Recensione Divinity Original Sin Enhanced Edition

L'acclamato gioco di ruolo targato Larian Studios debutta su console con una versione arricchita e migliorata: tantissime le novità di questa Enhanced Edition, disponibili anche su PC tramite aggiornamento gratuito.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Divinity Original Sin Enhanced Edition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Siamo finalmente arrivati al periodo autunnale, quello più denso di uscite, di giochi attesissimi che tutti aspettiamo con ansia da mesi, talvolta persino da anni. Nel 2015, però, Ottobre sarà ricordato anche come il mese che ha sdoganato l'RPG old-school su console, grazie all'arrivo di due recenti colossi del genere come Wasteland 2, la cui recensione è disponibile sulle nostre pagine virtuali da pochissimi giorni, e Divinity: Original Sin, titolo della cui "versione potenziata" parleremo in questo articolo. Pubblicata da Focus Home Entertainment, la Enhanced Edition del riuscitissimo gioco di ruolo fantasy di Larian Studios si accinge dunque ad adattarsi ad un sistema di controllo meno malleabile, basato sull'utilizzato di un classico pad, e ad accogliere un pubblico completamente nuovo. E, chiaramente, a dimostrare ancora una volta quanto bella e ricca di fascino sia l'ultima opera targata Larian Studios, uno dei prodotti più incredibili dell'anno scorso. A scanso di equivoci lo diciamo fin da subito: contrariamente a quanto accaduto recentemente con Wasteland 2, il publisher ha deciso di inserire anche nella versione console la traduzione italiana già disponibile su PC da qualche mese, incredibilmente completa e solitamente impeccabile sia dal punto di vista linguistico che da quello dell'adattamento. Non mancano purtroppo alcune piccole sbavature, presenti non tanto nei dialoghi quanto all'interno dei menu di gioco e dei testi utilizzati durante le battaglie. Ciò che conta di più, ad ogni modo, è che la storia sia godibile anche da chi non mastica bene l'inglese, e questo è sicuramente ciò in cui la trasposizione nella nostra lingua eccelle maggiormente. Detto questo, non ci resta che tuffarci a capofitto in un'avventura fantasy come non se ne vedevano da tempo, fulcro di un gioco classicissimo nella forma ma estremamente moderno nella sostanza. Un titolo lungo e complesso nelle sue radicali dinamiche ruolistiche, ma impossibile da non amare per qualunque estimatore dei giochi di ruolo vecchio stampo.

L'arte dell'arrangiarsi

"In mancanza di alternative più agevoli, non ci resta che adattarci e cercare di tirar fuori il meglio da quel poco che abbiamo". Pensavamo fosse fondamentalmente questa la mentalità con cui gli sviluppatori di Larian hanno approcciato il problema della trasposizione su console della loro ultima fatica, arrabattandosi nell'intento di forzare un prodotto mastodontico come Original Sin in una scatoletta di plastica con due stick analogici e una manciata di pulsanti. In realtà, forse non è andata proprio così. Forse avevano ragione loro, quando affermavano di avere ben in mente un sistema di controllo non solo funzionante, ma anche funzionale.

Noi non ci avevamo creduto neanche un po', ma il gioco che ci siamo ritrovati a giocare sulla nostra Playstation 4 è stato in grado di farci cambiare idea immediatamente. Per carità, titoli del genere continuano a sposarsi molto meglio con l'accoppiata mouse e tastiera, ma gli sviluppatori hanno saputo affrontare in modo eccellente - quasi sempre con pieno successo, altre volte con un po' di affanno - ogni problematica che ci saremmo aspettati di riscontrare in questa Enhanced Edition. Le motivazioni alla base del nostro scetticismo erano molteplici, perché in Divinity ciascun personaggio va gestito in modo completamente indipendente, e la mancanza di un puntatore rapido e preciso come quello del nostro fidato mouse poteva farsi sentire in modo molto pesante; anche la gestione dei menu sembrava particolarmente preoccupante: ciascun personaggio ha la sua serie di statistiche, tratti, abilità di ogni tipo. Ci sono inoltre i vari log consultabili, che si aggiornano e tengono traccia di ogni step nelle numerosissime quest da noi attivate; e poi la gestione dell'equipaggiamento e dell'inventario. La soluzione a tutti questi problemi è stata l'introduzione di due menu radiali di facile utilizzo, attivabili tramite la pressione dei due grilletti e utilizzabili in combinazione per gestire senza problema alcuno i membri del party. Tenendo premuto R2 avremo accesso al menu principale, attraverso il quale consultare il "diario", accedere alla sezione dedicata al crafting, gestire l'inventario, l'equipaggiamento e lo status dei personaggi. La prima opzione da noi elencata è universale, e quindi non presenta alcun tipo di problema, ma come le gestiamo sezioni come l'inventario, che invece sono completamente divise da un personaggio e l'altro? Attraverso l'altro menu radiale, quello attivabile tramite la pressione del tasto L2. Cambiando personaggio al volo, senza dover uscire dal menu. La cosa bella è che, per quanto possa sembrare macchinoso, questo sistema riesce a ridurre al minimo la complessità di operazioni solitamente ben più frustranti e complicate: i due menu sono assolutamente complementari, con quello per la selezione del personaggio che potrà tranquillamente essere sovrapposto a quello dell'inventario o di qualunque altro tipo di finestra presente nel gioco (anche quelle dei vendor). Sembra davvero incredibile, ma l'usabilità dell'interfaccia, per certi versi, ci è sembrata addirittura superiore a quella originale. Potremo ordinare con estrema rapidità il nostro inventario ed trasferire oggetti da un personaggio all'altro. Non solo: anche il crafting, uno degli aspetti più oscuri e ostici del gioco originale, è stato semplificato. Ancora una volta dovremo apprendere le "ricette" dai libri, ma le informazioni da essi estrapolate verranno salvate nell'apposito menu. Nella sezione "crea" potremo posizionare gli ingredienti al loro posto (ci sono due slot) e procedere immediatamente con la creazione.
Se dal punto di vista dell'inventario tutto è al suo posto e sembra funzionare alla perfezione, lo stesso non possiamo dire del sistema di controllo dei personaggi. Inutile negarlo: l'utilizzo degli stick analogici al posto del mouse non riesce a rendere altrettanto veloce e preciso il movimento e l'interazione con i singoli oggetti, soprattutto nelle aree più affollate e ricche di elementi interattivi o persone. Funziona tutto, senza ombra di dubbio, ma non possiamo non constatare come l'esperienza di gioco sia lievemente meno piacevole e non direttamente comparabile con quella offerta dalla controparte PC (che comunque supporta persino i pad). Una delle principali novità della Enhanced Edtion è legata invece alla gestione delle telecamera, della quale ora potremo controllare completamente rotazione e zoom.

Un cambiamento che libera il titolo dalle costrizioni della visuale isometrica e migliora sensibilmente l'impatto del gioco, rendendolo molto più facilmente gestibile anche su console.
A livello di controlli, muoveremo il nostro party (o un singolo personaggio qualora avessimo deciso di "staccarlo" temporaneamente dal resto del gruppo) utilizzando la levetta analogica sinistra, e potremo interagire con qualunque tipo di oggetto o personaggio avvicinandoci ad esso; quando le possibilità di interazione saranno multiple, invece, dovremo necessariamente scorrerle tutte manualmente con l'ausilio dei tasti dorsali del pad. Un'operazione leggermente troppo macchinosa per i nostri gusti, che potrebbe richiedere un po' di tempo per essere assimilata alla perfezione. Non manca comunque la possibilità di passare in qualunque momento ad un sistema di controllo diverso, più simile a quello adottato originariamente su PC, il quale utilizza una sorta di puntatore identico a quello che ci troveremo ad utilizzare durante le battaglie. In quel modo saremo in grado di spostare il party con la pressione di un tasto - che corrisponderà al click del mouse - oppure interagire con oggetti o persone selezionandoli dalla lunga distanza. Sono due tipologie di controllo che funzionano, e che - ciascuna a modo suo - contribuiscono a rendere l'esperienza di gioco offerta da Divinity: Original Sin accessibile e facilmente digeribile. Il nostro consiglio resta quello di utilizzare il sistema standard e attivare quello alternativo soltanto nel momento del bisogno. In alcuni casi, ad esempio quando sarà richiesta maggiore precisione nei movimenti a causa della presenza di trappole molto vicine tra loro, l'utilizzo della classica interfaccia punta e clicca sembra aiutare non poco il sistema di "path finding" del gioco (che comunque si è rivelato accuratissimo ed efficiente).

Ritorno a Rivellon

Il mondo di Rivellon è cambiato, anche se non tutte le migliorie sono evidenti fin da subito. Il gioco è stato leggermente rivisto sia dal punto di vista tecnico che da quello concettuale. La versione PS4 che abbiamo giocato in sede di recensione ci ha mostrato un Divinity più in forma che mai: la Enhanced Edition è un porting solidissimo e riuscito sotto ogni aspetto. Contrariamente a quanto accadeva con il "rivale" Wasteland 2, il framerate si è rivelato stabile, ed anche la qualità del rendering ci è parsa davvero ottima. La semplicità di alcuni effetti è ben compensata dalla presenza di un "contorno" credibile, vivo, interessante e ben caratterizzato in ogni sua componente. E non stiamo parlando soltanto della componente visiva: Rivellon è piena zeppa di NPC che dialogano e interagiscono con noi e tra di loro. Personaggi insospettabili chiederanno il nostro aiuto per portare a termine i compiti più disparati, e ci troveremo - se avremo a disposizione un personaggio in grado di dialogarci - anche a trattare con degli animali, fonte inesauribile di indizi e suggerimenti di ogni tipo.

Il sistema di gestione delle quest è inaspettatamente chiaro, sebbene la struttura del gioco resti particolarmente ostica per chi non è abituato a questo tipo di produzioni. Ciascuna di esse sarà inoltre risolvibile in svariati modi, senza costringerci necessariamente a soddisfare gli obiettivi in un ordine predefinito e - soprattutto - lasciando il controllo della situazione sempre nelle mani del giocatore, che potrà decidere di affrontare le cose a modo suo. Non c'è un modo unico per portare a termine le "missioni": potremo optare per un approccio più diretto, magari infrangendo la legge facendo irruzione in una particolare abitazione, oppure cercando la chiave (strada verosimilmente più lunga) e fare la parte dei buoni.
Si conferma anche il dinamismo delle classi iniziali (ce n'è una completamente nuova, l'inquisitore, una sorta di build da mago con un focus particolare sulla velocità di esecuzione): nient'altro che archetipi da plasmare a nostro piacimento, linee guida che forniscono personaggi inizialmente indirizzati verso un certo tipo di specializzazione, ma assolutamente non vincolanti ai fini della progressione. O almeno, non più di tanto. In fondo contano quasi esclusivamente le statistiche, quindi sarà bene decidere il da farsi prima che sia troppo tardi: far utilizzare la magia ad un personaggio pensato inizialmente come tank è una possibilità concreta, che diventerà chiaramente sempre più remota livello dopo livello, quando tale pg si specializzerà sempre di più. La parte di migliore di una progressione così flessibile, però, resta quella legata alle ampissime possibilità di ibridazione. Un temibile assassino potrà tranquillamente imparare magie o abilità non inerenti alla sua professione principale, a patto che abbia abbastanza punti abilità assegnati alle loro skill di riferimento. Stesso discorso per le armature: tutti possono indossare qualunque tipologia di indumento, a patto di avere le statistiche necessarie. Le armature pesanti, però, richiederanno ovviamente valori di forza piuttosto elevati, mentre le tuniche ed altri indumenti chiaramente rivolti ai maghi tenderanno a richiedere molta intelligenza.

Al mio segnale, scatenate l'inferno

Anche il combat system è particolarmente riuscito e gradevole. Anzi: è uno degli aspetti migliori del gioco, sebbene presenti - almeno nella versione console o comunque utilizzando un pad - le stesse problematiche legate alla minor precisione del sistema di controllo che avevamo già riscontrato durante le fasi di esplorazione. Per selezionare il bersaglio dovremo necessariamente utilizzare lo stick analogico come se fosse un mouse, spostando un "cursore" su di esso. Non è un problema: sia dal punto di vista concettuale che da quello pratico questa soluzione funziona perfettamente, se non fosse per le sporadiche incertezze nelle quali il sistema tende ad incappare quando ci sono molti personaggi relativamente vicini tra loro, e per la colorazione del puntatore non proprio azzeccatissima.

L'unione fa la forza

Divinity: Original Sin Enhanced Edition non si limita "soltanto" a portare nei salotti dei giocatori console uno dei titoli più belli e riusciti dello scorso anno. L'ultima fatica di Larian Studios si spinge ben oltre, proponendosi come l'unica porta d'accesso al mondo della coop locale nel genere ruolistico. Oltre ad avvalerci della classica modalità cooperativa online sarà infatti possibile entrare nella partita di un qualunque nostro amico semplicemente accendendo un secondo controller e selezionando uno dei due personaggi principali. Finché i personaggi saranno vicini tra loro la finestra resterà unica, mentre non appena si allontaneranno tra loro si attiverà automaticamente uno splitscreen verticale. Sarà dunque possibile entrare e uscire in qualunque momento dalla partita di un amico. Un altro grandissimo punto di forza del gioco.

Mettendo da parte queste piccolezze, che possono infastidire ma non compromettono più di tanto l'esperienza dell'utente, abbiamo comunque davanti un sistema di combattimento a turni molto strategico, riuscitissimo in ogni suo aspetto, sempre avvincente e mai noioso. Durante il nostro turno potremo muovere i personaggi, attaccare nemici ed utilizzare tutte le nostre skill a piacimento. Ciascuna azione consumerà un certo numero di punti abilità. Davvero interessante anche la visuale tattica - attivabile e disattivabile in qualunque momento - grazie alla quale l'azione di gioco verrà inquadrata dall'alto, i nostri bersagli saranno evidenziati di rosso gli alleati di blu. Sembra una cosa da poco, ma può fare la differenza nelle situazioni più confuse (ad esempio quando affronteremo nemici infuocati in un ambiente ricco di colate di lava e chiazze di petrolio infuocate). Il combattimento presenta inoltre numerose novità volte a rinnovare parzialmente il gameplay. Una delle più interessanti è l'introduzione delle granate, ordigni esplosivi da lanciare che possono avere i più disparati effetti collaterali. Vi toglieranno dagli impicci svariate volte, potete starne certi. Ad arricchire la folta schiera delle novità legate al combattimento approntate dal team di sviluppo per rendere ancor più gustosa questa versione potenziata di Divinity: Original Sin, troviamo la possibilità di utilizzare bacchette magiche e - finalmente - l'arrivo del richiestissimo "dual wielding": tutte aggiunte che andranno a rendere ancor più vario il gameplay del titolo. Ad impreziosire e sublimare la magnificenza dell'opera creata da Larian Studios troviamo inoltre l'aggiunta di ben tre difficoltà inedite, che vanno ad affiancare quella standard del gioco base, rinominata adesso "Modalità Classica". Dopo averle provate un po' tutte, dobbiamo ammettere di aver preferito quella "tattica", pur non disdegnando in alcun modo la modalità "esploratore": la più semplice, adatta soprattutto a tutti coloro che non hanno troppa voglia di perdere tempo in combattimenti troppo lunghi e tediosi. Alcuni potrebbero voler dipanare il prima possibile i misteri della trama o portare a termine il gioco rapidamente, senza impazzire dietro a grinding o tatticismi eccessivi); altri invece preferiranno affrontare sfide impegnative a colpi di magia e colpi critici. La terza ed ultima modalità aggiuntiva è quella pensata per i più folli: una modalità ancor più complessa, nella quale saremo costretti ad arrivare alla fine del gioco utilizzando un singolo salvataggio.

Oltre ad un ribilanciamento di certe skill e della difficoltà in generale, abbiamo anche notato una revisione abbastanza importante del loot, componente fondamentale dell'impianto di gioco. Purtroppo, avremmo gradito anche l'aggiunta di un qualcosa che ce lo indicasse in modo efficace, perché allo stato attuale è praticamente impossibile capire cosa i nemici abbiano lasciato cadere a terra dopo la morte. Alla fine di ogni combattimento, in parole povere, ci troveremo a correre a destra e a manca attorno al luogo dello scontro nel tentativo di riuscire a recuperare tutto il bottino. Il problema è sempre lo stesso: anche qualora vi fossero milioni di oggetti a terra, ne vedremmo evidenziato soltanto uno, quello più vicino. Non ci sarebbe dispiaciuto aver modo per conoscere immediatamente la posizione di tutti i drop. Ma in fondo ci sta, anche questo fa parte del gioco: Original Sin non regala niente a nessuno, e a noi questa sua natura scorbutica, in fondo, è piaciuta non poco.

Divinity Original Sin Enhanced Edition Se è vero che Original Sin era già un'opera più unica che rara, la sua "enhanced edition" non è certo da meno. Le migliorieforse non saranno numericamente incredibili, ma riescono comunque a portare nel mondo di Rivellon una piacevolissima ventata di freschezza. I ragazzi di Larian hanno saputo correggere ed ampliare con classe la propria creatura, senza ombra di dubbio il miglior RPG classico attualmente disponibile su console (su PC, invece, deve ancora fare i conti con l'agguerritissimo Pillars of Eternity). Oltre a tutte le novità elencate nel corso di questa interminabile recensione, non possiamo non citare anche la presenza di alcune quest nuove di zecca e di una piacevolissima sorpresa nel finale, che potrebbe invogliare anche i vecchi giocatori della versione PC a riprende in mano il gioco. Divinity: Original Sin Enhanced Edition è un gioco di ruolo come non se ne vedevano da tempo, un titolo consigliatissimo per tutti gli appassionati del genere e non solo. Forse la scelta di farlo uscire in questo periodo dell'anno - rischiando di perdere inevitabilmente il confronto, seppur indiretto e poco sensato dal punto di vista strettamente videoludico, con mostri sacri come Fallout 4 - potrebbe non rivelarsi una delle strategie di marketing migliori degli ultimi anni, ma il gioco c'è, e vale sicuramente il prezzo del biglietto. Al contrario: Original Sin, a meno che non disprezziate questa tipologia di giochi o non amiate questo tipo di combattimento tattico a turni, è un prodotto da giocare a tutti i costi, a patto di avere a disposizione svariate ore da dedicargli.

9.2

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