Recensione Devil May Cry

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Devil May Cry - 765

Recensione Devil May Cry
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS2
  • Switch
  • Introduzione

    Due Millenni fa le orde infernali dell'Underworld, guidate dal supremo demone Mundus, intrapresero una guerra contro la razza umana, ma fallirono miseramente. Per respingere gli aggressori negli inferi fu fondamentale l'intervento di Sparda, valoroso demone che rinnegò il suo popolo spinto dall'amore per una donna terrestre. Ma ora il leggendario condottiero è morto: quindi il temibile Mundus si appresta a riprendere il conflitto con la popolazione umana e questa volta il compito di fronteggiarlo spetta a Dante, progenie di Sparda, nonchè ibrido tra le due razze. Questo è a grandi linee l'intrigante antefatto delle vicende narrate in Devil May Cry, titolo estremamente atteso dall'utenza PS2 che non tradisce l'enorme Hype che ha generato

    Il Gioco

    Devil May Cry è un frenetico Action Adventure che si sviluppa attraverso una serie di missioni il cui obiettivo principale è il reperimento di un particolare oggetto o l'abbattimento di una determinata creatura. Risulta evidente fin da subito quindi come la parte investigativa sia piuttosto limitata, anche se sono necessarie buone doti esplorative per scovare le numerose locazioni segrete e le missioni aggiuntive celate nelle varie ambientazioni. Il vero fulcro del gioco è quindi la fase di combattimento: il versatile sistema di controllo propone due tipi di attacco, ravvicinato & a distanza, che possono essere anche combinata per creare spettacolari sequenze di colpi. Ad amplificare ulteriormente il potenziale offensivo ci pensano le notevoli doti atletiche del protagonista, in grado di compiere poderosi doppi salti, sfruttando come rampa sia il corpo dei nemici che gli elementi del fondale, e rapide schivate laterali. Da non sottovalutare anche il cospicuo arsenale offerto a Dante che comprende tre tipi di spade & un paio di guanti infuocati per il combattimento corpo a corpo e doppie pistole, fucile a canne mozze, un lanciagranate & un'arma laser per la lotta a distanza. Le armi a disposizione non hanno solo valenza quantitativa, ma vanno anzi alternate con una certa frequenza con il fine di comprendere quali di esse siano più efficaci con certi nemici & quali con altri. Tutto ciò aggiunge elementi strategici alla lotta, pur rimanendo caratterizzata da un ritmo decisamente vertiginoso & sfrenato. Strettamente connesso alle fasi di combattimento è un altro aspetto interessante del titolo CAPCOM: gli "Orbs". Questi manufatti sono reperibili in diversi colori, ognuno con una funzione precipua, e sono ottenibili principalmente eliminando le creature infernali o scovando le locazioni segrete. L'elenco comprende quelli verdi per ristabilire l'energia vitale, quelli gialli per accrescere il numero dei "continue" & quelli blu per allungare la barra energetica del protagonista, ma i più comuni sono gli orbs rossi utilizzabili in determinati luoghi & al termine di ogni missione per "acquistare" items, attacchi speciali e soprattutto la capacità di Dante di trasformarsi in demone. Il nostro eroe infatti, essendo un incrocio tra razza umana & infernale, ha la possibilità di sfoderare il suo considerevole potere demoniaco, accumulato durante gli scontri con i nemici, sferrando letali attacchi, nonchè svolazzando (quasi) liberamente per l'aere, rammentando comunque che la mutazione ha durata limitata. Fortunatamente l'articolata struttura di gioco è supportata da un sistema di comando adeguato: sufficientemente immediato per i principianti, appagante per i giocatori più esigenti, ma soprattutto puntuale & reattivo, caratteristiche fondamentali considerando l'indole frenetica del prodotto. La fluidità d'azione è inoltre garantita dall'intelligente stratagemma adottatodagli sviluppatori per sopperire all'annoso problema del controllo del personaggio nei cambi di inquadratura. Sfruttando il sistema di comando "Screen Relative" il susseguirsi di variazioni nella visuale potrebbe risultare difficilmente gestibile dal giocatore, ma non è questo il caso di DMC: tenendo premuta una direzione durante un cambio di scena, questa verrà mantenutaanche nell'inquadratura successiva, anche se totalmente opposta, fino al rilascio dello stick analogico. Questa trovata, semplice & geniale, lascia inizialmente un po' disorientati, ma in breve tempo evidenzia tutti i suoi pregi. Passando al discorso longevità, il titolo CAPCOM propone 23 missioni (più 12 segrete) dalla durata incostante e dalla difficoltà graduale & ben bilanciata, che scandiscano una sceneggiatura intrigante & coinvolgente, seppur non particolarmente imponente (per terminare il gioco una prima volta si impiegano circa 7 ore). Ma l'ottima meccanica di gioco, la varietà di situazioni (vedi sessioni subaquee con visuale in soggettiva, momenti stile "Platform Game" & missione "Sparatutto" alla Starfox) e l'abbondanza di modalità & locazioni segrete assicurano un interesse sempre elevato e uno stimolo non trascurabile alla rigiocabilità.

    Tecnica

    Esteticamente DMC non teme confronti. L'ineccepibile motore grafico macina un numero impressionante di poligoni, pur mantenendo un frame rate sempre ancorato ai 60 fps, e supporta magnificamente lo splendido lavoro dei grafici CAPCOM, che sono stati in grado di creare un mondo gotico incredibilmente suggestivo, contraddistinto da architetture imponenti & affascinanti, creature variegate & grottesche, nonchè personaggi dal notevole carisma. I modelli poligonali non sono solo dettagliati & ricoperti da buone texture, ma denunciano anche notevole espressività grazie alla loro pregevole caratterizzazione e pure le particolareggiate scenografie regalano scorci assolutamente evocativi grazie ad effetti luminosi avvolgenti & ad inquietanti foschie applicati con dovizia. Ad aumentare ulteriormente l'immersione del giocatore provvede una regia ispiratissima capace di fondere (quasi sempre) funzionalità & ricerca artistica. Ottimamente realizzate anche le animazioni del protagonista e dei suoi avversari, che pur non sorprendendo esageratamente, convincono per la loro naturalezza & fluidità. In definitiva gli unici (trascurabili) difetti attribuibili al comparto visivo sono qualche lieve problema di aliasing e una realizzazione degli effeti speciali incostante, che fluttua tra l'ottimo & il discreto. Anche la parte audio risulta difficilmente criticabile: l'azzardato mix tra delicati brani orchestrali (durante le fasi esplorative) e stridenti pezzi rock (durante i combattimenti) risulta azzeccatissimo e anche gli effeti sonori svolgono adeguatamente il loro compito.

    Conclusioni

    Devil May Cry è un prodotto pressochè imprescindibile, contraddistinto da una struttura di gioco adrenalinica, da una grafica stupefacente, da un sonoro galvanizzante e da una longevità che, benchè non illimitata, assicura un divertimento duraturo grazie alla preziosa dote della rigiocabilità.

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