Dead or Alive 6: Recensione del nuovo picchiaduro di Koei-Tecmo

Dead or Alive torna con il sesto episodio, un capitolo interessante ma che non propone particolari migliorie rispetto a DOA5.

Dead or Alive 6
Recensione: PlayStation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • DOA 6 è finalmente arrivato: per gli appassionati di giochi di combattimento 3D, la saga di Dead or Alive non è mai stata il punto di riferimento del genere. Schiacciata tra colossi del calibro di Tekken, Virtua Fighter e SoulCalibur, la serie Koei Tecmo ha sempre faticato a imporsi, ma è comunque riuscita a conquistare un posto nel cuore di diversi giocatori al pari di Bloody Roar e di altri brand meno popolari. Nel corso degli anni Dead or Alive ha più volte cambiato pelle, allontanandosi da Virtua Fighter, sua principale fonte di ispirazione. Pur essendo nato come una sorta di clone del picchiaduro SEGA, il titolo creato da Tomonobu Itagaki ha inizialmente attirato l'attenzione del pubblico con le forme delle sue protagoniste e con l'iconica meccanica di gioco basata sul concetto della morra cinese.
    Gli scontri di Dead or Alive sono sempre stati delle frenetiche battaglie a colpi di sasso, forbici e carta, elementi sostituiti dagli attacchi, dalle prese e dalle contromosse.

    Anno dopo anno, non sapendo come migliorare o evolvere il sistema di combattimento, il gioco del Team Ninja ha lavorato prima sulla complessità delle arene, poi sugli innumerevoli costumi e sulle collaborazioni con altre saghe. Questo percorso evolutivo aveva raggiunto il proprio apice con Dead or Alive 5. Il gameplay classico era stato arricchito con nuove meccaniche che premiavano l'uso di contrattacchi precisi e studiati, per attivare un colpo devastante in grado di iniziare combo molto dannose.
    Si trattava di una meccanica che spingeva al gioco ragionato e che, in quanto tale, veniva sfruttata a dovere da quella categoria di utenti che ama passare molto tempo nella modalità allenamento. Purtroppo, quando tutti gli altri publisher iniziavano a muovere i primi passi nel mondo dell'eSport, il Team Ninja ha preferito concentrarsi sui costumi, allontanando dal proprio prodotto tutti coloro che possedevano anche la minima velleità competitiva.

    Semplificazione a ogni costo

    Con DOA 6 sembra che Koei Tecmo e il Team Ninja abbiano deciso di invertire la rotta, probabilmente per via dei numeri sempre crescenti generati dagli eventi esportivi sparsi per il mondo. Ecco quindi che anche nel combat system di Dead or Alive compare per la prima volta una seconda barra legata a utili tecniche speciali con cui ribaltare le sorti di uno scontro. L'indicatore devastazione aumenta mettendo a segno i colpi o contrastandoli in modo adeguato, ma ci sono tecniche con cui è possibile riempire la barra molto rapidamente. In particolar modo, piazzando uno stordimento fatale o un assalto fatale, la ricompensa in termini di riempimento è notevole.
    Per garantire a tutti la possibilità di ribaltare la situazione anche nei momenti di maggiore svantaggio, sono state aggiunte nuove dinamiche che banalizzano fin troppo il gameplay. Ogni personaggio di Dead or Alive 6 può contare su degli attacchi chiamati Assalti Fatali, che causano uno stordimento lasciando l'avversario totalmente indifeso. L'unico modo per uscire da questa situazione è spendere una porzione dell'indicatore devastazione e affidarsi alla Presa devastante.
    Si tratta di una contromossa in grado di intercettare gli attacchi alti, medi e bassi: una tecnica molto utile per uscire dalla pressione del rivale. Il suo pregio più grande, tuttavia, è il fatto di poterla usare anche durante lo stordimento fatale, una condizione che rende normalmente impossibile qualsiasi tipo di reazione.

    I Colpi devastanti, invece, sono mosse che possono essere sferrate consumando l'intero indicatore devastazione. Questi attacchi causano danni ingenti e sono in grado di interrompere alcuni assalti degli sfidanti, permettendo di capovolgere situazioni particolarmente difficili.

    I giocatori più abili possono anche scegliere di cancellare i Colpi devastanti dopo aver messo a segno il primo attacco, lasciando il nemico in una situazione di stordimento fatale e, di conseguenza, in balia delle combo più dannose. Anche se le nuove meccaniche di gioco sono state inserite dal Team Ninja con l'intento di modernizzare Dead or Alive, non hanno fatto altro che incrinare un equilibrio che, seppur datato, funzionava piuttosto bene. Aggiungere ulteriori elementi alla formula originale ha indebolito insomma la forza di un gioco fatto di un solido bilanciamento.

    Nuove meccaniche a parte, comunque, il vecchio sistema di combattimento è ancora presente e sa divertire come faceva in passato. Pochi picchiaduro 3D sono capaci di accogliere i principianti come Dead or Alive e le partite con gli amici alle prime armi si trasformano sempre in frenetiche battaglie di contromosse e di combo improbabili.

    Basta poco, però, per superare la fase della pressione frenetica dei tasti, e lanciarsi così in juggle da manuale e in contromosse inserite con attenzione leggendo gli attacchi dell'avversario. In Dead or Alive 6 tutte queste virtù sono rimaste immutate e si lasciano apprezzare nonostante le novità poco convincenti.

    Un'offerta da arricchire

    Il vero problema di DOA 6 non è però il sistema di combattimento non perfettamente equilibrato, ma un'offerta non del tutto soddisfacente.
    Il comparto tecnico non propone un salto avanti notevole rispetto al precedente episodio: gli sviluppatori hanno lavorato bene sull'illuminazione, che contribuisce a rendere piuttosto gradevole il colpo d'occhio, ma a un'analisi più attenta si notano texture sfocate, problemi di aliasing e, sulle versioni base della PS4, alcuni rallentamenti impossibili da perdonare per un gioco di combattimento.

    In Dead or Alive 6 è presente l'opzione per scegliere tra la modalità azione, che si concentra sul framerate, e quella cinematografica, che predilige i dettagli. Tale soluzione era già presente in Nioh, ma in un fighting game gli sviluppatori dovrebbero concentrarsi principalmente sulla fluidità, per poi pensare al resto. La presenza di questa opzione lascia capire la confusione generale che circonda lo sviluppo del titolo. Confusione confermata da una campagna marketing che inizialmente ha spinto sul fatto che questo sarebbe stato il capitolo di Dead or Alive meno sessualizzato in assoluto, salvo poi fare marcia indietro alle prime proteste dei fan, arrivando a inserire una modalità fotografica con "infinite possibilità" e gli immancabili costumi rivelatori. Nel roster sono poi presenti due nuovi personaggi, Diego e la studiatissima Nico, creata seguendo tutte le mode attuali nel campo degli anime e delle idol. I lottatori si inseriscono a dovere all'interno del cast, senza creare particolari squilibri, ma per aggiungere due combattenti inediti sono stati sacrificati volti storici come Ein, Gen Fu, Leon e tutti i DLC. Se l'assenza di Mai Shiranui è comprensibile per una banale questione di diritti, lo stesso non si può dire per i personaggi legati alle Proprietà Intellettuali del Team Ninja e di Koei Tecmo.
    Passando alla modalità storia, vi troverete dinanzi ad un'esperienza è piuttosto longeva, che alterna sequenze narrative a combattimenti sempre più difficili.

    La trama ha qualche spunto interessante, soprattutto nelle fasi avanzate, quindi se avete sempre acquistato Dead or Alive per il comparto narrativo, vi sentirete a casa.
    In aggiunta, sul fronte del single player ci sono diverse missioni che richiedono di raggiungere alcuni obiettivi durante gli scontri con personaggi predefiniti. Simili attività collaterali non sono presenti in gran numero, e tendono a essere piuttosto facili da completare, motivo per cui ve ne dimenticherete molto presto.

    Sarete quindi spronati a portarle a termine principalmente per accumulare punti con cui conquistare i costumi e acquistare i numerosi sbloccabili presenti nel disco.
    Non manca poi una piccola parte dedicata alla personalizzazione dei combattenti. Si possono cambiare le pettinature ed equipaggiare vari modelli di occhiali, tutti oggetti da ottenere investendo i punti racimolati nelle varie modalità. Per perfezionare il proprio stile di lotta, poi, c'è l'immancabile tutorial, affiancato da una corposa modalità allenamento con cui studiare le combo e sperimentare le punizioni più dolorose.

    Un cantiere aperto

    La modalità online di DOA6 è così poco rifinita da sembrare incompleta. I giocatori che vogliono mettersi alla prova in rete, infatti, possono affrontare solo le partite classificate. Non esiste l'opzione per creare le lobby e invitare gli amici, quindi online ci si può battere solo contro utenti casuali scelti dal matchmaking.
    Come accade in Street Fighter V, poi, il personaggio da usare nelle sfide in rete può essere scelto solo prima di effettuare la ricerca e non può essere cambiato a meno di non interrompere l'operazione, tornare nell'apposito menu e scegliere di nuovo.

    Abbiamo fatto una ventina di partite per testare il netcode e ci siamo trovati di fronte a situazioni diametralmente opposte anche quando ci veniva segnalata la medesima qualità del segnale. Fortunatamente è possibile decidere se accettare o rifiutare uno scontro basandosi sulla qualità della connessione, opportunamente segnalata al momento dell'abbinamento. In questo modo si possono evitare disastri annunciati, anche se rimane comunque un ampio margine di incertezza.

    Dead or Alive 6 Dead or Alive 6Versione Analizzata PlayStation 4Dead or Alive 6 è un gioco divertente, che però fatica a reggere il confronto con il capitolo precedente della serie, ancora oggi molto attuale. Arranca sul fronte del gameplay, che soffre l'inserimento di nuove meccaniche poco amalgamate col sistema di combattimento tradizionale. Non brilla per un comparto tecnico che non ha effettuato il balzo in avanti che ci si aspettava e per un'offerta contenutistica non all'altezza del prezzo richiesto per l'acquisto. Nonostante questo, è un titolo piacevole e capace di regalare diverse ore di intrattenimento, grazie alla buona qualità delle modalità single player e a una dose generosa di contenuti sbloccabili. Una volta metabolizzate le modifiche, il combat system permette di togliersi qualche soddisfazione grazie all'uso equilibrato dello stordimento e delle tecniche dell'indicatore devastazione e i due nuovi personaggi si inseriscono piuttosto bene all'interno del roster (online si trovano già diverse Nico). Il fatto che Dead or Alive 6 non sia stato nemmeno inserito fra i giochi del prossimo EVO,.in ogni caso, lascia intendere che online al momento non troverete una community particolarmente nutrita e agguerrita. Dati i trascorsi degli sviluppatori, in ogni caso, nei prossimi mesi assisteremo sicuramente a una graduale crescita dei contenuti della produzione. Basterà solo avere un po' di pazienza.

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