Crusader Kings 3 Recensione: un gioco strategico dal sangue blu

Ci siamo tuffati alla riscoperta di uno degli strategici più belli, profondi e difficili attualmente sul mercato. Ora anche su console. Ne vale la pena?

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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Poche settimane fa abbiamo avuto occasione di parlarvi dell'arrivo su console di Crusader Kings III (a proposito, recuperate la recensione PC di Crusader Kings III), l'ultima incarnazione di una serie di punta dello sconfinato universo ludico di Paradox Interactive. Adesso, dopo innumerevoli ore trascorse in quest'epopea medievale, siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni su quella che, in fin dei conti, possiamo definire come la grande scommessa di Paradox: adattare uno degli strategici più complessi sul mercato a una piattaforma a cui il genere è sempre stato piuttosto indigesto. Dopo aver condotto con successo Stellaris (qui trovate la recensione di Stellaris) dal mondo PC a quello console, la compagnia svedese sarà riuscita a portare a termine quest'ardua impresa? È tempo di scoprirlo.

    Il mio generatore di dinastie preferito!

    Come gli appassionati già sapranno, Crusader Kings viene definito dalla stessa Paradox Interactive come un "Grand Strategy dinastico". Ciò significa che il giocatore non va a esercitare il controllo su tutti i propri domini attraverso un'evoluzione lunga centinaia di anni, al pari di un tradizionale strategico 4X, ma è chiamato a vivere le vicende di una singola dinastia e dei suoi personaggi di spicco.

    Il fulcro dell'esperienza ludica proposta da Crusader Kings si fa quindi più intimo: il giocatore, partendo dal capostipite della casata scelta, può condurre la propria famiglia nel corso di molte generazioni, plasmandone la storia attraverso alcuni scenari che coprono un periodo storico ben definito. Gli scenari preimpostati sono in tutto sei e coprono un ventaglio temporale che va dalla metà dell'Alto Medioevo (867 d.C.), sino alla data dell'invasione di Guglielmo di Normandia detto il Conquistatore (1066 d.C.) o, se vogliamo, al periodo più turbolento della "Reconquista" cristiana della Penisola Iberica. Ovviamente, oltre a questi scenari, vicende e personaggi, c'è la possibilità di scegliere una qualsiasi altra personalità del mondo allora conosciuto. È insomma possibile spaziare dalle Colonne d'Ercole all'Africa sub-sahariana e decidere di seguire la più piccola tribù delle steppe mongole fino ai grandi vassalli assoggettati ai reggenti del trono di Francia.

    La mappa di gioco è immensa e permette al giocatore di spiegare le ali della fantasia per comporre il proprio poema epico. Ecco, in tal senso, l'esperienza con Crusader Kings può essere riassunta come un immenso calderone traboccante di eventi, personaggi e storie in cui immergersi e perdersi a lungo. Il titolo non è altro che uno sconfinato database di elementi narrativi messo a completa disposizione del giocatore, il quale può decidere che tipo di regnante diventare e quale eredità tramandare alle generazioni che si susseguono nel corso dei decenni.

    Non stiamo parlando solo delle conquiste territoriali ma anche dell'educazione e dell'arte del governare, del lascito in termini di prestigio, delle relazioni interpersonali o dei grandi obiettivi conseguiti, ad esempio legati alla fondazione di un ordine religioso o cavalleresco. In ogni singola sessione insomma il giocatore ha la possibilità di creare qualcosa di unico e degno di entrare di diritto tra le sue più care memorie videoludiche. D'altra parte, complici la sua maestosa complessità e ricchezza contenutistica, Crusader Kings sa abbracciarlo e non allontanarlo, fornendogli sempre la motivazione giusta affinché segua il proprio percorso senza tentennamenti.

    L'opera di Paradox interactive è un continuo divenire ricolmo di sorprese inaspettate e tra le altre cose, a riprova di quanto non voglia scoraggiare l'utenza, non prevede un vero e proprio game over. La possibilità di creare sessioni multiplayer private in cui invitare gli amici e trascorrere una serata impegnati nell'affrontare delle brevi ma intense campagne personalizzate (o di assistervi da semplici spettatori), va quindi a completare un'offerta ludica rivelatasi interessante e articolata.

    Il menù offre: intrighi di palazzo e guerre fratricide

    Scendendo nel dettaglio, la versione console di Crusader Kings 3 - essendo la diretta discendente di quella già presente dal 2020 nei nostri PC - rimane incardinata su di un complesso sistema di menu e non è un caso che il team di sviluppo abbia messo in piedi un tutorial coi fiocchi, in grado di spiegare per filo e per segno ogni voce e azione in maniera chiara e comprensibile.

    Sulle prime, comunque, l'intero sistema può provocare un senso di spaesamento e vertigine, soprattutto per coloro che sulla TV di casa sono abituati a godersi l'azione senza compromessi o gli HUD snelli e privi di lunghi testi. Invece, in Crusader Kings sono proprio le informazioni contenute nella travolgente quantità di finestre ad essere le indiscusse protagoniste dell'esperienza ludica. Paradox e il team di sviluppo Lab42 sapevano benissimo che questo poteva rappresentare uno dei principali ostacoli per poter creare un'opera non solo fruibile e divertente ma anche vicina a un pubblico non avvezzo ai grand strategy, ecco perché hanno rivisto dalle fondamenta l'impostazione delle finestre descrittive. Invece di utilizzare un simulacro della freccetta del mouse per "copiare" la plancia da scrivania, la maggior parte delle voci è stata pensata per essere raggiunta attraverso l'utilizzo dei pulsanti direzionali.

    Il sistema in sostanza è stato reso più preciso, reattivo e comodo, per chiunque non abbia familiarità con la versione PC. Inoltre, i dorsali del pad sono stati associati a menu radiali in cui sono condensate la maggior parte delle voci relative al personaggio (come la Fede, lo Stile di vita, la Dinastia, la Cultura) e al mondo di gioco, incluse le informazioni relative alle varie mappe tattico-strategiche.

    Per rendere la user experience ancor più leggera e intuitiva, gli sviluppatori hanno adottato non solo diversi reminder sonori o a schermo - preposti a sottolineare l'insorgenza di accadimenti a cui dedicarsi immediatamente - ma hanno anche implementato delle utili scorciatoie, peraltro richiamabili con la pressione di un singolo tasto. In questo modo è possibile avere sempre sotto mano le informazioni relative a conflitti, schemi, trame in corso, edifici in costruzione e molto altro ed evitare di perdere il polso della situazione.

    Il mestiere delle Armi

    Tra le feature inedite e forse più gradite ai novelli regnanti da divano, segnaliamo la possibilità di demandare la parte delle operazioni militari all'IA. Ovviamente coloro che già sanno come funziona la complessa stratificazione bellica del titolo potranno continuare a gestire questo aspetto manualmente, reclutando le truppe, impostandone i movimenti e le azioni principali ma è importante il fatto che lo switch tra queste due modalità resti sempre nella piena disponibilità del giocatore.

    Nello specifico, il comportamento dell'intelligenza artificiale può essere settato sulla difensiva, l'equilibrio o su di una maggiore aggressività ma in realtà questa è solo la punta dell'iceberg di un sistema più complesso, a cui ad esempio può essere permesso di reclutare compagnie di ventura in caso di bisogno.Abbiamo testato a lungo queste feature avanzate, concentrandoci sulla diplomazia, gli intrighi e l'amor cortese e possiamo dire che il sistema funziona quasi sempre a dovere e può rappresentare un buon sostegno per i meno esperti. Il nostro consiglio però è di riprendere il controllo delle operazioni militari non appena ne avrete la possibilità. Più di una volta infatti ci siamo trovati a dover negoziare la pace o la resa in condizioni sfavorevoli a causa di alcune scelte non esattamente razionali da parte dell'IA.

    Una questione di estetica

    Sotto il profilo meramente stilistico, pur riprendendo completamente la controparte da scrivania, la versione console di Crusader Kings III ha di sicuro beneficiato del passaggio da un hardware all'altro. Il layout tradizionale non è stato chiaramente toccato: il team di sviluppo non l'ha sfrondato né alleggerito ma ha avuto la lungimiranza di adattarlo agli schermi televisivi.

    In altre parole l'ha razionalizzato, rendendo decisamente più leggibili e chiari gli innumerevoli menu di gioco. Inoltre, i tempi di caricamento sono stati ridotti quasi a zero e le sessioni di gioco trascorrono via lisce e senza interruzioni, a vantaggio della godibilità dell'esperienza di gioco.

    Paradox voleva avvicinarsi a una nuova fetta di pubblico e possiamo affermare senza timore di smentita che ha compiuto sforzi palpabili per procedere in questa direzione. In ogni caso, tanto i novellini quanto gli strateghi della prima ora non avranno alcun problema a interfacciarsi coi nuovi sistemi in tempi ragionevoli, così da godersi i contenuti che verranno pubblicati in contemporanea per entrambe le versioni del gioco.

    A questo proposito, spiace segnalare l'assenza del principale DLC di Crusader Kings III - la cui conversione in compenso dovrebbe arrivare a breve - come pure la mancanza di cross play e cross save, che speriamo possano essere implementati in un secondo momento.

    Crusader Kings III Crusader Kings IIIVersione Analizzata Xbox Series XCrusader Kings III ha finalmente oltrepassato i confini dei nostri PC per approdare in tutta la sua magnificenza sulle console di nuova generazione. Il grand strategy dinastico targato Paradox Interactive e Lab42 dona a un nuovo pubblico di giocatori la medesima, indimenticabile, esperienza ludica proposta un paio di anni fa (a proposito, i possessori dell’abbonamento Game Pass lo possono scaricare gratuitamente, proprio su PC). Ovviamente non stiamo parlando di un porting 1:1, perché l’intera struttura di Crusader Kings III è stata rivista, a partire dal sistema di controllo. Quest’ultimo si adagia perfettamente sulla mappatura del pad, per poter garantire al giocatore una navigazione più semplice, razionale e immediata, nonché il veloce reperimento di ogni tipo di informazione grazie a una quantità di scorciatoie ammirevole. La razionalizzazione e la pulizia dell’hud e dei menu di gioco, poi, fanno il resto, rendendo l’esperienza di gioco intuitiva, chiara e perfettamente fruibile su schermi di dimensioni decisamente più generose. Dal punto di vista realizzativo, dunque, la scommessa di tradurre su console un grand strategy così stratificato, sconfinato e particolare, sembra essere stata vinta. Il lavoro di adattamento è stato a dir poco mastodontico ed è sostanzialmente privo di macchie. Ora non resta che attendere la risposta e l’accoglienza di un pubblico (per la gran parte) inedito e - probabilmente - molto curioso ma poco avvezzo a un genere così particolare.

    8.5

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