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Creed Rise to Glory Recensione: Rocky e Adonis su PlayStation VR

Dagli autori di Sprint Vector arriva Creed: Rise to Glory, nuovo gioco di boxe per PlayStation VR basato sull'omonimo spin-off cinematografico di Rocky.

recensione Creed Rise to Glory Recensione: Rocky e Adonis su PlayStation VR
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Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Dopo il lancio di Electronauts e Sprint Vector, l'annata di Survios arriva al suo culmine con Creed: Rise to Glory, la produzione più ambiziosa mai realizzata finora dallo studio losangelino. Il titolo si presenta come un tie-in dell'omonimo spin-off cinematografico di Rocky, un gioco di boxe interamente pensato per la Realtà Virtuale e i controller di movimento che promette di enfatizzare la fisicità dei combattimenti e il coinvolgimento motorio dell'utente. Una volta indossato il visore potremo impersonare Adonis Creed e trovarci a tu per tu con una versione digitalizzata di Sylvester Stallone in veste di allenatore, rivivendo in prima persona alcuni match visti nel film. Il primo momento davvero stupefacente, però, arriverà dopo essersi sfilati l'headset dalla testa: la fronte pregna di sudore, le braccia indolenzite, il fiato corto e l'adrenalina ancora in circolo, con la sensazione di essere stati davvero sul ring e di aver partecipato a un incontro di pugilato.

    Gameplay fisico

    Per giocare a Creed: Rise to Glory avremo bisogno dei controller di movimento e di un'area di gioco abbastanza ampia da poter estendere le nostre braccia senza incontrare nessun ostacolo. Anche se è possibile affrontare l'esperienza da seduti, rimane caldamente consigliata la posizione eretta per aumentare l'immersione e la libertà motoria durante i combattimenti, così da rendere il titolo ancora più credibile e coinvolgente. Un altro suggerimento importante prima di salire sul ring: assicuratevi di abilitare il "movimento avanzato" dalle opzioni principali, permettendo al vostro alter-ego di spostarsi all'indietro, eseguire uno strafe laterale e avanzare in direzione dell'avversario mantenendo alta la guardia. Il sistema di controllo architettato da Survios si basa interamente sul movimento delle braccia e del corpo, dando vita a un gameplay fisico che metterà a dura prova la nostra resistenza, grazie anche a un paio di trovate che trasmettono tutta la fisicità di un vero incontro di boxe.

    Come è facile immaginare, le sagome dei guantoni seguiranno gli spostamenti dei due PlayStation Move che stringiamo tra le mani, consentendoci di imitare con naturalezza l'esecuzione di un jab o di un gancio destro sferrato con la massima potenza. Il tracking è rapido e preciso, anche quando bisogna tenere alta la guardia per parare i colpi degli avversari, o spostare la testa e il busto per schivare un pugno diretto verso la nostra faccia. Evitare un attacco con il giusto tempismo, inoltre, attiva una sorta di bullet time che ci consente di contrattaccare il nostro avversario, scaricandogli addosso un gancio ben assestato e una serie di pugni al busto per provare a mandarlo K.O. Se sulle prime saremo tentati di agitare le braccia come dei forsennati, cercando di mettere a segno il maggior numero possibile di cazzotti, presto ci accorgeremo che il gioco vuole incoraggiarci a distribuire le nostre energie nel corso dei round, come del resto si farebbe in un vero match di pugilato. Questo avviene grazie a un sistema di stamina che simula l'affaticamento dell'atleta: quando le nostre energie sono in esaurimento, il movimento dei guantoni inizia a rallentare vistosamente diminuendo l'efficacia e la portata dei pugni, costringendoci ad assumere la posizione di guarda per recuperare le forze. Oltre a farci sperimentare le conseguenze della fatica, Creed riesce a trasmetterci anche l'impatto di un cazzotto ricevuto in pieno volto. Quando veniamo travolti dalla forza di un pugno dirompente, infatti, il corpo del nostro atleta viene spostato all'indietro come succederebbe nella realtà: a questo punto il gioco rallenta e la telecamera indietreggia fino a inquadrare il nostro alter-ego dall'esterno, come se il nostro "spirito" fosse uscito dal suo corpo a causa dello stordimento. Per riprendere il controllo del personaggio dovremo assumere la sua stessa posa, mimando con le nostre braccia gli effetti del colpo ricevuto.

    Una soluzione altrettanto interessante viene impiegata per i K.O., quando il nostro atleta finisce al tappeto: in questo caso l'inquadratura si allontana fino a uscire dal ring, obbligandoci a scuotere i due Move per "rientrare" nel nostro corpo entro lo scadere del countdown. Più volte andremo al tappeto, maggiore sarà la distanza da percorrere, e di conseguenza lo sforzo richiesto all'utente per riuscire nell'impresa. Una trovata molto efficace che simula la stanchezza avvertita dopo un atterramento, facendola provare sulla pelle del giocatore. Parlando degli spostamenti sul ring, Survios è riuscita a realizzare un sistema di locomozione abbastanza funzionale e convincente, in grado offrire un approccio motorio ai movimenti che allo stesso tempo aggira i limiti dei PlayStation Move.

    Per camminare dovremo tenere premuti i due tasti Move contemporaneamente, ruotando i due controller in senso orario per andare avanti e in senso antiorario per indietreggiare. Per eseguire uno strafe laterale, invece, bisognerà ruotare solo il controller destro per spostarci a destra, e quello sinistro per muoversi a sinistra. Anche se all'inizio potrà sembrarci un sistema poco intuitivo, basteranno un paio di sessioni e una piccola dose di pratica per prendere confidenza con i movimenti, fino a padroneggiarli in combattimento senza particolari grattacapi. Quando si tratta di salire sul ring e lottare, insomma, il gameplay di Creed: Rise to Glory funziona a dovere, proponendo la miglior interpretazione dei combattimenti virtuali che si sia mai vista con i motion controller. Ed è questo, senza ombra di dubbio, il vero punto di forza della produzione.

    L'ascesa di un pugile

    Trattandosi di un tie-in, in Creed: Rise to Glory non poteva mancare la relativa modalità Carriera ispirata alle vicende del film, con il giocatore a rivestire i panni di Adonis Creed (il figlio di Apollo Creed, celebre rivale di Rocky), il giovane protagonista determinato a farsi strada tra i migliori atleti della boxe

    . Pur prendendo in prestito le location e alcuni avversari visti nella pellicola, purtroppo questa modalità si limita a farci disputare solo sette incontri di difficoltà crescente, senza nessun tipo di preambolo narrativo ad accompagnare lo sviluppo della nostra carriera. Per rendere le cose un po' più interessanti, però, ogni match viene preceduto da un'intensa sessione di allenamento dal sapore arcade, con una serie di mini-game da completare in sequenza nel modo più rapido possibile: migliore sarà il nostro rendimento, maggiore sarà la quantità di stamina che avremo a disposizione all'inizio del match.

    Considerando la semplicità della sua struttura e una longevità che si attesta sulle due ore (le cose possono farsi più lunghe alla difficoltà Campione), la modalità Carriera di Creed: Rise to Glory assomiglia di più a un tutorial avanzato che a un'esperienza single player totalmente appagante, data anche l'assenza di particolari stimoli che vadano oltre il desiderio di vincere gli incontri e padroneggiare il sistema di combattimento. Una nota di merito va comunque riconosciuta alla caratterizzazione dei sette avversari e all'ottima ricostruzione scenica delle arene: ogni incontro ha un sapore diverso dall'altro, complice la capacità della VR di enfatizzare tutte le sensazioni vissute nel match (ve ne accorgerete quando dovrete affrontare un'antagonista dalla mole decisamente statuaria, sollevando la testa per fissarlo negli occhi...).

    Per chiudere il quadro dell'offerta single player, il titolo mette a disposizione anche una modalità free play e l'allenamento libero in palestra. La prima consente di selezionare un avversario e sfidarlo sul ring, mentre la seconda permette di esplorare la palestra per dedicarsi ai singoli mini-giochi di allenemanto, con la possibilità di scalare le relative classifiche online.

    Giocando da soli, a un certo punto gli stimoli per dedicarsi a Creed: Rise to Glory potrebbero esaurirsi inesorabilmente, ed è qui che entra in soccorso il comparto multiplayer online pensato per sfidare un amico o un altro giocatore dall'altra parte del mondo. Anche in questo caso, la modalità funziona in modo molto semplice: si seleziona un personaggio (ognuno con i suoi punti di forza, e tra gli atleti del roster c'è anche un giovane Rocky Balboa!), un ring e si dà il via alle danze. Allo stato attuale, la qualità dell'esperienza PvP ci è parsa variabile: in alcuni casi il matchamaking ha impiegato pochi secondi a trovare un avversrio, mentre in altri sono passati quasi due minuti. Stesso discorso per la latenza, dove si sono alternati match perfettamente reattivi e incontri afflitti da qualche problema di lag. A questo si aggiungono le classiche considerazioni da fare per tutte le modalità multiplayer dei giochi VR: quanto a lungo riuscirà a reggersi in piedi la community? Trovare una partita online sarà altrettanto facile anche fra un paio di mesi? Una cosa, intanto, è certa: se avete un amico con cui sfidarvi a distanza, prenderlo a pugni (virtuali) in faccia sarà davvero divertentissimo.

    Creed Rise to Glory Creed Rise to GloryVersione Analizzata Playstation 4Da qualche anno a questa parte i giochi di pugilato sono spariti dalla circolazione, ed è anche per questo che Creed: Rise to Glory è piombato come un fulmine a ciel sereno per tutti gli utenti VR. Oltre ad aver confezionato la miglior trasposizione della boxe in Realtà Virtuale attualmente in commercio, Survios è riuscita a sfruttare anche i controller di movimento per trasmettere la dimensione più fisica dei combattimenti, come nessuno era riuscito a fare mai prima d’ora. Peccato per la modalità Carriera, troppo breve e appena abbozzata per sfruttare a dovere la licenza del film, una mancanza compensata solo in parte dalla presenza del multiplayer. In ogni caso, le fondamenta ludiche di Creed: Rise to Glory ci sono parse decisamente solide.

    7.8

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