Digimon Survive Recensione: la fusione tra videogioco e anime

I Digimon tornano sui nostri schermi con un nuovo videogioco dalla forte componente narrativa: come se la cava Digimon Survive?

Digimon Survive Recensione: la fusione tra videogioco e anime
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Correva ancora il 2018 quando Bandai Namco Entertainment annunciò un nuovo tie-in di Digimon che, quantomeno nei piani iniziali dell'azienda giapponese, avrebbe dovuto colmare l'ampio divario temporale tra l'uscita del discreto Digimon Story: Cyber Sleuth - Hacker's Memory (siete a un click di distanza dalla nostra recensione di Digimon Story: Cyber Sleuth - Hacker's Memory) e quella del successivo episodio del filone Story, di cui tuttora ignoriamo il titolo ufficiale.

    Difatti, il progetto capeggiato da Kazumasa Habu - producer del franchise sin dai tempi di Digimon Story: Lost Evolution - avrebbe dovuto raggiungere i negozi già nel corso del 2019, ma numerosi problemi insorti durante la sua realizzazione hanno costretto il colosso nipponico a posticiparne ripetutamente il lancio, sollevare dall'incarico lo sviluppatore Witchcraft e affidarne il completamento ai ragazzi dello studio HYDE.

    Seppur con diversi anni di ritardo, Digimon Survive è infine atterrato su PlayStation 4, Xbox One, PC e Nintendo Switch lo scorso 29 luglio, tuttavia il prodotto che nelle ultime settimane abbiamo posto sul banco di prova si è rivelato nettamente diverso dal "survival simulation RPG" che ci era stato promesso a suo tempo. Ispirato ai brand di Summon Night e Utawarerumono, Digimon Survive è più che altro una visual novel cui è stata innestata una vaga e non troppo riuscita componente ruolistica. Se non sopportate la prolissità che contraddistingue il genere, scendete a questa fermata, altrimenti scoprite assieme a noi pregi e difetti di un titolo tutto sommato appetibile.

    Un mortale campeggio estivo

    Come raccontato dal producer Kazumasa Habu, Digimon Survive affonda le sue radici nelle prime serie animate del franchise, non a caso lo staff desiderava raccontare una storia che ponesse l'accento sulle scelte in grado di influenzare la crescita dei Digimon e sul legame tra Bambini Prescelti e mostriciattoli digitali.

    Narrativamente slegato da qualsiasi altra opera del franchise e ambientato in un proprio universo, l'intreccio di Digimon Survive - come appunto quello di Digimon Adventure - si apre nei pressi di un comunissimo campeggio scolastico cui partecipano studenti delle elementari e delle medie intenzionati a svolgere attività extracurriculari nei pressi di luoghi antichi. Pur non essendo particolarmente interessati all'itinerario della gita, il vivace protagonista Takuma Momotsuka e i suoi amici, Aoi Shibuya e Minoru Hinata, si incamminano per raggiungere un misterioso tempio locale che si narra sia legato ai leggendari Kemonogatari: degli esseri pseudo-divini cui, in passato, la gente del posto era solita offrire in sacrificio i propri figli, così da ottenere in cambio degli ottimi raccolti e tenere alla larga qualsiasi calamità. Sebbene la strada sia stata chiusa in seguito a una recente frana, il gruppo di Takuma e altri studenti decidono di proseguire comunque, attraverso una strada proibita e pericolosa che li conduce a loro insaputa in un mondo parallelo e popolato da mostriciattoli di ogni tipo.

    Raggiunto un malmesso santuario per giunta nascosto nel cuore dei boschi, i bambini vengono aggrediti da un'orda di Gotsumon fuori controllo, che per qualche ragione vorrebbero annichilirli fino all'ultimo. Separato dai suoi amici, Takuma riuscirà a salvarsi soltanto grazie all'intervento di Koromon, una minuscola e amichevole creaturina che - proprio il come il Koromon della serie Adventure stava attendendo l'arrivo del protagonista Taichi - lo informa di averlo aspettato a lungo.

    Per Takuma e Koromon, che grazie alla forza dei sentimenti provati dal suo partner digievolverà quasi subito in Agumon, inizia dunque una corsa contro il tempo volta a rintracciare e salvare tutti gli altri bambini scomparsi, che nel frattempo si scopriranno legati a loro volta ad un Digimon diverso. Una volta insieme, i nuovi Digiprescelti e le creature al loro seguito dovranno quindi esplorare una dimensione irta di pericoli ed escogitare un mondo per tornare a casa, ammesso che sia possibile.

    Una questione di karma

    Nonostante l'incipit strizzi insistentemente l'occhio all'indimenticabile Digimon Adventure, il canovaccio narrativo di Digimon Survive assume toni e tematiche assai più cupi nel giro di qualche ora appena, spalancando le porte a una storia inedita e matura. Senza nulla togliere ai colpi di scena drammatici e spiazzanti che si susseguono per tutta l'avventura, l'elemento più riuscito del pacchetto è però la caratterizzazione dei personaggi, giacché ognuno di loro è contraddistinto da una personalità credibile e da atteggiamenti tipicamente umani.

    Se da una parte la grande maturità dell'opera fa di Digimon Surivive un prodotto unico, nonché un vero e proprio must have per gli appassionati del franchise, dall'altra dobbiamo però riconoscere che l'originalità e profondità del prodotto è controbilanciata dallo sbalorditivo e talvolta insopportabile quantitativo di dialoghi (spesso nemmeno doppiati) che puntualmente salta fuori ad ogni discussione tra i protagonisti. Allo scopo di intervallare i momenti più pesanti della campagna con sequenze più leggere, Digimon Survive presenta un numero esagerato di eventi scanzonati e frivoli, che difatti non aggiungono assolutamente nulla al racconto. A ragion veduta, gli sceneggiatori avrebbero potuto alleggerire o tagliare ore e ore di dialoghi senza intaccare in alcun modo la qualità dell'esposizione, che se diluita ne avrebbe invece guadagnato. Anche perché il completamento di Digimon Survive richiede fra le 30 e le 40 ore circa, che possono diventare molte di più qualora il giocatore voglia esplorare le quattro diverse route narrative e assistere ai cinque epiloghi (di cui uno sbloccabile soltanto nel New Game+). Un'impresa tutt'altro che semplice e non alla portata di chiunque.

    Accennate nel paragrafo precedente, le scelte che saremo chiamati a compiere durante i dialoghi tra i vari personaggi non si limiteranno infatti a stabilire in quale luogo andare o con chi parlare, ma avranno delle pesanti ripercussioni sull'evoluzione della storia e sul nostro rapporto coi co-protagonisti. Attraverso le decisioni intraprese, del resto, interverremo sull'affiatamento tra Takuma e i suoi compagni, un valore che ne in alcuni casi ne determinerà la sopravvivenza o meno.

    Se nel complesso la maggior parte delle decisioni sono appunto mirate a rafforzare i legami tra i personaggi, altre ancora alterano il karma di Takuma, indirizzando la prosecuzione della vicenda in una specifica direzione. Per qualche curiosa ragione che tuttora fatichiamo a comprendere, il cosiddetto "Karma System" influenza persino il percorso evolutivo di Agumon.

    Compiendo scelte prevalentemente improntate sulla Morale, nel nostro caso abbiamo permesso al mostro digitale di sbloccare le digievoluzioni della categoria Antivirus (Greymon, MetalGreymon e WarGreymon), mentre le decisioni improntate su Furia e Armonia consentono di accedere a forme evolutive di tipo Virus (Tuskmon, Megadramon, Machinedramon) e Dati (Tyrannomon, Triceramon, Dinorexmon). Se da una parte il sistema appare come una fastidiosa forzatura, dall'altra garantisce una certa rigiocabilità, anche perché nel New Game+ le forme sbloccate in precedenza non vengono nuovamente sigillate, ma possono essere utilizzate a piacimento.

    Azzuffate tra mostri digitali

    Se tutto sommato le sezioni da visual novel funzionano piuttosto bene, lo stesso non si può dire purtroppo per la componente ruolistica, che in Digimon Survive è quasi opzionale. Stando alle parole di Kazumasa Habu, le battaglie avrebbero dovuto rappresentare circa il 30% dell'esperienza complessiva, lasciando il rimanente 70% alla componente narrativa, ma dopo aver passato una sessantina di ore in compagnia di Digimon Survive siamo assolutamente convinti che la stima del producer inesatta, in quanto la campagna prevede pochissime sessioni di lotta.

    Mettendo da parte le boss fight di fine capitolo, che per di più sono afflitte da un livello di difficoltà pressoché inesistente, non solo le battaglie risultano quindi facoltative, ma possono essere sostenute solo nei momenti "liberi" della progressione, ossia quando al giocatore viene offerta la possibilità di cimentarsi con le Free Battle.

    Prima di addentrarci nell'analisi del sistema di combattimento a turni dobbiamo precisare che, nonostante venga dipinto come un "survival simulation RPG", il combat system di Digimon Survive appare estremamente semplificato e ben lontano dagli standard del genere strategico. Una volta schierati sulla classica griglia a caselle, alleati e nemici hanno un raggio di azione (e di movimento) alquanto limitato e agiscono a seconda della propria velocità.

    Come di consueto, i Digimon sono divisi in tre categorie (Virus, Dati e Antivirus), le cui resistenze e debolezze sono ancora una volta dettate dalla classica morra cinese; in questo caso, però, abbiamo notato che, al momento di calcolare i danni, il sistema non tiene particolarmente conto delle tipologie, ma valorizza perlopiù gli attacchi laterali, quelli portati alle spalle del nemico e quelli eseguiti da un luogo sopraelevato, indipendentemente dalla categoria cui appartengono il Digimon aggressore e il suo bersaglio.

    Per essere uno strategico, poi, Digimon Survive ignora persino le storiche debolezze elementali delle creature, che nell'economia del franchise hanno sempre giocato un ruolo determinante e non trascurabile. L'unico elemento davvero interessante della fasi di lotta va ricercato nell'evoluzione dei "Digimon partner", che a differenza di quelli reclutati attraverso lo scontro libero possono cambiare forma a comando e diventare molto più potenti: mentre al livello Intermedio i parametri dei nostri amici digitali sono contenuti e l'attivazione delle tecniche speciali consuma pochi SP, tutto cambia agli stadi successivi, dove la potenza superiore è contrappesata da un dispendio energetico costante e sempre più esoso. Come dicevamo poc'anzi, però, la difficoltà tarata verso il basso spinge il giocatore ad abusarne soltanto nelle dispute coi boss, che a conti fatti sono gli unici avversari in grado di impensierire minimamente il team di Takuma e compagni. Allo scopo di non distogliere troppo il focus dalla storia e dall'esperienza tipica da visual novel, è plausiible che lo sviluppatore abbia volutamente ridotto all'osso la componente ruolistica e strategica del prodotto, ma così facendo ha tuttavia sprecato in toto il potenziale di un combat system che poteva aspirare a diventare la colonna portante dell'intera impalcatura ludica.

    Altrettanto fallace è la meccanica predisposta al reclutamento dei Digimon selvatici che affollano le Free Battle. Ricorrendo alla voce "Parla", durante la lotta i nostri partner hanno la facoltà di interagire brevemente coi nemici e rispondere ad alcune domande, per poi invitarli a unire le forze. Per quanto sulla carta possa apparire interessante, tale meccanica si è rivelata molto frustrante, poiché non solo è necessario indovinare almeno due risposte su tre (e a tal proposito va specificato che le domande sono quasi sempre le stesse), ma una volta conquistata la simpatia del nuovo Digimon le probabilità che questo accetti di seguire Takuma e i suoi sono davvero minime.

    Come risultato, reclutare un Digimon di livello Campione o superiore può richiedere anche una decina di tentativi, a seconda della percentuale di riuscita dell'operazione. Considerando poi che il bestiario include solo 113 creature (che diventano 117 col DLC di Guilmon e le sue forme evolutive), la componente collezionistica - fiore all'occhiello dei più recenti tie-in di Digimon - si è dimostrata insomma eccessivamente carente.

    Bene ma non benissimo

    Fortunatamente Digimon Survive riconquista qualche punto sul piano artistico, grazie allo squisito stile 2D adoperato dallo sviluppatore HYDE: benché i fondali vengano spesso riciclati, i vari paesaggi sono molto dettagliati, come pure gli sprite bidimensionali degli stessi Digimon.

    Impreziositi dall'inconfondibile character design di Uichi Ukumo, gli artwork di mostri e personaggi sono invero splendidi e in linea con la natura da visual novel del titolo, ma soprattutto esprimono il palpabile affetto del team per il franchise di casa Bandai Namco. Buona anche la colonna sonora composta da Tomoki Miyoshi, i cui brani di adattano perfettamente alle atmosfere e ai drammatici toni assunti di volta in volta dalla narrazione.

    Se nel complesso siamo più che soddisfatti degli accostamenti vocali e delle performance recitative dei doppiatori giapponesi, nutriamo qualche riserva sui testi localizzati in italiano, a causa di sporadiche imprecisioni e di un adattamento non sempre fedele alla terminologia ufficiale del brand.

    Digimon Survive Digimon SurviveVersione Analizzata Xbox One XDigimon Survive è un esperimento riuscito solo a metà, in quanto al momento di dosare la componete narrativa e quella ruolistica e strategica dell’ibrido, gli sviluppatori hanno destinato uno spazio insufficiente alla seconda. Il risultato è una visual novel cupa e matura, che tuttavia ci sentiamo di consigliare solo ai più accaniti appassionati del genere, a causa degli sfiancanti dialoghi prolissi e dell'eccessiva ripetitività che appunto caratterizzano questa tipologia di prodotti. Se invece siete alla ricerca di adrenalina e della componente collezionistica tipica del brand, fareste meglio a rivolgere la vostra attenzione verso i ben più meritevoli episodi della serie Digimon Story.

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