Divinity Original Sin 2 Recensione: il peccato originale arriva su console

Dopo aver riscosso un notevole successo su PC, Divinity Original Sin 2 approda su PS4 e Xbox One con una ricca riedizione denominata Definitive Edition.

recensione Divinity Original Sin 2 Recensione: il peccato originale arriva su console
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Su Divinity: Original Sin 2 sono stati spesi fiumi di inchiostro digitale, sin da prima che il titolo firmato dai ragazzi di Larian Studios giungesse sui nostri PC. Non poteva essere altrimenti, visto l'illustre predecessore. Quest'ultimo, all'epoca, rappresentò il ritorno in grande stile di un genere che negli ultimi tempi, purtroppo, non ha goduto di molta popolarità, se non in sporadici casi. Inoltre, ciò che rese la produzione così affascinante fu la particolare storia del team di sviluppo: una squadra di ragazzi volenterosi e dediti alla causa che per molto tempo hanno dovuto combattere con problemi di budget, con pressioni esterne e con la frustrazione di non poter sviluppare il titolo dei loro sogni. Almeno, sino a quando non riuscirono a raccogliere il favore e i soldi degli appassionati che decisero di sposare la loro causa finanziando la campagna di crowdfunding da loro stessi promossa.
    Il risultato di tanto amore fu proprio Divinity: Original Sin, un titolo schizzato immediatamente in testa a tutte le classifiche di vendita. Divinity fu un'avventura indimenticabile, uno di quei racconti digitali che seppe trasportare i giocatori in un universo fantasy stratificato, immenso e stimolante, in grado di donare agli utenti una libertà di scelta da tempo dimenticata. Divinity, insomma, riuscì a riportare in auge e a svecchiare una formula ludica in verità molto tradizionale, donandogli però una seconda giovinezza. E che giovinezza. A tre anni di distanza da quel capolavoro i Larian ci hanno riprovato. Riscuotendo addirittura un successo superiore a quello del loro precedente capitolo.

    L'avventura di un Senza Nome

    Divinity: Original Sin 2, dunque, è un nome che, di sicuro, non suonerà nuovo alle vostre orecchie. Per chi, invece, per qualche arcana ragione non ne ha mai sentito parlare, urge una brevissima descrizione che cercherà di presentare al meglio un titolo che incarna lo stato dell'arte dei cRPG. L'ambiziosa creatura dei Larian Studios è un RPG di stampo "classico", un'avventura ruolistica che poggia con deferenza e ammirazione su colonne portanti di tutto rispetto come Ultima e Baldur's Gate, giusto per citarne un paio, oltre che sull'esperienza maturata dal team in oltre sedici anni. Su una base così salda, Divinity: Original Sin 2 si erge maestoso muovendosi con le proprie gambe.

    Il cRPG dei Larian Studios è un gioco di ruolo "story driven" che si fregia di una campagna non lineare da (almeno) un centinaio di ore buone. Non solo: al contrario della tendenza in voga nei ruolistici odierni, il titolo è studiato e strutturato in modo da offrire al giocatore un grado di libertà senza precedenti, a partire dalla creazione del proprio avatar.

    Esistono eroi "pre-made", adatti per iniziare, ma esiste anche la possibilità di creare il proprio aspirante Divine da zero. Oltre alla razza, ai tratti e al background, il modo in cui si distribuiscono i punti esperienza, quindi, determinerà anche il "tipo" di avventuriero. Nel mondo di Rivellon si può andare ovunque, interloquire con qualsiasi NPC (oppure ucciderli senza ritegno), rubare, persino parlare con gli animali (a patto d'avere il tratto adeguato) interagire con l'ambiente in maniera dinamica. Ad esempio, si può gettare un incantesimo elementale per spegnare un incendio e liberare così una nuova strada oppure, ancora, congelare specchi d'acqua, farle evaporare o elettrificarle. Insomma, si possono sfruttare gli elementi ambientali durante gli scontri per trarne un vantaggio. Tutto, ma proprio tutto, reagisce in modo coerente all'allineamento, al background, ai tratti fisici, razziali e alle azioni (buone o malvagie) perpetrate dal giocatore. Il mondo di gioco, in questo modo, appare vivo e vitale ed è in grado di immergere totalmente il giocatore nel morbido e rassicurante abbraccio di un'esperienza ludica d'altri tempi.

    Uno dei segreti del successo di Divinity è proprio questo; l'altro è invece il dono peculiare (anzi, la scintilla di genialità) di cui godono i designer del team di sviluppo: la capacità di scrittura. L'avventura, ogni stringa di dialogo, qualsiasi descrizione, tutto è caratterizzato con uno stile inconfondibile che porta la firma dei Larian. Tale dono - che in pochi possiedono - riesce a mescere in modo praticamente perfetto toni gravi ed epici a momenti grotteschi e incredibilmente divertenti. Rivellon, in effetti, appare come un mondo fantasy che rientra totalmente nei canoni del genere d'appartenenza ma il team di sviluppo si diverte a sovvertirli quando il giocatore meno se lo aspetta donando allo stesso inedite chiavi di lettura, strappano anche più di una risata per trovate talmente eclettiche che, ripetiamo, essere geniali.

    Su questo, poi, si incardina l'altro fiore all'occhiello della produzione del team belga: il combat system turn based. Profondo, stratificato, difficile da padroneggiare (anche a causa di una I.A. davvero subdola e bastarda) e tattico quanto basta da regalare al giocatore delle soddisfazioni senza pari. L'ambiente si trasforma in un'arma da utilizzare a proprio vantaggio; il posizionamento dei compagni, l'oculata gestione delle decine di abilità e, soprattutto, degli Action Point, divengono quindi fondamentali per uscirne vincitori.

    Tutto questo (e molto altro), esattamente come accaduto per il suo - altrettanto indimenticabile - predecessore, ora sbarca finalmente su PlayStation 4 e Xbox One in una versione riveduta e corretta denominata, al solito, Definitive Edition. I giocatori console che hanno sempre guardato con invidia i giochi di ruolo giunti su PC, dunque, non possono far altro che gioire. In effetti, non on accade tutti i giorni di poter godere di un titolo ruolistico mastodontico, tecnicamente sontuoso e, soprattutto, "vecchio stile" su hardware da salotto.

    L'approdo su console

    Come dicevamo, la maestosità di Divinity: Original Sin 2 approda finalmente sulle console casalinghe (e tramite aggiornamento gratuito per gli utenti PC). C'è tutto quello di cui vi abbiamo parlato sino a questo momento. E anche di più. Su PlayStation 4 e Xbox One Divinity: Original Sin 2 è stato, prima di tutto, ripensato per essere fruito su una TV (il titolo, inoltre, supporta il 4K nativo). Non manca il supporto all'HDR, sono stati migliorati alcuni indicatori legati alla mappa, razionalizzata la gestione dell'inventario e rivisto completamente il tutorial, ovviamente in funzione delle mutate periferiche di gioco. Appesi mouse e tastiera al chiodo di fianco alla scrivania, il pad è divenuto il nostro migliore amico.

    E anche, in alcuni casi, il nostro peggior incubo. I ragazzi di Larian Studios hanno fatto davvero del loro meglio per ridurre l'imponente sistema di controllo del titolo, in modo da farlo combaciare con i pochi tasti di un pad. In questo senso gli sviluppatori hanno dovuto dar fondo a tutto il loro ingegno studiando particolari combinazioni tra dorsali e frontali per far sì che l'esperienza di gioco non ne uscisse tronca, frustrante o eccessivamente farraginosa.
    Il sistema di controllo, però, rimane comunque complesso e chi non è abituato si deve armare di tanta pazienza per testare più volte i meccanismi che ineriscono alla gestione della pantagruelica quantità di opzioni che il titolo porta con sé. Da un lato il sistema di controllo non pone particolari problematiche relativamente alla gestione dell'inventario, all'action bar, alle opzioni relative alle azioni del personaggio e alla ricerca ad area (basterà infatti tenere premuto "X" per evidenziare tutti gli oggetti presenti attorno all'avatar e interagire con essi in un'unica soluzione).
    D'altra parte, però, lo stesso si fa impreciso e manierista nella fase di combattimento. Il cursore, da muovere con la levetta analogica, non è molto accurato ed è capitato in diverse occasioni che un piccolo errore nella selezione (o nel posizionamento) mandasse all'aria la strategia pianificata con cura. Certo, in aiuto accorrono i dorsali (R1 e L1) che consentono di passare da un nemico (o un oggetto) all'altro ma il sistema rimane comunque poco intuitivo.
    Al di là di questi inciampi, comprensibili se consideriamo la periferica con cui ci troviamo ad avere a che fare, Divinity: Original Sin 2 rimane un titolo praticamente perfetto, tanto sotto il profilo tecnico e stilistico quanto riguardo alla mole contenutistica. Al netto dell'assenza della modalità Game Master, che consente ai giocatori di creare la propria esperienza ruolistica, Divinity: Original Sin 2 si presenta con un bel po' di frecce al proprio arco elfico, anche su console.

    Da quanto il titolo è uscito su PC, praticamente un anno fa, il team di sviluppo non si è fermato un momento per poter confezionare un'edizione che meritasse la denominazione "Definitive". Prima di tutto è stato aggiunto un livello di difficoltà denominato "Story Mode", per chi si vuole godere un'esperienza ruolistica più narrativa. È inoltre stata rivista la difficoltà generale, aggiunte (e doppiate) centinaia migliaia di nuove stringhe di dialogo e, seguendo quanto richiesto dall'utenza, è stato addirittura riscritto quasi del tutto il terzo capitolo della campagna.

    Senza contare, poi, il "revamp" della modalità Arena PvP e il supporto alla modalità "hot seat", ovvero l'esperienza di gioco tradizionale che consente ai giocatori di passarsi di mano in mano un unico controller. I giocatori, dunque, possono godere della nuova modalità Arena PvP ora espansa con nuove mappe e inediti personaggi.

    Il titolo gode, peraltro, del pieno supporto al multiplayer cooperativo "drop in/drop out". In locale, tramite split screen per un massimo di due giocatori, mentre fino a quattro utenti possono far gruppo online. Se già prima Divinity: Original Sin 2 poteva essere considerato, a ragione, l'esperienza ruolistica definitiva, ora lo è a maggior ragione. Per tutti coloro che non hanno ancora avuto modo di mettersi in viaggio verso Rivellon, è finalmente giunto il momento giusto per rimediare.

    Divinity: Original Sin II Divinity: Original Sin IIVersione Analizzata Playstation 4Divinity: Original Sin 2, lo ripetiamo ancora una volta, è l'esperienza ruolistica che ogni appassionato non deve assolutamente lasciarsi sfuggire. Già un anno fa i ragazzi di Larian Studios hanno calato il poker d'Assi offrendo all'utenza un gioco di ruolo mastodontico, sontuoso, immenso. Aggiungeteci pure a piacere qualunque altro aggettivo vi possa venire in mente. Ora, a distanza di dodici mesi, il team di sviluppo ha voluto riproporre il proprio capolavoro (complice anche il decisivo apporto di Bandai Namco) arricchito dalla dicitura “Definitive”. E, in questo caso, non è solo una parola. La versione definitiva del titolo, infatti, non è solo una raccolta dei contenuti pubblicati sino a questo momento, bensì è qualcosa di più: un piatto gargantuesco, arricchito e migliorato. Da quanto il titolo è uscito su PC, praticamente un anno fa, il team di sviluppo non si è fermato un momento. Ha introdotto, anzitutto, un nuovo livello di difficoltà e rivisti quelli già presenti. È presente una rinnovata modalità Arena PvP, con nuovi personaggi e mappe inedite. Per gli inguaribili nostalgici del co-op, il multiplayer cooperativo (locale e online) svolge a dovere il proprio lavoro divertendo non poco. Il team, però, non si è certo fermato qui: ha rivisto (e doppiato nuovamente) decine di migliaia di stringhe di dialogo, arrivando persino a riscrivere il terzo capitolo della campagna. Per ciò che concerne, nello specifico, la versione “da salotto” il titolo si distanzia pochissimo dalla controparte PC. C'è tutto, tranne la modalità Game Master, forse un po' troppo complessa da implementare. Riguardo, infine, al sistema di controllo, il team ha fatto il possibile per ripensarlo in funzione della nuova periferica, non sempre con i risultati sperati. In particolare, quest'ultimo si fa purtroppo impreciso e incespica durante la fase di combattimento.

    9

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