Death's Door Recensione: meraviglia isometrica dagli autori di Titan Souls

A distanza di sei anni da Titan Souls, Acid Nerve torna sulle scene con un'avventura dalle atmosfere fatate, che coniuga stile e sostanza.

Death's Door
Recensione: Xbox Series X
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Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • Il corvo è un animale che racchiude in sé moltissimi significati. Nero, intelligente e misterioso, è una creatura che da tempo immemore affascina l'umanità col suo essere così vicina a noi, eppure al tempo stesso anche sfuggente ed insondabile. Non deve dunque stupire che in numerose culture questo uccello sia stato associato a simbolismi che richiamano alla morte e alla trasformazione, come una vera e propria metamorfosi del passaggio. Una condizione descritta in qualche misura anche da Death's Door, opera seconda di Acid Nerve, ovvero un poliedrico duo di sviluppatori di Manchester composto da Mark Foster e David Fenn.

    A distanza di sei anni dal folgorante esordio con Titan Souls (per approfondire, la recensione di Titan Souls è a un click di distanza), il minuscolo team indipendente inglese torna sulle scene - sempre sotto etichetta Devolver Digital - con una poderosa esclusiva per piattaforme Xbox e PC capace di stregare letteralmente con un singolo sguardo. Perché, in effetti, tanto basta per innamorarsi di un videogame dal fascino ammaliante, ispiratissimo nei toni e spettacolare da vedere, da ascoltare e da giocare.

    Una di quelle chicche indipendenti che ti portano via le ore (circa undici per arrivare ai titoli di coda, più almeno diverse altre per scoprire i numerosi segreti di cui il titolo è intriso) ma soprattutto il cuore.

    La morte indossa le piume

    Death's Door segue le vicende di un giovane corvo qualunque, che si ritrova suo malgrado incastrato fra le maglie di un lavoro terribile: inseguire e riscattare le anime dei morti per condurle all'aldilà. Un compito non solo gravosamente

    ingrato ma anche oscenamente ordinario, in cui nemmeno la pericolosità di un incarico complesso - stavolta da recuperare ci sarebbe uno spirito di un certo calibro, di quelli per cui viene pagato un extra dovuto alla fatica supplementare - sembra poter ribaltare le carte in tavola. Eppure, in un burocratizzato oltretomba in bianco e nero fatto di porte che si aprono su vari mondi, non tutto è come appare. Anzi, il nostro protagonista silenzioso avrà modo di incontrare personaggi strampalati, combattere contro mostri abominevoli e vivere una colorata epopea davvero memorabile.

    Death's Door è un'avventura in terza persona a tinte oscuramente cartoon che riprende alcuni elementi dai vecchi capitoli di The Legend of Zelda e da Dark Souls, per una deliziosa commistione che, oltre a dimostrare una personalità tutta sua, viaggia squisitamente a cavallo tra antico e moderno. La messa in scena è, inutile negarlo, il primo grande punto di forza del gioco: ci troviamo al cospetto di un'opera stracolma di carattere e di stile, che grazie alla sensazionale direzione artistica riesce a lasciare un segno non comune, emergendo non soltanto all'interno della cornice del mercato indipendente.

    L'impostazione isometrica dà alla grafica tridimensionale un'enfasi piuttosto particolare: l'attento uso della sfocatura di campo, un'attenzione speciale nella palette di colori e un gusto peculiare nella modellazione di personaggi e ambienti fanno di Death's Door una sorta di prodigioso diorama interattivo, sulla scia di quanto già visto anche in Tunic. Dalle guglie gotiche di alcuni scenari all'esotismo bizzarro di certi altri, ad attendervi troverete un piccolo mondo fatato con una fisicità quasi reale, che per merito dell'eccellente illuminazione si ha l'impressione di poter a momenti toccare al di là dello schermo.

    Un universo fatto di porte (e misteri)

    Non che la dimensione magica di Death's Door sia solo e soltanto incantevole da guardare: la colonna sonora, a volte volutamente limitata a pochi ed enfatici strumenti, è elegantissima nell'accompagnare l'azione con sorprendente delicatezza e seguendo percorsi molto meno banali del previsto. Il cuore dell'offerta è comunque da ricercarsi in una sostanza ludica presente e di indubbio valore, capace di sostenere con pieno merito un'Odissea tutta da vivere e da gustare.

    Il senso di esplorazione è probabilmente l'elemento più riuscito dell'insieme: il level design arzigogolato, verticale e interconnesso scuola FromSoftware stupisce e stimola dall'inizio alla fine, anche a dispetto di un tasso di sfida sulle prime tutt'altro che indiavolato (strano per chi aveva esordito con un trionfo di crudeltà come Titan souls). In quest'ottica, l'assenza di una mappa con cui orientarsi non si dimostra in alcuna misura un peso: al contrario, si tratta di un punto di forza che favorisce un minimo di sforzo mnemonico, aumentando di gran lunga il senso del vagabondare che è già di per sé incentivato da una mole significativa di tesori da scoprire.

    Qualche occasionale puzzle - decisamente zeldiano nella concezione e nello sviluppo - serve a interrompere un ritmo piacevolmente sostenuto, senza tuttavia mai sfociare nella frenesia tipica di certi action a testa bassa. Intendiamoci: in Death's Door si combatte parecchio, e l'impostazione non è certo riflessiva. Al tempo stesso però non siamo di fronte a una formula con l'acceleratore a tavoletta sugli scontri alla Hades (se volete saperne di più, eccovi la recensione di Hades), e anzi il combat system rimane piuttosto basico e contenuto nelle possibilità di attacco, ancorato a una semplicità che ben si sposa all'indole un po' "giocattolosa" descritta in precedenza.

    Si guerreggia per lo più in corpo a corpo, concatenando attacchi standard e colpi più potenti contro sparuti ammassi di nemici. A fare la differenza sono quattro abilità speciali da scoprire e sbloccare nel corso dell'avventura: incantesimi che permettono di combattere a distanza, da gestire con misura anche perché intelligentemente limitati nell'uso da un sistema che stimola una

    condotta aggressiva e un'interazione distruttiva con lo scenario (di nuovo, i cocci lasciati al vostro passaggio saranno pressoché una costante, come farebbe il buon Link). Non manca pure un elementare sistema di sviluppo del personaggio, con quattro diversi parametri da potenziare a piacere investendo le anime raccolte - che, a differenza dei soulslike, si conservano senza bisogno di essere recuperate incappando nel fatidico game over - e in generale alcuni scontri con i boss si faranno ricordare, anche in virtù del contesto spettacolare. Un po' come per Bastion e per Transistor, Death's Door si dimostra infatti un sublime concentrato di atmosfere, di quelli che vincono e convincono facendo le cose dannatamente per bene, senza ambire a chissà quali rivoluzioni o traguardi. Per 19.99€, l'acquisto è se non obbligatorio come minimo potentemente consigliato.

    Death's Door Death's DoorVersione Analizzata Xbox Series XQualche anno fa Acid Nerve aveva già dato prova di personalità e visione con il gagliardo Titan Souls, eppure il passo avanti compiuto con Death's Door è francamente sbalorditivo. È rarissimo vedere un balzo così impressionante tra un'opera di debutto e il secondo gioco, e il fatto che poco più di un paio di persone siano state in grado di dar vita a un'avventura tanto memorabile è la testimonianza più cristallina del naturale talento del team inglese (oltre che, ancora una volta, dell'impagabile occhio lungo di Devolver Digital). Se siete alla ricerca di un action-RPG evocativo e appassionante, semplice eppure al tempo stesso non banale, lasciatevi conquistare senza riserve dall'isometrico sortilegio di Death's Door: oltre la soglia c'è una dimensione che vi rimarrà nel cuore.

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