Deliver Us the Moon Fortuna Recensione: la salvezza della Terra è sulla Luna

Deliver Us the Moon Fortuna è un'avventura Sci-Fi che ci porta ad esplorare il nostro satellite alla ricerca di risorse per la razza umana...

Deliver Us the Moon Fortuna Recensione: la salvezza della Terra è sulla Luna
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sin dagli albori della sua origine, l'essere umano è in debito con il pianeta Terra. Posto alla giusta distanza dal Sole, questo corpo celeste che chiamiamo "casa" è ricco di risorse, senza le quali non avremmo mai potuto compiere i passi evolutivi fondamentali della nostra specie. Nonostante ciò, nel corso dei secoli, ben poco abbiamo fatto per "restituire il favore" al globo che ci ospita, anzi continuiamo a servircene senza ritegno. Nel 2030, secondo i ragazzi di KeokeN Interactive, arriva per l'uomo il momento di pagare pegno: in Deliver Us the Moon: Fortuna, nuova avventura interattiva di stampo sci-fi, le ricchezze naturali della Terra sono infatti agli sgoccioli. L'unico barlume di speranza è rappresentato dalla ricerca della WSA (World Space Agency), che si occupa di rinvenire una fonte di energia extraterrestre. A differenza dell'Interstellar di Christopher Nolan, un film a cui il gioco certamente si ispira, la salvezza non viene trovata nello spazio profondo ma a "pochi passi" da casa. L'Helium-3, un isotopo presente in abbondanza sulla Luna, sarebbe infatti in grado di fornire energia sostenibile per decenni. Ecco perché, nel 2032, vengono costruite strutture per l'estrazione dell'Helium sul satellite, ormai colonizzato. Ciliegina sulla torta di questo progetto è l'ideazione dell'MPT (Microwave Power Transmission), un dispositivo capace di trasferire l'energia accumulata direttamente sulla Terra. Il sogno dello scienziato Isaac Johanson si interrompe bruscamente nel 2054, quando un misterioso blackout spegne l'insediamento lunare. Nel frattempo Claire Johanson, la figlia di Isaac, si mette al lavoro per approntare un nuovo viaggio sulla Luna, al fine di capire cosa sia successo ai coloni e all'MPT. Nei panni dell'astronauta Fortuna, siamo partiti alla volta del satellite, per fornire risposte alle tante domande posteci da Deliver Us the Moon. Preferiamo dirlo subito per evitare di alimentare oltremodo le aspettative: nonostante la tipologia di narrazione si sia rivelata più che calzante con l'esperienza offerta, la trama del gioco trova la sua conclusione in un finale affrettato e insoddisfacente, ben lontano da ciò che ci aspettavamo. Tale premessa non è tra le più incoraggianti: ma una destinazione poco esaltante, in ogni caso, non svilisce necessariamente il cammino intrapreso per raggiungerla.

    La dura vita dell'astronauta

    Allacciate le cinture e accesi i motori, Fortuna si lascia la Terra alle spalle mentre si avvicina alla Luna. Mentre ci siamo trovati in orbita, immersi in mare di stelle, abbiamo guardato fuori dal finestrino del nostro shuttle, ed il messaggio ambientalista del team KeokeN Interactive ci ha colpito con tutta la sua forza: il nostro pianeta era un ammasso di lande morenti e di vasti deserti circondati da acqua. Al termine di una evocativa introduzione, giunge il momento di prendere confidenza con le meccaniche di gioco di Deliver Us The Moon: come in molte avventure similari, per ottenere dettagli sui risvolti della trama bisognerà raccogliere le registrazioni audio, i documenti e i file olografici.

    Del resto, data l'assenza di sequenze filmate, i collezionabili rappresentano l'unico modo per svelare i misteri della stazione spaziale. Gli sviluppatori hanno saputo sfruttare con profitto le possibilità ludiche offerte dall'ambientazione lunare. Sebbene le attività proposte non facciano gridare al miracolo in termini di varietà, riescono comunque a tenere lontano lo spettro della noia fino ai titoli di coda. La visuale di gioco varia dalla prima persona alla terza in base alla situazione e non lo fa mai a sproposito: vagare in assenza di gravità (e di ossigeno) nei corridoi angusti risulta più comodo in soggettiva, mentre esplorare a fondo le aree del complesso risulta più adeguato con la telecamera alle spalle. È nel meccanismo di movimento che il titolo inizia a mostrare qualche segno di debolezza. Benché sia naturale che le animazioni della protagonista appaiano leggermente goffe a causa della sua ingombrante tuta spaziale, non mancano imprecisioni del tutto irrealistiche: le fasi di corsa, ad esempio, ci danno l'impressione che il nostro avatar stia pattinando sul ghiaccio.

    Durante il suo soggiorno alla colonia, l'astronauta dovrà trovare bombole di ossigeno, fornire corrente a determinate aree e visitare, in qualche modo, gli avamposti lontani. Questi compiti, in teoria banali, si trasformano in vere e proprie sfide di sopravvivenza, considerato lo stato di abbandono in cui versa l'insediamento. Diventa quindi fondamentale aguzzare l'ingegno per superare gli enigmi ambientali, servendosi - talvolta - di un insolito compagno. Nel terzo dei quattro livelli disponibili, infatti, bisognerà riprogrammare ASE, un piccolo robot multifunzione. Il "migliore amico" di Fortuna potrà attraversare degli appositi condotti per sbloccare le porte o riprodurre i messaggi olografici, cruciali per comprendere i nodi fondamentali della trama. Si tratta di incarichi basilari ed elementari, che intrattengono sufficientemente il giocatore per le circa sei ore necessarie a raggiungere la fine. Una volta sbloccata la rimessa dei veicoli, inoltre, potremo metterci alla guida di un mezzo per raggiungere e sistemare alcune torri radio. In questi frangenti sarà possibile ammirare il deserto lunare in tutta la sua bellezza, purtroppo in eterna compagnia di una fastidiosa instabilità del frame rate.

    Cartoline dalla Luna

    Al netto dei singhiozzi della fluidità, la veste grafica di Deliver Us the Moon è di pregevole fattura. L'Unreal Engine ha donato una marcia in più agli elementi che compongono l'immagine, riservando ai nostri occhi scorci realistici e dettagliati. Il sistema d'illuminazione, più che convincente, è perfettamente in grado di far risaltare gli interni della stazione, comportandosi in modo credibile con le superfici e le vesti di Fortuna.

    Anche agendo sulle impostazioni ed abbassando il livello grafico generale, le oscillazioni di fotogrammi non si sono interrotte, costringendoci ad assistere più volte a stuttering e cali ben al di sotto dei 30 fps. Molto più convincente invece la colonna sonora di Sander Van Zanten, compagna pacata nelle sezioni esplorative e grandiosa narratrice nei momenti di climax. Le sonorità proposte dal giovane compositore gridano fantascienza da ogni singola nota, adattandosi con perizia e coerenza all'atmosfera imbastita dalla produzione.

    Deliver Us The Moon Fortuna Deliver Us The Moon FortunaVersione Analizzata PCDeliver Us the Moon: Fortuna è un titolo che vive di alti e bassi, mosso da sincera ambizione e al contempo minato da indiscutibili limiti. Le premesse narrative su cui si fonda non sono originalissime, ma avrebbero potuto comunque rappresentare una solida base su cui costruire un’esperienza pienamente coinvolgente. Purtroppo i ragazzi di KeokeN non sono stati in grado di sfruttarne il potenziale, e la loro creatura ludica ha assunto i tratti di un’opera riuscita solo a metà: spinto da un sano voyeurismo a svelare i misteri della stazione spaziale, il giocatore si trova a giungere anzitempo ai titoli di coda, senza aver potuto soddisfare la propria sete di risposte. Al netto di queste mancanze, le ore necessarie al completamento del gioco scorrono via con una certa piacevolezza, soprattutto per gli appassionati di fantascienza. Pertanto, nonostante qualche problema tecnico di troppo, potrebbe valere la pena di recuperare questa breve Odissea nello spazio a un prezzo ridotto.

    6.5

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