Recensione Crimson Alliance

Non il solito clone di Diablo

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Crimson Alliance
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Diablo-polpettoni

Tra i generi che in questa generazione di console hanno visto un’eccezionale crescita di esponenti, al di là del sempre più inflazionato filone degli sparatutto, c’è anche quello degli action/RPG in stile Diablo. Facendo una rapida e veloce analisi, si scopre che sebbene non manchino prodotti come Dungeon Siege III, la maggior parte dei cloni del capolavoro Blizzard sono stati pubblicati appoggiandosi alle sempre più in vitali piattaforme digitali come il PSN e l’Xbox Live.
Così, dopo l’ottimo Torchlight, il pessimo Dungeon & Dragons Daggerdal, il sufficiente Warhammer 40.000 Kill Team e il meraviglioso Bastion, la console Microsoft è pronta ad ospitare l’ennesimo hack’n’slash con visuale isometrica e componente ruolistica tutt’altro che secondaria.
Solito polpettone riscaldato? Quasi.

La follia della Principessa Asturi

Crimson Alliance è ambientato nel classico mondo fantasy, minacciato da un’oscura e malefica presenza. Tutto inizia secoli prima dell’avventura vera e propria, nella città portuale di Byzan. Qui, la Principessa Asturi, ottenuto il trono, circuisce Zampara, mago nonché suo consigliere personale, ottenendo così immensi poteri e la capacità di mantenersi giovane in eterno. Divenuta una vera e propria divinità per i suoi sudditi, che la chiamano Sirena Delle Anime, la sua minacciosa figura si perde nei secoli che si susseguono, non lasciando apparentemente tracce.
La vicenda si sposta nel presente dove un terzetto di guerrieri, capitanati dal misterioso Lupo Solitario, stranamente e non casualmente molto somigliante a Zampara. Ognuno spinto da motivazioni e obbiettivi diversi, finiranno per imbattersi nell’ormai distrutta Byzan. La città, solo apparentemente disabitata, è teatro di strani accadimenti, tanto che si sospetta che qualcuno abbia intenzione di riportare in vita la temibile Sirena Delle Anime. Starà naturalmente a voi e al vostro coraggio impedire che ciò accada.
La trama, così come il cast che la sviluppa, non è certo il punto di forza della produzione. Condotta in parte da scene animate dotate di grande stile, in parte da documenti reperibili lungo i livelli, non mancherà di darvi lo stimolo necessario per vedere come va a finire, ma al tempo stesso non scaverà mai un ricordo indelebile nella vostra memoria. Il terzetto di eroi infatti, non spiccano per caratterizzazione e le vicende narrate seguono un sentiero indovinabile già dopo le primissime battute. Ciononostante l’universo immaginifico creato da Certain Affinity è sufficientemente affascinante per attirare l’attenzione di qualunque appassionato di fantasy.

Un sapore vecchio, ma nuovo

Per quanto riguarda il gameplay, Crimson Alliance è un prodotto estremamente debitore a Diablo, ma al contempo ne scardina più di un precetto chiave, proponendo un’esperienza per certi versi inedita e iconoclasta.
La base di partenza è la stessa. Prima dell’inizio dell’avventura vi verrà chiesto di scegliere il vostro avatar tra tre diversi eroi. C’è il Mercenario, dotato di spada e scudo che basa ogni sua tecnica sul corpo a corpo, il Mago, più lento e debole, ma capace di scagliare palle di fuoco e fulmini, e la Spia, velocissima e abile sia con la sciabola, che con i coltelli da lancio. Fatta la vostra scelta, si tratterà di esplorare diversi dungeon a caccia di tesori, preoccupandosi di eliminare qualunque essere abominevole vi si pari di fronte.
Nonostante queste premesse piuttosto canoniche, le differenze tra Crimson Alliance e il resto della tradizione, fedele al modello imposto da Blizzard, non tardano a venire a galla.
La prima è relativa all’equipaggiamento dell’avatar e alla quantità di loot reperibile in ogni dungeon. Dove Diablo ci ha abituati a gestire numerosi menù e a collezionare con incredibile velocità nuovi tesori, Crimson Alliance ribalta completamente questi due precetti. Da una parte affida a un minuscolo menù a tendina l’intero controllo sull’equipaggiamento, rendendo evidente anche con una rapida occhiata quali item sono più efficaci di altri. Dall’altra, sebbene i mostri uccisi rilasceranno sempre una certa quantità di denaro, relega ogni tipo di loot reperibile all’interno di pochissimi forzieri.
Non solo, ma potete scordarvi qualsiasi aumento di livello legato all’accumulazione di esperienza. Le statistiche dell’avatar aumenteranno esclusivamente in base agli oggetti equipaggiati o a specifici power-up reperiti all’interno dei livelli, come quelli, ad esempio, capaci di aumentare la barra di salute.
Queste feature hanno un’immediata ed evidente implicazione: rendono il gioco molto più action e meno RPG. E’ come avere a che fare più con un Legend Of Zelda senza enigmi, piuttosto che con un Diablo.
Quest’ipotesi viene ulteriormente avvalorata se si guarda al combat system. Dove in giochi del genere solitamente si può contare su un solo attacco, qui ne sono presenti ben tre, più un pulsante che vi permetterà di parare le offese dei nemici e un altro che attiverà un potere speciale dopo aver caricato l’apposita barra uccisione dopo uccisione. Non solo, ma sparsi per i livelli reperirete alcuni oggetti che potrete utilizzare in qualsiasi istante richiamandoli tramite la croce direzionale. Si tratta di asce da lancio infuocate, torrette che spareranno autonomamente ai mostri, trappole e persino totem che ristabiliranno la vostra salute.
Combattere in Crimson Alliance, insomma, è molto più che premere un pulsante all’impazzata e aspettare che le proprie statistiche abbiano la meglio su quelle dell’avversario. Sebbene non sia possibile imbastire vere e proprie combo, sfruttare a dovere il proprio campionario di mosse, unitamente ai gadget in vostro possesso, vi offriranno la possibilità di uscire vincitori da intricate situazioni di pesante inferiorità numerica.
C’è tuttavia ancora una caratteristica che rende ancora più peculiare l’esperienza. Incatenando uccisioni senza subire danni infatti, attiverete un moltiplicatore che farà crescere esponenzialmente il vostro punteggio alla fine del livello e incrementerà il numero di monete in vostro possesso. Questa caratteristica, solo apparentemente secondaria, è in realtà un’ulteriore motore di cui il titolo si alimenta. Ogni nuova stanza piena di nemici infatti, non sarà semplicemente un luogo dove verrà messa in pericolo la vostra sopravvivenza, ma si tramuterà in una sorta di enigma in cui l’obbiettivo è anche quello di colpire gli avversari senza mai essere colpiti. I giocatori più smaliziati saranno così continuamente spinti a imbastire rudimentali piani per attirare i fanti, fiancheggiare gli arcieri e assalire solo alla fine i mostri più forti del gruppo.
In questo senso va anche premiato il level design, buono seppur non eccezionale, che si allontana dalla creazione casuale dei dungeon, altro cardine del genere. Complice anche un’attenta planimetria di ogni livello, il videogiocatore viene spinto a muoversi e attaccare tenendo conto della conformazione del terreno, tra sporgenze in cui ripararsi e alture da cui temere una pioggia di frecce.
Il gameplay di Crimson Alliance è insomma piuttosto inedito per quanto si rifaccia a una tradizione granitica e consolidata come quella nata all’indomani di Diablo. Naturalmente non mancano piccole sbavature. A volte si sente la mancanza di una mappa, mentre in altri casi il level design è fin troppo lineare. Inoltre le tipologie di nemici che incontrerete non sono poi così tante, cosa che vi permetterà fin troppo presto di arroccarvi nell’utilizzo di un paio di strategie sempre uguali ed efficaci.

Co-op, ma con qualche limitazione

Naturalmente Crimson Alliance non si dimentica di offrire una modalità co-op sia online che in locale allargata a ben quattro giocatori. Come ovvio, l’esperienza ne risulta ulteriormente impreziosita da questa possibilità, rendendo la creazione di strategie offensive ancora più semplice e gustoso. Tuttavia non approviamo la scelta degli sviluppatori di non rendere disponibile il drop-in istantaneo in qualunque momento. Nonostante gli addetti ai lavori giustifichino la loro scelta tirando in ballo le ridotte dimensioni di ogni livello, cosa che consentirebbe a chiunque di iniziare e finire una partita in poco tempo, resta comunque una limitazione inutile e in più di un caso fastidiosa.
Graficamente il titolo si difende bene, nonostante qualche magagna, in termini di frame-rate soprattutto, e uno stile fin troppo simile ad altri prodotti dello stesso genere.
Ottimo il sonoro. Il doppiaggio, solo in inglese, si assesta su buoni livelli, ben campionati gli effetti sonori. Favolosi i temi musicali, capaci di reagire contestualmente all’azione sullo schermo: quasi evanescenti nei momenti di calma, si arricchiscono di strumenti e arrangiamenti via, via che la situazione si fa più concitata e pericolosa.
Poco più che sufficiente, purtroppo, la longevità. Sebbene sia vero che il titolo vi spinge a giocare in co-op o a rifare più volte un livello con un personaggio diverso per scoprire tutti i tesori, è anche vero che sette ore di campagna principale sono un po’ poche per un gioco del genere.
Prima di concludere una piccola nota sul prezzo. Il gioco è venduto in due versioni. Quella di 800 Ms Points vi permetterà di utilizzare uno solo dei tre personaggi disponibili a vostra scelta. L’altra, al costo di 1200 Ms Points invece, non vi imporrà alcuna limitazione in questo senso.

Crimson Alliance Crimson Alliance è un titolo estremamente intrigante, per quanto ben lontano dalla perfezione. Il suo essere contemporaneamente lontano e vicino a Diablo, lo rende ugualmente consigliabile e sconsigliabile agli amanti del genere. Ciò che è certo è che la creatura dei Certain Affinity ha carattere e qualità. Il suo combat system, così come le meccaniche legate all’accumulazione del punteggio, lo rendono ideale per chi è più vicino all’azione che non alle componenti RPG dei cloni di Diablo. Inoltre il co-op allargato a quattro giocatori, lo rendono perfetto per chi è alla ricerca di un buon titolo da godersi in compagnia. Peccato solo per una longevità poco più che sufficiente, per un level design ispirato ma incostante e per un comparto artistico fin troppo riciclato.

7.5

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