Crash Bandicoot 4 It's About Time Recensione: è tempo di frutti Wumpa

Sono passati 22 anni da Warped, e Crash è pronto a tornare con un capitolo inedito all'altezza dell'eredità di Naughty Dog.

Crash Bandicoot 4 It's About Time
Recensione: PlayStation 4
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Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Era solo una questione di tempo. Dopo il successo della N.Sane Trilogy, era inevitabile che il marsupiale ideato da quei cagnacci di Naughty Dog tornasse a raccogliere i frutti Wumpa con un capitolo totalmente inedito. La sfida è stata accettata da Toys For Bob, team già autore dell'eccellente Spyro Reignited Trilogy: questa volta, però, non si tratta di un remake, né di un capitolo apocrifo, bensì di un sequel diretto e canonico di quel Crash 3: Warped che nel 1998 chiuse il sipario su una trilogia capace di scrivere una pagina importante della storia di PlayStation.

    A distanza di 22 anni dal terzo episodio, Crash Bandicoot 4: It's About Time riprende la formula concepita da Naughty Dog, ne segue fedelmente la lezione ludica e tenta di modernizzarla solo in parte, così da restituire ai fan del peramele l'episodio che hanno sempre desiderato. L'impresa può dirsi riuscita quasi alla perfezione: questo quarto capitolo è un salto indietro nel tempo, verso un'epoca in cui il platforming si basava sulla precisione millimetrica, all'insegna del collezionismo sfrenato, del completismo assuefacente e della voglia di migliorare sempre di più i propri record. Ecco perché quello trascorso in compagnia di Crash Bandicoot 4 è stato, è e sarà tempo davvero ben speso!

    Il gameplay di un tempo, con un tocco moderno

    Se escludiamo un piccolo cambio di look, il nostro marsupiale di fiducia, sulle prime, sembra lo stesso di due decenni fa. Come nella N.Sane Trilogy, abbiamo riscoperto il piacere di un'esperienza appagante, fatta di salti calibrati al millimetro, giravolte vorticose, pedane semoventi e ostacoli di ogni genere. Lo stile del platforming a marchio Naughty Dog è stato qui ricostruito a regola d'arte e il feeling del sistema di controllo ha un sapore nostalgico e moderno al tempo stesso, che abbandona in parte la legnosità che contraddistingueva la serie su PS1 per farsi più fluido e scorrevole.

    Crash dovrà ancora una volta rompere tutte le casse che si troverà dinanzi, raccogliere i frutti wumpa, cercare le gemme celate negli anfratti più nascosti, liberarsi dei nemici con le sue letali giravolte e affrontare intriganti boss fight, alcune delle quali davvero ben concepite, per quanto riguarda sia l'impatto scenico sia le soluzioni di gameplay.

    Di tanto in tanto, come variazione sul tema, il Bandicoot sarà anche chiamato a scivolare acrobaticamente sulle rotaie, seguendo un po' le orme di Ratchet & Clank, oppure cavalcare i suoi immancabili compagni a quattro zampe, in livelli che omaggiano la tradizione e condiscono l'avanzamento con un pizzico di adrenalina. Cambiando spesso prospettiva, e giocando con le diverse angolazioni della telecamera, It's About Time è dunque un continuo susseguirsi di situazioni travolgenti ma anche decisamente complesse, alcune delle quali persino più ardue dei livelli architettati anni fa dai Cagnacci all'apice del loro sadismo.

    Ecco quindi che dovremo ancora una volta effettuare balzi sempre ben ponderati, dove la minima inclinazione della levetta analogica può cambiare radicalmente le sorti di un salto. Ciascun quadro può essere giocato sia nei panni di Crash che in quelli di Coco, a libera scelta del giocatore, e il team sembra aver lavorato a dovere per bilanciare, soprattutto nei primi mondi, il senso di sfida e l'accessibilità. Solo di rado It's About Time si rivelerà ingiusto: ci sono di tanto in tanto alcuni sporadici problemi di collisioni con le superfici, che mandano in malora un balzo correttamente effettuato, ma restano occasioni piuttosto rare, che non forniscono alcuna giustificazione al giocatore. Oggi come ieri, quindi, in Crash è l'abilità dell'utente a fare la differenza. Le note di maggior frustrazione si riscontrano perlopiù negli stage finali, quando la crudeltà degli sviluppatori raggiunge picchi diabolici. Se tagliare il traguardo dei livelli conclusivi non sarà mai proibitivo, completarli al 100% e scovarne tutti i segreti (attività che rappresentano l'essenza di ogni Crash!) si dimostreranno imprese ai limiti della "follia".

    Per non rendere l'avventura troppo gravosa, specialmente agli occhi dei neofiti, Toys for Bob ha adottato una soluzione alquanto intelligente: Crash Bandicoot 4 può essere infatti affrontato in due modalità diverse, interscambiabili a piacimento in qualsiasi frangente. Da una parte troviamo l'opzione definita "Moderna", nella quale non dovremo preoccuparci del consumo di vite, e dopo ogni fallimento ripartiremo dall'ultimo checkpoint raggiunto; dall'altra avremo la facoltà di selezionare la modalità Rétro, in cui - come nei vecchi capitoli - avremo un numero di tentativi limitato alle vite in nostro possesso, esaurite le quali ci toccherà ricominciare dall'inizio dello stage.

    Una duplice scelta che non scontenta nessuno, né i fan della vecchia guardia, che potranno vivere un'esperienza in linea con quella del passato, né gli utenti meno inclini alle avventure hardcore. In aggiunta è stata reintrodotta anche la difficoltà dinamica già saggiata nella N.Sane Trilogy che ci supporterà con qualche maschera protettiva extra o con un maggior numero di checkpoint presenti nei livelli in caso di eccessivi fallimenti.

    Sempre per facilitare la progressione, e per rendere un po' più precise le fasi platform, potremo giocare con un indicatore di colore giallo che segnala il punto di atterraggio del marsupiale, in maniera tale da permettere agli utenti di valutare con più chiarezza la profondità di campo e l'accuratezza del salto. Ma non temete, impavidi giocatori della trilogia di Naughty Dog: anche questo aiuto può essere disattivato in ogni momento, così da tornare a un'esperienza di stampo classico.

    Le maschere quantiche

    A differenziare il gameplay di Crash 4 dalle precedenti incarnazioni ci pensa l'introduzione delle quattro maschere quantiche: simili potenziamenti, che affiancano l'immancabile Aku Aku, si sbloccano poco alla volta, proseguendo nell'avventura, e offrono ai due fratelli Bandicoot alcuni poteri indispensabili per completare i livelli.

    Lani-Loli ci darà modo di controllare la realtà: indossandola riusciremo pertanto materializzare o far scomparire piattaforme, casse e ostacoli ambientali; grazie a Kupuna-Wa avremo la facoltà di rallentare il tempo per qualche secondo, così da passare indenni sulle casse di Nitro o saltare su superfici in caduta libera; 'Akano ci fornirà l'abilità di roteare con una forza incredibile, per compiere balzi più estesi ed essere quasi del tutto invincibili agli assalti nemici; infine tramite Ika-Ika potremo alterare la gravità, muovendoci lungo i soffitti e superando burroni troppo ampi. L'uso di queste maschere, in ogni caso, obbedisce alle regole del level design, e non avremo l'opportunità di indossarle in ogni occasione: solo in determinati punti dei livelli, dunque, potremo ricorrere ai loro poteri per un limitato intervallo di tempo. Nelle fasi più avanzate, capiterà persino di dover alternare con rapidità le doti di ciascun Idolo, mettendo seriamente a dura prova i riflessi e la pazienza dei giocatori più talentuosi.

    L'introduzione delle maschere rinfresca il gameplay della serie, e aggiunge alla ricetta un pizzico di varietà che insaporisce l'offerta: non tutti i poteri sono frutto di un'ispirazione vincente ('Akano, ad esempio, non ci ha particolarmente colpito), ma nell'insieme l'intuizione ludica di Toys for Bob può dirsi piuttosto riuscita. Uno dei pregi del team, a prescindere dalle novità riguardanti il gameplay, consiste a nostro avviso nella composizione dei livelli.

    Benché un buon numero di scelte di design sia comunque un retaggio del passato firmato Naughty Dog, alcune trovate del tutto originali ci hanno lasciato a tratti davvero a bocca aperta, sia in termini puramente artistici sia per quanto riguarda la struttura delle trappole, il posizionamento di passaggi segreti e l'impatto scenico. Senza contare, inoltre, il quantitativo spropositato di citazioni inserite nei mondi esplorabili, pensate sia per stuzzicare la nostalgia dei fan, sia per rimarcare la canonicità di questo quarto capitolo nella storia ufficiale della saga.

    Un marsupiale tra le dimensioni

    È francamente inusuale che un gioco della serie Crash Bandicoot dia così tanta importanza alla componente narrativa. Non parliamo certo di una trama molto elaborata, né di chissà quale complessità sul piano della sceneggiatura, ma nel complesso Toys For Bob si è divertito ad assemblare un racconto più ricco di quello della trilogia di partenza, scandito da adorabili scene di intermezzo, da un umorismo inarrestabile e da un finale piacevolmente sorprendente. Per dovere di cronaca, segnaliamo che sono disponibili anche due conclusioni extra, che possono essere ottenute al raggiungimento di specifiche percentuali di completamento: e fidatevi, non sarà per nulla facile...

    Come dicevamo in apertura, Crash 4 è un sequel diretto di Warped, e vede i nostri coraggiosi Bandicoot mettere nuovamente i bastoni tra le ruote a Neo Cortex e N.Tropy, intenzionati a sfruttare un collasso dimensionale per dominare sullo spazio e il tempo. Viaggiando tra diverse epoche storiche e incontrando vecchi amici, Crash e Coco - con l'aiuto delle maschere quantiche - dovranno porre fine ai piani dei due cattivoni, lungo un'avventura abbastanza longeva per i canoni della saga, sicuramente più corposa di quella vissuta in Warped, merito anche di una serie di livelli aggiuntivi in cui impersoneremo altri volti storici del franchise, con ovvie conseguenze in termini di gameplay.

    Nuove linee temporali: Tawna, Dingodile e Cortex

    Oltre a Crash e Coco, in It's About Time potremo vestire i panni anche di altri tre personaggi in stage appositamente selezionati: parliamo di Tawna, Dingodile e Cortex.

    Ognuno di loro porta con sé un approccio radicalmente differente: la Bandicoot dal look del tutto rinnovato dona alla progressione un piglio più avventuroso, può sfruttare il suo rampino per coprire lunghe distanze e usare i suoi potenti calci per mettere K.O i nemici; il buffo Dingo è invece molto più goffo, si muove con lentezza, utilizza la sua coda come arma e può anche attivare il suo aspiratore per raccogliere casse e planare sulle piattaforme; Cortex, dal canto suo, è un po' più agile, ha la capacità di azionare uno scatto aereo e possiede in dotazione una pistola con la quale trasformare gli avversari in superfici su cui rimbalzare. Sul versante della giocabilità, questo trio di personaggi extra non mantiene la medesima qualità delle sessioni con Crash e Coco: sono intermezzi piacevoli e sufficientemente diversificati, ma non altrettanto rifiniti come le sequenze in compagnia dei due fratelli Bandicoot.

    Avremo la possibilità di impersonare i tre comprimari sia durante la campagna principale, in pochi livelli abbastanza estesi e totalmente dedicati a loro, sia nelle cosiddette Linee Temporali Alternative. Si tratta di stage secondari dal concept intrigante ma dalla realizzazione un po' altalenante. In pratica rivivremo parti di quadri già superati con Crash o Coco ma dalla prospettiva di Tawna, Dingo e Cortex: in simili frangenti la conformazione dei livelli cambierà, garantendo un'esperienza totalmente inedita, ma solo per meno della metà della loro durata totale.

    Le fasi al comando dei nuovi personaggi, infatti, si esauriranno in fretta, e torneremo presto nella pelliccia dei marsupiali, obbligati a completare di nuovo una grossa parte degli stage che abbiamo già terminato nella campagna principale. Insomma, una scelta che convince solo a metà, dal momento che nei quadri secondari avremmo preferito un bilanciamento tra originalità e riciclo più a favore della prima opzione. Tuttavia, se c'è un aspetto che non si può certo rimproverare a It's About Time, questo è proprio la vastità della sua mole contenutistica: il nuovo capitolo è d'altronde un platform indubbiamente ricco di segreti, collezionabili e livelli da affrontare.

    Anzitutto, per completare ciascuno stage al 100%, ottenere le reliquie nella prova a tempo e guadagnare tutte le gemme dovremo tenere in considerazione diversi obiettivi: raccogliere un gran quantitativo di frutti Wumpa, rompere tutte le casse, raggiungere la fine con un massimo di tre fallimenti e scovare anche le pietre preziose celate nell'ambientazione.

    L'ottenimento delle gemme ci permetterà di sbloccare Skin aggiuntive per Crash e Coco, che hanno fortunatamente solo un valore estetico e non inficiano in alcun modo il delicato equilibrio del gameplay. Come se non bastasse, ogni livello possiede una specifica variante, definita N.Vertita, che modifica in parte la conformazione dello stage e sfrutta dei peculiari filtri grafici per cambiarne l'impatto estetico. Ma l'offerta del singleplayer non finisce qui...

    I Nastri Flashback

    Una delle aggiunte più soddisfacenti di It's About Time è rappresentata dai Livelli Flashback, ardue sfide all'abilità del giocatore: parliamo di una ventina di quadri a scorrimento orizzontale dove a dominare è il platforming puro, senza troppi fronzoli di sorta. Ogni minimo movimento deve essere calibrato a menadito, all'insegna di prove estremamente complesse, specialmente nelle fasi avanzate. Per ottenere l'accesso a questi contenuti opzionali bisognerà rinvenire specifiche VHS all'interno dei vari livelli: il problema è che questi oggetti si renderanno disponibili soltanto se li raccoglieremo senza mai morire.

    Negli stage iniziali, i nastri sono posizionati generalmente nelle battute iniziali, un fattore che rende il loro ottenimento abbastanza semplice. Ma nelle ambientazioni finali, le videocassette saranno posizionate quasi in prossimità del traguardo, aumentando a dismisura l'impegno necessario per sbloccarle. Potremo catapultarci nei Nastri Flashback tramite la Mappa del Mondo, suddivisa in svariati blocchi dimensionali che, nella struttura, ricordano le isole del primo Crash Bandicoot: riuscire a superare tutte le sfide opzionali, insomma, si rivelerà un'impresa da non sottovalutare nemmeno per i più esperti giocatori della saga.

    Marsupiale contro marsupiale

    A coronare l'offerta di It's About Time ci pensa infine una modalità multiplayer esclusivamente in locale.

    Dal menù principale potremo selezionare la Battaglia Bandicoot, nella quale fino a quattro utenti (che impersoneranno Crash, Coco, Fake Crash e Fake Coco) potranno scontrarsi in due differenti opzioni di gioco. Gara a Checkpoint, come il nome suggerisce, prevede che ciascun giocatore raggiunga nel minor tempo possibile i diversi Checkpoint, e alla fine verrà dichiarato un vincitore in base al record effettuato. Combo di Casse, invece, chiede ai partecipanti di rompere le varie scatole, incrementando progressivamente un indicatore di punti prima che il timer raggiunga lo zero. Ovviamente, trionferà chi, alla fine del livello, avrà ottenuto il maggior punteggio. Chiude l'elenco l'opzione Passa e Gioca, attivabile in ogni momento durante l'avventura, grazie alla quale due giocatori possono passarsi il controller dopo ogni morte o dopo lo sblocco di un checkpoint per portare a termine un livello. Come è facile intuire, il multiplayer di Crash 4 è un riempitivo privo di grosse ambizioni e non particolarmente stimolante, ma riesce comunque a intrattenere quanto basta, pur consapevole di rappresentare una semplice modalità accessoria all'esperienza in singolo.

    Un art design senza tempo

    Crash Bandicoot 4: It's About Time è bellissimo da vedere e da ascoltare: a tratti l'impressione è di assistere a un cartone animato interattivo, complici animazioni eccellenti, un'espressività facciale meravigliosamente caricaturale, e un buon livello di dettaglio. Non vanno dimenticati poi sia un accompagnamento sonoro brillante, che pizzica le corde della nostalgia con pezzi classici e altri totalmente nuovi, sia un doppiaggio in italiano degno di un film d'animazione. Fluido e colorato, il gioco di Toys For Bob si conferma una gioia per gli occhi e per le orecchie, tanto nella resa tecnica quanto in quella artistica.

    Anche se alcune soluzioni di design sono abbastanza derivative, non mancano mondi caratterizzati da scelte estetiche da applausi, in un tripudio di effetti, citazioni a profusione e scenografie incantevoli. Anche il nuovo aspetto dei protagonisti ci ha convinto quasi del tutto (Coco è deliziosa!), con qualche riserva soltanto per quel che riguarda il look di Crash: non che il restyling non sia assai gradevole, ma dal momento che It's About Time è un sequel diretto di Warped, forse conservare lo stesso stile della N.Sane Trilogy, anche per motivi narrativi, avrebbe permesso al titolo di mantenere una maggiore coerenza con l'universo della serie.

    Crash Bandicoot 4 It's About Time Crash Bandicoot 4 It's About TimeVersione Analizzata PlayStation 4 ProCe n’è voluto di tempo, ma finalmente è accaduto: Crash si è ripresentato sulle scene videoludiche con un capitolo inedito e canonico all’altezza dell’eredità di Naughty Dog. Longevo, coloratissimo, divertente e complesso, It’s About Time si fa portavoce del ritorno al platforming di precisione, dove conta ogni salto calibrato con la dovuta accuratezza, e in cui viene valorizzata principalmente l’abilità del giocatore. Ben bilanciato sul piano della difficoltà, pur con qualche picco assai complesso, l’opera di Toys For Bob si rivela imperdibile per i fan del marsupiale. I neofiti, dal canto loro, si troveranno dinanzi a un’avventura briosa e appagante, con qualche leggero spigolo sul versante del gameplay, retaggio di meccaniche vecchio stile, e con alcuni livelli extra, dedicati ai nuovi personaggi giocabili, che non esprimono sempre a dovere il loro potenziale. Per la ripartenza di Crash, in definitiva, era difficile aspettarsi di più: i frutti Wumpa hanno quindi lo stesso, gustosissimo sapore di 22 anni fa.

    8.8

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