Recensione Doc Clock: Il Panino Tostato del Tempo

Uno strano puzzle game in cui costruire le macchine più improbabili

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
  • Ps3
  • Pc

Doc Clock e il Panino Tostato del Tempo - una traduzione decisamente meno affascinante dell'originale The Toasted Sandwich of Time - è un ibrido tra un puzzle-game e un platform, sviluppato da una software house indipendente, gli Stickmen Studios. L’idea alla base del concept del gioco è brillante: costruire in piena libertà veicoli con cui attraversare i vari livelli, superando così i classici ostacoli tipici dei giochi di piattaforme.

Inventions for dummies

Se vi è sempre piaciuto il Lego (o, in questo caso, il più avanzato Meccano) allora sicuramente apprezzerete la meccanica principale del gioco. Grazie ai tool messi a disposizione dell'utente, infatti, è possibile creare veicoli di ogni tipo: improbabili auto, macchine volanti e addirittura slitte a elica. Il tutto con lo scopo di raggiungere la fine del livello raccogliendo i pezzi della vostra macchina del tempo. Si, perché il nostro protagonista non sarebbe un inventore con qualche rotella fuori posto se non avesse dovuto inventare una macchina del tempo (ovviamente inaffidabile) per rimediare ad un incidente di laboratorio che ha coinvolto il suo gatto, un tostapane e un cactus (e dovreste avrete già capito che la storia non è il focus principale del gioco).
La meccanica di assemblaggio delle invenzioni del nostro Doc Clock risulta inizialmente accattivante: abbiamo a disposizione un braccio meccanico estensibile per raccogliere la “materia prima”, che possiamo poi assemblare sul posto o riporre nel nostro compagno di viaggio, altra invenzione strampalata. Sack è il petulante zaino-robot-senziente che il nostro inventore si porta appresso (più per comodità che per reale compagnia, in quanto da lui non riceve altro che insulti), e che funge da inventario per gli oggetti raccolti.
Fondamentale per dare vita alle invenzioni è il primo pezzo della macchina del tempo, la sedia di pilotaggio: a lei i vari pezzi si legano automaticamente, quando vengono messi a contatto. Ogni elemento può essere ruotato di 360° e posizionato ovunque nella struttura finale dell’invenzione; la fisica conta, ed è utile ponderare bene come posizionare i vari pezzi, per evitare che una scarsa stabilità del baricentro non vi riservi brutte sorprese. Prendendo come base un paio di ruote per un rudimentale veicolo terrestre, è possibile aggiungere ogni sorta di accessorio: propulsori a elica per spostarsi in direzioni diverse da quella orizzontale; molle per lanciare il proprio veicolo in aria; ombrelli per planare, e così via. Si tratta di un gameplay in stile "sandbox", che premia la fantasia e la creatività, e anche se non tutte le invenzioni risultano esteticamente soddisfacenti, è possibile creare dei veri gioielli, possedendo i giusti materiali. Se poi il risultato del vostro esperimento non è dei migliori, potete sempre riavvolgere il tempo (d’altra parte siete uno scienziato che viaggia nel tempo, no?) fino al momento giusto e riprovare.

Bugs for dummies

Non è tutto oro ciò che luccica, purtroppo. Se è vero che inizialmente esplorare le possibilità dell'editor per costruire vicoli funzionali a superare le difficoltà del momento è una pratica divertente, l’assemblaggio di veicoli complessi può risultare frustrante, specialmente quando si prova a farlo su superfici inclinate, dove i pezzi (specie le ruote) non vogliono saperne di stare fermi. Il motore fisico inoltre presenta diverse lacune, soprattutto per il fatto che la consistenza dei materiali non varia: un frigorifero ha quasi lo stesso peso di una scatola di cartone. Il nostro protagonista inoltre ha l’innato dono di morire per i più disparati motivi mentre cerca di assemblare qualcosa, rimanendo ad esempio incastrato sotto una ruota. I nemici, in questo caso i robot che nel futuro in cui siamo giunti dominano il mondo, risultano essere più una noia che un vero ostacolo, visto che si limitano a stare fermi attendendo di essere distrutti da qualsiasi oggetto con cui vengono a contatto, se escludiamo alcuni che lanciano rottami su traiettorie predeterminate attentando alla solidità delle vostre invenzioni. Da segnalare anche l’assenza di una mappa del livello o della possibilità di zoom per visualizzare i dintorni: questa lacuna toglie di fatto la possibilità di pianificare le proprie invenzioni per quello che ci aspetta, senza prima provare approcci più o meno casuali; i primi livelli sono abbastanza lineari, dunque il percorso ed il metodo di assemblare gli oggetti è abbastanza intuitivo, ma procedendo nei livelli più complessi l’assenza di suggerimenti può facilmente disorientare.

L’aspetto grafico, strettamente bidimensionale, è in uno stile fumettoso e colorato, con contorni ben marcati e abbastanza gradevole e adatto allo stile del gioco, sebbene le animazioni non abbondino. Come già detto però l’area di gioco è molto zoomata e non permette di esplorare i dintorni con efficacia. Il comparto sonoro è decisamente sotto la media, ma fortunatamente non è essenziale e può essere velocemente disattivato dal menù. Anche l’interfaccia avrebbe potuto essere raffinata per rendere l’esperienza più godibile: il Sack, oltre a essere petulante e irridente, è anche scomodo da usare, occludendo un buon terzo dello schermo e costringendoci a trascinare da una parte all’altra i vari componenti.

Dei 14 livelli che compongono il gioco, alcuni sono divertenti, altri semplicemente frustranti: è bene prendere subito l’abitudine di raccogliere tutto quello che potete trasportare, non si sa mai quando vi potrebbe servire. La possibilità di riavvolgere il tempo evita che il giocatore possa rimanere incastrato in situazioni senza via di uscita, al prezzo di perdere tutti i progressi fatti nel livello dal punto a cui si riavvolge. Tuttavia sono stati segnalati alcuni problemi con il riavvolgimento, ad esempio una certa "incoerenza" delle invenzioni, che dopo il "rewind" mostrano pezzi mancanti o si collocano in posizioni differenti.

Doc Clock: Il Panino Tostato del Tempo Doc Clock è un’esperienza divertente a tratti. Se riuscite a superare la frustrazione di vedere la vostra costruzione progettata a puntino non comportarsi (spesso) come avevate previsto, o quella di morire schiacciati dallo stesso razzo che stavate inventando, potreste trovare interessante l'esperienza creativa globale. I puzzle game sicuramente richiedono pazienza, ma dover fare i conti con una programmazione a volte grossolana rende il tutto molto meno divertente, e vi ritroverete spesso a chiudere la finestra di Doc CLock con rabbia. Con queste premesse, ci sono le possibilità soltanto per un buon passatempo. Interessante specialmente se siete dei perfezionisti che aspirano a collezionare i vari achievement e esplorare in toto i livelli.

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