Crash Bandicoot 4 Recensione: è tempo di frutti Wumpa anche su PS5

Il marsupiale più famoso del mondo dei videogiochi torna su console next gen: pronti a salvare lo spazio-tempo ancora una volta?

Crash Bandicoot 4 PS5: 4K, 60 fps e DualSense
Recensione: PlayStation 5
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Siamo e resteremo sempre affamati di frutti Wumpa, su qualunque generazione di console avremo modo di assaggiarli. Li abbiamo provati per la prima volta su PlayStation One, con la seminale trilogia targata Naughty Dog (qui potete recuperare la nostra recensione di Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy); e li abbiamo rigustati di nuovo su PlayStation 4 con Crash 4, il sequel canonico di Warped a opera degli sviluppatori Toys for Bob, che hanno saputo riadattare a meraviglia la ricetta dei cagnacci per restituirci lo squisito sapore dei Wumpa anche dopo più di 20 anni dal loro esordio. Non siamo riusciti quindi a resistere alla tentazione di raccogliere quei succulenti frutti anche su PlayStation 5 con la riedizione next gen di It's About Time, disponibile gratuitamente per tutti i possessori della versione per la passata generazione. Ebbene, bisogna ammetterlo: anche se l'esperienza non cambia in maniera esponenziale, la possibilità di rivivere le avventure multidimensionali del marsupiale in 4K, a 60 fps e con il pur limitato supporto al DualSense rende ogni livello indubbiamente più gustoso.

    Un Crash moderno, con uno sguardo al passato

    Partiamo subito sottolineando che l'edizione PS5 non si distanzia minimamente, né sul piano ludico, né su quello contenutistico, dalla controparte old gen: tutte le qualità e i lievi inciampi che vi abbiamo descritto nella nostra recensione di Crash Bandicoot 4 It's About Time per PS4, insomma, restano lì, ancora in bilico tra passato e presente.

    Senza addentrarci nuovamente in una disamina approfondita del gioco, vogliamo comunque ribadire quanto l'operazione messa in atto da Toys For Bob rappresenti il modo migliore per riportare il peramele di nuovo sotto la luce dei riflettori con un capitolo totalmente inedito. Crash 4 è un trionfo di machiavellico level design, dove crudeltà e ispirazione si muovono in totale simbiosi: prima accarezzano il giocatore con soluzioni artistiche e concettuali assai raffinate e nostalgiche, e poi lo prendono violentemente a sberle con trovate al limite della perfidia. It's About Time recupera l'incedere hardcore che ha caratterizzato alcuni stage della trilogia di Naughty Dog, lo omaggia con reverenza e a tratti riesce anche a moltiplicarlo, come vi abbiamo raccontato abbondantemente nel nostro speciale Crash 4: tra difficoltà, segreti ed easter egg. Il risultato è un platform sofisticato, figlio di un concept vecchia scuola ottimamente modernizzato: per avere la meglio su ogni livello (compresi i diabolici nastri flashback) occorrerà dunque tenere i nervi ben saldi e giocare di assoluta precisione, lungo un'avventura interdimensionale in cui l'arma più efficiente non sono i poteri delle quattro maschere quantiche, bensì la sola abilità dell'utente.

    Longevo, appagante e sorprendentemente intelligente sul versante del racconto, Crash 4 è insomma un ritorno in grande stile, capace di consegnare nelle mani dei neofiti e dei veterani un episodio pienamente all'altezza degli standard imposti 23 anni fa da Naughty Dog.

    La presenza dei livelli N.Verted, che modificano l'approccio ai diversi quadri, la possibilità di controllare anche altri comprimari come Tawna, Dingodile e Cortex, che mutano a loro volta il gameplay della produzione, senza contare l'inserimento di un'accessoria ma piacevole componente multigiocatore, sono infine elementi che acuiscono fortemente la rigiocabilità dell'esperienza, dando forma a un'opera corposa, che sprigiona carisma da ogni pixel.

    Ecco che Crash 4 ritorna su PlayStation 5 senza aggiunte contenutistiche né con un restyling tecnico molto significativo, come magari era avvenuto con l'ultima edizione di FIFA 21 (con due click potete leggere la nostra recensione di FIFA 21 Next Gen per PS5). Tuttavia, l'aumento di risoluzione, soprattutto in un contesto così dettagliato e denso di colori, si avverte con forza, esattamente al pari della fluidità: tutti lievi accorgimenti che permettono all'epopea del marsupiale e dei suoi amici di avere una piccola marcia in più.

    Un bandicoot next gen

    Di primo acchito il distacco in termini visivi non è poi così marcato, ma è sufficiente avviare la versione PS4 per accorgersi delle differenze: sin dalla mappa dimensionale è possibile notare un incremento della qualità grafica, merito della risoluzione in 4K che massimizza il colpo d'occhio, valorizza la strepitosa gamma cromatica e rende piena giustizia al sistema di illuminazione.

    Versione PS4

    Versione PS5

    Già sulla console della passata generazione, Crash 4 era davvero uno spettacolo da ammirare, grazie a stage strabordanti di dettagli e a un'estetica cartoon incredibilmente espressiva. Pur senza grossi passi in avanti, simile verve artistica trae beneficio dall'aumento della risoluzione, che permette anche di osservare qualche dettaglio aggiuntivo all'orizzonte, come alcune ombre più definite sul fogliame, così da dare ad alberi e cespugli l'illusione di una densità maggiore. Pertanto, nei livelli più generosi di elementi a schermo (come nello strepitoso stage Anticonformista), in un caleidoscopio ipnotico di luci, suoni, colori e particellari pirotecnici, la potenza visiva raggiunge picchi elevatissimi.

    Versione PS4

    Versione PS5

    In aggiunta, all'interno di un platform che fa della precisione la sua colonna portante, la stabilità dei 60 fps è poi un beneficio che non va affatto sottovalutato: il connubio tra incremento di risoluzione e impeccabile fluidità (durante la nostra prova non abbiamo percepito nessun calo evidente) rinvigorisce ulteriormente un'esperienza già parecchio dinamica e travolgente nella sua incarnazione old gen. Molto meno marcato è purtroppo l'impatto delle feature del DualSense: il feedback aptico è infatti inesistente, e l'uso dei trigger adattivi quando si utilizza il rampino di Tawna o la pistola di Cortex non è particolarmente avvertibile. Un po' più efficiente è invece l'effetto "molla" che si percepisce quando ci si libra a mezz'aria con Dingodile, ma si tratta pur sempre di un'implementazione tutt'altro che estasiante.

    I possessori delle console next gen potranno infine usufruire, a patto di avere un headset compatibile, sia dell'Audio 3D (lo stage Anticonformista è un vero prodigio sonoro e visivo), sia dell'opzione Attività su PS5, che concede agli utenti di giungere immediatamente alla sfida desiderata senza dover attraversare le mappe dimensionali.

    Crash Bandicoot 4: It's About Time Crash Bandicoot 4: It's About TimeVersione Analizzata PlayStation 5Era già un gioco meraviglioso da vedere su PlayStation 4, e su PS5 è ancora più appariscente: la nuova versione di Crash 4 è fluida e graficamente nitidissima, merito com’è ovvio del frame rate a 60 fps e della risoluzione in 4K; tuttavia l’upgrade visivo non risulta totalizzante, e non stravolge di certo il colpo d’occhio della produzione. L’aggiornamento per le nuove console Sony e Microsoft, che - lo ricordiamo - è gratuito e supporta il trasferimento dei salvataggi old gen, compie dunque il suo dovere senza strafare, limitandosi a massimizzare i punti di forza del comparto tecnico. Peccato solo per un’implementazione piuttosto pigra del DualSense, le cui feature non vengono valorizzate a sufficienza: l’uso del feedback aptico e uno sfruttamento più deciso dei grilletti adattivi avrebbero infatti potuto dare all’esperienza un tocco maggiormente distintivo. Se volete iniziare una nuova partita o continuare la precedente, in ogni caso, le ammiraglie di Sony e Microsoft sono le piattaforme migliori sulle quali fare man bassa di frutti Wumpa.

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