Demon Slayer Recensione: un picchiaduro a metà tra videogioco e anime

Arriva Demon Slayer The Hinokami Chronicles: è tempo di scoprire se il tie-in di CyberConnect2 sia davvero l'erede di Naruto: Ultimate Ninja Storm.

Demon Slayer
Recensione: PlayStation 4 Pro
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Fondato nel lontano 1996, lo studio di sviluppo CyberConnect2 è noto soprattutto per l'ottimo lavoro svolto col brand di .hack durante l'epoca PS2 e per gli adrenalinici tie-in di combattimento basati sul franchise di Naruto. Difatti, lo sviluppatore ha infervorato i fan di Kishimoto Masashi per ben diciassette anni, perfezionando di volta in volta un'offerta ludica sempre straordinaria che ha raggiunto il proprio apice nel prezioso Naruto Shippuden: Ultimate Ninja STORM 4 (avete già letto la nostra recensione di Naruto Shippuden: Ultimate Ninja STORM 4 per Nintendo Switch?).

    Data l'enorme popolarità del suddetto titolo, quando SEGA e CyberConnect2 annunciarono un "arena fighter" basato su Demon Slayer, tanto il pubblico quanto la critica lo etichettarono immediatamente come il plausibile successore di Naruto: Ultimate Ninja Storm, anche a causa delle innegabili somiglianze tra i due prodotti.

    Abbiamo trascorso diverse settimane in compagnia di Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles, mettendo a nudo i pregi e difetti del suo articolato sistema di combattimento e setacciandone in lungo e in largo la Modalità Storia. È dunque giunto il tempo di indossare la tipica uniforme della Squadra Ammazzademoni e sostenere un esame atto a verificare se la nuova creatura di CyberConnect2 abbia o meno le qualità necessarie per raccogliere e far propria l'eredità lasciatale dal ninja biondo più famoso dell'universo anime e manga.

    Il diario di Tanjiro

    Nel pieno rispetto della longeva tradizione dei tie-in, Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles ripercorre passo passo le tribolate vicende raccontate nel manga che ha dato origine al dilagante fenomeno, a cominciare dal massacrante e assolutamente indispensabile allenamento cui il protagonista, Kamado Tanjiro, è stato sottoposto dal signor Urokodaki Sakonji per poter prender parte all'Esame di Selezione Finale tenuto ogni anno dalla Squadra Ammazzademoni.

    Va comunque precisato che, come avvenuto per i vari episodi di Naruto, il titolo non adatta l'intera epopea nata dalla penna di Gotouge Koyoharu, bensì un terzo del totale: la sua folle corsa si interrompe infatti al termine dei sanguinosi scontri consumatisi durante l'arco narrativo del Treno Mugen e recentemente ammirati nell'omonimo lungometraggio d'animazione (a tal proposito vi suggeriamo di consultare la recensione di Demon Slayer the Movie: Il Treno Mugen).

    Una porzione di storia a nostro avviso abbondante e talmente sofferta e coinvolgente da poter ammaliare persino coloro che si avvicineranno a The Hinokami Chronicles senza possedere importanti conoscenze pregresse circa la fenomenale licenza che nel corso del 2020 ha frantumato un record dopo l'altro. Divisa in otto capitoli, la Modalità Storia è insomma il cuore pulsante della produzione, ma anche il suo elemento più controverso, a causa di una struttura tutt'altro che brillante.

    Similmente a quanto fatto con la Modalità Avventura presente nella serie Naruto: Ultimate Ninja Storm, il team di CyberConnect2 ha ricostruito con grande precisione e meticolosità i principali scenari di Demon Slayer, al fine di ambientare al loro interno i segmenti narrativi dal tie-in. Nei panni di Tanjiro, il giocatore è quindi chiamato a farsi strada attraverso una serie di mappe tridimensionali, ognuna delle quali presenta luoghi di interesse da raggiungere per poter proseguire con la vicenda e passare allo scenario successivo. Si tratta, in sostanza, del classico spostamento dal punto A al punto B, che come al solito è intervallato dagli immancabili e un tantino rari scontri coi demoni, nonché dall'opzionale raccolta di Frammenti di Ricordi e Punti Kimetsu, oggetti luminosi sparpagliati nelle mappe e rispettivamente necessari per sbloccare le memorie "non giocabili" di Tanjiro (ne abbiamo parlato nel dettaglio nella precedente anteprima di Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles) e tutta una serie di ricompense speciali, come costumi, arene, brani musicali, titoli e immagini con cui l'utente può modificare la propria card personale. Se sul piano prettamente artistico siamo stati totalmente incantati dalle sopraffine sequenze animate in cel shading proposte dalla Modalità Storia, non possiamo assolutamente ritenerci altrettanto soddisfatti della componente free roaming.

    Gli scenari offrono davvero poca interazione e l'andamento eccessivamente lento del personaggio controllato finisce per stancare, inoltre le attività secondarie si limitano alla deprimente raccolta di informazioni e alla lunga tendono a diventare ridondanti. Come risultato, durante l'esecuzione delle suddette abbiamo quasi sentito la mancanza delle fetch quest presenti nei Naruto: Ultimate Ninja Storm, che tra uno sviluppo e l'altro chiedevano quantomeno di sottoporsi a sfide e scontri opzionali.

    Avvalendosi magari della collaborazione della stessa maestra Gotouge, CyberConnect2 avrebbe invece potuto sfruttare la modalità principale del tie-in per raccontare delle brevi storie inedite e scongiurare con qualche gustoso contenuto opzionale la fastidiosa sensazione di linearità che si percepisce durante il free roaming. Un'operazione sicuramente impraticabile nei capitoli più "guidati" della campagna, dove il giocatore percepisce in effetti la palpabile urgenza dei protagonisti, ma che di certo avrebbe giovato alle molteplici sequenze ambientate nei diversi insediamenti umani. Auguriamoci pertanto che una simile soluzione venga adottata in futuro da un ipotetico e per nulla irrealistico sequel di Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles.

    Meno variegato e chiassoso di Naruto, ma più tecnico

    Se la formula alla base della Modalità Storia andrebbe revisionata e svecchiata, con nostra somma gioia dobbiamo riconoscere che il sistema di combattimento del tie-in mostra assai di rado il fianco a imperfezioni. Con una mappatura dei comandi vagamente ispirata a quella di Naruto: Ultimate Ninja Storm - almeno per quel concerne le azioni di base, come l'attacco leggero o l'immancabile inseguimento - Demon Slayer risulta altrettanto immediato e intuitivo, ma le somiglianze tra i due prodotti terminano qui.

    Laddove i caotici titoli dedicati al ninja biondo del Villaggio della Foglia anteponevano la spettacolarità al bilanciamento, ricorrendo spesso e volentieri ad un martellante button mashing, con The Hinokami Chronicles il team di CyberConnect2 ha preferito adottare un approccio diverso e confezionare un combat system assai più tecnico e ragionato. In Demon Slayer è infatti essenziale ponderare le proprie mosse ed evitare di lanciarsi in assalti avventati, anche perché il tie-in è del tutto sprovvisto di meccaniche simili alla tecnica della sostituzione di Naruto o al teletrasporto di Dragon Ball Z, ragion per cui ogni singolo errore va pagato col sangue (che in Demon Slayer sgorga a fiumi). Nel tentativo di diversificare il nuovo arrivato dal proprio predecessore, lo sviluppatore ha ad esempio munito i combattenti di due barre speciali, di cui una si svuota con l'utilizzo delle abilità e si riempie automaticamente col passare dei secondi. Posizionata nella parte inferiore, l'altra si ricarica invece con ogni colpo inflitto o subito, e una volta colma consente sia di aumentare per qualche tempo la forza del personaggio controllato attraverso l'Impeto sia di scatenare il potere distruttivo della Tecnica Finale. Per quanto bizzarra, la peculiarità di questa seconda barra è che non esiste alcun modo per caricarla velocemente, il che spinge l'utente a scegliere con estrema accuratezza e un pizzico di sana strategia il momento ideale per sprigionarne tutto il potere.

    La componente onlineIn seguito alla tardiva apertura dei server abbiamo messo alla prova anche il netcode di Demon Slayer, che quantomeno durante questa fase iniziale si sta dimostrando un po' traballante. Il matchmaking svolge a dovere il proprio compito, individuando in tempi ragionevoli degli avversari allo stesso livello del giocatore durante le partite classificate, ma le nostre lame sono state in parte smussate da fastidiosi casi di latenza, che fortunatamente non ci hanno comunque impedito di portare a termine i duelli impegnati. Per la gioia di coloro che non amano le battaglie classificate, lo scontro personalizzato consente in ogni caso di lottare senza preoccuparsi del proprio punteggio e di creare delle stanze private in cui sfidare gli amici e mettere alla prova le proprie abilità di sterminatori.

    Anche le meccaniche di supporto sono state in parte riviste e ampliate, tant'è che queste prevedono ora tre diverse azioni: se premere l'apposito tasto in un momento casuale del combattimento fa scendere in campo l'alleato e lo spinge ad attaccare il nemico, lanciare una richiesta di aiuto nell'esatto momento in cui si sta per subire un colpo fa sì che il partner intervenga per salvare il combattente titolare e sottrarlo al pericolo imminente. La pressione prolungata dell'input, infine, permette di sostituire il personaggio controllato con il partner, ma dal momento che questi condividono la barra della vita, la sostituzione non ripristina alcuna salute. Tra le complete novità poste sul piatto da Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles troviamo le battaglie con più avversari, ossia le divertenti sequenze che in Modalità Storia vedono Tanjiro e il suo partner di turno alle prese con piccoli gruppi di nemici. In quelle circostanze, cambiare il bersaglio è la chiave per restare in vantaggio e annientare velocemente tutti gli sfidanti.

    Sempre in Modalità Storia è possibile avvalersi del cosiddetto "Filo dell'apertura" per sbarazzarsi dei nemici comuni, ossia una meccanica che dopo aver parato un attacco aura o aver ridotto drasticamente la salute dell'avversario consente ai nostri beniamini di portare a segno un singolo colpo decisivo. Direttamente dagli ultimi episodi di Naruto, invece, The Hinokami Chronicles ha ereditato le spettacolari boss battle e i Quick Time Event da soddisfare nelle fasi conclusive delle sfide: se eseguiti con successo incrementano il punteggio finale. Per quanto sorrette da una messinscena grandiosa, sono proprio le boss fight ad averci lasciato un sapore amaro in bocca, poiché i fortissimi avversari di fine capitolo tendono a utilizzare grossomodo i medesimi attacchi ad ampio raggio e a risultare poco variegati. Sia chiaro che questo non significa assolutamente che i boss siano deboli, difatti ci sono parsi assai più impegnativi di quelli affrontati in Naruto e soprattutto negli ultimi capitoli suderete sette camicie per portare a casa una S come valutazione; tuttavia i loro schemi non presentano grandi differenze e tendono ad essere ripetitivi.

    Un roster sofferto

    Se con la saga del ninja biondo CyberConnect2 ci ha abituati a roster immensi e da record, con Demon Slayer è evidente che lo sviluppatore abbia incontrato non poche difficoltà a garantire un minimo di varietà. Potendo attingere solo ai lottatori comparsi nella prima stagione e nel lungometraggio cinematografico di Kimetsu no Yaiba, il team ha potuto mettere assieme un roster di diciotto personaggi, incluso un "clone" del protagonista con un diverso moveset e le varianti tratte dallo spin-off scolastico intitolato "Kimetsu no Gakuen".

    Se da una parte comprendiamo e accettiamo di buon grado il compromesso (con la consapevolezza che un eventuale sequel avrebbe un parco lottatori raddoppiato), dall'altra fatichiamo a capire come CyberConnect2 possa aver incluso Makomo e Murata nel roster, quando la graziosa e abile Kanao non ne faccia ancora parte. Publisher e sviluppatore potrebbero ad un certo punto tentare la via dei DLC per rimpolpare le fila dei combattenti e introdurre gli assenti più gravi, come ad esempio i Pilastri che conosceremo meglio attraverso la nuova stagione dell'anime (a proposito, qui trovate le nostre impressioni sul primo episodio della seconda stagione di Demon Slayer).

    In compenso SEGA ha annunciato che attraverso il supporto post-lancio di Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles verranno introdotti gratuitamente sei demoni giocabili, tra cui i temibili Akaza ed Enmu delle Dodici Lune Demoniache. A proposito di contenuti, oltre alla storia Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles presenta le classiche Modalità Addestramento, Tutorial e Archivio, indispensabili per mettersi alla prova, familiarizzare coi comandi o rivedere i contenuti già sbloccati.

    A queste si aggiungono poi la Modalità Scontro, che permette di cimentarsi contro la CPU o un secondo giocatore (sia in locale che online), e le Ricompense, dove gli utenti sono liberi di spendere tutti i Punti Kimetsu raccolti durante la storia per sbloccare forzatamente tutti quei contenuti che altrimenti chiederebbero di soddisfare dei requisiti particolari e non sempre ragionevoli.

    Dove l'anime e il gioco si confondono

    Abbiamo effettuato la nostra prova su PlayStation 4 Pro (in assenza di codici per la versione next gen), dove il tie-in è riuscito a estasiarci con una direzione artistica incredibile e assolutamente fedele al materiale di riferimento: dalle fattezze alle movenze dei protagonisti, CyberConnect2 ha saputo riprodurre in maniera estremamente dettagliata il character design di Tanjiro, Nezuko, Zenitsu e degli altri componenti della Squadra Ammazzademoni.

    In vari momenti della campagna, d'altronde, il confine che separa il videogioco dall'anime realizzato dallo studio Ufotable diventa talmente sottile da essere impercettibile. Ci troviamo, insomma, dinanzi a un cel-shading eccellente e che siamo convinti soddisferà senza alcuna riserva gli appassionati della licenza. Laddove i tie-in utilizzano in genere delle colonne sonore appositamente realizzate, le già magnifiche cutscene animate di Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles sono invece accompagnate dalle stesse meravigliose melodie e dagli effetti sonori che abbiamo tanto apprezzato nella prima stagione dell'anime (siete a un click di distanza dalla recensione della prima stagione di Demon Slayer). Avvalendosi delle medesime voci impiegate nella trasposizione animata, il doppiaggio originale giapponese è caratterizzato da ottimi accostamenti vocali e da performance recitative ben superiori a quelle della traccia inglese, che di conseguenza ci sentiamo di sconsigliare. Buona e scorrevole, invece, la localizzazione dei testi in italiano, che ancora una volta testimonia la volontà e capacità di SEGA di realizzare delle traduzioni certosine e impeccabili.

    Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami ChroniclesVersione Analizzata PlayStation 4 ProDemon Slayer: Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles non è esattamente quello che avremmo voluto, ma trattandosi soltanto della prima incarnazione di quella che siamo convinti diverrà una serie di punta nei piani di Aniplex e SEGA, il prodotto finale ha comunque dimostrato un potenziale notevole. Se le armi più letali del tie-in sugli Ammazzademoni confezionato da CyberConnect2 sono rappresentate da un sistema di combattimento alquanto tecnico per gli standard degli “arena fighter” e dall’incredibile direzione artistica, al contrario i suoi punti deboli vanno ricercati al momento nel roster piuttosto limitato e nelle sequenze in free roaming della Modalità Storia, ancora troppo scialbe e ridondanti. Per rispondere in via definitiva alla domanda che ci assilla da quasi due anni, la strada per diventare il legittimo erede di Naruto è stata indubbiamente tracciata, ma il compito di percorrerla e provare a raggiungere l’ambito traguardo spetterà soltanto alle future trasposizioni ludiche di Demon Slayer, che dovranno quindi porre rimedio alle lacune di questo apripista. Pertanto, la scia di sangue che la Squadra Ammazzademoni dovrà lasciarsi dietro è ancora molto lunga.

    7.3

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