Diluvion Recensione

Diluvion è un'esperienza sottomarina decisamente peculiare, che unisce in un unico prodotto elementi survival, esplorativi, action e ruolistici.

recensione Diluvion
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  • Pc
  • Costretti ad abbandonare il tepore della superficie a causa di un cataclisma di proporzioni bibliche (letteralmente), l'umanità vive ormai da secoli in precari insediamenti nelle profondità oceaniche. Una condanna sancita da potenti divinità, sdegnate dalla violenza e dal degrado morale raggiunto da una società all'apice più oscuro della sua evoluzione tecnologica. L'unica speranza per il futuro è rappresentata da un misterioso "dono" nascosto sul fondo del mare, l'unico strumento in grado di sciogliere i ghiacci che trattengono gli uomini negli abissi, e permettergli così di guadagnasi nuovamente un posto tra le creature della superficie. Questa è l'interessante premessa narrativa di Diluvion, titolo indipendente sviluppato dal team californiano Arachnid Games e da poco sbarcato su Steam e GOG, per la gioia di tutti gli appassionati di steampunk ed esplorazioni sottomarine.
    Tra lupi di mare, pirati, mostri in agguato e tesori sommersi, indovinate un po' a chi toccherà lanciarsi nelle profondità alla ricerca del leggendario "dono" anti-apocalittico?

    In fondo al mar, in fondo al mar...

    Nei panni di un novello esploratore degli abissi, la prima scelta che il giocatore è chiamato a compiere nel mondo di Diluvion riguarda il fiero vascello con il quale inaugurare il proprio viaggio tra le profondità oceaniche.

    La prima rosa comprende tre sommergibili, ognuno caratterizzato - come da copione - da un diverso rapporto tra capacità offensive/difensive e manovrabilità. L'acquisizione e il potenziamento di vascelli più prestanti (il gioco ne offre nove in tutto) permette l'accesso ad aree sempre più profonde e pericolose del ricco mondo sottomarino di Diluvion, e rappresenta, assieme alla gestione dell'equipaggio, una delle colonne portanti del sistema di progressione del gioco. Ancorato il nostro sommergibile a uno dei numerosi insediamenti presenti sui fondali oceanici, abbandoneremo la visuale 3D di navigazione in favore di schermate bidimensionali create con uno stile colorato e ispiratissimo, all'interno delle quali è possibile interagire con i vari NPC presenti in loco. In questi avamposti abbiamo inoltre la possibilità, conio alla mano, di arruolare nella nostra ciurma esperti marinai di ogni genere, le cui abilità andranno a potenziare l'efficienza dei diversi compartimenti del sottomarino aumentando, di conseguenza, le chance di portare a casa la pellaccia. La gestione dell'equipaggio, che ricorda da vicino quella - eccellente - di FTL: Faster Than Light, è legata a doppio filo a un altro degli aspetti chiave del gameplay di Diluvion, ovvero l'amministrazione delle risorse. Per avanzare verso il nostro prossimo obiettivo, magari indugiando un po' nell'esplorazione degli abissi, avremo bisogno di fare incetta di aria, cibo, munizioni, merci di scambio e risorse di vario genere, cercando di ottimizzare al massimo lo spazio offerto dalle stive del sommergibile. Si tratta di una dinamica piuttosto profonda che offre al gameplay connotazioni survival apprezzabili, assolutamente in linea con le caratteristiche dell'ambientazione post apocalittica del gioco, decisamente affascinante.
    Anche le interazioni con i diversi membri dell'equipaggio offrono al giocatore interessanti spunti sulla lore di Diluvion e aiutano, almeno in parte, a sopperire alla debolezza generale di un impianto narrativo che procede, di missione in missione, senza particolare mordente. Un vero peccato dato che il mondo sottomarino creato da Arachnid Games è un continuo susseguirsi di panorami mozzafiato ricchi di dettagli e carichi d'atmosfera, che offrono una varietà più che discreta in termini di design e caratterizzazione. Proprio l'esplorazione di questi grandi ambienti, alla ricerca di tesori nascosti o di particolari punti d'interesse, si conferma come uno degli aspetti più convincenti dell'esperienza offerta da Diluvion, seppur con qualche parentesi di frustrazione.

    Le mappe in dotazione non offrono infatti alcuna informazione precisa sull'esatta collocazione del vascello, e la navigazione è quindi interamente subordinata alla capacità del capitano di interpretare contestualmente le informazioni - talvolta confuse - offerte dal testo delle varie missioni, e di condurre quindi "alla cieca" il sottomarino, facendo affidamento solo su bussola, punti di riferimento e buon senso. Il fatto che la giusta direzione da seguire per la missione in corso sia segnalata da banchi di pesci luminosi aiuta, ma fino a un certo punto, dato che questa scia discontinua condurrà i navigatori solo alle generiche vicinanze dell'obiettivo da raggiungere. Sulla carta si tratta di un concetto hardcore intrigante, che però, tradotto in dinamiche di gameplay, si dimostra meno convincente del previsto, complice anche un sistema di salvataggio a checkpoint non particolarmente affidabile. Ritrovarsi a dover ripetere intere sezioni di gioco non è un'evenienza così rara, specialmente se si considera come il combat system di Diluvion non sia certo l'aspetto più riuscito della produzione. Il peso dell'urgenza battagliera rende infatti manifesta tutta la macchinosità del sistema di controllo del titolo, a tratti ostacolante. Nell'ottica degli scontri tratta di un difetto d'importanza cardinale, visto che i sottomarini sono in grado di fare fuoco solo frontalmente e in linea con la rotta del momento. Il più delle volte i combattimenti si riducono quindi a una serie di bordate - più o meno a bersaglio - seguite da improbabili impatti subacquei, scontri nei quali il vincitore è generalmente il sommergibile con i valori più alti di vita e armatura. Dopo qualche ora di pratica, riuscirete a domare - almeno in parte - il sistema di controllo, ma vi sconsigliamo caldamente di tentare l'assalto a più di un ostile per volta, a meno che il vostro armamentario non sia nettamente superiore a quello degli avversari.

    Lo splendore degli abissi

    Se il gameplay di Diluvion si muove tra alti e bassi, il comparto tecnico messo in piedi dai ragazzi di Arachnid Games è decisamente più solido. Il team californiano è riuscito a sfruttare al meglio le potenzialità del motore Unity, dando vita a un'esperienza che trascende gli standard della produzione indie e offre scorci che non sfigurerebbero neanche in un titolo tripla A.

    La varietà e la ricchezza dei panorami sottomarini di Diluvion incanta e sorprende, grazie anche a una gestione praticamente perfetta delle fonti luminose e della torbidità degli oceani, unite alla magnifica onnipresenza di flora e fauna acquatiche. La qualità delle sezioni 2D è egualmente convincente, sebbene sia impossibile non notare una certa ridondanza dei modelli utilizzati per gli NPC. Eccellente anche il comparto audio, forte di una colonna sonora azzeccatissima e altamente evocativa. Da notare, tra l'altro, come il gioco sembri già ottimizzato a puntino, una circostanza piuttosto rara in produzioni a basso budget come quella di Arachnid Games. Come nota di coda, ci sentiamo di dover segnalare l'ottima capacità dimostrata dal team nel rispondere celermente, e con puntualità, al feedback offerto dall'utenza. Ad appena 48 ore dal lancio, infatti, lo sviluppatore ha pubblicato un aggiornamento che ha risolto in toto tutti i problemi di gestione della telecamera.

    Diluvion DiluvionVersione Analizzata PCL’epopea sottomarina di Arachnid Games offre al giocatore un ensemble multigenere che unisce elementi survival, gestionali, action, ruolistici ed esplorativi, il tutto racchiuso in un pacchetto splendidamente realizzato grazie a una gestione più che sapiente del potenziale - spesso nascosto - dello Unity Engine. Diluvion è un’esperienza intrigante e sfaccettata, caratterizzata da buoni valori produttivi, seppur con qualche “asperità” di troppo, in particolar modo per quel che riguarda il sistema di controllo e il combat system. È però durante le sessioni di esplorazione sottomarina che il titolo offre il meglio di sé, e incanta il giocatore trascinandolo in un viaggio tra panorami mozzafiato e profondità ricche di segreti da scoprire. Peccato che le meccaniche di navigazione, fin troppo “realistiche”, unite al sistema di salvataggio a checkpoint, aggiungano un fastidioso elemento di frustrazione a quello che, di fatto, rappresenta l’aspetto più riuscito del gameplay di Diluvion. Peccato anche per la trama, decisamente sottotono rispetto alla premessa “biblica” del titolo di Arachnid Games.

    7

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