Desert Child Recensione: il figlio del deserto

Leggera, spensierata, immediata e minimale, Desert Child è un'esperienza videoludica certamente diversa dal solito...

recensione Desert Child Recensione: il figlio del deserto
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Nella scena indipendente videoludica, a volte capita di trovare alcuni esperimenti che cercano di riprodurre nel modo più fedele possibile le "sensazioni" e le caratteristiche tipiche di alcune opere originarie di altri media, spaziando dal cinema alla musica. Nel caso di Desert Child, ultima fatica del designer australiano Oscar Brittain, i riferimenti alla poetica di Watanabe e al suo stile narrativo sono più che evidenti, oltre che confermati dall'autore stesso. Come prevedibile, i ritmi e le estetiche di Desert Child riflettono dunque una visione della narrazione ben scandita, che alterna sequenze adrenaliniche a momenti di placida quiete ed esplorazione ambientale, proprio come una puntata di Cowboy Bebop. Ed è proprio all'opera forse più conosciuta del regista giapponese che si ispira prevalentemente Desert Child, anche nelle scelte visive e sonore. Vediamo cos'altro ci riserva questo stiloso arcade!

    Arcade Senza Pensieri

    Desert Child può essere descritto come un racing game a scorrimento orizzontale che include un pizzico di elementi gestionali e tanto, tanto stile. Sostanzialmente, per tutta l'esperienza dovremo affrontare una serie di gare contro altri piloti, ottenendo abbastanza denaro per riparare eventuali danni e per rifocillarci. Intorno a questa struttura, ruota una serie di elementi di cui bisogna tenere conto se si vuole approcciare il gioco con una certa varietà: in primis, esplorando i luoghi a disposizione del giocatore sarà possibile trovare nuove attività. Tra queste trovano spazio la caccia di taglie per conto della polizia spaziale, in cui dovremo sparare contro i fuggitivi, la partecipazione a gare truccate, da perdere all'ultimo momento, e persino la consegna di pizze "a domicilio".

    In sostanza, i modi per ottenere risorse sono numerosi, ma prevedono sempre la stessa struttura: la gara si svolge unicamente in moto con scorrimento orizzontale, ed a cambiare sono solamente le meccaniche proposte, dato che a volte ci basterà evitare gli ostacoli, ed in altre istanze dovremo attingere alle preziose munizioni del nostro arsenale. Il tutto a scapito di un coinvolgimento che, dopo poco, tende a cedere sotto i colpi della ripetitività. Compiere alcune azioni criminali allerterà la polizia cittadina, che potrebbe catturarci quando passeremo (tramite caricamento) in zone diverse delle città. Partirà a quel punto una missione di fuga, che - se fallita - ci priverà di tutti i nostri risparmi, e dovremo dunque ricominciare dall'inizio, in modo da arrivare alla cifra necessaria che sblocca l'ultima corsa disponibile. Per come vengono gestiti i ritmi e le dinamiche ludiche di Desert Child, tuttavia, ottenere questa somma è più un'opzione che un vero obiettivo finale. Il gioco, d'altronde, sembra più premiare un approccio leggero e pacato, mettendo in secondo piano la sfida all'utente, come confermano anche i trofei disponibili, quasi tutti legati all'esplorazione o a particolarità divertenti, senza connessioni con le prestazioni nelle gare.

    Per quanto concerne gli elementi gestionali, troveremo due indicatori decisamente facili da tenere sotto controllo: fame e condizioni della moto. I vari ristoranti e meccanici presenti nelle strade della città ci potranno aiutare, a patto, chiaramente, di ricompensarli in modo adeguato. La banca, a tal proposito, ci permetterà di far fruttare i nostri soldi, oltre a proteggerli nel caso in cui la polizia dovesse arrestarci. Infine, alcuni negozi e NPC offrono delle peculiari interazioni, tra venditori di fagioli stupefacenti e "consiglieri di strada" alquanto comici: e tutto questo, a tratti, ha delle conseguenze sulle capacità prestazionali del nostro pilota.

    Gare di Sgusci e Cucina Libanese

    La storia raccontata in Desert Child è poco più di un pretesto necessario a farci esplorare i luoghi offerti dal gioco, e a sfidare i numerosi piloti che, come noi, cercano di fare fortuna nelle gare di bolidi interplanetari. Il nostro protagonista è un giovane pilota di quelli che sembrano veri e propri "sgusci" in stile Star Wars, ma adattati a un contesto che esteticamente ricorda più il Lo-Fi che la fantascienza dura e pura: non ci ritroveremo a viaggiare tra galassie distanti migliaia di anni luce, ma sfrecceremo tra le strade terresti e marziane con i nostri mezzi, o passeggeremo distrattamente, catturati dai suoni e dai colori delle città, in luoghi che si ispirano alle moderne metropoli orientali.

    Il mondo di Desert Child, sebbene molto minimale, piccolo e facilmente visitabile nell'arco di pochi minuti, offre uno sguardo affascinante su un futuro prossimo decisamente intrigante. Inoltre, un uso intelligente della telecamera contribuisce a rendere rilevante ogni singola zona, offrendo prospettive diverse e riuscendo a presentare in maniera sempre originale anche la più banale delle interazioni: mangiare, rubare o rilassarci in sella al nostro bolide saranno tutte azioni ben integrate da un punto di vista registico e visivo.

    È importante sottolineare che il numero di queste possibilità è però davvero ristretto, e dopo la prima serie di interazioni si corre il rischio di sentire il peso di una ripetitività decisamente eccessiva. Tutto dipenderà dalla difficoltà con cui vorrete approcciarvi al gioco: la modalità facile non offre neppure il minimo senso di sfida, lasciandoci spesso vincere le gare senza neanche sentire il bisogno di sparare, mentre al grado difficile dovremo ripetere decine e decine di volte tutte queste missioni per poter raggiungere il finale. Sta dunque al giocatore decidere in che modo vivere l'avventura, sebbene la reiterazione costante delle attività, al tasso di complessità più elevato, rischi di far sprofondare ben presto l'utente nel baratro della noia.

    La splendida direzione artistica e la leggerezza narrativa dell'opera sembrano comunque suggerirci un rapporto più semplice e spensierato in compagnia di Desert Child, fatto di brevissime e adrenaliniche gare in moto, alternate a frizzanti passeggiate in futuristiche metropoli, in cui decine di culture e tradizioni si incontrano, e dove musica e colori sono le architetture portanti della nuove città.

    Desert Child Desert ChildVersione Analizzata PCLeggero, spensierato e minimale, forse eccessivamente contenuto e non sempre adeguatamente a fuoco, Desert Child è un'esperienza di certo originale e appagante per chi cerca titoli dall'alto tasso artistico e stilistico. Al contrario, è ben lontano dall'offrire particolare ricchezza e spessore in termini di gameplay: un aspetto che ci porta a consigliarlo soprattutto a quegli utenti non intimoriti dalla sperimentazione e desiderosi di cimentarsi in opere videoludiche d'essai.

    6.7

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