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Destruction AllStars Recensione: caos e follia su PS5, gratis con PS Plus

Destruction AllStars è la nuova esclusiva PlayStation Studios per PS5, ora disponibile gratis per tutti gli abbonati a PlayStation Plus.

Destruction AllStars per PS5
Recensione: PlayStation 5
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS5
  • Sebbene non sia mai stato circondato da chissà quale entusiasmo, Destruction AllStars è a tutti gli effetti il primo titolo originale sviluppato in esclusiva per la nuova ammiraglia di Sony. Dopo averlo annunciato - nell'indifferenza generale - come titolo di lancio della console, la casa giapponese ha saggiamente deciso di modificare i propri piani per garantire all'atipico progetto multigiocatore sviluppato da Lucid Games maggiori possibilità di successo. Il titolo è stato quindi rinviato di qualche mese e aggiunto alla lineup giochi gratis PlayStation Plus di febbraio 2021, in modo da permettere a tutti gli abbonati al servizio di provarlo senza alcun costo aggiuntivo, con l'obiettivo di innescare lo stesso meccanismo che in passato ha reso giochi come Rocket League e Fall Guys eccezionalmente popolari. Prima di lasciarvi alla recensione vi ricordiamo che su Everyeye.it trovate anche la guida di Destruction AllStars per PS5.

    Sportellate arcade

    Uno dei maggiori punti di forza del prodotto è senza dubbio l'immediatezza di un gameplay costantemente esaltato dalla spettacolarità degli scontri e dalla bontà di un sistema di guida fieramente arcade, tanto preciso e responsivo negli input quanto complesso da padroneggiare nelle situazioni più complicate, quando ci si trova in mezzo al traffico o si è costretti a rincorrere gli avversari in prossimità di una delle numerose trappole che infestano le arene.

    Una volta completato il breve tutorial introduttivo, bastano davvero pochi secondi per entrare nel vivo dell'azione e iniziare a far sentire la nostra presenza a suon di sportellate e demolizioni. L'idea di base è quella di lanciarsi a velocità folle contro qualunque cosa si muova, dando possibilmente la precedenza alle vetture più deboli e malconce al fine di massimizzare il nostro punteggio. I veicoli tradizionali, quelli che possiamo trovare in maniera casuale all'interno dell'arena, sono fatti apposta per essere distrutti in poco tempo; alcuni sono agili e scattanti ma al contempo deboli e incapaci di resistere decentemente agli urti, altri invece sono ben più pesanti e robusti. In linea di massima, però, nessuno di essi ci è parso particolarmente goffo o impacciato. Uno dei capisaldi su cui si basa il modello di guida, del resto, è proprio la sua forte accessibilità e immediatezza: le auto si muovono con notevole rapidità e possono invertire direzione di marcia in un attimo, con un semplice colpo di freno a mano. Una volta puntato un avversario, inoltre, avremo a disposizione due tipologie di "boost" con cui massimizzare per un brevissimo lasso di tempo i danni, uno frontale e uno laterale. Mentre il primo ci consentirà di caricare o rincorrere un'auto, l'altro è ottimo per stringere improvvisamente un avversario contro un muro.

    Se utilizzati nel modo corretto e con il giusto tempismo, tra l'altro, entrambi gli scatti ci consentono di minimizzare (o annullare, nel migliore dei casi) i danni subiti e sopravvivere a qualunque scontro. Non fateci troppo affidamento, però, perché le variabili che entrano in gioco in queste situazioni sono molte, e nel bel mezzo dell'azione caotica di un match è difficile prevedere l'esito di un eventuale scontro frontale.

    Nel caso in cui entrambe le auto stessero utilizzando il boost, ad esempio, angolo d'impatto e stazza dei veicoli coinvolti andranno a modificare, spesso in maniera alquanto imprevedibile, il risultato finale. Con un po' di pratica, tra l'altro, queste meccaniche possono essere utilizzate anche per eseguire delle vere e proprie manovre evasive.

    Demolizioni speciali

    Ciò che rende il prodotto di Lucid Games davvero originale e unico nel suo genere è la possibilità di cambiare veicolo in ogni momento, catapultandoci fuori dallo stesso in un lampo e senza alcuna soluzione di continuità.

    Una volta sbalzati dall'abitacolo si ha ulteriore prova della bontà della componente ludica alla base della produzione: anche il sistema di movimento del nostro personaggio è ben congegnato e responsivo; saltare da una piattaforma e l'altra o esibirsi nel più classico dei wall-run è indubbiamente soddisfacente, oltre che utile per collezionare dei preziosi cristalli con i quali riempire la barra relativa al "breaker" e poter dare libero sfogo all'abilità unica del nostro personaggio. Durante le nostre scorribande a piedi non saremo soltanto dei semplici bersagli: potremo accumulare punti preziosi anche schivando i veicoli in corsa, oppure aggrapparci al tettuccio della auto avversarie per rubarle o farle saltare in aria dopo aver portato a termine una breve sequenza di QTE.

    Proprio come accade in Overwatch e in molti altri titoli multigiocatore, avremo a disposizione un assortimento considerevole di eroi dai poteri unici (16, per la precisione, se volete saperne di più ecco come come personalizzare i personaggi di Destruction AllStars), ciascuno dei quali potrà inoltre richiamare sul campo di battaglia un proprio veicolo speciale, anch'esso dotato a sua volta di un'abilità correlata alle caratteristiche del suo proprietario. Il veicolo di Lupita ci consentirà ad esempio di lasciare delle scie infuocate che andranno a danneggiare nel tempo i veicoli di coloro che le attraverseranno, mentre quello di Blue Fang potrà utilizzare delle pericolosissime lame capaci di fare a fettine in pochi istanti qualsiasi veicolo, anche il più corazzato.

    I veicoli speciali sono senza ombra di dubbio uno dei principali fattori in grado di alterare l'equilibrio egli scontri, sebbene non tutti possano vantare la stessa efficacia e la stessa facilità di utilizzo dei due che abbiamo citato poc'anzi. I poteri dei personaggi, invece, hanno solitamente un impatto minore nell'economia delle partite.

    Una delle ragioni principali per attivarli è la loro capacità di garantirci - e questo vale per ogni singolo personaggio - un incremento temporaneo della velocità di movimento e il doppio salto, entrambi utilissimi sia per sfuggire agli avversari che per velocizzare l'accumulo di cristalli e richiamare nuovamente il nostro veicolo personale.

    Un demolizione tira l'altra

    Pur non brillando per originalità e ricchezza contenutistica, le modalità di gioco ci sono sembrate ben congegnate e sufficientemente varie. Se Mayhem incarna la quintessenza della natura distruttiva del gioco, mettendo in campo un "tutti contro tutti" frenetico e dissennato, ricco di esplosioni e demolizioni, GridFall rappresenta l'anima strategica del prodotto, prediligendo al puro caos una ponderata e interessante rilettura della classica struttura a eliminazione diretta dei battle royale.

    All'interno di arene circolari in cui la superficie utilizzabile andrà a ridursi progressivamente, il nostro scopo sarà quello di sopravvivere più a lungo degli altri senza cadere. A queste si aggiungono due modalità a squadre: carnado e stockpile. Nella prima i punti saranno rappresentati da "ingranaggi" accumulati all'interno del nostro veicolo, i quali andranno ad incrementare il punteggio del team soltanto nel momento in cui verranno depositati all'interno di un gigantesco tornado posto al centro dell'arena. Carnado ricompensa enormemente il rischio, fornendo un numero di punti più elevato a chi resta sul campo di battaglia anziché depositare subito ogni singolo punto, pur nella consapevolezza di poterli perdere tutti in un batter d'occhio. Anche stockpile basa il proprio gameplay sulla raccolta di ingranaggi, sebbene lo faccia in maniera molto diversa. In questo caso, ad esempio, i punti andranno raccolti direttamente, e dovremo farlo rigorosamente a piedi.

    Lo scopo del gioco è depositare il maggior numero possibile di ingranaggi in vari punti della mappa - chiamati "banche" - al fine di controllarli, in una sorta di stravagante rivisitazione del classico "dominio". Purtroppo, però, queste dinamiche forzano le persone a trascorrere molto tempo a piedi, rendendo il gameplay meno efficace del solito. Avere più persone fuori dalla proprie auto, del resto, si traduce logicamente in una minore presenza di veicoli da speronare.

    Insieme, ma soli

    I presupposti per diventare il fenomeno mediatico del momento, sulla carta, Destruction AllStars li avrebbe proprio tutti. Stiamo parlando di un gioco caotico e scanzonato, uno di quelli che, giocato con gli amici, sarebbe potuto diventare semplicemente *esplosivo*. Praticamente nessuno dei problemi del gioco ha a che fare con il gameplay vero e proprio, semplicemente brillante e mai banale, quanto piuttosto con la scarsità di opzioni legate al multiplayer. Il team di sviluppo sembra davvero aver fatto di tutto per rendere la propria creazione difficile - se non impossibile - da giocare in gruppo.

    Teoricamente si può giocare insieme a degli amici all'interno delle lobby pubbliche, ma con limitazioni tali da far passare la voglia di provarci anche ai più testardi. Una volta creato un gruppo con almeno un altro giocatore, ad esempio, non potremo più accedere a due delle quattro modalità disponibili, quelle individuali, rendendo impossibile giocare una partita a Mayhem - probabilmente la modalità più rappresentativa dell'intero pacchetto - con gli amici. L'unico modo che abbiamo per divertirci in party è quello di collaborare all'interno di una delle due modalità a squadre.

    Anche in quel caso, però, ci sono alcune limitazioni: nonostante le squadre siano composte da otto componenti ciascuna, il numero massimo di partecipanti per ciascun gruppo è pari a quattro. In tutta onestà, comunque, quest'ultima problematica l'abbiamo trovata molto meno invalidante rispetto a quella citata in precedenza: per quanto possa risultare fastidioso dover lasciar fuori una o due persone di tanto in tanto, pensiamo che sia davvero raro per un gruppo di amici superare regolarmente le quattro unità.

    Un'altra mancanza è rappresentata dall'impossibilità di creare vere e proprie lobby private. Sebbene di primo acchito possa sembrare una questione piuttosto grave, però, ammetiamo di non averne mai sentito realmente la mancanza. Vista la difficoltà di trovare così tante persone con cui giocare, dubitiamo che l'ipotesi di creare un match completo facendo leva solo sui propri amici sia realistica; e Destruction AllStars ha categoricamente bisogno di tante persone per essere davvero godibile, quindi anche l'idea di organizzare un quattro contro quattro sarebbe decisamente poco attraente.

    Alcune di queste piccole problematiche e limitazioni le abbiamo trovate davvero prive di logica, perché se è vero che stiamo parlando di un gioco in continua evoluzione, per il quale l'implementazione di un maggior numero di opzioni potrebbe arrivare da un momento all'altro. È altrettanto lapalissiano che se il titolo non riesce a catturare l'attenzione della gente adesso che è disponibile per tutti gli abbonati al servizio online di Sony senza costi aggiuntivi, in un mercato così rapido e mutevole come quello dei giochi online, difficilmente riuscirà a risalire la china in futuro.

    Le mancanza di opzioni per le lobby multiplayer non rappresenta però l'unica potenziale criticità del prodotto. Un'altra questione difficile da digerire è quella legata alle Serie sfida, contenuto single player che punta a svelare alcuni retroscena sui singoli personaggi in una serie di sette scenari creati ad-hoc. Ad oggi ne sono disponibili soltanto due, ovvero quella di Ultimo Barricado e quella di Lupita, con una terza in arrivo a breve.

    Da un punto di vista ludico quelli attualmente disponibili non si sono rivelati affatto male, mettendoci spesso in situazioni diverse e meno prevedibili di quelle vissute nel classico multiplayer. Le sfide di tipo "Transporter", ad esempio, ci hanno richiesto di andare a recuperare dei passeggeri per trasportarli in un'area predefinita della mappa, una dinamica che valorizza l'ottimo modello di guida arcade del gioco. Il vero problema è rappresentato dalle modalità con cui queste attualmente possono essere sbloccate, ovvero pagando con soldi veri. Pur essendo approdato nelle PS5 dei giocatori muniti di PS Plus senza costi aggiuntivi, infatti, non sappiamo esattamente cosa accadrà in futuro al prodotto di Lucid Games (lo studio ha promesso un supporto post lancio esteso per Destruction AllStars), e l'ipotesi di dover pagare sia il gioco base che le microtransazioni non è proprio esaltante.

    Sa un po' di beffa anche il pricing delle stesse, se teniamo conto del fatto che i Punti Distruzione vengono venduti in blocchi da 500, 1000 o 2000, e mentre la prima sfida non gratuita attualmente costa 200 punti, la prossima ne costerà 400, obbligandoci giocoforza a ritrovarsi con un eccesso di punti per averle entrambe. Ad ogni modo, vi consigliamo di godervi almeno la prima, quella gratuita e interamente dedicata a Ultimo Barricado. Sicuramente non ve ne pentirete.

    L'arte della distruzione

    Forte del suo status di esclusiva integrale, Destruction AllStars sfrutta molto bene le caratteristiche uniche di PlayStation 5. Al di là dell'ottima fluidità (4k dinamici e framerate inchiodato a 60 fotogrammi al secondo), della totale mancanza di caricamenti e di un livello di dettaglio visivo complessivamente più che discreto, siamo rimasti piacevolmente intrigati dal modo in cui il gioco fa leva sul DualSense al fine di potenziare l'esperienza. Ancor più dell'utilizzo della resistenza adattiva del grilletto sinistro, a stupirci è stato l'utilizzo del feedback aptico e delle sue proprietà.

    Sebbene evitare di essere colpiti sia fondamentale al fine di puntare alla vittoria, sarà proprio quando finiremo per subire uno o più urti che il gioco metterà in mostra un altro dei suoi aspetti più riusciti: l'ottimo sistema di gestione dei danni. Ogni impatto avrà delle conseguenze ben visibili sul veicolo, il quale - al netto di qualche evidente semplificazione dovuta alla natura fortemente arcade del titolo - si deformerà in maniera coerente con l'angolo d'impatto.

    Un urto laterale molto forte potrebbe ad esempio rendere il nostro mezzo praticamente impossibile da manovrare correttamente, costringendoci inevitabilmente a saltare fuori dall'abitacolo per andare in cerca di un altro veicoli con cui gettarci nuovamente nella mischia. Anche i danni, tra l'altro, saranno facilmente avvertibili grazie all'ottima implementazione del feedback aptico di abbiamo parlato poco fa, il quale non mancherà di mettere in evidenza le vibrazioni dovute allo scoppio di una gomma o al cedimento di un paraurti.

    Le arene purtroppo ci sono sembrate piuttosto semplici e spesso molto simili tra loro, mentre siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla qualità e dalla varietà degli eroi, tutti incredibilmente diversi tra loro e solitamente ben caratterizzati. Ciascuno di essi ha delle animazioni personalizzate e un modo di fare unico e subito riconoscibile. Sebbene alcuni appaiano leggermente troppo stereotipati e lo stile cartoonesco e caricaturale che li contraddistingue possa non piacere a tutti, l'efficacia del design di protagonisti come Harmony, Boxtop, Ratu e Muna è innegabile.

    Destruction AllStars Destruction AllStarsVersione Analizzata PlayStation 5Destruction AllStars è il risultato di molteplici ibridazioni, un buon connubio tra la follia distruttiva di un Burnout dei tempi d'oro e la competitività di Rocket League, senza dimenticare alcuni palesi richiami a Titanfall. Da questo insolito mix è nato un gioco fresco, bello da giocare e da vedere; un combat racing di tutto rispetto in grado di appassionare non solo gli amanti dei giochi di guida, ma anche chiunque abbia voglia di un'esperienza multigiocatore leggera e fortemente caotica. Restano però grossi dubbi sulla tenuta nel tempo del prodotto: a livello di contenuti, Destruction AllStars non ci è parso ancora pronto a sostenere l’attenzione del giocatore medio per più di una manciata di ore, e nonostante le sue indubbie qualità potrebbe facilmente finire nel dimenticatoio ben prima dell’arrivo di eventuali aggiunte e correttivi degni di nota. A questo dobbiamo aggiungere purtroppo anche la totale impossibilità di giocare con gli amici alle modalità individuali, indubbiamente tra le più efficaci del pacchetto. Una limitazione che, in un gioco del genere, potrebbe rivelarsi particolarmente invalidante sul lungo periodo.

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