Dordogne Recensione: un racconto nostalgico tra passato e presente

Dordogne porta su PC e console un racconto nostalgico ambientato in Francia, che affronta il tema del ricordo e dei legami famigliari.

Dordogne Recensione: un racconto nostalgico tra passato e presente
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  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Tra i Pirenei e l'Oceano Atlantico, i panorami rurali della Francia ospitano una regione incantevole: la Dordogna. Meta di soggiorni estivi per i cittadini delle principali metropoli d'Oltralpe, l'area è attraversata dall'omonimo fiume, che ne percorre placido i paesini e le dolci colline. È sullo sfondo di questo paesaggio che muove i propri passi la storia di Dordogne, un'avventura narrativa dall'anima punta e clicca firmata dal team francese Un Je Ne Sais Quoi. Con uno stile artistico ispirato ai dipinti ad acquerello, il titolo racconta la memoria e la nostalgia dell'infanzia, mettendoci nei panni di una giovane donna colpita da una strana amnesia.

    Dopo una prima prova di Dordogne, siamo pronti a ripercorrere il nostro viaggio tra i panorami della Francia sud-occidentale. Disponibile da martedì 13 giugno 2023, l'indie edito da Focus Entertainment debutta su PC, PlayStation 5 (dove lo abbiamo giocato), Xbox Series X|S, Nintendo Switch, PlayStation 4 e Xbox One. Segnaliamo inoltre che Dordogne è accessibile sin dal day one nel catalogo di Xbox Game Pass.

    Tra passato e presente

    Mimi è una ragazza curiosa e determinata, cresciuta in una famiglia originaria della Dordogna. La sua infanzia però non si è dipanata tra le colline della campagna francese, a causa di un trasferimento deciso dai genitori. Così, nella sua cittadina natale Mimi si recava solamente nel corso delle vacanze estive.

    In quel periodo soggiornava dai nonni paterni, persone semplici, ma ricche di passioni e creatività, entusiaste di poter ospitare la piccola. Con il tempo, questi momenti hanno però iniziato a farsi agrodolci, soprattutto in seguito alla scomparsa del nonno della giovane. Successivamente, una misteriosa serie di circostanze ha portato il padre della ragazzina, ormai tredicenne, a decidere di troncare completamente i rapporti con la famiglia d'origine.

    Una scelta che è coincisa con l'insorgere di una misteriosa amnesia in Mimi, che oggi, ormai adulta, non ricorda nulla dei suoi soggiorni in campagna. Il desiderio di riscoprire i luoghi della sua infanzia riemerge però all'improvviso nella protagonista di Dordogne. In seguito alla scomparsa della nonna, si vede infatti recapitare una lettera, firmata proprio dall'anziana parente. Con un ultimo saluto, la donna le comunica di averle lasciato un pacco e una ulteriore lettera nella sua casa in Dordogna. Pressoché priva di ricordi della nonna e colpita dal suo gesto, la nostra alter-ego stabilisce che è giunto il momento di fare ritorno ai luoghi in cui trascorreva le sue estati da bambina.

    Ci troviamo così all'incipit del gioco, che ci vede in viaggio verso la casa dei nonni di Mimi. Giunti a destinazione, è tempo di lasciarsi travolgere dalla nostalgia e dal lento ma progressivo riemergere di ricordi sopiti. In un costante alternarsi tra passato e presente, ci troviamo di volta in volta a guidare i passi della piccola e della sua versione adulta. Il continuo cambio di prospettiva consente alla protagonista di reinterpretare episodi della sua infanzia alla luce dell'esperienza acquisita negli anni, in un percorso di rielaborazione del passato che coinvolge con delicatezza il giocatore, soprattutto nelle prime battute.

    Un racconto spezzato

    Circondata di genitori oppressivi e da poco licenziatasi da un lavoro che non amava, Mimi non ha fretta di fare ritorno a casa. Il soggiorno in Dordogna è il modo della ragazza per cercare di elaborare il lutto di una persona alla quale sente di dovere molto, ma che non riesce più a ricordare. Il titolo fa un ottimo lavoro nel tratteggiare il rapporto tra la piccola protagonista e la nonna, che si presenta sin da subito come una donna indipendente, amante della natura e della libertà. Priva di qualunque forma di apprensione, l'anziana incoraggia Mimi a esplorare la campagna circostante, spronandola a diventare autonoma. In questo contesto, Dordogne dà il meglio di sé, catturando l'attenzione del giocatore

    con episodi piccoli ma universali, e per questo in grado di suscitare emozioni sincere. Il focus del racconto però si allontana progressivamente dal rapporto nonna-nipote, giacché include nell'equazione un terzo personaggio. Vista la natura prettamente narrativa dell'esperienza e la sua breve durata - circa sei ore per raggiungere i titoli di coda - non vogliamo offrire in questa sede troppe anticipazioni, ma ci preme sottolineare come la seconda metà di Dordogne non sia purtroppo all'altezza dei passaggi iniziali partoriti da Un Je Ne Sais Quoi. La sensazione è che giunto al giro di boa il team abbia perso di vista il fulcro del racconto, nel tentativo di inserire al suo interno tematiche più complesse, che tuttavia non vengono affrontate con il giusto grado di approfondimento. Al termine dell'avventura, si ha come l'impressione di trovarsi di fronte a un'occasione sprecata, per una storia che se fosse rimasta fedele ai toni d'esordio avrebbe avuto le carte in regola per risultare incisiva.

    Una punta e clicca ad acquerello

    Le improvvise mancanze che si manifestano sul fronte dell'intreccio di Dordogne generano ancora più dispiacere se si guarda al comparto artistico del titolo, che si mantiene ispiratissimo dall'inizio alla fine. Illustrato a mano con uno stile che richiama i dipinti ad acquerello, il mondo di gioco è denso di suggestioni e scenari incantevoli. Solcare le acque della Dordogna in canoa o recarsi al mercato cittadino sono esperienze visivamente intense.

    Anche il gameplay, pur nella sua semplicità, si mantiene funzionale e gradevole per l'intera durata dell'avventura. Come accennato in apertura, Dordogne è di fatto un videogioco spiccatamente narrativo, che offre dinamiche da punta e clicca. Mimi percorre una Francia che si sviluppa in 2.5D, e interagisce costantemente con ciò che la circonda.

    Esplorando la casa dei nonni e la natura circostante, la protagonista si imbatte in lettere, registrazioni e documenti che vanno via via a ricomporre il mosaico della frammentaria storia di famiglia. A piccoli oggetti di uso quotidiano - una tazza, una paletta da giardino - è invece affidato il compito di far viaggiare la mente del personaggio verso l'estate dei suoi tredici anni.

    Alla necessità di risolvere piccoli puzzle si alterna la possibilità di immortalare gli ambienti con una macchina fotografica d'annata. Le polaroid ottenute possono poi essere incastonate in un prezioso diario, che potremo compilare al termine di ogni giornata di esplorazione.

    Apparentemente accessoria, questa feature è in verità molto ben orchestrata, e permette al giocatore di ripercorrere l'evoluzione emotiva sperimentata da Mimi nel corso del suo viaggio in Dordogna. Tra cespugli, colline e interni della casa, la bambina e la giovane donna possono infatti imbattersi in parole legate all'esperienza vissuta in quello specifico luogo. Tra le pagine del diario, potremo poi sfruttare il vocabolario del giorno per comporre semplici poesie, da corredare con simpatici adesivi collezionabili disseminati per il mondo.

    Dordogne DordogneVersione Analizzata PlayStation 5Dordogne è un esperimento riuscito a metà. L'eccellente direzione artistica si accompagna a un gameplay semplice ma funzionale, che trova nel completamento del diario di Mimi anche alcune soluzioni ispirate. Purtroppo, a nostro avviso, il comparto narrativo si muove sui medesimi binari solamente per la prima metà del racconto. Dopo aver tratteggiato con efficacia il rapporto tra la protagonista e la nonna scomparsa, Dordogne sposta infatti l'attenzione su altre tematiche, che non riesce però ad affrontare con la medesima attenzione.

    7

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