Cuphead per Nintendo Switch Recensione: Sbalordito il Diavolo rimase

Una delle punte di diamante dell'ecosistema Xbox sbarca, non senza sorpresa, su Nintendo Switch. E il successo è assicurato.

Cuphead per Nintendo Switch
Recensione: Nintendo Switch
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Switch
  • Lo dico senza falsa modestia: quando, a settembre 2017, mi sono trovato a recensire Cuphead, francamente mi sarei aspettato il successo che l'opera prima dei fratelli Moldenhauer ha avuto. Intendiamoci, non che un esito così trionfale fosse in tutto e per tutto scontato, anzi - del resto, quante volte è capitato di vedere giochi meravigliosi accolti con glaciale freddezza dal pubblico. E no, non si tratta di essere infallibili (per carità!) o di avere la bacchetta magica in tasca. Molto più prosaicamente, ne avrei fatto un discorso di pura e semplice qualità, perché il debutto dello studio canadese era qualcosa di troppo speciale, troppo unico e troppo incredibile per non fare il cosiddetto "botto". Insomma, il classico gioco giusto al momento giusto. Senza poi contare, come scrivevo all'epoca nella recensione proprio su queste pagine, che dietro c'era pure una storia personale di sacrificio, di difficoltà superate con abnegazione e di coraggio che meritava di essere premiata con il più classico dei lieto fine. E, in effetti, proprio così è stato, con un riscontro travolgente che ha saputo andare persino al di là del gioco in sé e per sé (perché la creatura di Studio MDHR ha fatto faville anche sul piano del merchandising, consacrandosi come un cult e come un'icona immediatamente riconoscibile).

    Sorprendenti conferme

    Quello che invece mai avrei mi sarei aspettato di vedere è proprio l'oggetto di questo articolo, ovvero l'approdo di Cuphead su un ecosistema diverso dal reame Xbox. Una prospettiva a dir poco fantascientifica fino a qualche tempo fa, resa soprattutto tale dall'impegno che Microsoft ha da sempre profuso nel progetto.

    Eppure, nel giro di appena un mese, il sogno bagnato di tantissimi estimatori è diventato un'inattesa realtà: con una mossa francamente impossibile da prevedere, figlia di una strategia che ancora oggi appare alquanto ardita, il colosso di Redmond ha infatti deciso di promuovere una conversione che ha sin da subito infiammato Internet, scatenando l'entusiasmo dei possessori di Nintendo Switch. Anche perché, da quanto trapela, Cuphead sarà soltanto il primo di una serie di esclusive Xbox ripubblicate sulla console ibrida della Grande N, piuttosto che un estemporaneo caso isolato. Ma almeno per ora limitiamoci ai fatti, a maggior ragione considerando quanto succosa sia la questione delle due tazzine e del loro avventato patto col Demonio. Un Demonio che, come quello vero, per l'occasione si prepara a seguirci ovunque.

    Per prima cosa concedetemi però un piccolo passo indietro, giusto per quelli rimasti su Marte o giù di lì nel corso degli ultimi due anni (se non addirittura qualcosa in più, contando i continui rinvii di una produzione diventata a un certo punto una sorta di inafferrabile chimera): Cuphead, fino a ieri uno degli indiscussi fiori all'occhiello della verde X marchiata Microsoft, è uno sparatutto/platform/action 2D largamente incentrato sugli scontri con colossali boss, sulla scia del mitico Alien Soldier.

    Per la precisione un esponente dei run 'n' gun, sottogenere in cui, come suggerisce l'etichetta stessa, per lo più si corre, si salta e si spara - alla Gunstar Heroes, tanto per citare un altro grande classico Treasure. Il marchio di fabbrica di Cuphead è, quasi inutile sottolinearlo, la sua superlativa direzione artistica: un'estetica ispirata ai cartoon degli anni '30 non solo impeccabile nel look, ma addirittura filologicamente accuratissima nelle modalità con cui il gioco è stato creato dal team indipendente Studio MDHR (ovvero disegnando e inchiostrando a mano un numero tendente all'infinito di fogli di carta).

    Una prodigiosa meraviglia per gli occhi e per il cuore, un miracolo più squisitamente artigianale che tecnico, di quelli che ti conciliano col medium videogioco. Anche se, esattamente come scrissi un anno e mezzo fa, limitare l'elogio di Cuphead alla mera componente visiva significherebbe fare un torto clamoroso a questa perturbante celebrazione di un'epoca lontanissima e affascinante, capace di concedersi seducenti richiami a tematiche tutt'altro che infantili.

    Le fasi a scorrimento a bordo degli aeroplanini sono un'immancabile omaggio al passato, oltre che una piacevole variazione sul tema principale.

    Non si diventa del resto un fenomeno indie, un cult destinato a essere ricordato e celebrato nel tempo, solo e soltanto con la grafica. Al contrario, Cuphead era e rimane pure in questa riedizione in salsa Nintendo un videogioco sensazionale su più fronti: dalla magistrale colonna sonora jazz al superlativo gameplay, passando per il diabolico (è proprio il caso di dirlo...) livello di sfida o l'encomiabile game design. Tutto nell'opera di Studio MDHR funziona in effetti come un meccanismo pressoché perfetto, veicolando una sensazione di pienezza, di solidità e di personalità a 360° che esalta e conquista. Oggi come ieri, perché la notizia da sottolineare con forza è che nel passaggio a Nintendo Switch non si sia persa una virgola del carisma e della classe del roboante debutto originale.

    Inalterati il framerate, la fulminea reattività dei comandi, la genialità di certe situazioni a schermo: l'esperienza Cuphead vince e convince senza riserve anche sulla piattaforma della Grande N, dove anzi trova un prezioso alleato proprio in virtù dell'innata natura ibrida di Nintendo Switch.

    La possibilità di gustarsi in mobilità i coinvolgenti scontri coi boss o gli intensi livelli platform finisce per diventare infatti uno spettacolare asso nella manica di questo porting: certo, il titolo di debutto del team canadese non è esattamente il prototipo del passatempo mordi & fuggi da gustare con leggerezza alla fermata del bus - poiché la brutale difficoltà dell'epopea delle due tazzine richiede impegno, concentrazione e una certa perseveranza - eppure avere a disposizione ovunque un simile capolavoro è un lusso al quale è complicato dire di no.

    Un discorso che si può peraltro estendere anche al multiplayer locale, perché ancora una volta il secondo Joy-Con può trasformarsi nella scusa ideale per coinvolgere un amico e lanciarsi a testa bassa in un'avventura che vi terrà impegnati per diverse ore (specie se vi farete conquistare dalla caccia alla migliore valutazione possibile). A proposito dei Joy-Con, una breve digressione sul fattore comodità: da morboso feticista dell'originale - tanto per capirci, ho giocato fino a prendere almeno A+ ovunque in modalità hard, impresa della quale ancora mi stupisco abbastanza - ho avuto qualche piccolo guaio extra a dare del mio meglio con la configurazione di Nintendo Switch, specie in versione portatile.

    Per carità, di certo sarò orribilmente arrugginito io nel corso dei mesi, eppure devo ammettere che, specie per sessioni prolungate, la discutibile ergonomia dei Joy-Con si è un po' fatta sentire rispetto alla confortevolezza del controller Xbox One. Si tratta ad ogni modo di una questione di abitudine, oltre che di un limite hardware che nulla ha a che vedere con lo stesso Cuphead. E poi si parla comunque di un marginale sacrificio che vale abbondantemente il costo del biglietto (19.99€), fosse solo per la stuzzicante idea di poter affrontare la Baronessa Von Bon Bon sotto le coperte, a spasso o - perché no? - sul trono.

    L'immaginario continua a essere oscuro, controverso, incantevole. Attenti però a non farvi distrarre dalla bellezza dell'insieme!

    Un'ultima considerazione sulle piccole ma apprezzabili modifiche in arrivo sia al lancio su Switch che sotto forma di aggiornamento gratuito su Xbox One/PC: lo sbarco in orbita Nintendo coincide infatti con l'aggiunta di apprezzabili animazioni inedite prima dei combattimenti e nelle cutscene, con la simpatica possibilità di giocare in single player nei panni di Mugman e soprattutto con il supporto a undici nuove lingue. L'italiano è fortunatamente incluso fra quelle, e vale davvero la pena di sottolineare in maniera esplicita la qualità del lavoro svolto in fase di localizzazione, con trovate fantastiche in perfetto stile vintage che si adattano a meraviglia allo spirito rétro della produzione - Batraci Pugnaci, ovvero il livello in cui andremo ad batterci contro le rane pugili Ribby e Croaks, è un colpo di genio che non smetterò mai di lodare.

    Chiudo citando la conclusione della recensione di Cuphead datata settembre 2017: quindi anche questa volta è seriamente tutto oro quel che luccica? Sì, è di nuovo così: non c'è trucco, non c'è inganno. Anzi, per l'occasione c'è il piacere di giocare dove, quando e con chi vuoi (cit.). Quel che resta è allora un videogame eccezionale, che grazie a un luciferino colpo di coda da oggi potrà essere goduto e amato da una platea ancor più numerosa.

    Cuphead CupheadVersione Analizzata Nintendo SwitchDopo il meritatissimo successo ottenuto su Xbox One e PC, Cuphead approda dalle parti della Casa di Kyoto con una conversione entusiasmante: il già ricco catalogo di Nintendo Switch si arricchisce di un prodigioso instant classic pronto a trovare una seconda giovinezza là dove di solito è l'inossidabile Super Mario a dettar legge. Un capolavoro imperdibile un paio di stagioni fa e altrettanto irrinunciabile oggi, che merita di essere scoperto per la prima volta da un nuovo pubblico, o ritrovato in una versione da passeggio da chi già lo aveva adorato.

    9.3

    Che voto dai a: Cuphead

    Media Voto Utenti
    Voti: 150
    8.4
    nd