Recensione Crazy Taxi - Catch a ride

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Crazy Taxi - Catch a ride - 1792

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Disponibile per
  • Gba
  • L'Illustre predecessore

    Questo “Catch a ride” è l'ultimo della serie dei quattro giochi di Crazy Taxi usciti finora per Dreamcast, PS2 ed infine XBOX; il gioco originale uscì nelle sale qualche annetto fa, su piattaforma Naomi, col suo bel cabinato in stile taxi, la sua favolosa grafica e la giocabilità frenetica: La conversione per Dreamcast era ottima: grafica fluida, dettagliata e coloratissima: una gioia per gli occhi ma soprattutto una gioia da giocare.

    L'Illustre gameplay

    Per chi non lo sapesse, il gioco consiste nel fare il tassista: si prendono i passeggeri per strada e li si porta a destinazione. Si ricevono più o meno soldi in base a quanto rapidamente li portiamo a destinazione ed in base alle acrobazie che compiamo alla guida.
    Inizialmente possiamo scegliere tra i quattro taxi presenti e scorrazzare per una sola città, ma andando avanti ne potrete sbloccare una seconda: sarà possibile giocare nella modalità “Arcade”, nella quale il tempo a disposizione aumenta se portiamo a destinazione i passeggeri, oppure in quella “A tempo”, in cui guidare per 3, 5 o 10 minuti con lo scopo di guadagnare il più possibile. Oltre a questa modalità è presente, come già nella versione Dreamcast, il “Crazy Box”: una serie di prove di abilità di guida, utili anche per imparare a guidare al meglio il taxi nella modalità classica.

    Il successo dell'illustre predecessore

    I motivi del successo della formula originale di Crazy Taxi possono sintetizzarsi in frenesia, velocità e bella grafica, oltre alle esaltanti musiche degli Offspring; questo mix esplosivo fece guadagnare popolarità al gioco SEGA, nonostante non fosse possibile attribuirgli una grande longevità. Ebbene cosa riuscirà a darci questa conversione per GBA di tutto ciò?

    Non ci siamo proprio

    Purtroppo il GBA non è certo il Dreamcast e non ha un hardware 3d dedicato: la scelta dei programmatori della Graphic State di ricreare le città in 3d anche sul GBA si è rivelata, a mio avviso, sbagliata. Appena accendete la console, infatti, vi viene da dire un bel -WOW!-, il feeling dei menù è lo stesso, identico alle versioni casalinghe: stessa grafica, stesse opzioni, stessi taxi...persino la città è la stessa!
    Una volta cominciato a giocare vi verrà da dire -però, il taxi sembra 3d... le sovrimpressioni sono le stesse...certo l'asfalto non ha textures, ma chi se ne frega!-. Poi il taxi si mette in moto e le pecche emergono: il vostro veicolo appare scattoso, sgranato, bruttarello...sembra un gioco per 3DO programmato male e non ci sono nemmeno più gli Offspring ad esaltarci con la loro musica! Sembra, insomma, di giocare alla versione beta di Crazy Taxy per Dreamcast! Tutto è uguale, la città e la stessa, le persone sono le stesse, i luoghi sono gli stessi, salite, discese ed incroci! Solo che tutto è molto peggio, ogni cosa è lenta e pixellosa: le auto sono solo ammassi di pixel, i pedoni pure e l'ambientazione appare quantomai scarna!

    Le cose da salvare

    Insomma, si tratta di un gioco da buttare? Certo, il GBA non è in grado di riproporre la grafica che le sue sorelle maggiori gestiscono con tranquillità ed anche se i risultati ottenuti da altri programmatori, come gli italiani Raylight con il loro Blueroses Engine, sono superiori, non dobbiamo dimenticarci che in un gioco come Crazy Taxi il motore grafico deve gestire un'intera città e che quindi non può presentare un livello di dettaglio come quello visto in Wing Commander: il problema principale, secondo me, è che non si tratta di aver realizzato male una cosa che poteva venire meglio, ma di aver realizzato benino una cosa che era quasi impossibile riprodurre su un GBA!
    Aver voluto proporre un gioco nato per i 128 bit e per giunta in 3d è stato il vero, grosso, errore dei programmatori!
    In definitiva il gioco è simpatico, meritevole di un'occhiatina, anche solo per notare quanti omaggi all'originale sono stati riproposti, ma non vi divertirà neanche lontanamente come l'originale per Dreamcast, PS2 o Xbox, dove il fattore Eye Candy era fondamentale.
    Se non altro questo è un tipo esempio di gioco assai godibile su GBA, un titolo da poter tirare fuori 2 minuti in sala d'attesa e spegnere appena tocca a voi senza troppi rimpianti; se lo volevate comprare cercate di darci una occhiata prima.

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