Recensione Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball (2° opinione)

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball (2° opinione) - 215

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Disponibile per
  • Xbox
  • Demo tecnica, o nuova esperienza
    ?

    Una demo tecnica delle
    potenzialità di Xbox. Questa è la prima cosa che viene in mente dopo una
    “partita” a Doax. Sì perché, nella nostra mentalità occidentale, tutto ciò che
    questo titolo ci offre non può rientrare nel concetto di videogioco. Ed è un
    errore. Pur non garantendo divertimento a palate, Doax ci offre l’opportunità di
    entrare in un’ottica distante anni luce dalla nostra, e cogliere gli aspetti
    positivi che titoli di questo genere possono offrire. Ed è già una bella cosa
    poter assaporare sensazioni, emozioni e stati d’animo che un gioco “japan style”
    regala, facendoci dimenticare la nostra natura occidentale e facendoci aprire
    gli occhi sul fatto che un videogioco possa essere interpretato in mille modi
    diversi. Passare le giornate interagendo con le ragazze, fare shopping, prendere
    il sole, giocare in piscina o a pallavolo trasmettono sensazioni che stravolgono
    il concetto stesso di divertimento. Forse è un modo per riposare davanti
    all’Xbox, sta di fatto che sembra veramente di essere in vacanza (complici anche
    le musiche azzeccate). Da questo punto di vista il gioco Tecmo coglie nel segno,
    provate a giocare con a fianco una bottiglia di tea freddo da sorseggiare e
    capirete cosa si prova! La prima volta che ci giocherete proverete un mix di
    stupore/delusione: insomma, un capolavoro tecnico unito ad un “dolce far
    niente”? Partite di beach volley da disputare premendo due soli pulsanti?
    Peccato che, tra queste ed altre domande, vi sarete resi conto che è passata
    un’ora e mezza da quando avete inserito il gioco nella console... Allora, forse,
    potreste cominciare a carpire certe sensazioni che descrivevo sopra e
    comprendere l’onestà di questo titolo: non promette nient’altro che relax, ed è
    proprio quello che offre. Nonostante il gioco sia tutto qui, al termine della
    vacanza non potrete non accusare un minimo di nostalgia che vi spingerà a
    tornare, di tanto in tanto, sull’isola di Zack. E qui si intuisce che
    l’esperimento è riuscito. Piacerà a chi sa adattarsi a nuove esperienze che
    esulino dalla nostra concezione di videogioco, mentre farà storcere il naso a
    chi si aspettava una simulazione di beach volley. Questi ultimi vedranno, in
    tutte le argomentazioni trattate, solo l’altro lato della medaglia e cioè
    un’eccessiva inerzia che manda avanti il gioco, fino alla fine della vacanza. Un
    prodotto atipico ma certamente riuscito in quello che offre, va capito e
    degustato in ogni suo aspetto per non essere archiviato subito come demo
    tecnica. Per molti ma non per
    tutti.

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