Detective Gallo Recensione: una nuova avventura grafica Made in Italy

Detective Gallo è un'interessante avventura grafica Made in Italy che strizza l'occhio all'umorismo LucasArts e ai fumetti Disney.

recensione Detective Gallo Recensione: una nuova avventura grafica Made in Italy
Articolo a cura di
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • Gallo è un tipo molto particolare. È un pollastro dall'aspetto buffo, un ammasso di piume basso e cicciottello, eppure dotato di un fascino dannato, un po' à la Humphrey Bogart, che emerge tanto dai modi di fare quanto dal timbro vocale, profondo e suadente. È un investigatore con la determinazione - e l'abbigliamento - del migliore Dick Tracy, ma anche affetto da una fissazione per mille e più regole comportamentali bislacche, la cui logica lascia sovente a desiderare. È il personaggio nato dalle menti di FootPrints, sviluppatore italiano che, sostenuto da Adventure Productions, ha puntato proprio sulla sua creatura beccacciuta per mettere piede sul palco (sovr)affollato della scena videoludica indipendente. Detective Gallo arriva su PC a un anno di distanza da The Wardrobe, e proprio come l'opera prima di C.I.N.I.C. Games si propone al pubblico con una formula punta e clicca dura e pura, che vive di richiami all'epoca LucasArts sia per quanto riguarda la componente narrativa, sia per quel che concerne tutte le meccaniche ludiche portanti.

    Delitto (im)perfetto

    Detective Gallo mostra la sua indole a partire da una premessa di sceneggiatura thriller/noir piuttosto classica nei contorni, eppure non priva di un gradito tocco di originalità mista a follia. Contattato da Phil Cloro, pennuto allampanato con il pallino per la botanica, l'ispettore accetta l'incarico d'investigare sulla morte improvvisa di tutte le piante d'appartamento del suo nuovo cliente. Coadiuvato da un informatore, dagli strambi abitanti del circondario e -per modo di dire- da Spina, il suo piccolo cactus di compagnia, Gallo si renderà presto conto di avere a che fare con un mistero su ben più vasta scala rispetto a come gli si era presentato inizialmente.
    Svelare altre informazioni sulla trama di Detective Gallo sarebbe delittuoso, giacché esperienze di questo tipo vivono in gran parte degli eventi raccontati passo dopo passo. Va detto, comunque, che il gioco vanta una scrittura sicuramente di valore, che dal suo esile canovaccio si schiude in una serie di dialoghi, situazioni e personaggi se non proprio memorabile, quantomeno piacevole. Di base tutto è avvolto da un umorismo verbale di matrice nota, ispirato senza imbarazzo ai lavori di Tim Schafer dei bei tempi andati. Sia dal lato dialogico che da quello enigmistico, quindi, il titolo prospera di momenti a metà strada fra la comicità leggera e il no sense, colmi di gag che fanno capo a un pool di attori virtuali a dir poco stravagante. Oltre a Gallo e alle sue innumerevoli fisime, vale certamente la pena citare Candy Bop, venditrice di dolciumi follemente innamorata del Nostro, oppure il proprietario dell'Everything for Everyone, un grossista disposto a far credito apparentemente all'infinito, o ancora il Baby Teppista, irresistibile lattante dedito agli intrallazzi più svariati.

    I personaggi principali sono in buona parte ben caratterizzati tanto a livello psicologico quanto in materia di design. Contribuisce alla loro efficacia anche il lavoro di voice acting svolto dai due team di doppiatori impiegati nel progetto, là dove il doppiaggio è disponibile sia in lingua inglese che in italiano. Mentre tra le voci nostrane spicca distintamente l'ottima interpretazione del protagonista, sorretta solo in minima parte dalle performance degli attori secondari, il doppiaggio anglosassone sfoggia invece una qualità generale molto più omogenea, il che, probabilmente, lo rende tutto sommato preferibile.

    Gallo in giallo

    L'abbiamo scritto in apertura: Detective Gallo è un'avventura grafica "punta e clicca" fortemente ancorata alle tradizioni del genere. Ciò significa che anche in questo caso, come in Day of the Tentacle o in un Monkey Island qualsiasi, al giocatore viene richiesto d'interagire con le scenografie, i personaggi e gli oggetti di scena al fine di risolvere piccoli puzzle e progredire nella vicenda raccontata. Per farlo basta cliccare col mouse sugli hot spot sparsi per l'inquadratura, che Gallo può visualizzare in qualunque istante chiudendo gli occhi e concentrandosi - per l'utente l'azione si traduce nel tenere premuta la barra spaziatrice della tastiera. Ciò permette di parlare con i vari abitanti della cittadina per comprenderne le esigenze del momento, ma anche di raccogliere degli item specifici per poi riadoperarli alla bisogna, accedendo all'inventario.

    A volte sarà utile impiegarli direttamente su determinati punti d'interazione, altre volte basterà consegnarli al personaggio che ne avrà fatto richiesta. In certe occasioni, infine, bisognerà capire come assemblarli fra loro per creare oggetti altrimenti irreperibili, arnesi fatti di componenti spesso inusuali che, prima di essere concepiti, esigono da parte del giocatore una discreta spremitura di meningi.
    Anche in termini di puzzle solving, insomma, Detective Gallo procede sostanzialmente sui binari del conservatorismo. I rompicapi, molto creativi e dunque difficili da risolvere senza l'uso di un po' di pensiero laterale, sono in grado d'impegnare un utente mediamente allenato quanto basta per non rendere l'esperienza troppo piatta e lineare nelle sue circa cinque ore di durata. Peccato allora che, a fronte di una buona varietà enigmistica, il gioco non offra una diversificazione dei setting adeguata, col risultato che il povero Gallo è costretto a fare avanti e indietro attraverso una piccola manciata di location che potrebbe venire a noia molto in fretta. Dispiace soprattutto perché, ed è forse il maggior pregio dell'opera di FootPrints, tutto quel che si avvicenda sullo schermo è di una bellezza rara e preziosa. Il videogioco sembra infatti un albo a fumetti della Disney che prende vita sotto i nostri occhi, operazione al crocevia tra un cartone animato in tecnica tradizionale e un motion comic dalle illustrazioni deliziose, fatte di linee morbide e colori sgargianti. La colonna sonora jazzata, in perfetta linea con l'anima pseudo-noir della produzione, chiude semplicemente il cerchio su una prova artistica -quella sì- davvero personale e riconoscibile, splendido esempio di artigianalità digitale al cento per cento made in Italy.

    Detective Gallo Detective GalloVersione Analizzata PCNonostante sia a conti fatti -e prevedibilmente- un’esperienza point & click parecchio canonica, Detective Gallo riesce a dire la sua pur all’interno di una tipologia di giochi poco incline al cambiamento, com’è quella degli adventure vecchio stampo. Divertente e divertita, l’opera primigenia degli italiani di FootPrints ci trascina nel suo universo buffo e piumato confezionando un prodotto gradevole, forse un po’ fugace -e non molto complicato da completare- ma anche artisticamente ben capace di lasciare il segno. Consigliarlo agli amanti del genere, che troveranno una ragione in più in un prezzo di vendita -circa quindici euro- tutt’altro che esoso, va insomma da sé.

    7.5

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