Recensione Convoy

Un roguelike strategico ambientato sulla superficie di un pianeta desertico, nel quale guidare il proprio convoglio di mezzi alla ricerca dei pezzi di ricambio per ripartire alla volta dello spazio.

Versione analizzata: PC
recensione Convoy
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  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Come da tradizione per tantissimi progetti di matrice indie, anche Convoy ha passato la prova del fuoco di Kickstarter.
Si è trattato di una campagna di raccolta fondi che non ha ricevuto particolare attenzione da parte dei media ma ha comunque garantito oltre ventimila euro al team di sviluppo Convoy Games, nato proprio per sviluppare il titolo in oggetto.
I motivi sono presto detti: prendere una struttura roguelike abbastanza rodata, innestare alcune meccaniche innovative e paragonare il tutto a FTL sembra sia bastato ad incuriosire ben più di un migliaio di appassionati. L'ambientazione in pieno stile Mad Max, poi, ha probabilmente fatto il resto, soprattutto nell'anno del ritorno del guerriero della strada sul grande schermo.
A distanza di poco meno di sei mesi, Convoy raggiunge i lidi digitali di Steam.
Riesce a mantenere le buone promesse fatte su Kickstarter?

Emergenza

Da buon roguelike, Convoy imbastisce una trama in grado di fare da sfondo alle azioni che il giocatore dovrà compiere, con l'accortezza di essere abbastanza aperta da poter ospitare tantissime partite diverse, il cui esito dipenderà non solo dall'abilità e dalla strategia dell'utente ma anche da parecchia fortuna.
La breve introduzione, infatti, ha il solo scopo di catapultare il giocatore dall'immensità del cosmo alla desertica superficie di Omek Prime: il gigantesco vascello che stiamo amministrando nello spazio si trova infatti improvvisamente sotto l'effetto di una tempesta solare devastante.
I sistemi, danneggiati e praticamente inservibili, obbligano a un atterraggio di emergenza sulla superficie sabbiosa del remoto corpo celeste, dando il via ad una fase di esplorazione che ha molteplici obiettivi.
In ogni partita, infatti, i pezzi di ricambio da dover recuperare per aggiustare la nave variano, sia in base al caso che al livello di difficoltà selezionato, offrendo sfide sempre diverse che potenzialmente portano ad una rigiocabilità di tutto rispetto.
Carburante, pezzi di motore, filtri speciali e viti auto-serranti sono solo esempi delle tipologie di merci che sarà necessario trovare sul campo, muovendo la propria carovana su una mappa strutturata ad esagoni, che funzionano più che altro come riferimento visivo. Gli unici dettagli da tenere a mente durante gli spostamenti sono infatti il terreno (ci si riesce a muovere più lentamente nel caso di aree impervie, in collina o in montagna) e la vicinanza dei vari insediamenti. Proprio sulla rapidità delle varie sezioni di viaggio si innesta una delle meccaniche fondamentali: la gestione delle risorse.
Su Omek Prime, come da tradizione per un'ambientazione del genere, il carburante scarseggia, quindi scegliere di percorrere strade asfaltate permetterà di accorciare i tempi di viaggio e, di riflesso, anche i consumi dei propri mezzi. L'altra grande variabile sono i pezzi di ricambio, simboleggiati con una vite: in questo caso si tratterà praticamente di una vera e propria valuta: negli avamposti principali sarà possibile potenziare i mezzi che fanno parte del proprio convoglio, acquistando nuove armi utili nei frequenti scontri su strada.

Il pericolo è dietro ad ogni curva

Così come gli obiettivi anche la trama è dinamica e viene narrata sotto forma di testo da leggere, in pannelli che compaiono ogni volta che avviene qualcosa di importante: viandanti che percorrono il deserto a piedi (c'è la possibilità di lasciarli al loro destino o ospitarli sui propri mezzi), gruppi di predoni (da assaltare o da tenere ben lontani), e varie altre stranezze, spesso dal sapore simile ad alcune delle trovate viste nei vari capitoli di Fallout.
Molti degli avvenimenti dipendono poi dalle tre fazioni in lotta sul pianeta: i Privateers, pirati vecchio stampo in cerca di ricchezze; i Raiders, violenti e spietati, che combattono per il solo gusto di farlo, provocando non pochi problemi ai viaggiatori; i T.O.R.V.A.K., che cercano di far evolvere la tecnologia ad ogni costo, combattendo chi si contrappone ai loro ideali.
Spesso le nostre scelte faranno la differenza quando incontreremo gli esponenti di queste fazioni, ma presto o tardi si dovrà fare uso della forza. In questo caso Convoy si trasforma e mette in scena un sistema di combattimento discretamente strategico, con tanto di pausa tattica e la possibilità di valutare con calma le proprie mosse, dando ordini da eseguire alle varie unità.

Il gameplay nel corso delle fasi d'azione


Proprio nel sistema di combattimento si annidano le principali novità: il convoglio è infatti formato da un mezzo principale, sempre visualizzato al centro dello schermo e senza la possibilità di muoversi, e da varie unità di supporto, che sono invece sotto il completo controllo del giocatore.
Il campo di battaglia scorre sempre da destra verso sinistra, in un ipotetico scenario infinito che nasconde insidie come camion, relitti, spuntoni di rocca ed altri ostacoli, da evitare accuratamente in quanto segnalati con un discreto anticipo da icone a forma di teschio, molto eloquenti.
Il gameplay delle battaglie si svolge quindi come un particolare tower defence in movimento, nel quale la difesa del mezzo principale è l'obiettivo primario, ed è necessario sfruttare tutte le unità disponibili per assaltare i mezzi nemici, tagliando loro la strada, spingendoli verso i vari ostacoli o semplicemente spianando le armi. Il mezzo principale potrà dare il proprio contributo offrendo abilità speciali che vanno acquistate ed installate nei vari slot disponibili: si tratta di skill di attacco o difesa che possono fare la differenza, in grado ad esempio di disabilitare temporaneamente un mezzo nemico tramite un campo magnetico EMP o sfruttare altre tipologie di gadget.

Esperienza imperfetta

Il mix di tradizione e innovazione di Convoy sembra quindi un piatto decisamente appetitoso. A rovinare parzialmente la festa è però una struttura che inizialmente appare come assolutamente inedita ma che con il passare delle ore mette in luce in modo molto netto tutte le sue fondi di ispirazione. È proprio FTL, citato anche nella descrizione del gioco sul sito ufficiale e su Steam, a far rivalutare il giudizio su Convoy con il passare del tempo. L'opera Subset Games appare come un metro di paragone troppo difficile da gestire, in quanto si tratta di una macchina molto più rodata, che offre ormai una mole di contenuti impressionante a fronte di un bilanciamento praticamente perfetto.

Proprio rispetto quest'ultimo aspetto Convoy si apre ad ampie critiche: dopo poche partite le sfide da affrontare iniziano ad assomigliarsi un po' tutte e spesso l'IA che gestisce il gioco prenderà improvvisamente il sopravvento, non dando possibilità alcuna al giocatore di sopravvivere e, anzi, mettendolo alle corde in pochi istanti, lasciandolo infine al tappeto dopo un incontro casuale contro dei predoni erranti assolutamente imbattibili.
Certo, FTL è stato raffinato con il tempo e ha raggiunto la piena maturità dopo svariate patch, molte delle quali guidate da una comunità molto forte e che ha dimostrato un attaccamento al gioco fuori dal comune.
Da questo punto di vista, quindi, Convoy potrebbe avere davanti un futuro simile.
Rimane però una struttura che progressivamente mette in luce i suoi limiti: l'impossibilità di muovere il proprio mezzo principale appare spesso problematica, mentre gli avvenimenti casuali generano delle incongruenze narrative che rovinano improvvisamente un'atmosfera tutto sommato piacevole, costruita più sulla narrazione testuale che sull'aspetto grafico, funzionale al punto da risultare scarno e in determinati dettagli tutt'altro che ispirato.
Quasi impossibile risulta poi imbastire una strategia di lungo termine, in quando è molto difficile amministrare le proprie risorse se poi gli avvenimento pseudo-casuali colpiranno così duro, soffocando le speranze di buona riuscita in un vortice di sabbia incandescente del deserto.

Convoy Convoy affascina soprattutto a breve termine, grazie a intuizioni in parte brillanti e ad una buona infrastruttura di base. Ciò che però inizialmente attira diventa rapidamente monotono e poco appagante, crollando sotto il peso di un bilanciamento che, allo stato attuale delle cose, delude. Ogni partita potrà quindi appagare o frustrare profondamente con la stessa percentuale di probabilità, galvanizzando l’utente fortunato e spingendo all’abbandono chi non avrà una buona stella dalla sua parte. Probabilmente in futuro il pacchetto verrà migliorato ed espanso risolvendo parecchie delle problematiche attuali ma, ad oggi, FTL continua a brillare nel nero universo dei roguelike strategici, mentre Convoy cerca di inseguirlo con affanno, a volte perdendone le tracce.

7

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