Disaster Report 4 Recensione: cronaca di un disastro su Nintendo Switch

Dopo uno sviluppo lungo e travagliato, Disaster Report 4 Summer Memories sta per arrivare in Occidente e noi abbiamo testato la versione Switch.

recensione Disaster Report 4 Recensione: cronaca di un disastro su Nintendo Switch
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Di titoli catastrofici, in ambito videoludico, se ne vedono pochissimi. Peccato, perché i videogiochi si presterebbero molto a raccontare la natura e le sue malefatte - che siano terremoti, inondazioni, eruzioni o quant'altro - facendoli vivere a giocatori e giocatrici in prima persona, al sicuro nel proprio salotto. Al cinema, si diceva in occasione dell'anteprima di Disaster Report 4, i catastrofici sono un genere decisamente ben collaudato. Sul fronte videoludico, invece, si contano sulle dita di una mano, in special modo di una mano giapponese, visto che è proprio nella terra del Sol Levante che il genere ha un certo seguito. Zettai Zetsumei Toshi è la serie probabilmente più celebre, ma come dimenticare per esempio Disaster: Day of Crisis, titolo di Monolith Soft pubblicato su Wii nel 2008?

    Disaster Report 4: Summer Memories altro non è che la versione occidentale del quarto capitolo di Zettai Zetsumei Toshi, che arriva finalmente in Europa in una lingua comprensibile (inglese, non l'italiano) ai più. Giusto con un anno e mezzo di ritardo, ma d'altra parte meglio tardi che mai, visto che il terzo capitolo da noi non è mai arrivato, a differenza dei primi due su PS2.

    Tragedie Tecniche

    Ci teniamo subito a fare una precisazione. Se la prova di Disaster Report 4 si era basata sulla demo per PS4, la versione testata per questa recensione è quella per Switch. Contrariamente a quanto anticipato, non abbiamo quindi potuto provare a fondo la modalità in VR che, per quanto accessoria rispetto alla storia principale, ci aveva comunque incuriosito. Ma soprattutto, qualora doveste mai decidere di dare una chance al gioco, evitate come la peste la versione Switch.

    Nulla contro la console ibrida Nintendo, anzi, ma su Switch il frame rate è una tortura: probabilmente non si va mai oltre i 20 fps e la situazione in alcuni frangenti addirittura peggiora. Basta fare due o tre respiri ascetici e chiudere un occhio, ma è importante essere consapevoli che su Switch il gioco arranca in maniera evidente. Confidiamo in una patch, anche se è difficile nutrire troppe speranze: non si parla solo di frame rate, ma anche di texture che spesso sembrano provenire dall'epoca PS2 e di alcune ambientazioni che sono francamente inguardabili.

    Su PS4 il frame rate stabile, l'alta risoluzione, le texture migliori e in generale una maggiore solidità del comparto luci, quantomeno a giudicare dalla demo, riuscivano a restituire un colpo d'occhio tutto sommato discreto, soprattutto nelle ambientazioni cittadine. Nulla di particolarmente elaborato, ma quel minimalismo metropolitan-nipponico aveva un suo perché su PS4

    Per dovere di cronaca bisogna considerare che lo sviluppo del gioco era iniziato quasi dieci anni fa su PS3, quindi era lecito non aspettarsi risultati sorprendenti. Ci tenevamo però a mettere subito in guardia sulla versione Switch, ché magari uno pensa "ma dai, lo compro lì perché ce l'ho anche portatile". E invece no: in modalità portable la situazione è la medesima, e tutto viene ricoperto da un blur diffuso e pastoso.

    Comunità da salvare

    Allontaniamoci però dal discorso grafica su Switch e torniamo al gioco vero e proprio, perché al di là della resa tecnica la vera domanda da porsi è: Disaster Report 4, come gioco, funziona? Diverte? È al passo coi tempi? A maggior ragione considerando che molti, soprattutto tra i più giovani, un videogioco catastrofico non l'hanno mai giocato.

    L'inizio dell'avventura coincide col vostro arrivo in autobus in questa metropoli giapponese fittizia. Neanche il tempo di scendere alla vostra fermata che un terremoto improvviso colpisce la città; il bus si ribalta e dopo essere sgattaiolati fuori inizia la fuga. Intorno a voi marciapiedi sconquassati, edifici pieni di crepe o, ancora peggio, palazzi che franano sotto i vostri occhi. Come già sottolineato in sede di anteprima, Disaster Report 4 pone l'attenzione sulla dimensione collettiva del disastro. La storia del o della protagonista (a voi la scelta, anche dell'aspetto fisico) rimane decisamente sullo sfondo: genericamente, si tratta di tornare a casa, di fuggire dalla città. Non c'è però una reale strategia, visto che la progressione - lineare - viene scandita dalla città e dai suoi quartieri, dai personaggi che il giocatore incontra lungo il cammino.

    Se c'è un aspetto che balza subito all'occhio è però l'estrema libertà di scelta concessa a chi gioca, almeno in apparenza: i dialoghi con gli NPC offrono spesso tantissime opzioni, anche se a ben guardare le strade da intraprendere sono quasi sempre soltanto due, con varie sfumature. Nella maggior parte dei casi si tratta infatti di scelte fittizie, perché la struttura del gioco è estremamente rigida. Abbiamo provato in un paio di casi a ricaricare un salvataggio e a dare risposte differenti, ma il risultato è stato il medesimo.

    Tuttavia, è apprezzabile il fatto che il giocatore possa sentirsi parte in causa, possa essere chiamato a dire la propria di fronte alla catastrofe, per quanto la sua scelta dialogica o etica vada poi a incidere relativamente sulla macrostoria (sulle microstorie, invece, le sfumature si fanno talvolta più evidenti). I punti moralità e immoralità assegnati in base ad alcune scelte del giocatore non sembrano quindi avere un impatto concreto, se non in termini di consapevolezza personale. È comunque una prospettiva interessante, perché la riflessione rimane ed è tutta interna al giocatore.

    Terremoti lineari

    Una tale rigidità nello sviluppo si ritrova anche nel modo in cui viene articolata l'esplorazione, con ogni quartiere strutturato come una sorta di piccolo open world. All'inizio la cosa fa ben sperare, ma anche in questo caso si tratta purtroppo di un'illusione. Il giocatore è chiamato a seguire una struttura lineare: parla con A, poi con B, poi con C e così via. Non sono ammessi percorsi differenti, anche perché molto spesso se non ho parlato con A non posso nemmeno arrivare a parlare con B.

    Ovviamente stiamo semplificando, ma è forte la sensazione di trovarsi di fronte a un sistema d'avanzamento molto "legnoso", nella struttura così come sul versante del game design. Un cittadino ha bisogno di una bottiglia d'acqua e accanto a te ce n'è uno scaffale pieno? Prenderne una è fuori discussione, e devi cercare un personaggio specifico che ti venda una bottiglia.

    Un modus operandi che rende palesi le origini old gen di Disaster Report 4, tra le maglie di una linearità che a volta permette addirittura al giocatore di anticipare il game designer, e intuire al volo quale elemento dello scenario sarà "magicamente" spostato dopo aver trovato l'NPC giusto. Dinamiche che influiscono negativamente sull'efficacia della progressione e delle relazioni sociali in-game, pur importanti all'interno del gioco: in alcune aree, quando non si sa cosa fare, basta parlare con tutti finché non si imbrocca quello giusto.

    Il fascino della catastrofe

    Una volta entrati in quest'ottica molto (troppo) vecchia scuola, si viene comunque piacevolmente trascinati dagli eventi, anche se sarebbe stato lecito aspettarsi più varietà sul fronte delle calamità naturali rappresentate. C'è da dire che Disaster Report 4 tende a concentrarsi più sulle persone, sul suo nutrito cast di comprimari, che sugli eventi catastrofici. Il gioco ha dalla sua il fascino di un genere esotico, che può certamente incuriosire i giocatori occidentali.

    D'altronde non abbiamo spesso a che fare con terremoti, edifici che crollano, cittadini in difficoltà da aiutare. Il titolo di Granzella punta tutto su questo costante timore (anche se i checkpoint sono talmente diffusi che l'ansia di finire sotto un palazzo tende a svanire), sulle piccole storie di comuni cittadini in ambientazioni contemporanee, ognuno con le proprie necessità, come quella nonnina che deve andare all'ospedale e tocca a te prenderla in spalla. Bisogna inoltre fare attenzione alla fame, alla sete, alle necessità fisiologiche e allo stress. Quest'ultimo, ad esempio, in particolari condizioni di tensione fa calare la barra della salute man mano che aumenta, ma basta raggiungere un save point per riposare e azzerarlo.

    Disaster Report è infine un gioco molto "giapponese", nella misura in cui si prende costantemente poco sul serio, nonostante le costanti disgrazie. Il giocatore può recuperare vestiti da indossare lungo il percorso e cambiarsi d'abito: ce n'è davvero per tutti i gusti e alcune mise sono surreali, visto il contesto. Certe reazioni sono poi decisamente fuori luogo, con il protagonista che tende a provarci con tutte, anche dopo una tragedia. Per non parlare di alcune storie, che rasentano una scrittura da soap opera.

    La curiosità sotto le macerie

    Sebbene l'ultimo paragrafo sembri riportare - almeno in parte - acqua al mulino del titolo Granzella, non fatevi ingannare. Il gioco si salva per l'originalità delle proprie tematiche e perché di opere simili da noi in Occidente ne arrivano poche. Non è nemmeno un titolo brevissimo (l'abbiamo portato a termine in circa 10-12 ore, ma nel finale si apre fortunatamente qualche bivio più sostanzioso) e nel post game offre pure un breve epilogo collocato alcuni mesi dopo la fine dell'avventura, a catastrofe conclusa.

    In quest'ottica, Disaster Report 4: Summer Memories potrebbe anche intrigare i giocatori più curiosi. Un'infatuazione ragionevole, a patto di essere ben consapevoli della sua struttura rigida e vetusta, dell'estrema macchinosità del sistema di controllo e dell'interfaccia, di una camera virtuale che negli spazi chiusi impazzisce, e di un versante tecnico impresentabile, quantomeno su Switch.

    Disaster Report 4 Summer Memories Disaster Report 4 Summer MemoriesVersione Analizzata Nintendo SwitchNon fosse per la declinazione catastrofica del genere avventura, da noi assai poco battuta e quindi piuttosto invitante, Disaster Report 4: Summer Memories sarebbe un gioco obiettivamente e ampiamente insufficiente. Troppo vecchia e rigida la sua struttura di gioco; troppo imbalsamato il suo sistema di controllo. La spiccata libertà di scelta offerta a giocatori e giocatrici per quanto riguarda le opzioni di dialogo e di pensiero contribuisce sì a "colorare" d'etica l'esperienza, e sul finale a riservare qualche sorpresa, ma rimane troppo spesso in superficie, sovrastata dall'estrema linearità della progressione. Su Switch, poi, il gioco risulta tecnicamente atroce, sia sul fronte frame rate che texture. Poteva essere una grave e inappellabile bocciatura, invece è solo un affascinante disastro.

    5

    Che voto dai a: Disaster Report 4 Summer Memories

    Media Voto Utenti
    Voti: 0
    ND.
    nd