PS4 Lancio

Recensione Contrast

Un'occasione malamente sprecata per l'esordio di Compulsive Games

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Contrast
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sony sembra seriamente intenzionata a rubare la scena a Steam. Qualcuno, ai piani alti, deve aver capito che il successo della piattaforma di distribuzione digitale targata Valve è legato anche alla diversità di esperienze ludiche che questa riesce a proporre. Ed ecco quindi che -neppure il tempo di arrivare sul mercato- e Ps4 dimostra già una grandissima apertura nei confronti dei Free-to-Play e dei giochi indie. Acchiappando le proposte già presenti sul mercato (Warframe, Blacklight: Retribution, War Thunder) ed assicurandosi il supporto dei team più in vista della scena (TheChineseRoom, Tequila Works, Dannaton Games), Sony sembra essersi assicurata una bella partenza ed un 2014 col botto.
Fra le proposte di lancio troviamo anche Contrast, primo progetto del team canadese Compulsion Games: un titolo che si è distinto, nei mesi che hanno preceduto l'uscita, per una solidissima ricerca artistica nonché per un'idea di fondo piuttosto brillante: la protagonista dell'avventura ha l'insolita capacità di entrare nel mondo delle ombre, schiacciata contro le superfici su cui sono proiettate.
Il gioco viene offerto gratuitamente, assieme a Resogun, a tutti gli abbonati al PsPlus, e sarà quindi uno di quei prodotti che avrà il compito di inaugurare la Next-Gen per molti utenti.
Dietro alle conturbanti prospettive di Contrast si nasconde un prodotto intelligente e ben sviluppato, oppure tutto l'interesse destato dal titolo è soltanto un "gioco di ombre"?

Un "gioco di ombre"

Di Contrast risalta subito l'intrigante ambientazione, ispirata allo stile delle capitali europee d'inizio '900. Gli ambienti di gioco ricordano quelli magistralmente dipinti da Baz Luhrmann in Moulin Rouge, con quel tocco bohémien che infonde alla produzione uno stile molto particolare.
Da questo punto di vista, Contrast è un piccolo gioiello, così attento ad esibire una colonna sonora jazz e dei cromatismi slavati che ben rappresentano il gusto tipico dell'epoca.
Rispetto agli eccessi del musical appena citato, comunque, Contrast preferisce un approccio un po' più morbido, quasi fanciullesco, mettendo al centro della scena vecchi caroselli che sembrano usciti più volentieri dalla Londra di Peter Pan. L'impasto che si viene a creare è molto suggestivo, perfetta cornice per l'avventura di una protagonista esile ma determinata, stretta in un corsetto da capogiro e truccata come se fosse pronta per uno spettacolo di cabaret.
Le premesse narrative di Contrast sono semplici quanto interessanti: Didi è una ragazzina piena di sogni e di speranze, che però vive in un presente fatto di genitori in piena crisi relazionale e di una solitudine spezzata solamente dalla presenza di Dawn, una misteriosa acrobata della quale è l'unica a percepire la presenza. Il viaggio di Didi, e del giocatore, inizia durante una normalissima sera nella quale la bambina decide come suo solito di disobbedire agli ordini assegnatigli, sgattaiolando di nascosto dalla propria stanza per poter assistere ad uno spettacolo della madre, che scopriremo presto essere la più grande cantante jazz della città. Dawn, vera protagonista del gioco, decide di accompagnare la ragazzina e, così facendo, entrambe verranno presto travolte da una serie di eventi scatenati dal ritorno del padre di Didi e dai piani di quest'ultimo per poter tornare di nuovo ad essere una famiglia unita e felice. La caratteristica più originale dell'intero plot è data dal fatto che gli unici personaggi 'reali' all'interno del mondo di Contrast siano proprio le sue due attrici principali, relegando il resto del cast in una dimensione sovrapposta alla realtà ma fatta solamente di ombre. La capacità innata di Dawn che le permette di viaggiare tra una dimensione e l'altra si rivela quindi il fulcro dell'intero titolo, il cui gameplay getterà le proprie basi direttamente sull'interazione tra il mondo 'reale' delle luci e quello bidimensionale delle ombre.
Questa "duplicità" delle fasi di gioco è chiara fin da subito. Contrast si presenta inizialmente come un action adventure molto classico: la nostra Dawn si muove all'interno di ambientazioni tridimensionali saltando da una piattaforma all'altra, aderendo ad un canone ludico abbastanza diffuso. D'un tratto, però, la nostra acrobata si "appiattisce" sui muri per entrare nel mondo delle ombre: in questi frangenti Contrast si trasforma in pratica in un platform bidimensionale, che esiste "proiettato" sulle superfici dell'altro mondo di gioco, quello 3D.
Quando si passa dall'uno all'altro piano le prime volte è facile essere colti da un senso di sottile meraviglia: sui muri del mondo solido si allungano ombre che ingigantiscono e deformano gli oggetti reali. I cavalli di una giostra diventano così le piattaforme semoventi con cui possiamo raggiungere settori altrimenti inarrivabili.

Oltre alla componente platform, in "controluce", si materializza anche l'anima puzzle di Contrast, che si basa sull'alternanza fra i due mondi, quello materiale e quello d'ombra. Accendere qualche lanterna permette di proiettare nuove forme sulle pareti dei palazzi o sugli schermi di un cinema, cambiando dinamicamente i percorsi che potremo seguire camminando sulle pareti.
Esaurita la curiosità iniziale, tuttavia, emergono in maniera fin troppo prepotente tutti i problemi della produzioni. Le sessioni platform non sono mai complesse, ed i puzzle ambientali non brillano mai per inventiva. Contrast si limita a proporci dall'inizio alla fine soluzioni abbastanza prevedibili e fin da subito molto stanche, aggrappandosi esclusivamente all'idea portante, ma senza supportarla con un level design decente e strutturato. La brevissima avventura, che si completa un meno di quattro ore, scivola via fra sequenze insipide e momenti seriamente frustranti, in cui alcuni bug e numerosi problemi legate alle collisioni faranno saltare i nervi ai giocatori più pazienti. Non c'è un singolo momento, in tutto il gioco, in cui si resti veramente sorpresi dalle trovate del team, ed anzi in molti momenti quello che lascia a bocca aperta è la pessima ottimizzazione di un titolo che avrebbe avuto bisogno di qualche rifinitura in più.
Occasione sprecata anche sul fronte narrativo: come avrete capito Contrast vuole distinguersi per la consistenza dei temi, confermando l'intenzione del team di creare un titolo particolare, intenso, proteso ad esplorare tematiche forti e mature. E del resto, quel filone di produzioni che si muove sulla scia di Papo & Yo, e che proprio nel recente Brothers ha avuto un suo interessantissimo continuatore, è forse uno dei più apprezzati del panorama indipendente. Peccato che la vicenda si chiuda senza risolutezza: il gioco arriva al suo epilogo in modo rapido e tutto sommato indolore, e non si può fare a meno di pensare che il setting, la storia e i personaggi così ben caratterizzati come quelli del titolo Compulsion avrebbero meritato un finale sicuramente più 'autoconclusivo' e che facesse (letteralmente) luce su tematiche che rimarranno poco esplorate e per niente risolte.

Contrast Detto ciò, a Contrast va sicuramente riconosciuto il merito di ricreare un'atmosfera da 'Epoca d'oro del Jazz' assolutamente accattivante ed immersiva, con ambientazioni molto fumose ed un tocco noir tipico di quegli anni. Peccato però che il comparto tecnico, oltre a mostrare le problematiche di collisioni di cui sopra si è discusso, presti il fianco a qualche altra critica. Su Ps4 il titolo si presenza con un filtro anti-aliasing veramente ben fatto e con qualche shader ottimamente realizzato (belle soprattutto le texture che riproducono le superfici bagnate). Peccato però che il framerate sia molto instabile e i cali più che frequenti. Il comparto animazioni soffre delle stesse problematiche riscontrate anche su PC: certi movimenti risultano troppo schizzati e poco fluidi, ed in generale questo aspetto tende a rovinare l'atmosfera. Di alto profilo, invece, il comparto sonoro, che accompagna le avventure di Didi e Dawn con tracce jazz di alta qualità ed un doppiaggio inglese (con pessimi sottotitoli in italiano) assolutamente brillante per toni ed interpretazione. Perdonateci il gioco di parole, ma Contrast è un gioco che vive di luci ed ombre. Da una parte un'ambientazione ben caratterizzata, personaggi ottimamente studiati ed uno svolgimento intriso di un fascino bohémien rarissimo da trovare in una produzione videoludica. Ma se le atmosfere e l'accompagnamento sonoro risaltano, è il gameplay che lascia a desiderare, “schiacciato” sotto il peso di un concetto di base brillantissimo, ma purtroppo non sorretto a dovere dalle soluzioni -molto spicciole- del level design. L'esperienza di gioco è troppo condensata, non ha respiro, e nelle poche ore in cui si svolge, la storia non acquisisce consistenza, il gameplay non si evolve, ed alla fine dei conti sarà più facile ricordarsi il tedio per la pessima ottimizzazione che gli entusiasmi fiabeschi risvegliati dai primi minuti di gioco.

6.5

Che voto dai a: Contrast

Media Voto Utenti
Voti: 13
6.3
nd