Control: AWE, la recensione del DLC ambientato nell'universo di Alan Wake

Arriva AWE, il secondo DLC di Control legato a doppio filo con Alan Wake. Analizziamo pregi e difetti di questo nuovo contenuto scaricabile.

recensione Control: AWE, la recensione del DLC ambientato nell'universo di Alan Wake
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  • È meglio dirlo subito, onde evitare cocenti delusioni: se pensavate che AWE potesse rappresentare l'anello di congiunzione fra Control e Alan Wake, dal punto di vista ludico o da quello narrativo, il suggerimento è quello di ridimensionare drasticamente le aspettative. Il secondo DLC dell'avventura di Jesse Fayden non fa altro che esasperare quello che ribadire ciò che in fondo sapevamo già, ovvero che l'universo narrativo in cui esiste il Federal Bureau of Control è esattamente lo stesso in cui si sono verificati gli eventi di Bright Falls.Finora "nascosta" nei documenti e nei collectible, questa verità viene estratta dall'ombra, portata alla luce ed esibita con decisione, confermando che l'intenzione del team di sviluppo è quella di creare un "Remedy Connected Universe". Ma al netto di qualche criptica scena d'intermezzo e della voce di Alan che sembra in qualche modo orientare le azioni di Jesse, nel contenuto non c'è nulla che sappia davvero stuzzicare i fan della software house e della scrittura di Sam Lake.

    Nelle tre ore scarse necessarie ad esaurire l'arco narrativo di Altered World Event ci ritroviamo invece ad attraversare scenari riciclati, massacrare nemici già visti, e di tanto in tanto superare qualche puzzle ambientale che non ha neppure la caratura di quelli che costellavano The Foundation, il primo e non del tutto riuscito add-on di Control (recuperate la recensione di The Foundation). Fra side quest insipide e una boss fight estremamente banale, AWE risulta inconsistente, futile, poco incisivo. Assieme alle notizie sulla gestione, più che contestabile, dell'aggiornamento Next-Gen disponibile solo per gli acquirenti della Ultimate Edition, non è proprio il modo migliore per chiudere la parabola narrativa di uno dei titoli più affascinanti degli ultimi anni.

    Il dipartimento investigativo

    Senza troppi preamboli, una nuova missione comparsa misteriosamente tra gli incarichi attivi vi spedisce verso l'ascensore centrale. Mentre vi avvicinate la sagoma di Alan Wake compare sullo schermo: è solo, di fronte alla sua macchina da scrivere, completamente avvolto dall'oscurità. Le sue dita si muovono veloci sui tasti, la voce scandisce le parole mentre l'inchiostro del nastro le materializza sulla pagina bianca.

    Non sappiamo se quello che sta scrivendo è un estratto di Return, il sequel del suo ultimo best-seller, ma per qualche strano motivo sembra che Alan stia raccontando le gesta di Jesse. La nostra eroina, per tutta risposta, si immerge nel dipartimento investigativo, il nuovo piano in cui si svolge la breve storia di AWE. Chiuso due anni prima e completamente abbandonato, questo ramo della Oldest House è contaminato da un nemico ancora più subdolo del Sibilo (le cui unità hanno comunque deciso di fare una capatina nell'area). Stiamo parlando dell'Oscurità, un buio viscoso che tutto avvolge e senza pietà divora la luce.

    Proprio il tema dell'oscurità è il Leitmotiv del DLC, che ci chiede appunto di riattivare gli impianti energetici del dipartimento per poter accendere le luci e scacciare le tenebre soffocanti. Il buio, per altro, fa scudo ad una creatura deforme e ritorta il cui nome suonerà familiare agli appassionati di Alan Wake: si tratta del Dottor Hartman, irrimediabilmente corrotto e pronto a ghermire Jesse con i suoi terribili artigli.

    La struttura di Altered World Event è tutta concentrata su brevi scontri con i soldati controllati dal Sibilo e altrettanto rapidi puzzle che ci chiedono di spostare blocchi energetici o orientare fasci di luce contro luride chiazze bituminose. Se i due nuovi poteri presenti in The Foundation ci permettevano di "giocare" con l'ambiente distruggendo o generando strutture di cristallo, in questo caso il gameplay sfrutta i poteri telecinetici di Jesse senza variazioni degne di nota.

    AWE risulta insomma un'estensione un po' rinunciataria dell'esperienza principale, non particolarmente impegnativa, stimolante e neppure curiosa, visto che la caratterizzazione degli ambienti è molto tradizionale. Spesso attraversiamo aree già viste, stanze senza nessun guizzo creativo, e persino gli spazi rocciosi e "preistorici" di The Foundation ci sembrano col senno di poi una variazione più consistente ed efficace all'immaginario di base della Oldest House. È vero che addentrandosi nelle profondità del dipartimento investigativo è possibile, leggendo con attenzione i documenti sparsi in giro, approfondire la conoscenza di tre Eventi Alterati (fra cui rientra ovviamente quello di Bright Falls), ma anche in questo caso la narrazione sembra troppo frettolosa, spicciola, lontanissima rispetto ai risultati del gioco base. Persino le tre side quest opzionali che è possibile affrontare sono poco ispirate e per nulla memorabili, meccaniche e apatiche nello svolgimento: un passo indietro persino rispetto a quelle di The Foundation.

    Poche luci e tante ombre

    All'interno del DLC trovano spazio anche dei cabinati arcade, che lascerebbero pensare a qualche minigioco extra. In verità, utilizzandoli è possibile solamente rigiocare alcune sequenze molto apprezzate dal pubblico (come quella ambientata nel Labirinto del Posacenere), oppure avviare sfide a tempo, una modalità a ondate illimitate e una boss rush.

    Un tris di prove che arriva troppo tardi per sperare di ravvivare l'endgame, non certo reso più stimolante dall'assenza di nuove abilità (che entrano invece presenti nel primo DLC) o armi dal funzionamento inedito (l'aggiunta di AWE è un lanciagranate con proiettili adesivi, che non altera minimamente gli equilibri del gameplay).

    C'è qualcosa in AWE, insomma, che si salva senza riserve? Potrebbe trattarsi proprio dell'intreccio fra la storia di Jesse e quella di Alan, i cui rapporti di forza sono tutti da chiarire. Se avete buona memoria saprete che alla fine della sua (dis)avventura lo scrittore decide di trovare un modo per fuggire dall'oscurità raccontando, su carta, il suo stesso ritorno.

    Visto che Alan sembra impegnato a descrivere il suo stesso salvataggio, operato da un'eroina che sfida una forza aliena e sovrumana, potrebbe essere tutta l'avventura di Control frutto della fantasia dell'acclamato romanziere? Insomma è Jesse Faden che esiste grazie ad Alan Wake, oppure è invece Alan Wake che esiste nell'universo paranormale di Jesse Faden? O ancora le due prospettive sono completamente inscindibili, e le realtà di Alan e Jesse si generano e determinano a vicenda attraverso un paradosso inesplicabile?

    Sono questi i tocchi di classe a cui Remedy ci ha abituato, e nei rari momenti in cui affiorano - come una lama di luce che fende le tenebre - AWE funziona senza mezze misure. Peccato che questi lampi siano assai rari, e che tutt'intorno ci sia soltanto un buio soverchiante.

    Control ControlVersione Analizzata PlayStation 4 ProAd un certo momento, in Altered World Event, una voce fuori campo informa Jesse Faden che un segnale di allarme si è attivato a Bright Falls. Secondo Langston, il supervisore del Panopticon, deve però esserci un errore negli strumenti di segnalazione, visto che la data è spostata due anni nel futuro. Che si tratti di un'indicazione su quando uscirà il prossimo titolo di Remedy, e più specificatamente il tanto atteso Alan Wake 2? Non ne abbiamo la certezza, ma ci piace pensare che si tratti di in indizio importante. La speranza è che il Remedy Connected Universe prenda una forma concreta entro breve, perché questo DLC non riesce davvero a dargli spessore. AWE risulta invece una semplice appendice di Control, rinunciabile e non molto caratterizzata. Se già The Foundation aveva sollevato qualche dubbio, in questo caso Remedy ha tirato troppo la corda, cercando di salvare un contenuto strutturalmente e ludicamente debole con il fascino indiscutibile del franchise che sta per recuperare.

    5.5

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