Creaks Recensione: un puzzle game dagli autori di Machinarium e Chuchel

Amanita Design torna sulle scene con un puzzle game piuttosto ispirato sul piano visivo, ma privo di un'originalità che gli permetta di brillare.

Creaks Recensione: un puzzle game dagli autori di Machinarium e Chuchel
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Amanita Design è oramai uno dei nomi più in voga del mondo indie. A partire dal successo internazionale di Machinarium, lo studio ceco ha saputo dare sfogo a un estro creativo e artistico incredibile, sfornando esperienze decisamente ricercate dal lato visivo e ben pensate sul piano ludico. Creaks si pone come una sorta di punto di incontro tra le produzioni più sperimentali del team: da una parte c'è Chuchel, con il quale Amanita Design ha sperimentato un'interazione quasi al limite dell'animazione, garantendo un'ottima fluidità del racconto (potete recuperare qui la nostra recensione di Chuchel); dall'altra c'è Pilgrims, con cui invece gli sviluppatori hanno fatto fortemente leva su quel folklore che non abbandona mai le loro creazioni. Ecco, è proprio dall'importanza del folklore che riparte anche Creaks, un puzzle game sicuramente meno coraggioso e originale rispetto ai suoi predecessori, ma anche più appetibile agli occhi di un pubblico alla ricerca di un'esperienza più tradizionale.

    C'era una volta uno scricchiolio...

    È in una piccola e buia stanza privata che inizia il racconto di Creaks. La trama, come da tradizione, non viene esplorata tramite complesse cinematiche o corpose sequenze testuali, ma emerge lentamente, a sprazzi, nel mezzo delle cinque o sei ore richieste per completare il gioco.

    È una vicenda dai tratti surreali e palesemente kafkiani, sia per l'immaginario di riferimento sia per la forte presenta di commistioni e fusioni tra animali e persone, oggetti ed esseri viventi. Amanita Design parte dall'idea dello scricchiolio, del cigolio che interrompe i silenzi dei nostri calmi pomeriggi, spezzando al contempo la quiete dei nostri pensieri: cosa si cela in quei suoni? Quali avventure in mondi paralleli giacciono al di là di quella frattura nella parete, o magari oltre la tegola del soffitto?

    Da quest'intuizione, parte un viaggio dal respiro fiabesco, che si riflette in maniera ottimale nella resa del mondo di gioco. Creaks è infatti un immenso castello popolato da creature nemiche o alleate, e da interni e architetture incredibilmente ricche e sorprendenti. Sin dall'inizio, come è invece tradizione dello studio, saremo subito chiamati all'azione: puzzle ed enigmi caratterizzano le surreali sale del castello, descritte da giochi di luci e ombre che modificano la realtà stessa degli oggetti colpiti. Infatti, tramite l'esposizione alla luce dei rabbiosi cani robotici si trasformano in docili comodini, mentre violenti rami antropomorfi diventano leggiadri attaccapanni. Sarà dunque attraverso l'attivazione di leve, bottoni, pannelli e pedane che costruiremo percorsi di luci, scale e ombre capaci di farci esplorare l'enorme dimora, che racchiudere al suo interno persino biomi o ecosistemi diversi.

    Un'avventura di stampo tradizionale

    Creaks è forse la produzione più tradizionale del team ceco. La ricercatezza visiva e folkloristica è sempre in primo piano, ma appare evidente che la componente ludica proponga un'esperienza sì solida e con un livello di sfida intrigante, eppure priva di quel guizzo che rende le opere Amanita davvero memorabili.

    In Creaks ci si sposta di sala in sala con la leggerezza del divertimento ma con il peso della tradizione, sfidando le leggi della realtà nella fase ludica e lasciandosi trascinare dalle regole del racconto nelle sequenze narrative. C'è insomma una scissione netta tra la storia e il gameplay, priva di un amalgama ben equilibrato, e sotto questo aspetto era forse lecito aspettarsi di più da uno studio che ha sempre tentato di sperimentare inedite formule di gioco, sempre nuove e originali. Ma non di sola innovazione o coraggio vive il videogioco, e lo stesso vale per Creaks. I suoi enigmi, sebbene lontani dalla complessità dei capolavori del genere riescono comunque a stimolare l'utente, anche grazie alla varietà di combinazioni e meccaniche che emergono nel tempo: i cani robotici citati in precedenza, per esempio, attaccano solo a una certa distanza, mentre i rami animati copiano le nostre mosse, generando curiose e divertenti attivazioni di pedane e leve giustapposte. Inoltre, il racconto riesce comunque a coinvolgere a dovere il giocatore, aiutandolo a sentirsi parte di un mondo da scoprire, e non solo di una sequela di stage da completare.

    Un mondo intrigante

    Come sempre, però, è nel concept e nelle scelte visive e musicali che Amanita Design si conferma uno degli studi indie più ispirati del settore. Anzitutto, Creaks rappresenta il primo, vero passo del team ceco verso uno schema di controlli diretto e gestito dal giocatore, abbandonando la struttura punta e clicca che caratterizzava le opere precedenti. Di conseguenza, Amanita ha potuto sperimentare una serie di scelte visive e sonore alquanto intriganti: la musica, per esempio, si adatta alle azioni del giocatore e collabora col design del gioco per suggerirci la definitiva risoluzione di un enigma.

    Inoltre, lo studio fa largo uso della pareidolia, ossia l'illusione che ci dà l'impressione di vedere forme animate in oggetti inanimati, come quando - ad esempio - crediamo di osservare un viso che sorride nella parte frontale di un'auto. Facendo ricorso a questa peculiare forma espressiva, Amanita ha usato gli interni del suo mondo di gioco come strumenti ludici, e ha saputo rendere credibile e assai peculiare un mondo davvero appagante al colpo d'occhio.

    Creaks CreaksVersione Analizzata PlayStation 4Togliendo il piede dall'acceleratore dell’originalità e della sperimentazione, Amanita Design confeziona un puzzle game caratterizzato dalla consueta qualità visiva e ricercatezza artistica a cui ci ha abituato negli anni il team di sviluppo. La bellezza visiva e gli intelligenti enigmi garantiscono a Creaks un'identità ben marcata, anche se priva di quel guizzo di innovazione e di quel colpo di genio che sarebbe stato lecito aspettarsi dagli autori di Machinarium e Chuchel.

    7.5

    Quanto attendi: Creaks

    Hype
    Hype totali: 10
    76%
    nd