Doom Eternal per Nintendo Switch: la recensione dello sparatutto Bethesda

Dopo aver riscosso un notevole successo su PC, PS4 e Xbox One, Doom Eternal debutta ora anche su Nintendo Switch. Come se la cava?

Doom Eternal per Nintendo Switch: la recensione dello sparatutto Bethesda
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  • Xbox Series X
  • Dopo una snervante attesa durata ben nove mesi, DOOM Eternal approda anche su Nintendo Switch. La conversione per la piattaforma ibrida è stata curata da Panic Button, team che in passato si è contraddistinto per dei porting miracolosi pensati per l'hardware Nintendo. Dopo gli ottimi risultati ottenuti con Doom e Wolfenstein 2, possiamo affermare senza ombra di dubbio che la versione Switch di DooM Eternal sia il progetto più impressionante a cui ha lavorato lo studio, ottenendo un prodotto che non ha nulla da invidiare alle sue controparti su console fissa e PC. Se volete saperne di più su queste versioni vi rimandiamo alla nostra recensione di DOOM Eternal.

    Combattimento ed esplorazione

    Doom è una serie che ha rivestito da sempre un ruolo fondamentale all'interno del genere degli FPS e nel corso degli anni non ha mai perso una certa rilevanza nel panorama degli sparatutto in prima persona. Con il reboot del 2016 id Software aveva svecchiato nettamente la formula ludica della saga, rivoluzionando due concetti fondamentali del gameplay: quello di combattimento ed esplorazione.

    Le fasi action infatti si basavano sul concetto di "push forward combat", un'impostazione che richiedeva al giocatore di adottare un approccio molto aggressivo durante gli scontri, gettandolo sempre al centro della mischia ed eliminando gli approcci tattici basati sulle coperture. Ponendosi in netto contrasto col ritmo tipico degli shooter contemporanei, il risultato era un riuscitissimo mix di adrenalina pura e violenza esagerata, a cui si affiancavano delle fasi esplorative graziate da un level design complesso e stratificato, quasi a ricordare la struttura di un metroidvania.

    Doom Eternal riprende proprio le fila di questo discorso. Non solo tematicamente, infatti l'incipt del gioco è in diretta continuità con la fine del predecessore con un'umanità caduta vittima dell'invasione infernale, ma anche per quanto riguarda il gameplay. Eternal espande a dismisura l'esperienza di Doom ingigantendo drasticamente il level design, introducendo corpose sezioni di platforming tutt'altro che banali e schiacciando l'acceleratore sulla frenesia delle battaglie. L'ultima fatica di id Software è un progetto titanico, reso possibile grazie alla qualità dell'ultima iterazione del suo motore grafico proprietario, L'ID Tech 7.

    È chiaro che i 9 mesi che separano l'uscita su Switch dalle altre console risiedono proprio nel lavoro di ottimizzazione portato avanti da Panic Button. Nel tentativo di comprimere un'opera così monumentale all'interno dei confini di un hardware portatile il team è ovviamente sceso a compromessi significativi che però non ne compromettono la resa finale.

    L'inferno a portata di mano

    Confrontando Doom Eternal su Switch con le altre versioni disponibili in commercio, le differenze a livello grafico balzano subito all'occhio: oltre ad un'evidente abbassamento generale della qualità delle texture sono due gli elementi che sono stati maggiormente ritoccati per garantire una resa ottimale dell'esperienza di gioco. I granitici 60 fps visti su PS4 e Xbox One, cedono il posto a un frame rate fisso sui 30 fotogrammi al secondo, e inoltre viene utilizzata in modo estensivo (in particolare in modalità portatile) la risoluzione adattiva.

    Questo significa che il motore di gioco, non superando mai un target ottimale impostato a 720p, è in grado di alzare o abbassare la risoluzione dell'immagine in base alla complessità dell'azione mostrata su schermo, producendo nella maggior parte dei casi un drastico calo della definizione. Sulla carta questi sembrano sacrifici difficili da accettare eppure una volta avviato Doom Eternal su Switch e preso parte ai primi devastanti scontri ci si rende conto dell'impressionante lavoro di ottimizzazione portato avanti da Panic Button. Se la grafica ha subito un sostanziale downgrade, il ritmo di gioco è rimasto invariato grazie a una fluidità costante e un'azione sempre perfettamente leggibile anche in modalità handheld. Il risultato finale in movimento ha dell'incredibile, complice anche la frenesia del gameplay che lascia poco tempo per soffermarsi sui dettagli. Rispetto al predecessore l'impatto iniziale è meno sbalorditivo in particolare a causa dell'assenza di motion blur, uno strumento molto utile per mascherare il calo di definizione.

    Va ricordata però la vastità delle mappe di gioco e l'incremento del numero massimo di nemici su schermo rispetto al capitolo uscito nel 2016, elementi che non hanno subito alcun tipo di restrizione su Switch. Anche i caricamenti non hanno subito incrementi degni di nota, altro aspetto che mette in evidenza la cura riposta da Panic Button nel confezionare la migliore versione possibile del gioco, dando priorità assoluta al gameplay ma senza sacrificare completamente il colpo d'occhio.

    Offerta completa

    I benefici palesi di questa versione risiedono ovviamente nella possibilità di giocare Enteral in modalità portatile, caratteristica che per molti giocatori può risultare in un fattore determinante in fase di scelta, soprattutto se il titolo non presenta sostanziali differenze con le sue controparti "fisse".

    Ad esclusione del primo DLC (per approfondire, ecco la recensione di The Ancient Gods Parte 1)che ancora deve ricevere una finestra di lancio sulla console Nintendo, Eternal su Switch presenta il pacchetto completo già visto sulle altre piattaforme, dove alla corposa campagna singleplayer dalla durata di circa 15 ore, si affianca un particolare multiplayer asimmetrico che permette di prendere parte a delle sfide online. Un'aggiunta sicuramente gradita, ma che non rappresentata di certo la portata principale dell'offerta.

    Parlando di peculiarità della versione Switch, va assolutamente segnalata la presenza dell'implementazione della mira tramite il giroscopio, utilizzabile sia in portatile che in modalità fissa. Con la Switch in modalità tablet la presenza dei sensori di movimento crea un sistema di controllo ibrido che migliora drasticamente l'esperienza di gioco dettata dagli stick analogici dei joy-con, sicuramente non le periferiche ottimali per giocare a uno sparatutto in prima persona.

    DOOM Eternal DOOM EternalVersione Analizzata Nintendo SwitchDoom Eternal su Switch è quindi un porting di incredibile fattura che nonostante degli evidenti compromessi, riesce a restituire intatto il feeling di gioco di una delle opere più importanti di questo 2020. Il ritardo rispetto alle altre versioni c'è, ed è significativo. Molti avranno già provato il gioco, o magari avranno la possibilità di testarlo su hardware decisamente più performanti. Quella presente su Switch non è di sicuro la versione migliore di Eternal, ma non è neanche un contentino sviluppato in fretta e furia nel tentativo di capitalizzare il più possibile con una conversione scadente su una console di successo. Si tratta di un porting di tutto rispetto che grazie a prestazioni robuste e la possibilità di giocare anche in portabilità non ha nulla da invidiare alle altre versioni. Che sia la prima volta che si sperimenta il trionfale ritorno del Doom Slayer, o che sia un'occasione per rigiocare un recente capolavoro sotto una nuova luce, Doom Eternal su Switch è senza ombra di dubbio il punto più alto raggiunto dal sodalizio tra Bethesda, id Software, Panic Button e Nintendo.

    8.5

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