Control Ultimate Edition su PS5 Recensione: il paranormale Next Gen

L'aggiornamento per la nuova generazione di Control è finalmente giunto: il Federal Bureau of Control è ancora più misterioso.

Control PS5 e Xbox Series X/S - 4K
Recensione: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • A oltre un anno di distanza dalla sua pubblicazione, Control continua ad "infestare" le mie memorie di videogiocatore. Gli spazi incommensurabili della Oldest House restano tra quelli che più mi hanno catturato, e le surreali stranezze nascoste al suo interno punzecchiano ancora la mia immaginazione. Proprio come la Casa indecifrabile di Will Navidson, l'edificio in cui sorge il Federal Bureau of Control esercita il suo ineludibile magnetismo, ti avvolge senza scampo con geometrie soverchianti, ti lusinga con la promessa di distanze interminabili, mentre le note potenti di un tango finlandese gocciano dal nulla sulla superficie infinitesimale che si estende tra il tuo timpano e il labirinto. Mi spiace se le frasi che uso per raccontare Control sono misteriose, complesse, allusive, ma per rendere merito al lavoro di Remedy non saprei far altro che così; del resto Control è forse il primo esempio di un racconto New Weird fatto videogioco (vi suggeriamo di leggere il nostro speciale Control e la letteratura New Weird). Se Alan Wake era un thriller introspettivo, crepuscolare e onirico, l'avventura di Jesse Fayden aderisce in maniera più decisa alla logica di genere, recuperandone (da House of Leaves così come dalla Trilogia dell'Area X) una narrazione tentacolare, ossessiva, in una science fiction fortemente intimista e comunque allusiva.

    La fantascienza di Control racconta di un dipartimento che ha l'obiettivo di supervisionare, ispezionare e arginare il paranormale, osservando gli Eventi Alterati che accadono nel mondo e confinando gli Oggetti del Potere, artefatti umani che hanno "fatto il salto" e sono adesso percorsi da un potere tremendo e sublime. È questa la cornice in cui si muove Jesse Faden, istituita come inconsapevole direttore del Bureau, giunta in quel luogo per far luce sul mistero della sua vita e sulla scomparsa del fratello. Control, tuttavia, non è soltanto la storia di Jesse, bensì un turbinante museo di stranezze, esibite al giocatore nella forma di documenti, dossier, side quest, registrazioni, manufatti: un lavoro di world building impressionante, che non può lasciare indifferente chi ama lo stile di Remedy e i racconti sci-fi in generale.

    Riscoprendo Control

    Ludicamente parlando Control è anche uno sparatutto in terza persona intenso e dinamico, capace finalmente di andare oltre il paradigma dei cover shooter, per concentrarsi così su un nuovo sistema di gestione delle armi e sull'interazione con l'ambiente. La combinazione fra proiettili e poteri telecinetici si concretizza in un impasto che ha il sapore degli action d'antan, ma l'agilità di un prodotto moderno e attuale.

    Sulle doti del titolo di Remedy, in ogni caso, possiamo non attardarci oltre: la recensione di Control pubblicata al tempo dell'uscita entra nei dettagli, spiega il valore narrativo e quello del gameplay, e ancora oggi riesce a fotografare al meglio un prodotto più che brillante. Al centro di questo articolo si trova invece la Ultimate Edition, che in fin dei conti ha una doppia funzione: per gli utenti che frequentano PS4 e Xbox One è una sorta di edizione completa del prodotto, che include tutti i DLC distribuiti nel Season Pass; per chi invece è passato alla nuova generazione di console, questa versione rappresenta un aggiornamento tecnico, che porta con sé - alternativamente - il supporto al Ray Tracing (in modalità Grafica) e quello ai 60fps (in modalità Performance).

    L'operazione commerciale

    Prima di passare all'analisi tecnica ci sembra doveroso entrare nel merito delle scelte commerciali che interessano la Ultimate Edition di Control, indipendentemente che siano state prese da Remedy o da 505 Games.

    Nel contesto di un passaggio generazionale in cui gli update sono stati proposti gratuitamente da molte software house, Control rappresenta una strana eccezione. Che, a dirla tutta, non va condannata a priori: soprattutto nel caso in cui le patch introducano tecnologie inedite per la versione console (come il Ray Tracing), il publisher ha tutto il diritto di assegnare un valore al lavoro e all'impegno del team di sviluppo.

    I DLCLa Ultimate Edition di Control include anche i tre contenuti aggiuntivi pubblicati nel season pass. In primis troviamo quindi le sfide della modalità Spedizioni, prove a tempo che si integrano solo marginalmente con il racconto e lasciano purtroppo il tempo che trovano. The Foundation è il contenuto più interessante, non solo perché aggiunge un potere inedito per Jesse, ma anche perché scava nel mito della Oldest House e della sua fondazione (che sia al di fuori dal tempo o alle origini del tempo stesso). Altered World Event (AWE per brevità) approfondisce il legame ormai noto fra l'universo di control e quello di Alan WakE, ma lo fa con poca convinzione e paradossalmente in maniera meno efficace di quanto non avessero fatto alcuni documenti già presenti nel gioco base. Giocati parallelamente all'avventura principale e non come estensioni a posteriori, tuttavia, i DLC faranno il loro dovere, prolungando di qualche ora la permanenza negli insoliti spazi del Bureau.

    Resta da biasimare, invece, la scelta di costringere i giocatori interessati all'aggiornamento a ricomprare tutto il gioco, invece che permettergli di pagare soltanto l'update. Così come inspiegabile è la volontà di mantenere bloccato il framerate della versione old gen, probabilmente per incentivare l'acquisto della Ultimate Edition: PS5 e Xbox Series X hanno già dimostrato di poter far girare alla massima fluidità molti titoli della passata generazione, da Monster Hunter World fino all'insospettabile The Last Guardian, e il lavoro di aggiornamento, in questo caso, non è sicuramente troppo intenso (anzi, sembra che la console lo faccia sostanzialmente in automatico). Le fumose dichiarazioni del publisher non aiutano a vedere di buon occhio un'operazione che è squisitamente commerciale, e l'unico - parziale - risarcimento per il pubblico è l'inserimento di questa edizione definitiva all'interno del PS Plus (a questo link potete scoprire quali sono i giochi gratis per PS4 e PS5 nel PlayStation Plus di febbraio). Un contentino temporaneo concesso soltanto ad una parte della platea di giocatori, che non cambia lo stato delle cose e non ci permette di promuovere la gestione economica e comunicativa della faccenda.

    La versione Next Gen

    Resta vero che molti giocatori potrebbero sfruttare la pubblicazione della Ultimate Edition per scoprire un titolo che non hanno ancora giocato: a loro non ci sentiamo di estendere le obiezioni di cui sopra. Anche perché, su piattaforme Next-Gen, Control si gioca che è un piacere.

    Selezionando la modalità Performance ci troveremo di fronte alla versione old-gen della produzione, in grado però di girare a 60 frame al secondo generalmente costanti. La risoluzione nativa di Control è fissata a 1440p, e in certi casi gli artefatti dell'upscaling si notano concretamente, come alcune ombre meno definite, oltre ad una serie di "scalette" ai margini di oggetti e modelli poligonali. Quando Jesse è avvolta dal bianco della dimensione alternativa, ad esempio, gli artefatti grafici risaltano in maniera concreta. D'altro canto l'esperienza esce estremamente rinvigorita dall'incremento di fluidità: i 60fps, soprattutto in un titolo così scattante, garantiscono una sensazione di responsività davvero eccelsa, e gli scontri risultano molto più gratificanti. Nonostante il filtraggio delle texture e la qualità delle ombre non siano ai livelli di una versione PC spinta al massimo, ancora oggi è impressionante il lavoro svolto da Remedy sul fronte dell'interazione fisica. Quasi ogni oggetto di arredamento può essere frantumato, spaccato, ridotto in pezzi. I poteri telecinetici di Jesse permettono poi di sollevare gli specifici frammenti staccati dalle pareti con qualche colpo di pistola, e di scagliarli contro mobili e vetrate.

    Nel corso della passata generazione non si era visto nulla di simile, e ancora oggi la complessità delle interazioni calcolate dal Northlight Engine lascia a bocca aperta.

    Estremamente avanzate sono anche le tecnologie di simulazione dei riflessi, che pure senza scomodare il Ray Tracing (appannaggio esclusivo della modalità Grafica) rendono l'illuminazione più realistica e credibile, proiettando su alcune superfici determinati elementi dell'ambiente di gioco. C'è da dire, per onestà, che in qualche situazione il framerate fa registrare qualche calo, mai troppo pronunciato né sistematico.

    Il miglior Ray Tracing su console

    L'attivazione della modalità Grafica rende però chiaro quale possa essere l'impatto del Ray Tracing completo in una produzione moderna, cambiando letteralmente faccia a Control. Selezionando questa opzione la risoluzione nativa non si modifica, restando fissata a 1440p, e il framerate si riassesta sui valori riscontrati su hardware old gen: 30 frame al secondo.

    Eppure, in certi ambienti, Control si trasforma, superando agilmente i risultati di Spider-Man: Miles Morales. Nelle pozze settore manutenzione si riflettono condotti e tubature, e sulle superfici metalliche spuntano nuove forme e colori. Basta posizionarsi di fronte a una vetrata per osservare il riflesso della protagonista, ma anche la gestione delle trasparenze e delle rifrazioni: uno spettacolo a cui è difficile rinunciare, dopo averlo osservato per qualche minuto. Il Ray Tracing, in Control, è un'aggiunta dirompente (su Everyeye.it trovate anche uno speciale dedicato al Ray Tracing di Control su PC), in grado di amplificare concretamente la meraviglia visiva di una scena già densissima di dettagli, frammenti, effetti particellari. Elemento ancora più stupefacente, è il numero di superfici a cui il Ray Tracing è applicato: se nella New York di Spider-Man o nei corridoi del Niwa Hotel i team di sviluppo erano stati molto selettivi, nella Oldest House quasi ogni superficie riflette e diffrange la luce: che siano i pavimenti tirati a lucido da Ahti, le pareti in radica del settore amministrativo o quelle metalliche del dei piani inferiori.

    Il DualSenseLa versione PS5 di Control sfrutta il nuovo pad Sony in maniera estremamente virtuosa. Il DualSense si conferma una periferica in grado di massimizzare l'immersione e trasmettere al giocatore sensazioni inedite in ambito gaming. Bastano pochi istanti di gioco per restare stupiti dal feedback aptico, che qui replica i passi di Jesse con una serie di vibrazioni localizzate, avvertibili ma mai troppo invasive. Più che buono anche l'utilizzo dei trigger adattivi, il cui comportamento varia in base alle trasformazioni della pistola di ordinanza. Anche in questo caso Remedy non ha optato per una soluzione energica come quella dell'ultimo Call of Duty (il grilletto non raggiunge la stessa tensione), ma ha trovato il giusto equilibrio fra simulatività e immersione. Nella forma base dell'arma, ad esempio, il trigger oppone una resistenza iniziale per poi "cedere" una volta esploso il colpo, proprio come il grilletto di un'arma da fuoco.

    Control permette di passare dalla modalità Performance a quella Grafica senza soluzione di continuità, osservando in tempo reale i cambiamenti che le due opzioni di rendering comportano. Tali modifiche si estendono anche alle scene di intermezzo, e sono così vistose e importanti, per la pienezza di certi scorci, che diventa davvero difficile preferire l'una o l'altra impostazione. Chissà che Remedy non riesca a trovare, proprio com'è successo per Miles Morales, una via di mezzo, presentando un'opzione ottimizzata per estendere il Ray Tracing soltanto su alcune superfici e spingere il framerate al massimo. In generale il lavoro svolto dal team di sviluppo ci è parso davvero buono, soprattutto se teniamo a mente le considerazioni che facevamo riguardo alla complessità della simulazione fisica e degli effetti speciali (quando un nemico viene neutralizzato rilascia una densa nube di fumo che genera spettacolari distorsioni visive).

    È vero che anche in modalità Grafica il titolo si allontana, in certi frangenti, dalla soglia dei 30fps, e che la risoluzione è bloccata a 1440p, ma stiamo sempre parlando di una delle più massicce applicazioni del Ray Tracing in ambito console, in un contesto in cui il team non ha a disposizione nessuna tecnica di Upscaling davvero efficace.

    Probabilmente in futuro anche sugli hardware "casalinghi" potremo vedere l'applicazione di qualche tecnologia analoga al DLSS, che spinga verso l'alto la risoluzione, ma in questa fase del ciclo vitale di PS5 e Xbox Series X, Control rappresenta probabilmente uno dei migliori risultati a cui possiamo aspirare.

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