Recensione Commandos Strike Force

Un Metal Gear all'occidentale?

Recensione Commandos Strike Force
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Disponibile per
  • PS2
  • Xbox
  • Pc
  • Una vecchia saga molto amata e odiata

    I giocatori di vecchia data avranno sentito parlare almeno una volta di Commandos, la serie tra strategia ed azione ambientata nella seconda guerra mondiale, che grazie ad una convincente modalità di gioco in terza persona e ad livello di difficoltà perfettamente calibrato ha saputo ritagliarsi una nutrita schiera di fan in tutto il mondo, nonchè gli apprezzamenti della stampa specializzata.
    Quando abbiamo ricevuto l'annuncio da parte di Eidos di un nuovo capitolo della serie, ci aspettavamo la solita minestra riscaldata invece, con grande gioia, ci siamo resi conto di trovarci difronte ad un titolo radicalmente nuovo, che strizza l'occhio al mondo dei FPS, genere tanto in voga negli ultimi tempi...

    Ancora la seconda guerra mondiale...

    Nonostante il mercato abbia sviscerato in lungo ed in largo ogni aspetto del secondo conflitto mondiale, gli sviluppatori sembrano trovare sempre qualcosa da aggiungere e Strike Force ci propone di controllare il trio, omonimo, “Strike Force”, formato da una spia, un cecchino e un assaltatore. Il team è costituito da un'elite specializzata di soldati a cui saranno assegnati compiti di primaria importanza per il bene dell'amata America e, naturalmente, per il successo della guerra... Se l'obiettivo da perseguire è e resterà la vittoria, vi saranno numerose strade per ottenerla, e numerose saranno le missioni in cui intervenire, sfruttando al meglio le abilità dei singoli componenti della squadra.

    3 ruoli diversi: una varietà di buon gusto

    Come anticipato, dovremo impersonare 3 diversi personaggi, ognuno caratterizzato da abilità uniche.
    La spia è il capo del gruppo Strike Force, dotata di capacità di travestimento e in grado di compiere uccisioni istantanee e silenziose: ad esempio, è possibile sbucare alle spalle di una guardia e con il fil di ferro farle una collana "marcata a pelle", oppure avvalerci di una più classica arma dotata di silenziatore. Il vantaggio di preservare integro il corpo del nemico è quella di poter far nostra la sua uniforme poichè in base al grado della divisa del soldato varierà la probabilità di essere scoperti: un nemico di grado superiore al nostro (che appunto dipende dal travestimento che indossiamo) ci scoprirà quasi subito; uno con grado uguale, con un certo ritardo, e quelli di grado inferiore, riveleranno il nostro travestimento solo se gli sbatteremo il nostro muso in bella vista.
    Il cecchino sarà dotato ovviamente dello sniper rifle: il modello in dotazione sarà caratterizzato da un mirino non propriamente stabile, con l'handicap della ricarica dopo ogni colpo sparato. In compenso c'è un apposito indicatore che segnalerà quale danno verrà inferto al nemico se il colpo andrà a segno nella zona sotto tiro: in tal modo è possibile ridurre il margine di errore nel puntamento soprattutto negli head shot. La fisica del fucile è riproposta fedelmente, ma non ai livelli di Sniper Elite: mentre il fucile ballerà e potremo trattenere il respiro per pochi secondi, migliorando così la stabilità di esso, non vedremo l'influenza della gravità a lunghe distanze, nè quella del vento. Gli sviluppatori sono stati molto generosi a mantenere il mirino (quello classico al centro dello schermo, da normale fps), anche quando non si guarda direttamente dentro di esso.
    Nel nostro equipaggiamento c'è anche una pistola silenziata e un set di coltelli, per uccisioni silenziose e fulminee. Per quanto ciò ci offra un po' di stealth (a differenza dello sniper rifle, rumorosissimo), non sarà mai ai livelli della spia.
    L'assaltatore non ci ha entusiasmato: le armi si scaricano con velocità elevata, il che costringe, per certi versi, a ricorrere alla modalità di fuoco a colpo singolo, stroncando sul principio quello che poteva essere uno dei "fattori di scelta" dell'unità. Il colpo singolo è da preferire anche per la modalità di puntamento dell'arma, simile a quanto visto in Far Cry: il mirino si muoverà a ogni colpo, e non tornerà a una posizione prossima a quella iniziale, dopo aver lasciato il “grilletto”. Inoltre, nonostante il fante sia più resistente degli altri due, in mischia difficilmente avrà la meglio. A nostro avviso si tratta di un'estremizzazione che mina fortemente l'esperienza di gioco e induce a non ricorrere a tal ruolo.

    Un gameplay sfizioso

    Possiamo affermare che Commandos: Strike Force sia un Metal Gear all'occidentale. Partendo dal presupposto che nei vari livelli impersoneremo uno o massimo due dei tre personaggi, in alcuni casi sarà richiesto un gameplay stealth, in altri si dovrà ricorrere alla forza bruta e ai nostri riflessi, nei momenti più concitati.

    Qualche esempio: nel caso dovessimo uccidere un generale, avanzando con cautela tra le fila nemiche, potrebbe essere molto difficile non essere scoperti: il cadavere non scomparirà e quindi dovremo aspettare che il bersaglip si diriga in zone più o meno nascoste prima di eliminarlo. L'altro approccio consiste di contro nel fare piazza pulita per far sì che le guardie non diano l'allarme.
    In un'altro assegnamento invece dovremo difendere un ponte, con decine di nemici che avanzano e che sembrano non finire mai! Il nostro compito sarà quello di proteggere una legione di soldati alleati: l'AI di cui sono dotati è decente nel far premere il grilletto, un pò meno nell'“evitare” i colpi.
    Qui la principale distinzione fra le due tipologie di missioni che incontreremo: atrategia o azione. Tra gli obiettivi secondari nelle missioni più adrenaliniche, troveremo comunque la distruzione di carri armati o l'eliminazione di ufficiali che danno le coordinate per lanciare i mortai: compiti che richiedono una pianificazione più attenra e per cui spesso, a supporto della spia e dell'assaltatore, dovremo utilizzare il fedelissimo cecchino, sul quale comunque non potremo fare affidamento totale, per la scarsa quantità di colpi di cui è dotato e per la la facilità con cui viene individuato dai nemici. Ovviamente non mancheranno livelli in cui si userà solo quest'ultimo soldato. Resta comunque il fatto che con ogni classe dovremo mantenere la situazione ben sotto controllo; quindi, sarà quasi sempre sconsigliabile avanzare all'impazzata, senza ben pianificare anche i nostri passi. Proprio per tutto ciò Strike Force assomiglia molto a Metal Gear.
    I nemici sono dotati di un'intelligenza artificiale più che decente. A difficoltà massima, la sfida proposta era appagante: gli avversari, in base al livello di difficoltà, non aumentavano solo in potenza di fuoco, ma anche nella qualità dei movimenti, nel lavoro di gruppo, ma soprattutto non ricevevano doti "sovrumane", come spesso accade in altri giochi.
    Nel complesso, quindi, il divertimento è assicurato come lecito attendersi da un titolo discreto e nulla più: accantonato il gameplay di Call of Duty 2 o Sniper Elite, lasciata parte anche la trama, scorrevole ma non sorprendente, chiuso un occhio sulla realizzazione tecnica ciò che resta è proprio Commandos.

    In merito al supporto multigiocatore, sono tre le modalità previste: deathmatch, teamdeatchmatch, e sabotage. Le prime due sono vecchie conoscenze e l'obiettivo è uccidere chiunque capiti sotto tiro. In modalità sabotage invece, potremo estorcere delle informazioni ai cadaveri “freschi” dei nemici, per venire a conoscenza di un codice, con il quale sarà possibile sabotare la base nemica, fine ultimo della partita. L'esperienza di gioco in multiplayer online è gran lunga più modesta di quella offerta dalla concorrenza, poichè prima di giocare la sfida inizia nel la ricerca di server popolati, tutt'altro che facile.

    Un reparto tecnico con qualità altalenante

    Dalle foto rilasciate in anteprima ci aspettavamo qualcosa di graficamente sbalorditivo, ma le nostre aspettative sono state lievemente deluse. Per il comparto texture-poligoni non abbiamo nulla da ridire, come per la modellazione dei personaggi, principali e non: molto curati. Gli sviluppatori avevano puntato particolarmente sulla mimica del volto ma il risultato finale non è all'altezza delle aspettative. Gli ambienti sono ben caratterizzati, sia gli edifici che il terreno, realizzati dalle mani di bravi artisti. Il punto debole invece, è negli effetti di shading. Il passaggio al 3D puro sembra aver creato ben più di qualche grattacapo agli sviluppatori: gli effetti di ombreggiatura appaiono come i primi esercizi di stile all'uscita delle DX9 e gli effetti particellari una tecnica ancora da scoprire.
    L'audio è di qualità media. Infatti gli effetti sonori non sono eccezionali, nemmeno quelli delle armi, anche se le cose migliorano in presenza di una Creative X-Fi e per il supporto del Dolby Digital.
    La musica, nel gioco, c'è ma a volte sembra inesistente: non solo i pezzi orchestrati risultano anonimi e privi di carattere, ma tutto l'accompagnamento.

    Commandos Strike Force Commandos Strike ForceVersione Analizzata PCQuesto gioco ci ha deluso, profondamente. Purtroppo le innovazioni apportate e il taglio netto con il passato non sono riusciti a riportare in auge la serie. Certamente il divertimento non manca, anzi, ma la breve durata della modalità single player e la scarsa qualità della modalità online (e quantità di persone da sfidare...) minano fortemente il punteggio finale. Unica nota positiva il prezzo di vendita, 30 euro, adeguato a quanto il gioco abbia da offrire.

    6.5

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