Darksiders Genesis Recensione: la serie THQ Nordic incontra Diablo

Darksiders cambia pelle con uno spin-off in stile Diablo che propone meccaniche Hack n Slash/Twin Stick Shooter con visuale isometrica.

Darksiders Genesis
Recensione: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Stadia
  • Dato per morto a seguito della brusca interruzione delle attività di THQ, il brand di Darksiders è stato per fortuna riesumato da Nordic Games, che nel frattempo - oltre ad aver rilevato molte delle IP della compianta software house - ne ha persino rivendicato il nome. Sotto l'etichetta di THQ Nordic è arrivato, proprio l'anno scorso, il nuovo capitolo della saga, che ha seguito i piani originali e si è quindi concentrato su Furia, il terzo Cavaliere dell'Apocalisse dopo Guerra e Morte. Lo sviluppo di Darksiders 3 è stato però affidato a Gunfire Games, un team che non aveva molto da spartire con Vigil, ovvero i creatori originali di questa serie "infernale".

    È stata quindi una bella sorpresa scoprire l'esistenza di uno spin-off commissionato ad Airship Syndicate, ovvero la software house fondata proprio da Joe Madureira, lo storico disegnatore che si era occupato della direzione artistica di Darksiders, e che avviando la sua piccola azienda aveva salvato moltissimi dei talenti precedentemente in forze presso Vigil Games. Senza approfondire ulteriormente le vicende produttive legate al franchise, basti sapere che l'esistenza di Darksiders Genesis è un segnale molto positivo: un atto di rispetto nei confronti di chi ha contribuito a scolpire l'immaginario della serie, e al contempo la conferma che THQ Nordic vuole renderla una presenza fissa sul mercato.

    Darksiders incontra Diablo

    Venendo finalmente al titolo in esame Darksiders Gensis assume i connotati di uno strano hack'n'slash con visuale isometrica, che si spinge ben oltre i confini del genere per assorbire alcuni elementi tipici dei twin stick shooter, e persino alcuni tratti degli action adventure, con tanto di puzzle ambientali, segreti nascosti e un focus sull'esplorazione. Il risultato è lodevole, e la possibilità di giocare l'intera avventura in co-op (anche locale) impreziosisce questa piccola perla persino più rifinita del terzo capitolo.

    Poco coraggio sul fronte narrativo ed alcuni problemi di bilanciamento limitano però le ambizioni della produzione, che resta un gustoso antipasto in attesa di un quarto capitolo che ci metta nuovamente nei panni di Conflitto.
    Come il nome suggerisce, Darksiders Genesis è un antefatto dell'intera trilogia, e si colloca prima degli eventi inaugurati dall'episodio originale. La mitologia della saga si focalizza sul contorto rapporto fra i quattro Cavalieri dell'Apocalisse e la figura dell'Arso Consiglio, entità che avrebbe il compito di mantenere l'equilibrio. Proprio in nome di questo bilanciamento, di questa simmetria tra i poteri delle schiere angeliche e demoniache, l'Arso Consiglio ha ordinato ai quattro Cavalieri di sterminare tutti i loro fratelli Nephilim, progenie maledetta nata dall'incontro fra angeli e demoni. Questo massacro è sempre stato il "peccato originale" di Morte, Guerra, Furia e Conflitto, il terribile segreto che macchia le loro anime. La storia di Genesis si ambienta qualche secolo dopo la carneficina, quando l'Arso Consiglio convoca Guerra e Conflitto per assegnarli un nuovo compito: lo sfuggente Lucifero, signore dei demoni, sta concedendo un immenso potere ai suoi luogotenenti, popolando l'inferno di creature terribili, ingorde e spietate. Dal momento che si tratta di una chiara minaccia all'Equilibrio, il nostri protagonisti dovranno annientare questi pestiferi avversari, possibilmente cercando di carpire qualche informazione in più sul piano del loro indecifrabile principe.

    Purtroppo il racconto procede in maniera piuttosto confusa per tutta l'avventura, gettando nel calderone personaggi già noti ai fan della saga e nuovi demoni da massacrare impunemente. Nel corso delle tredici ore necessarie a completare la campagna le vicende si fanno un po' più ordinate, ma la storia non può certo dirsi interessante. Le cut-scene, realizzate con tavole disegnate a mano, sono un po' troppo sbrigative, i dialoghi restano altrettanto frettolosi e spesso poco risolutivi.

    La sceneggiatura rimane trattenuta fino alla fine, e non c'è neppure uno sfogo o una conclusione forte in grado di scuotere il giocatore. La risoluzione degli eventi e la comprensione del fosco piano luciferino vengono soltanto rimandate, e non si prova quella sensazione finale di appagamento che dovrebbe far parte di un racconto autonomo. Ci sono alcuni momenti riusciti, quando i due fratelli vengono messi di fronte alle conseguenze dell'eccidio che hanno perpetrato, o quando sembrano volersi confessare le cicatrici di un passato oscuro che ancora si portano dietro; eppure, sono solo attimi che si perdono nella piattezza generale di una narrazione troppo evanescente.

    Il gameplay di Darksiders Genesis

    Ben diverso è invece il carattere ludico della produzione: nel tratteggiare il gameplay di Darksiders Genesis Airship Syndicate ha dimostrato coraggio e inventiva. Il gioco si presenta come un hack'n'slash a visuale isometrica, con quella vibrazione alla Diablo che stuzzica la curiosità del giocatore.

    L'opera mette in mostra fin da subito una varietà insperata, legata proprio alla presenza di due diversi protagonisti, che è possibile alternare liberamente sul campo di battaglia. Mentre Guerra fa affidamento sulla forza bruta, esibendosi in una serie di combo e fendenti che potrebbero essere perfetti per un action game, Conflitto impugna le sue fedeli pistole, riversando sugli avversari un fiume di piombo incandescente con un sistema non lontano da quello dei twin stick shooter. Basterebbe questa duplicità a rendere Genesis un prodotto intrigante, eppure fin da subito il gioco prende l'utente in contropiede aggiungendo anche elementi tipici degli action adventure: pareti da scalare, piccoli enigmi ambientali da risolvere e persino la possibilità di evocare una cavalcatura per esplorare agevolmente le aree più estese.

    Su queste fondamenta incredibilmente solide il titolo costruisce, livello dopo livello, un gameplay estremamente stratificato. Poco a poco, infatti, Guerra e Conflitto sbloccano mosse inedite, nuovi proiettili e poteri, allargando in maniera sorprendente le loro capacità belliche. Armato del suo pesante spadone, Guerra apprende combinazioni più articolate, attacchi aerei e maledizioni di vario tipo, in grado ad esempio di marchiare gli avversari per farli esplodere alla morte, o di prosciugarne progressivamente l'essenza vitale.

    Conflitto trova invece proiettili esplosivi, raggi di energia e colpi perforanti che riescono a trapassare i nemici. Con lo sblocco della forma demoniaca dei due Cavalieri, di una serie di mosse speciali legate all'accumulo della collera, e persino di una serie di gadget indispensabili per risolvere enigmi ambientali, il gameplay di Darksiders Genesis continua a svilupparsi fin quasi alla fine dell'avventura. Proprio l'introduzione dei puzzle e di una gran numero di segreti rappresenta un incredibile valore aggiunto per il titolo di Ariship Syndicate. Vi basti pensare che il team di sviluppo ha recuperato la meccanica dei portali già vista nel primo Darksiders, assieme ad una serie di altre opportunità per interagire con l'ambiente di gioco.

    Ben presto si capisce insomma che l'esplorazione è un elemento fondamentale di Genesis, uno dei suoi inaspettati punti di forza. In ogni stage si trovano scrigni nascosti, chiavi necessarie ad aprire una stanza piena di tesori, monete indispensabili per sviluppare le abilità del personaggio: oltre ad incentivare un backtracking quasi sempre stimolante (che tende tuttavia a diventare meccanico in certi stage non particolarmente riusciti in quanto a level design), questa impostazione potrebbe spingere i giocatori a tornare nei vari livelli al termine dell'avventura, per recuperare tutti gli oggetti lasciati indietro.

    Un'occasione per provare anche i gradi di difficoltà superiori a quello standard, visto che come vedremo il senso di sfida tende a latitare. Un altro elemento importante di Darksiders Genesis è il sistema di sviluppo e dei personaggi. Oltre ad una progressione legata all'avanzamento nell'avventura, e quindi allo sblocco di gadget e poteri, è anche possibile migliorare le doti belliche di Guerra e Conflitto utilizzando le risorse accumulate durante le nostre scorribande, ovvero anime e nuclei delle creature.

    Le prime sono, come da tradizione, una valuta con cui acquistare la merce del viscido Vulgrim: pietre per aumentare la salute massima, miglioramenti all'efficacia delle pozioni da usare in battaglia, e mosse aggiuntive. In questo caso oltre alle anime saranno richieste anche le monete del traghettatore, disseminate nei vari stage, quindi scandagliare con attenzione le aree di gioco sarà importante tanto quanto falcidiare le orde ostili.

    I nuclei delle creature sono invece delle essenze associate ai vari tipi di nemici, che questi ultimi possono lasciar cadere nel momento in cui vengono sconfitti. Ognuno di questi nuclei sblocca un bonus passivo, che sia un aumento dell'attacco o il miglioramento di una mossa speciale: per attivarlo, tuttavia, i nuclei andranno posizionati su uno schema che ricorda molto alla lontana il modello della sferografia. In pratica a seconda dai nuclei equipaggiati potremo costruire, seguendo regole non immediatamente digeribili, una sorta di "build", esaltando alcune delle caratteristiche o degli attacchi dei nostri personaggi.

    Sviluppo, grado di sfida e rigiocabilità

    Complessivamente il sistema di sviluppo è interessante, ma non esattamente bilanciato: è possibile infatti acquistare tutti i potenziamenti di Vulgrim ben prima di aver terminato l'avventura, e alcuni di questi bonus si dimostrano davvero superflui nell'economia del combat system.

    D'altro canto è anche possibile potenziare i nuclei delle creature raccogliendone una buona quantità della stessa tipologia: questa operazione risulta purtroppo molto meccanica e legata soltanto a delle logiche di farming, e verrà probabilmente portata avanti all'interno delle Arene. Si tratta di sfide che ci chiedono di decimare varie ondate di mostri, utilizzando tutta la potenza di fuoco a nostra disposizione. Nonostante si tratti di una modalità evidentemente secondaria, pensata come diversivo all'avventura principale, gli stimoli per affrontarla sono davvero pochi, forse anche a causa di un livello di difficoltà tarato verso il basso. Fra forme demoniache, mosse speciali, pozioni curative e attacchi extra, avere la meglio sugli avversari è un'operazione tutt'altro che complessa, e questa sensazione si avverte anche nel corso dell'avventura principale e durante le sue boss fight.
    Sono tutti questi piccoli inciampi che rendono Darksiders Genesis meno efficace di quanto avrebbe potuto essere, diminuendo di molto l'appeal della produzione una volta raggiunti i titoli di coda. È un vero peccato che il "replay value" sia così ridotto, perché la presenza della cooperativa, online e locale, si sarebbe sposata benissimo con un endgame più strutturato e stimolante. L'introduzione della co-op è graditissima, soprattutto perché il mercato che sembra averne dimenticato il valore, ma resta un po' di amaro in bocca per un titolo che ne sfrutta solo marginalmente l'immenso potenziale.

    Comparto tecnico

    Prima di chiudere, non possiamo esimerci da qualche doverosa considerazione sul comparto tecnico, che al netto di alcuni bug e di qualche compenetrazione di troppo, svolge il suo lavoro più che onestamente, mettendoci di fronte ambienti ben caratterizzati e modelli dettagliati, capaci di dar corpo alla visione artistica di Madureira, caratterizzata dalla solita, riconoscibile vibrazione gotica.

    Su PC il rendering risulta estremamente pulito ed il codice è stabile, e anche se nel corso dell'avventura il riuso di asset è piuttosto evidente, tutto sommato il mondo infernale di Genesis e i panorami del suo Eden maledetto riescono a compiacere lo sguardo. Una buona gestione degli effetti speciali anima gli scontri più intensi, che a tratti rischiano di diventare meno leggibili per qualche bizza della telecamera. Menzione d'onore per la colonna sonora, che accompagna in maniera convincente questo viaggio attraverso gli inferi, con brani epici e tonanti, di un lirismo solenne ed un respiro persino inaspettato.

    Darksiders Genesis Darksiders GenesisVersione Analizzata PCPur essendo uno spin-off apparentemente secondario nell'economia narrativa della serie, Darksiders Genesis è un prodotto coraggioso e ostinato, che non accetta di rimanere in disparte rispetto ai capitoli principali. In fin dei conti, facendo confluire gli elementi di diversi generi all'interno di un gameplay sorprendentemente variegato, il titolo targato Airship Syndicate riesce persino nell'impresa di superare i risultati di un terzo episodio, forse funestato da uno sviluppo troppo travagliato. Genesis mescola twin-stick shooter e gioco di ruolo, hanck'n'slash e avventura: ne esce un ibrido originale e interessante, persino brillante quando il level design dà il meglio di sé. Purtroppo ci sono problemi di bilanciamento che rendono meno efficace il sistema di sviluppo dei personaggi e smussano le qualità dell'endgame, per altro riducendo l'interesse sulla lunga distanza per la modalità co-op. Genesis vive insomma di alti e bassi: da una parte c'è una progressione ben dosata nel corso delle tredici ore necessarie a completare l'avventura, dall'altra un racconto insipido e poco incisivo; ci sono enigmi poi interessanti e ben studiati, che si contrappongono a scontri che diventano troppo presto meccaniche e monocordi. Non è giusto parlare di occasione sprecata, perché Genesis riesce addirittura a sorprendere e l'acquisto è consigliatissimo a tutti i fan del brand, ma si poteva fare di più per rifinire un titolo che ancora non raggiunge le vette dei primi capitoli regolari.

    7.5

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