Doom Eternal The Ancient Gods Parte 2 Recensione: l'arte del massacro

L'epopea del Doom Slayer si chiude con un DLC di buona fattura, siete pronti per tornare ad uccidere demoni in Doom Eternal?

DOOM Eternal The Ancient Gods Parte 2
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Dopo aver tinto di sangue le candide mura di Urdak e posto fine al crudele dominio della Khan Maykr, il Doom Slayer ha ancora un ultimo compito da portare a termine. Un compito che nella prima parte di The Ancient Gods l'ha visto riconsegnare al mondo il suo peggior aguzzino, la nemesi perfetta del titano corazzato. Arrivato a cinque mesi dal suo predecessore, il secondo DLC di Doom Eternal ha quindi il compito di concludere nel migliore dei modi la saga dello Slayer, proponendo ai giocatori un epilogo degno delle sue brutali gesta. Siamo lieti di confermarvi che l'obiettivo è stato raggiunto, sebbene fosse lecito aspettarsi qualcosa di più dalla conclusione di un'opera tanto maestosa e galvanizzante.

    L'ultima impresa del Doom Slayer

    Spinta sull'orlo dell'estinzione dal verminoso proliferare della piaga demoniaca, l'umanità è ormai preda di una disperazione dilagante: nel tetro abbraccio di un crepuscolo scarlatto, tra le macerie di un mondo in rovina, si innalza una preghiera appena sussurrata, un flebile sussulto di speranza.

    A un passo dalla morte, circondati da una legione di creature infernali, i sopravvissuti invocano un nome e uno soltanto. "Perché è lui quello che temono, non l'uomo e i suoi eserciti. Essi temono il marchio della Bestia". Forgiato fra le fiamme di una guerra senza fine, il Doom Slayer non è però un salvatore: egli è la personificazione della furia e dello sdegno, un'arma vivente temprata nel sangue per lacerare il cuore stesso dell'inferno. A qualsiasi costo.

    Con questo obiettivo in mente, il reietto delle Sentinelle della Notte ha spezzato la sua alleanza con il Serafino Samur e restituito un corpo al Signore Oscuro, solo per poterlo dilaniare con le sue mani ed estirpare alla radice il male che minaccia il futuro di tutte le dimensioni.

    Un gesto che, dopo l'entusiasmante conclusione di The Ancient Gods Part One, inaugura ufficialmente l'ultimo atto dell'epopea dello Slayer, lungo un cammino costellato di massacri e terribili rivelazioni. Dopo aver riconnesso i diversi frammenti della lore di Doom (qui la recensione di Doom) ed ampliato la portata del suo universo, id Software sigilla - almeno per il momento - le porte dell'inferno con un capitolo finale che non manca di offrire agli appassionati momenti di grande esaltazione, sulla strada verso uno duello decisivo che avviene nei recessi più profondi e antichi dell'abisso, ardente palcoscenico di una battaglia campale tra le forze di Argent D'Nur e le orde demoniache.

    In un concerto di riferimenti più o meno espliciti alle più celebri "guerre totali" della cultura pop, dalla battaglia dei Campi di Pelennor del Signore degli Anelli allo scontro finale di Avengers: Endgame, la seconda parte di The Ancient Gods chiude in maniera più che degna la saga dello Slayer senza preoccuparsi troppo della solidità complessiva del racconto, da sempre un aspetto - giustamente - secondario nel quadro della serie. Sfortunatamente, però, il bilancio complessivo del DLC appare meno equilibrato rispetto a quello del precedente contenuto scaricabile, che per certi versi riusciva a "fare meglio con meno".

    Uno dei tasti dolenti del pacchetto è proprio l'ultimo confronto fra il Doomguy e il Signore Oscuro, strutturato come una bossfight piuttosto scialba e tediosa, che non dà il giusto lustro alle peculiarità del gameplay di Eternal. Così facendo, il finale si apre con una nota anticlimatica che in parte smorza l'efficacia di un epilogo comunque convincente, modellato per "chiudere il cerchio" (letteralmente) in attesa che lo Slayer venga di nuovo chiamato alle armi.

    Un vero peccato, specialmente considerando che il DLC fa il possibile per valorizzare ancora di più la filosofia "combat puzzle" di Doom Eternal (qui la recensione di Doom Eternal), sia ampliando l'arsenale del colosso corazzato che rinfoltendo le file dei suoi avversari con nuove e letali minacce.

    Arte del massacro secondo id Software

    Dopo aver lasciato la Lama del Crogiolo saldamente piantata nel cranio dell'Icona del Peccato, lo Slayer era rimasto orbo di un pezzo pregiato del suo arsenale, che in The Ancient Gods: Part Two (qui troverete la nostra recensione del DLC The Ancient Gods Part One) viene finalmente sostituito con il possente Martello delle Sentinelle, un'arma pensata per innestarsi alla perfezione nel particolare "combat loop" del gioco.

    Questo maglio energetico, che può essere ricaricato eseguendo uccisioni epiche e colpendo i punti deboli dei demoni, si dimostra eccezionalmente versatile sia come strumento offensivo sia per rimpinguare le scorte del protagonista: ogni attacco è in grado di stordire e danneggiare i nemici in un'area relativamente ampia, offrendo al protagonista una preziosa finestra d'opportunità extra e moltiplicando le risorse lasciate a terra dopo un assalto, che variano a seconda dello stato alterato inflitto al nemico. Utilizzando il Martello dopo aver colpito un Marauder, ad esempio, sarete in grado di ucciderlo in una singola fase, mentre la sua capacità di annientare istantaneamente gli scudi energetici può offrire un grande vantaggio contro i potenti Doom Hunter. Per spingere i giocatori a sfruttare appieno l'armamentario dello Slayer, lo studio ha inoltre introdotto nuove varianti demoniache che richiedono l'utilizzo di specifiche combinazioni di armimod, con in chiaro obiettivo di promuovere l'utilizzo di dotazioni meno popolari come il fucile a pompa a ripetizione.

    Questa variante dello shotgun è infatti il modo migliore per liberarsi rapidamente dei coriacei Imp di pietra, demoni capaci di eseguire attacchi rotolanti tanto veloci quanto pericolosi. Per eliminare alla svelta i massicci Baroni corazzati dovremo invece colpire al momento giusto la mazza chiodata sul suo braccio destro, preferibilmente utilizzando armi di precisione come la Ballista o il mirino del Cannone pesante. Le aggiunte alla fauna infernale hanno spesso effetti consistenti sulla gestione strategica del combattimento, come nel caso dell'Urlatore - che se colpito potenzia gli altri nemici - o dell'odioso Predatore maledetto, portatore di un veleno in grado di ridurre le capacità guerresche dello Slayer e di consumare la sua essenza vitale.

    Proprio quest'ultimo avversario tende purtroppo ad alterare in maniera alquanto spiacevole il flusso del combattimento, costringendo il Doomguy ad inseguirlo per tutta l'arena al fine di spezzare tempestivamente il suo maleficio, onde evitare che questo si trasformi in una sentenza di morte. In generale, però, le appendici ludiche inserite dal team di sviluppo si dimostrano efficaci e ben congegnate, nonché in piena continuità con un'offerta di base già eccellente. L'eccezione più rilevante, in questo senso, riguarda la nuova dinamica di movimento legata al gancio da macellaio della doppietta (che può essere usato per muoversi attorno a punti d'aggancio sospesi), che risulta tanto funzionale quanto sottoutilizzata, specialmente in combattimento.

    Anche il livello di difficoltà del contenuto ci ha un po' fatto storcere il naso: malgrado qualche occasionale eccesso, l'elevato grado di sfida di The Ancient Gods: Part One ci era sembrato adeguato alle prerogative di un "pacchetto endgame", mentre nel seguito viene un po' a mancare quell'inebriante senso di tensione battagliera.

    Giocando ad Incubo, ci è capitato di tirare le cuoia giusto una manciata di volte, e quasi sempre affrontando sfide opzionali. Parliamo della seconda fase delle Escalation, prove del tutto simili ai Cancelli Slayer che permettono di sbloccare potenziamenti per il Martello e skin aggiuntive per lo Slayer, queste ultime scegliendo di ripetere lo scontro con una difficoltà maggiorata. Se da una parte è chiaro che lo sviluppatore ha voluto rendere più accessibile l'esperienza per i giocatori meno navigati, dall'altra questa revisione al ribasso del grado di sfida finisce per rimarcare la brevità della nuova campagna, che i veterani completeranno senza troppa fatica in due o tre ore.

    Abbiamo inoltre notato qualche fluttuazione più marcata sia nella qualità del level design (specialmente nell'ultima parte del DLC), sia nel ritmo generale del gameplay, sebbene il livello medio sia in genere più che soddisfacente. Merito anche di una direzione artistica ispirata e calzante, che definisce e valorizza un mondo tanto brutale quanto affascinante. Passando alla colonna sonora, la mancanza di Mick Gordon si fa purtroppo sentire, sebbene Andrew Hulshult e David Levy abbiano comunque fatto un buon lavoro nel dare voce alla martellante frenesia del gameplay tipico di Doom.

    Nel complesso, The Ancient Gods: Part Two si presenta insomma come un'aggiunta di valore alla saga di Doom, seppur sostanzialmente inferiore rispetto al suo prologo. Questo a causa di alcune scelte di design non perfettamente a fuoco, che però non invalidano in senso assoluto i meriti di un pacchetto capace di consegnare ai fan dello Slayer una conclusione degna della sua leggenda.

    DOOM Eternal The Ancient Gods Part Two DOOM Eternal The Ancient Gods Part TwoVersione Analizzata PCThe Ancient Gods: Part Two chiude la saga del Doom Slayer con un’offerta contenutistica tanto pregevole quanto imperfetta. Da una parte abbiamo gradito il modo in cui gli sviluppatori sono intervenuti sul gameplay loop di Eternal, aggiungendo dinamiche in linea con la filosofia “combat puzzle” del titolo, mentre dall’altra ci è sembrato evidente come non tutti i tasselli di questo mosaico ludico siano rifiniti alla perfezione. Con un grado di difficoltà tarato verso il basso (in termini relativi), una bossfight finale tutt’altro che memorabile e qualche fluttuazione sul versante del level design e del ritmo generale, la seconda porzione di The Ancient Gods non raggiunge quindi i livelli del precedente DLC. Malgrado tutto, però, la qualità complessiva del pacchetto si attesta comunque su livelli più che buoni, quanto basta per consegnare ai giocatori un epilogo degno della leggenda del Doom Slayer.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7 7740X
    • RAM: 16 GB DDR4
    • GPU: RTX 2080 Super
    7.4

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