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DOOM arriva su Nintendo Switch: Recensione dello sparatutto Bethesda

Dopo aver riscosso un notevole successo su PC, PS4 e Xbox One, il reboot di DOOM arriva anche su Nintendo Switch.

DOOM per Nintendo Switch
Videorecensione
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch

Lo scorso 13 settembre, nel corso di un Nintendo Direct carico di sorprese, Bethesda molla in scioltezza un paio di bombe di discreta portata: DOOM e Wolfenstein 2 arriveranno a rinsaldare la lineup del publisher sulla console ibrida della grande N. Una sorpresa bifronte che da una parte risveglia gli appetiti ludici dell'utenza crescente di Switch, mentre dall'altra lascia serpeggiare un po' di preoccupazione circa la futura bontà di due port difficili, senza precedenti per quanto riguarda il panorama handheld. Il parco titoli di Switch è già pieno di meraviglie, è vero, ma niente che si avvicini al profilo tecnico e ludico dei due prodotti.

Un azzardo? Possibile, ma col senno di poi possiamo garantirvi che il bersaglio è stato centrato alla grande.

Il port che non ti aspetti

Archiviati, almeno per il momento, i moti di entusiasmo causati - a ragion veduta - dalla concretizzazione di un port che molti consideravano praticamente impossibile, è ora il momento di rispondere alla domanda chiave di questa recensione. Gli stregoni di Panic Button sono riusciti nell'impresa titanica di adattare lo spirito freneticamente "vecchia scuola" di DOOM all'hardware tascabile di Nintendo Switch?

La risposta è un esaltato "sì, diamine, ce l'hanno fatta eccome".

Bastano pochi istanti, il rumore umidiccio di qualche clamorosa eviscerazione, la sensazione offerta dal rinculo di una fucilata ben assestata, per riconoscere nella versione Switch di DOOM tutti, o quasi, gli elementi cardinali di uno degli shooter più appaganti degli ultimi anni. Gli ettolitri di sangue, i panorami infernali, la musica graffiante, tutti i tasselli del mosaico sembrano essere al posto giusto, tenuti assieme da un gameplay come al solito eccezionalmente dinamico e brutale. La cosa più sorprendente è che l'esperienza sembra non aver perso neanche una stilla della sua straordinaria potenza ludica.

La nostra più grande preoccupazione era infatti che la piccolina di Nintendo non riuscisse a ospitare al meglio la frenesia battagliera del titolo di id Software, con il rischio di vedere un ottimo gioco trasformato in una sequela ingestibile di scontri uno più caotico dell'altro. Il caos c'è, com'è giusto che sia, ma si tratta di un elemento connaturato nella formula del titolo, che anche su Switch alimenta una giocabilità inebriante, cuore di un pacchetto rimasto sostanzialmente inalterato. Questa versione di DOOM permette infatti di affrontare senza alcuna rinuncia la campagna del gioco, la modalità arcade e il comparto multiplayer, completo di tutti i DLC usciti dal lancio ad oggi. Proprio la solidità del comparto multigiocatore è uno degli elementi che più ci ha sorpreso, sia dal punto di vista del netcode che della qualità generale dell'esperienza, sebbene su questo fronte sia percepibile una moderata riduzione della folle velocità che caratterizza le istanze online sulle altre piattaforme. Una riduzione che, frame rate a parte, non appare così lampante durante le mischie che cadenzano - a ritmi balistici - una campagna single player priva di rinunce "di comodo" o di soluzioni di compromesso, se non sul versante squisitamente tecnico.
Anche su Switch DOOM è una corsa forsennata tra scenari da incubo e demoni zannuti che, per la gioia di vicini di sedile o eventuali passanti, saprà lasciarvi in gola un sapore golosamente sanguigno e dipinta sul volto un'espressione di estasi mostricida.

Fenomenali poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale

Partiamo dall'elemento più evidente: la risoluzione. Ufficialmente il port di DOOM per Nintendo Switch si muove a una risoluzione di 720p sia in modalità tablet che in docked. Eppure durante le nostre prove abbiamo avuto la sensazione che, al pari delle controparti PS4 e Xbox One, anche questa versione utilizzasse un sistema di risoluzione dinamica per ridurre al minimo i cedimenti durante le fasi più concitate.
Se dovessimo tirare ad indovinare, diremmo che su Switch DOOM si muove agilmente tra i 540p e i 720p, assestandosi con maggiore frequenza su quest'ultimo valore. Considerando anche l'onnipresenza di texture in bassa risoluzione (con buona probabilità inferiore a quella del preset basso della versione PC), in combo con il probabile utilizzo del "morbidissimo" TSSAA di id Software, non facciamo fatica a definire questa versione come la più "sfocata" tra le incarnazioni del buon DOOM. Sulle stesse note, è difficile non notare una certa sovrabbondanza di scalettature e ombre dai bordi frastagliati, in netto contrasto con la qualità, tutto sommato convincente, degli effetti d'illuminazione e di quelli particellari.

Ciò detto, il colpo d'occhio rimane più che soddisfacente, specialmente se si considera come il tutto venga gestito, in maniera quasi miracolosa, dall'hardware di una console che trova nella portabilità il suo scenario di utilizzo tipico. Per il resto, buona parte degli effetti di post-processing sono rimasti sostanzialmente intatti, come ad esempio quelli legati alla gestione della profondità di campo e al motion blur. Quest'ultimo effetto, in particolare, aiuta a rendere l'esperienza più fluida e a mitigare l'impatto del taglio netto al frame rate (passato da 60 a 30 fps), che in genere rimane solidamente ancorato alla soglia prevista, fatta eccezione per qualche occasionale fluttuazione nei momenti più densamente battaglieri.
Se il dimezzamento del frame rate non affligge in maniera drammatica la frenesia dell'azione a schermo, né la soddisfazione - quasi catartica - garantita dalla filosofia "di spinta" alla base del gunplay, sulle prime risulta piuttosto difficile domare il profilo ipercinetico del titolo con le cortissime levette dei Joy-Con di Switch. Nulla di realmente invalidante, badate, ma non aspettatevi la più comoda delle conversioni, almeno dal punto di vista del sistema di controllo.

Anche dopo aver ridotto in frattaglie qualche centinaio di cacodemoni, continuerete ad avere qualche difficoltà nel centrare gli avversari più lontani. Una circostanza che vi spingerà ad affrontare tutti gli avversari a distanza di cazzotto, riducendo al minimo l'impiego di tutte quelle armi che richiedono una maggiore precisione, come ad esempio il Cannone Gauss.
Le cose si fanno decisamente meno complesse utilizzando l'ottimo Pro Controller di Switch, pur non trattandosi della soluzione più comoda in mobilità. In modalità docked, tra l'altro, le fluttuazioni del frame rate di DOOM risultano ancora meno evidenti, e ci è sembrato di notare meno variazioni dinamiche sul fronte della risoluzione.
Al netto di una maggiore stabilità generale, le dimensioni più generose dello schermo sottolineano però in maniera brutale i compromessi tecnici del port, e rendono ancor più evidenti scalettature ed elementi in bassa risoluzione, mentre la sfocatura generale dell'ensemble influisce - seppur marginalmente - sulla leggibilità del testo a schermo.
Un problema che si presenta anche in mobilità, dato che il team di sviluppo non ha alterato in alcun modo le proporzioni del testo e dell'hud per ovviare alle dimensioni ridotte dello schermo di Switch.

Nel corso delle nostre prove siamo incappati anche in qualche problema di compenetrazione poligonale (in particolar modo tra demoni e superfici) e in fenomeni di popping piuttosto accentuati. In ultimo, vale la pena segnalare che i tempi di caricamento sono generalmente più abbondanti rispetto a quelli delle altre versioni, probabilmente a causa della compressione degli asset di gioco. Pur soppesando in maniera obiettiva tutti i difetti della produzione, è difficile non vedere in questa ultima incarnazione di DOOM la realizzazione di un desiderio a lungo covato, quello di stringere tra le mani la versione portatile di uno sparatutto tripla A con tutti i crismi del caso e, soprattutto, perfettamente fruibile.

La conversione di Panic Button rappresenta inoltre un vero e proprio atto di coraggio, manifestazione poligonale della fiducia che Bethesda ha sempre dimostrato di riporre nell'ibrida di Nintendo, sin dall'apparizione - quasi sibillina - della versione portatile di Skyrim nel primissimo trailer della console. Quest'ultima versione di DOOM non dimostra solo che i multipiattaforma third party possono funzionare su Switch, ma anche che possono funzionare bene e offrire al pubblico sensazioni molto vicine a quelle offerte dalle altre versioni.

DOOM Malgrado gli obiettivi limiti tecnici imposti dall’hardware di Nintendo Switch, l’ultima versione di DOOM si conferma come una scommessa vinta senza troppi sacrifici. Sull’ibrida di Nintendo lo shooter sviluppato da id Software, e adattato da Panic Button, conserva gran parte dei propri punti di forza. È DOOM, come lo conoscete e amate, col suo gameplay frenetico e la sua dose abbondante di iperviolenza, ma in una inedita quanto - sorprendentemente - efficace veste portatile. I compromessi sul versante grafico e qualche piccolo problema legato ai mini controller di Switch non ostacola la godibilità di un port quasi miracoloso, che conferma l’estrema versatilità di una macchina da gioco eccezionale. Questa versione di DOOM è un monumento alla scalabilità, che speriamo apra la strada ad altre conversioni third party egualmente valide.

8

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