DOOM 64 Recensione: il classico FPS id Software torna a nuova vita

La versione 64-bit di DOOM torna 23 anni dopo il lancio con una riedizione disponibile in contemporanea con DOOM Eternal.

recensione DOOM 64 Recensione: il classico FPS id Software torna a nuova vita
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Resistere al trascorrere del tempo è forse la sfida più ardua che un videogioco debba affrontare, e se ci fermiamo a riflettere un attimo, non sono poi molti i titoli a superarla. Quanti presunti capolavori finiscono con l'essere dimenticati a distanza di qualche mese dal debutto sul mercato? Tanti, forse troppi. E quanti sono invece quelli in grado di conservare la capacità di divertire e appassionare a prescindere dalla loro "età anagrafica"?

    Per pochi che siano i titoli ascrivibili a questa seconda categoria, la buona notizia è che fra questi c'è sicuramente Doom 64, titolo che a distanza di vent'anni dall'uscita, sbarca anche su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch. Il porting è sviluppato da Nightdive Studio, team che ha riportato sul mercato i primi due capitoli di Turok e che è attualmente al lavoro su un "revival" di Shadow Man.

    Riscoprire il passato per godersi appieno il presente

    Pubblicato all'ombra del suo più recente successore, lo straordinario Doom Eternal che abbiamo recensito di recente, Doom 64 torna sulla scena quasi in sordina, ma guai a pensare che si tratti solo di un gentile omaggio per incentivare i preordini del nuovo capitolo della saga. Dietro a un look un po' datato si nasconde infatti uno dei capitoli più sottovalutati dell'intero brand e l'intenzione di Bethesda sembrerebbe essere proprio quella di riabilitarlo agli occhi del mondo dopo le tante controversie che ne accompagnarono il debutto originale su Nintendo 64.

    All'epoca il titolo fu snobbato da troppi giocatori, che lo considerarono una sorta di strano reboot del primo capitolo; in verità il gioco è un episodio regolare del franchise, che si ambienta dopo gli eventi di Doom 2 ed è anzi collegato direttamente con il capitolo uscito nel 2016. All'epoca lo sviluppo fu portato avanti da Midway, ed anche questo contribuì ad insospettire i fan; ma anche in questo caso i dubbi non erano del tutto legittimi, perché id Software supervisionò il processo produttivo e si assicurò che il gioco mantenesse i valori e i tratti distintivi del brand.

    Nonostante quasi 23 anni di anzianità sulle spalle e, come detto, una vesta grafica chiaramente lontana dagli standard odierni, la prima cosa che stupisce è constatare come Doom 64 possieda ancora oggi l'innata abilità di divertire, coinvolgere e galvanizzare il giocatore attraverso gli oltre 30 livelli che compongono la sua avventura di base.

    Vuoi per il suo gameplay esageratamente frenetico, per il suo ritmo incalzante e per la vasta gamma di armamenti con cui dare libero sfogo ai propri istinti più malvagi, pad alla mano l'esperienza risulta infatti sorprendentemente godibile e dunque adatta tanto ai vecchi nostalgici in cerca di un brutale tuffo nel passato, quanto ai chiunque se lo fosse perso all'epoca della sua prima release.
    Per quanto possa sembrare assurdo - per non dire surreale - è proprio alternando Doom 64 con il suo più recente erede, che si possono notare quanti e quali siano gli elementi in comune tra i due prodotti. Le oscillazioni ritmate di una corsa cadenzata e inarrestabile, la violenza esibita e un bestiario demoniaco da massacrare mettono in diretta correlazione due titoli apparentemente lontanissimo. E in fondo la magia di Doom sta tutta qui: passano gli anni, con i bit che si trasformano prima in byte, poi in megabyte e infine in gigabyte, ma le sensazioni che questa storica saga è in grado di suscitare restano sempre le stesse. Con buona pace di chi, nell'ormai lontano 1997, ne mise in luce il travagliato sviluppo più che gli effettivi traguardi raggiunti in termini di design.

    Certo, è innegabile che al giorno d'oggi l'impatto visivo possa risultare un po' destabilizzante qualora non si fosse avvezzi al retrogaming - specialmente nel confronto ravvicinato con alcuni nemici, i cui sprite denotano con estrema chiarezza la loro appartenenza ad un'epoca ormai lontana - ma ciò non toglie che siano sufficienti pochi minuti prima riuscire a calarsi anima e corpo in questa storica realtà videoludica, apprezzandone i punti di forza e... la diabolica difficoltà.

    Un gioco demoniaco

    Sebbene nei primi livelli si possa essere indotti a credere che Doom 64 sia un prodotto alla portata di chiunque, la verità è che prenderlo sottogamba potrebbe rivelarsi un tragico errore. Chiunque non avesse avuto il sadico piacere di confrontarsi con questo titolo nell'ormai lontano 1997, scoprirà infatti che, livello dopo livello, le cose si faranno progressivamente più complesse, fino a condurre a un epilogo in grado di annichilire anche i giocatori più smaliziati. E se le parole "Mother Demon" non vi accendono nessuna lampadina, preparatevi a vivere un vero e proprio incubo.

    La chiave del successo, così come impone la tradizione di Doom, è tuttavia sempre la stessa: pensare poco e sparare tanto, e in questo senso il ricco arsenale disponibile rappresenta una preziosa ancora di salvezza. Sfruttando armi di ogni genere, dal classico fucile a pompa all'implacabile BFG 9000 - senza disdegnare ovviamente neanche l'immancabile fase berserk per seminare il panico tra i nemici a suon di pugni - le opportunità per sfogarsi non mancano di certo, ma il rischio di finire al tappeto è comunque sempre dietro l'angolo, motivo per cui restare sempre in movimento si conferma la miglior strategia possibile. Esattamente come in Doom Eternal, d'altronde.

    Le forze oscure non rappresentano però l'unico ostacolo che separa il giocatore dalla conquista delle schede colorate necessarie per avvicinarsi, passo dopo passo, alla conclusione di ciascun livello. A differenza dei suoi predecessori, Doom 64 vanta infatti un level design intricato e volutamente dispersivo - forse addirittura troppo - fatto di passaggi segreti ma anche di trappole spesso più letali dei demoni stessi, ed evitarle potrebbe non essere sempre facile.

    Se a questo aggiungiamo la totale assenza di checkpoint, con la conseguente necessità di ricominciare il livello di turno dall'inizio in caso di morte prematura, è facile intuire come portare a termine Doom 64 non sia un'impresa proprio alla portata di tutti. Insomma, fatevi trovare pronti a prescindere dal livello di difficoltà scelto inizialmente perché, mai come in questo caso, le preghiere potrebbero non bastare.

    DOOM 64 DOOM 64Versione Analizzata Xbox One XQuella che agli occhi di molti poteva apparire come una superflua “operazione nostalgia” si è dimostrata una splendida strategia volta celebrare l’evoluzione di uno dei brand più longevi e amati del panorama videoludico contemporaneo. Doom 64 non solo riesce a divertire e appassionare esattamente come ai tempi del suo debutto su Nintendo 64, ma al tempo stesso rappresenta una chiara testimonianza dell’incredibile percorso che, anno dopo anno, ci ha portato a mettere le mani su un capolavoro come Doom Eternal. Non siamo certo di fronte al migliore tra i Doom del secolo scorso, ma ciò non toglie che mai come in questo caso, riscoprire il passato e ripercorrerlo, sia importante per godersi appieno un presente mai così straordinario.

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