DiRT 4, recensione del nuovo simulatore di Rally

Dopo l'ottimo DiRT Rally, la serie racing di Codemasters torna sui nostri schermi con il quarto episodio ufficiale: la recensione di DiRT 4.

DiRT 4
Recensione: Playstation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • DiRT Rally è stato un fulmine a ciel sereno, il capolavoro che non ti aspetti. Si è materializzato all'improvviso per fare piazza pulita dei competitor. Dopo un terzo capitolo un po' sottotono, poco incline alla simulazione e decisamente sopra le righe, Codemaster ha così dimostrato di essere ancora in grado di produrre titoli rallystici degni di questo nome, capaci di far breccia nel cuore degli appassionati proprio come quando a fare da cassa di risonanza per le sue produzioni ci pensava l'altisonante nome di un mostro sacro della disciplina come il compianto Colin McRae. Sono passati almeno due anni da allora, e sinceramente non vedevamo l'ora di tornare a sfrecciare sulle impervie strade sterrate di tutto il mondo grazie al quarto capitolo ufficiale della serie. Le preoccupazioni, però, erano tante.
    Temevamo che la nuova creazione del team potesse avvicinarsi più al terzo capitolo che non al suo diretto predecessore, che le velleità simulative mostrare da quel particolare capitolo intermedio cedessero il passo a un sistema di guida più blando e semplificato, creato ad hoc per rendere il gioco alla portata di tutti, anche dei meno avvezzi alle simulazioni. Timori che, per fortuna, sono stati spazzati dopo pochissimi minuti di gioco: sia con il pad che con il volante, DiRT 4 riesce a sorprendere ed entusiasmare. Il senso di velocità è sempre altissimo, forse persino più bilanciato e realistico di sempre.
    Dobbiamo insomma dare atto agli sviluppatori di aver creato un driving system bilanciato, profondamente scalabile, articolato e completo.

    A tutto gas!

    Tutto ha inizio con una schermata inequivocabile. La nostra prima interazione con il gioco ci chiede infattidi scegliere tra due diverse tipologie di gameplay: una più "casual", ed una più simulativa. Scelta importantissima, ma per noi quasi scontata. Abbiamo deciso di buttarci subito sulla difficoltà più alta, trascurando inizialmente la modalità semplificata. Abbiamo fatto qualche breve prova speciale e preso confidenza con il sistema di guida.

    DiRT Rally era un ottimo titolo, ma faticava comunque ad imporsi comeun gran capolavoro se lo si giocava impugnando un normale controller. La precisione degli analogici, in questa nuova iterazione, è invece impressionante, e la fedeltà dei movimenti assolutamente garantita. Si fa soltanto un po' di fatica nel calibrare al meglio alcune sterzate, oltre che nel gestire gli immancabili tornanti. Anche la gestione dell'acceleratore è lievemente più difficoltosa a causa della breve corsa e della scarsa precisione dei grilletti del pad PS4. Abbiamo poi sfidato la sorte provando a cimentarci in alcune prove speciali disattivando ogni tipo di aiuto, riuscendo a mantenere un ottimo feeling con la vettura e ottenendo comunque ottimi piazzamenti.
    Una volta impostato a dovere il force feedback (con le impostazioni predefinite ci è parso un po' troppo blando), però, a farla da padrone è stato ovviamente il volante. Sfrecciare sulla terra battuta del Michigan o nelle strade asfaltate della Spagna è senza dubbio appagante, per non parlare poi della goduria che si prova nel portare a termine senza danni una di quelle infide prove speciali completamente avvolte nella nebbia. Un'esperienza unica, in grado di riproporre in modo impeccabile le sensazioni tipiche del rally: l'urgenza di ascoltare il proprio navigatore e dargli completa fiducia, di affrontare il pericolo senza timore, contando sui propri riflessi e sulla conoscenza del tracciato.

    Non solo rally!

    Il comune rally, però, non è l'unica disciplina presente nel gioco. Anzi, il team di sviluppo ha cercato di proporre una mole contenutistica a dir poco esaltante. Praticamente tutte le modalità di gioco ci garantiscono la possibilità di svolgere eventi che spaziano all'interno di quattro macro-categorie, ciascuna delle quali presenta caratteristiche proprie che la rendono totalmente diversa dalle altre.

    Ad affiancare le asincrone corse contro il tempo tipiche della modalità più famosa del pacchetto, troviamo altre perle imperdibili come il Land Rush, il Rally Cross (unica disciplina di cui il gioco possiede la licenza ufficiale completa) e il Rally storico. Land Rush è sicuramente quella più particolare e fuori di testa del lotto. Ci vedrà sfrecciare a bordo di imponenti dune buggy su circuiti mediamente tecnici, resi ancor più ostici proprio dal comportamento schizofrenico delle potentissime vetture che saremo chiamati a domare. Questa modalità è una delle più appaganti e divertenti con il volante, ma al tempo stesso anche la più frustrante e fastidiosa da giocare con il pad. La precisione e la sensibilità richieste per tenere in pista questi mostri di potenza non sembra sposarsi granché bene con la minor precisione dei comuni stick analogici, sopratutto alle difficoltà più elevate.
    Anche il Rally Cross rappresenta una sfida decisamente impegnativa. Si tratta fondamentalmente di portare a compimento una breve gara su un circuito più tradizionale, le cui difficoltà derivano principalmente da repentini e continui cambi di terreno. Una particolarità che rende ancor più evidente l'egregio lavoro svolto dal team di sviluppo: passare da un fondo all'altro cambia sensibilmente il grip e lo stile di guida necessario per essere competitivi. Laddove sullo sterrato è preferibile far slittare la macchina ed entrare in curva con maggior prepotenza, sull'asfalto è consigliabile l'utilizzo di un approccio più pulito e meno violento.
    Il rally storico, la quarta ed ultima disciplina del lotto, non ha sicuramente bisogno di presentazioni. I fan di DiRT Rally sapranno sicuramente di cosa si tratta. Le regole sono le stesse del rally moderno, ma le auto sono infinitamente più complesse da guidare. Alcune auto degli anni '80 sono delle vere e proprie beste inferocite.

    I tuoi tracciati

    Una delle novità più interessanti di questo quarto capitolo riguarda sicuramente la modalità "Gioco Libero", all'interno della quale potremo organizzare tornei su misura inserendo a piacimento tracciati sparsi per le varie location. Non solo: nelle modalità classiche, ciascuna prova sarà interamente configurabile e, fondamentalmente, generata proceduralmente in base alle impostazioni da noi fornite. I parametri su cui agire sono solamente due, ma il risultato è comunque più che apprezzabile. Potremo aumentare o diminuire la lunghezza del tracciato e stabilirne la tortuosità, di fatto modificandone la complessità generale in modo piuttosto evidente. Una funzionalità extra che punta a rendere ancor più varia la nostra esperienza, già resa particolarmente piacevole dalla grande quantità (rispetto alla media del genere) di attività collaterali a disposizione.

    Anche all'interno della carriera, ad esempio, sarà possibile spezzare la monotonia partecipando ad un'adrenalinica sfida sulle dune buggy in qualunque momento. Non esiste un ordine predefinito in cui affrontare gli eventi, se non nelle battute iniziali.
    Ovviamente non manca la possibilità di mettere in piedi il nostro team personalizzato, con nome, colori e sponsor scelti da noi. Con i crediti a nostra disposizione potremo comprare nuove vetture, da scegliere all'interno di un parco auto non eclatante, ma comunque rispettabile. Scorrendo la lista troviamo, tra gli altri, diversi modelli targati Ford, Opel, Renault, Subaru e Mitsubishi.

    DiRT 4 DiRT 4Versione Analizzata Playstation 4DiRT 4 è un ottimo titolo, divertente e scalabile: il giusto compromesso tra simulazione e accessibilità. Sembra la fusione tra il terzo capitolo e DiRT Rally (molto più vicina al secondo che non al primo, per fortuna), un mix ben riuscito e adatto a qualsiasi tipo di giocatore. Pur non presentando grosse novità in termini di struttura, il titolo di Codemaster riesce a emergere dalla massa anche grazie alla sua struttura semplice ma funzionale, condita da divertenti sfide a tempo e opzioni multigiocatore di ogni tipo. Per i novizi, poi, c’è l’immancabile DiRT Academy, all’interno della quale apprendere i trucchetti del mestiere e migliorare la propria guida passo dopo passo. Anche graficamente, pur non facendo gridare al miracolo, il gioco riesce a difendersi discretamente. I modelli delle auto sono realizzati con cura maniacale, così come i relativi abitacoli. Forse c’è un po’ di aliasing di troppo su alcuni elementi dello scenario e sui radiatori delle auto, ma vi assicuriamo che dopo quattro o cinque curve non ve ne preoccuperete più.

    8.5

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