Recensione Deus Ex Invisible War

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Deus Ex Invisible War - 1545

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Disponibile per
  • Xbox
  • Pc
  • Introduzione

    Nell'ambito ludico Pc, alcuni titoli, godono di una certa dose di sperimentalismo e spesso uniscono elementi di più generi in interessanti sintesi.
    Capita così che alcuni anni fa, Ion Storm, orfana del figliol prodigo John Romero, occupato a leccarsi le ferite dopo il flop clamoroso di Daikatana, sorprendesse tutti con un titolo che, inizialmente, non era considerato poi molto rivoluzionario.
    Sembrava di rivivere l'E3 di Half-life (il primo titolo Valve), relegato in un angolino senza molta considerazione da parte della carta stampata.


    Deus ex fu un progetto ambizioso, un videogioco che silenziosamente veniva sviluppato e che fu presentato senza troppo clamore: non era infatti il pur ottimo aspetto tecnico che catturava, ma la straordinaria miscela di Rpg e avventura che restituiva un'esperienza ludica nuova.

    I Denton, icone di un mondo

    Ma cos'è Deus ex in sostanza? Rispondere a questa domanda è sicuramente un arduo impegno, scomporre il titolo in una serie di caratteristiche strutturali ne rovinerebbe il valore intrinseco, ma a grandi linee si può ipotizzare una risposta.
    Deus ex è scelta, è un rpg inserito in un FPS, è innovazione, è atmosfera.
    Termini che, comunque sia, non ne catturano lo spirito, dal primo tutorial, ai data cube sparsi ovunque, all'hacking di ogni congegno elettronico fino ai biomod tutto fa parte di un universo, tutto crea atmosfera.
    Un equilibrio di elementi molto sottile che per molti ha rappresentato il punto di unione tra due generi.
    Sviluppare quindi un seguito di un titolo tanto complesso deve essere stato un fardello molto pesante da portare, ma risorse e tecnologie hanno fatto tali passi in avanti che Ion Storm non ha potuto non sperimentare un nuovo Deus Ex partendo, comunque, già da un'ottima base.


    Ritroveremo quindi i fratelli Denton, in vesti completamente mutate, alcune vecchie conoscenze del primo capitolo e una nuova serie di intrighi e colpi di scena da vivere e “decidere” direttamente su monitor.
    “Decidere”, termine forse abusato, figlio solo di pochi videogiochi.
    Nel loro esiguo numero, senza dubbio, Deus ex 1, e ancor di più il seguito, portano il modus operandi a nuove vette di realismo, consegnando letteralmente al giocatore una trama tanto flessibile quanto intrigante.
    Possibilità offerte, a memoria di Pk77, solo dall'ottimo Gothic e dai System Shock, con cui, mea culpa, non ho avuto il piacere di dilettarmi.

    Guerra invisibile, libertà palpabile

    Ma inseriamo il DVD, di colorazione blu, nel lettore.
    Dopo una veloce ma corposa installazione, siamo investiti da un filmato di discreta qualità ma di ottima regia: 2072 a.c., un attentato terrificante in una Chicago futuristica ci introduce bruscamente nella dura realtà di Deus Ex 2.
    Scampati per un pelo a morte certa veniamo trasferiti a New Seattle, dove potremo continuare il nostro addestramento nell'accademia Tarsus.
    Ma chi siamo noi? E perché ci addestriamo? Facciamo parte di una serie di reclute che hanno in seno un numero variabile di biomod, espedienti tecnologici trattati con nanite utili a potenziare le capacità visive, uditive e fisiche del nostro personaggio.


    Alcuni consentiti dalla legge, altri di contrabbando.
    Capiremo ben presto che queste modifiche alla struttura umana saranno al centro del contenzioso tra le varie fazioni che popolano il mondo di Deus Ex 2.
    Avremo gli Omar, mercanti modificati che cercano di sopperire alle carenze umane con la modifica di DNA e innesti di nanite; la WTO, una sorta di istituzione di controllo che vuole, dopo il crollo economico raccontato nel primo Deus Ex, ristabilire una certa stabilità mondiale; l'”ordine”, contestatori dei metodi sperimentalisti della WTO, probabili attentatori dell'accademia Taurus a Chicago.
    Non entriamo nello specifico ne elenchiamo tutti i gruppi che man mano scoprirete per non rovinare nulla della trama.
    Ci limitiamo a elencare quelli che sono presenti inizialmente.
    Il primo impatto con il nuovo motore 3D renderizzato dall'Unreal Engine è tanto sorprendente quanto traumatico (se non si possiede una buona configurazione): ci ritroveremo nella nostra stanza dell'accademia Taurus, dopo qualche minuto per impratichirci con i controlli è impossibile non notare un'illustre scomparsa.
    L'interfaccia tanto completa, discreta e funzionale del primo deus ex è stata sostituita con una tondeggiante, poco funzionale e “antipatica” nuova grafica.
    Inutile nascondere che, pur digerendola dopo qualche ora di gioco, resta un passo indietro rispetto alla velocità e fruibilità di quella mostrata dal predecessore.
    Ma passato il trauma iniziale il nostro Alex D., che per par condicio è selezionabile anche al femminile, verrà trasportato in una realtà di intrighi e di cospirazioni assolutamente coinvolgenti.
    Saranno pochissimi i momenti in cui la “trama” ci traghetterà su dei binari precostituiti, in Deus ex 2 le scelte sono importantissime e influenzeranno gli equilibri delle parti in gioco.
    Come una grande scacchiera un favore ci verrà ripagato, ma allo stesso tempo potremmo innescare l'odio di altre componenti del mosaico.

    I padroni del gameplay

    Mai come in questo videogioco vi sentirete padroni della situazione. Le possibilità di interagire con l'ambiente sono infinite. Ogni incarico avrà almeno due modalità di completamento, deciderete della vita e della morte dei personaggi principali che si trasformano, quasi planando dall'immaginario al reale, in figure dalla propria personalità.
    Il bene o il male saranno parametri relativi che scoprirete man mano giocando. La trama si plasma piacevolmente davanti ai vostri occhi di osservatore, di pedina in un immenso gioco di potere.
    Deus ex 2 in questo si distingue dalla massa di Fps, non è un frenetico rincorrere di nemici, ma un lento viaggio nella consapevolezza di Alex D., diremmo quasi che ha i crismi dell'avventura, il cuore di un Rpg e l'atmosfera cyber punk che tanto candidamente ci viene narrata in Blade Runner.


    Il cuore del gameplay è costruito intorno alla ricerca/lotta a seconda dell'approccio che deciderete di adottare nelle varie situazioni. Non vi è un agire predefinito ma solo tanti modi di portare a termine un incarico.
    I combattimenti sono simulati con scontri a fuoco dinamici in cui l'incidenza del proiettile varia a seconda della zona del corpo colpita; le munizioni, a differenza del primo deus ex, sono unificate per tutte le armi, variando solo nel consumo delle medesime.
    L'implementazione dell'Havoc, come motore per simulare le leggi fisiche, porta spesso a comportamenti anomali dei modelli poligonali e a un'inerzia forse eccessiva: i corpi vengono spostati con troppa energia e i materiali, forse per non rendere troppo rigoroso il livello simulativo del titolo (o semplicemente per non appesantire ulteriormente il 3D), hanno un livello d'attrito molto leggero scivolando eccessivamente.
    Lo sviluppo dei biomod, sia legali che di contrabbando, porta interessanti varianti nel gameplay: potrete, ai massimi livelli di sviluppo, controllare le torrette nemiche, hackerare sia bancomat che telecamere, recuperare energia dai corpi esanimi dei nemici, aumentare gli slot per gli oggetti trasportabili, migliorare le difese,ecc...
    Alcuni di essi sono passivi, non richiederanno, quindi, attivazione, altri consumeranno energia e dovranno essere selezionati: durante lo sviluppo della trama troverete modo di sperimentare tutti questi gadget sviluppando le combinazioni che più si addicono al vostro stile di gioco.
    Le armi disponibili vanno dalla semplice pistola, al lanciamissili, passando per il fucile da cecchino, il lanciafiamme, il fucile a pompa: tutte sono potenziabili con due Kit specifici, che ne migliorano l'efficenza, la silenziosità e la potenza di fuoco.

    Il mondo 3D e le sue problematiche

    Tutti ci stupiamo davanti a un aspetto visivo convincente, sperando che le capacità tecnologiche del nostro pc siano in grado di mantenere un rapporto tra dettaglio e fluidità soddisfacente.
    Deus ex 2 è mosso dal pluridecorato Enreal Engine, pesantemente modificato per riprodurre le atmosfere tetre e piene di atmosfera del titolo.
    Il sistema di illuminazione dinamico per pixel offre un'ottima gestione delle ombre dinamiche e dona spessore al mondo descritto, offrendo scorci decisamente affascinanti.


    Tutto questo si paga con i requisiti di sistema decisamente elevati, in grado di mettere in difficoltà anche sistemi di buon livello: sulla macchina di prova (Athlon xp 2800Xp, 512 mb di ram e Geforce Fx 5900) il titolo si è comportato abbastanza bene, sfoggiando un frame rate tra i 20 e 30 Fps, con cali solo nelle situazioni più complesse (a 1024x768 con Fsaa 2xq e Af 4x).
    Il comparto tecnico è arricchito da un buon numero di superfici bumpmappate, texture discretamente definite, un mole poligonale adeguata e un'interattività con ogni tipo di oggetto rara da trovare in altri titoli.
    Il sonoro offre ottimi motivi, anche se i dialoghi (in inglese sottotitolati in italiano), non appaiono particolarmente ispirati e il coordinamento ritmico tra parole e movimenti facciali non è dei migliori.
    Chiudono il quadro filmati di buona qualità, a tratti maestosi (come quello iniziale), altre volte un po' meno ispirati, tutti compressi con una discreta qualità.
    Non è presente una modalità multiplayer, il titolo infatti poco si adatta a questo tipo di gameplay.

    Plasmare il futuro giocando nel presente

    Che considerazioni finali quindi possiamo dedurre? Il titolo Ion Storm, è inutile negarlo, rivendica una propria specifica personalità.
    Gli amanti del primo Deus ex probabilmente storceranno il naso davanti ad alcune decisioni di contorno, rimpiangeranno la vecchia interfaccia e rischieranno di catalogare il nuovo Invisible War come un tradimento ai vecchi sapori consolidati.
    Ma è proprio questo contorno che, a mia opinione, deve essere valutato per quello che realmente vale: il cuore di Deus Ex 2 è un genuino viaggio in un universo di intrighi, eccitante e entusiasmante, riscalda il cuore e appaga la libertà, la soddisfazione di completare una missione in modo “pulito”, senza azioni di forza ma solo col puro ingegno.


    Sono queste combinazioni, questo poter dare libero sfogo all'inventiva che lo slegano dai binari del semplice Fps.
    Un titolo consigliato a tutti, un videogioco da giocare intensamente, senza pensare al prima o al dopo, ma concentrandosi solo sul gusto che si prova vivendolo.

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