization VI Sid Meier's Civilization VIVersione Analizzata Nintendo SwitchÈ Civilization VI su Nintendo Switch, praticamente immacolato e capace di girare persino meglio di quanto è solito fare su certi spompati computer portatili. Certo, succhia la batteria come un vampiro, e nelle partite più complesse può arrancare come un'anziana in salita, ma avercelo in tasca è un'emozione che si rinnova ad ogni turno.

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