Contra Rogue Corps Recensione: un nuovo inizio per la serie Konami?

Konami, in collaborazione con Toylogic, riporta in scena Contra e la lotta per la sopravvivenza dell'umanità. Le nostre impressioni su Rogue Corps.

Contra Rogue Corps
Recensione: PlayStation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Esistono generi che hanno caratterizzato decenni interi dell'industria ma che, col passare del tempo, hanno spesso cambiato volto in nome di un ammodernamento forse necessario: è questo il caso dei picchiaduro a scorrimento, soppiantati dagli action con venature stilysh, oppure dei run n' gun. Ad eccezione dell'ispirata mosca bianca Cuphead, quest'ultima branca di produzioni possiede del resto sempre meno esponenti, e pare non risplendere più come una volta. Chi vi scrive, per esempio, ricorda con piacere le ore spese su Metal Slug, le salvifiche "smutandate" di un prigioniero e i vari heavy machine gun. Ma il capolavoro di SNK Playmore non avrebbe potuto monopolizzare i nostri pomeriggi in sala giochi, se Konami non avesse già fondato i canoni del genere nel 1987 con il suo indimenticabile Contra (qui potete leggere, a tal proposito, la recensione di Contra Anniversary Edition).

    Ultimamente l'azienda nipponica sta portando avanti una strategia che mira al recupero delle sue vecchie glorie passate: dopo aver esaminato in un'anteprima Castlevania: Grimoire of Souls, siamo pronti per vivere pad alla mano proprio il ritorno della serie Contra: anche in questo caso il progresso tecnologico ha imposto a Konami e Toylogic un cambiamento ed uno svecchiamento delle dinamiche ludiche: pertanto, allo scopo di risultare più appetibile per il pubblico attuale, il nuovo capitolo Rogue Corps ha abbracciato sia il 3D, sia le meccaniche tipiche di un twin stick shooter. Sarà stata la scelta giusta? Scopriamolo insieme.

    Guarda, ma non toccare. Tocca, ma non gustare.

    Sono passati sette anni da quando l'umanità ha sconfitto gli invasori nelle Alien Wars, e sebbene la pace sembri ristabilita una volta per tutte, una nuova minaccia emerge dalle profondità degli inferi. Si tratta di un'intera città di fiamme e macerie, popolata da un esercito di abomini e che pare essere fuoriuscita - citiamo testualmente - dal deretano di Lucifero in persona.

    Non solo questo agglomerato urbano è diventato un luogo di non ritorno, ma chiunque si aggiri nell'incubo, in poco tempo, perde totalmente il senno. Solo una squadra di mercenari, la più folle che si sia mai vista, è in grado di resistere agli influssi malefici della satanica metropoli: ossia gli Jeager.

    In primis troviamo Kaiser, con un passato nell'esercito e un braccio robotico di cui va estremamente fiero, nel ruolo del "Commando" che ha affrontato mille battaglie; legata a lui è Harakiri, una donna con gli attributi quadrati che per un incidente si è fusa a un demone che ora vive all'interno del suo grembo, ed è tenuto a bada da una katana conficcata nell'addome della cacciatrice; a seguire, alla task force si aggiungono anche il panda da guerra BV (acronimo per Bestia Vorace) e Gentiluomo, un insetto umanoide dallo spiccato bon ton. Insieme alla pilota Lily, questo A-Team della stravaganza si lancia in missioni suicide, perché qualsiasi lavoro ben pagato vale un pizzico di rischio.

    Contra: Rogue Corps mostra da subito un carattere spiccatamente over the top, mettendo insieme elementi assurdi, azione a più non posso e quintali di proiettili. La trama, ovviamente, è un mero guazzabuglio di machismo, battute al vetriolo e cliché tipici degli action movie di un tempo.

    Non che tutto questo sia un male, ma il titolo sembra curarsi sempre meno del proprio racconto. Questa impressione viene confermata da una scelta piuttosto peculiare: le cut-scene, realizzate tramite vignette in stile comics, non vengono mai trasmesse tra un capitolo e l'altro dell'avventura. Una volta superata la missione finale di un gruppo di stage e aver sbloccato il successivo, in sostanza, un filmato verrà reso disponibile in una sezione a se stante nell'hub di gioco. Pare quasi che il team non abbia voluto interrompere il fluire del gameplay con l'inserimento delle scene d'intermezzo: una decisione peculiare, non del tutto condivisibile ma comunque accettabile. D'altronde, Rogue Corps si dimostra sin da subito come un concentrato di puro e semplice gameplay. Ma prima di lanciarci in capriole carpiate condite da raffiche di mitra, è bene affrontare uno dei primi e più grandi problema del gioco.
    I modelli dei protagonisti sono scialbi, poco dettagliati e rifiniti, e nel suo insieme il titolo di Konami sembra quasi provenire dalla passata generazione. Il colpo d'occhio è insomma pessimo, specialmente in quelle sezioni in cui la telecamera si avvicina ai personaggi.

    Le stesse pecche colpiscono gli altri elementi in scena: dai nemici alle ambientazioni, passando per le texture ed i boss. L'unico lato positivo di questa povertà qualitativa è che il frame rate risulta granitico, e non importa quante esplosioni, raggi laser o fiamme invaderanno lo schermo: tutto filerà infatti liscio come l'olio.

    A-B-Norme

    Come già accennato, ci troveremo al comando di un gruppo di mercenari, insieme ai quali attraversare a suon di piombo una sostanziosa manciata di stage. Questi ultimi sono divisi in sette gradi di difficoltà, per una campagna che supera abbondantemente le venti ore di gioco. I compiti da portare a termine variano dall'esplorare una zona della città all'eliminazione di alcuni bersagli, passando per il presidio di certe aree in cui sopravvivere a diverse ondate di creature.

    Sulla carta non c'è nulla che esuli dalla norma, ma la verità è che Contra: Rogue Corps soffre di diverse pecche di design: la prima e più pressante è la diversificazione delle schiere nemiche. Una volta incontrato un boss, questo verrà riciclato fino alla nausea, in situazioni sempre più complicate che metteranno a dura prova la pazienza dell'utenza.

    L'ultimo Contra è infatti un titolo profondamente hardcore: la barra della vita non si rigenera, se non con la raccolta di cuori piuttosto rari, mentre altri oggetti utili alla sopravvivenza, come bombe e armi speciali a consumo, vengono forniti con estrema parsimonia. La difficoltà tarata verso l'alto fa parte del pedigree della serie, ma è palese che gli sviluppatori hanno mal calibrato il bilanciamento generale dell'offerta.

    A testimoniarlo sono gli stessi mostri da uccidere: non di rado abbiamo sudato sette camicie con alcune creature "intermedie".

    Passando ai demoni più grossi, anche qui il riciclo è continuo e indomabile, e quando vi ritroverete a dover abbattere l'ennesimo gigante obeso - che altro non è che una goffa spugna per proiettili - un senso di tedio inizierà a crescere ineluttabilmente.
    Rogue Corps porta in seno una mole di contenuti di tutto rispetto, un'anima di stampo hardcore da domare principalmente con la propria abilità, ma nonostante la sua filosofia rétro, è palese come la ricetta sia stata mal calcolata in fase di sviluppo. Basta d'altronde avere il giusto spazio di manovra per mettere alla berlina l'intelligenza artificiale dei nemici e mandarla in tilt, lasciandoci così davanti a una marionetta immobile che implora l'estrema unzione in punta di proiettile. Perfino le missioni, tra un capitolo e l'altro, comprendono degli stage opzionali che riutilizzano aree intere, trappole ed escamotage mortiferi, in cui la sola differenza è rappresentata da demoni più potenti del normale.

    Un gameplay mal equilibrato

    Rogue Corps contiene poi molte altre scelte discutibili: i quattro personaggi, per esempio, oltre che dall'aspetto sono differenziati da un'abilità distintiva. Anche in questo caso il bilanciamento non è dei migliori, dato che Kaiser è l'unico a poter sfruttare il proprio tratto - un upgrade temporaneo al danno - anche negli scontri con i boss, talmente massicci da non permettere altro approccio se non il conflitto a fuoco dalla distanza.

    BV. dal canto suo, può richiamare un trio di mini cloni che forniscono una comoda copertura offensiva, ma dato che sparano solo in linea retta e al livello del terreno diventano inutili in diverse occasioni. Per non parlare dei restanti eroi, ancora più "deboli" sul piano delle skill in dotazioni.

    Nel Campo Base, l'hub in cui selezionare le missioni, è possibile sviluppare armi o potenziare i mercenari tramite alcuni interventi per sostituire diversi organi. Prima del trapianto dovremo scegliere il medico che effettuerà l'operazione: il primo garantisce il successo e opera gratuitamente, il secondo chiede una discreta somma in denaro ma utilizza dei farmaci che potrebbero causare degli effetti indesiderati, mentre il terzo (il più dispendioso) potrebbe offrire dei bonus aggiuntivi, ma in caso di fallimento muterebbe radicalmente le statistiche dell'upgrade.

    Si tratta di scelte totalmente insensate, dal momento che il prezzo richiesto per i due medici a pagamento è decisamente alto, un fattore che rende necessaria una considerevole sessione di farming, col rischio di vedere il proprio faticoso investimento gettato alle ortiche in un battibaleno.

    Passando brevemente alle armi a disposizione, in Rogue Corps c'è una buona varietà di strumenti, ma la crescita del proprio armamentario è singhiozzante e ricca di incertezze. I menu dedicati sono confusionari, ed inoltre alcuni mezzi non sono per nulla adatti ad affrontare i boss, un aspetto che viene palesemente comunicato dal gioco stesso, che ci avverte come un certo equipaggiamento renda impossibili alcuni scontri.

    Me and the boysContra: Rogue Corps supporta anche la co-op online e offline fino a quattro giocatori. In compagnia di un amico il gioco resta stabile, ma in locale ci siamo trovati davanti a un'altra scelta insensata: sulla stessa console, infatti, i partecipanti non possono lanciarsi nella campagna principale, e hanno a disposizione solo le cosiddette "missioni esplorative": quattro mappe generate proceduralmente, inserite con lo scopo di dare ulteriori mezzi per raccogliere denaro e oggetti per lo sviluppo.

    Viene da chiedersi a questo punto quale sia il senso del loro inserimento a fronte di una simile limitazione, ma è un mistero a cui non sappiamo dare risposta. Al netto di simili mancanze, la campagna riesce comunque a regalare dei momenti interessanti, merito soprattutto di una telecamera estremamente dinamica, che dà vita a sezioni top-down, a frangenti con visuale a volo d'angelo (per dei momenti in pieno stile bullet hell), e perfino a citazionistici livelli a scorrimento laterale. Nelle intenzioni Rogue Corps vuole rappresentare la quintessenza dei run n' gun, e a tratti si nota qualche piacevole guizzo d'ispirazione, che fa da corollario ad un'avventura in cui la complessità è il perno centrale dell'esperienza.

    Meccaniche come il surriscaldamento delle armi mantengono l'attenzione sempre massima, mentre un'opportuna schivata si rivela l'abilità più preziosa per la sopravvivenza, poiché garantisce l'invulnerabilità se eseguita col giusto tempismo. Si perde tanto a Rogue Corps, ma quando si riesce a superare un ostacolo il senso di appagamento è garantito. A patto però di chiudere un occhio su tutti gli inciampi che caratterizzano l'avanzamento.

    Contra Rogue Corps Contra Rogue CorpsVersione Analizzata PlayStation 4Contra: Rogue Corps avrebbe potuto dare alla serie il risalto che meriterebbe anche al giorno d'oggi. Purtroppo la produzione di Konami vive di molti bassi e pochi momenti degni di nota. L’esperienza confezionata dagli sviluppatori è longeva e ricca di elementi che approfondiscono il costrutto ludico, ma tutto viene falcidiato da infelici scelte di design. Il riciclo di nemici, il bilanciamento di armi, personaggi e creature presentano del resto tratti inspiegabili e mal calcolati. A tutto ciò si aggiunge un comparto visivo antiquato e poco piacevole, che solo in rari momenti possiede qualche spiraglio d'ispirazione. Rogue Corps è infine un’avventura dichiaratamente ardua e feroce, ma la soddisfazione nel raggiungere i titoli di coda crolla purtroppo sotto il peso della frustrazione.

    5

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