Dragon Ball FighterZ Recensione: il picchiaduro dei Saiyan arriva su Switch

I Super Saiyan di Arc System Works arrivano anche sulla piattaforma ibrida della Big N: la nostra analisi della conversione per Nintendo Switch.

recensione Dragon Ball FighterZ Recensione: il picchiaduro dei Saiyan arriva su Switch
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Pochi tie-in, come Dragon Ball FighterZ, sono riusciti a trasmettere un amore così forte nei confronti dell'opera originale. Il picchiaduro bidimensionale di Arc System Works, in occasione della release per PS4, Xbox One e PC nel mese di gennaio 2018, riuscì a stupirci per una corposa serie di motivi: su tutti, la fedeltà maniacale alle tavole del manga di Akira Toriyama e alle interminabili puntate del suo adattamento animato, ma anche un livello di dettaglio del comparto visivo che avrebbe fatto esplodere all'istante il vecchio scouter di Vegeta. Infine, ma non ultimo, il gameplay: dinamico e appagante, profondo e accessibile. Un combat system adatto sia ai giocatori occasionali sia ad un target più competitivo. Una profondità che ha proiettato il titolo di Bandai Namco tra le nuove esperienze più gettonate in materia di eSport. A distanza di otto mesi, Dragon Ball FighterZ torna sui nostri scaffali in una versione per Nintendo Switch, che porta con sé qualche piccola novità, implementata a sua volta sulla versione principale per console Sony e Microsoft tramite un update gratuito.

    FighterZ, sei tu il numero uno!

    I fan del gioco, e ovviamente tutti coloro non in possesso di una piattaforma Sony o Microsoft, hanno coccolato a lungo l'idea di poter vedere una conversione di Dragon Ball FighterZ sulla piattaforma ibrida della Casa di Kyoto. Pur abbracciando un gameplay stratificato, il picchiaduro ispirato all'immaginario di Toriyama in versione tascabile sembrava un frutto proibito, da vivere in qualunque momento e ovunque si desideri. E iniziamo col dire, in effetti, che il porting di FighterZ su Switch è eccellente: Arc System Works ha lavorato per trasporre al meglio sull'hardware della console ibrida la sua opera, sontuosa e imponente. Da veri fan del franchise di Dragon Ball, gli sviluppatori hanno riversato in FighterZ tutta la propria passione, in un mix di contenuti in grado di soddisfare pienamente sia gli appassionati di lungo corso che quelli dell'ultim'ora, avvicinatisi all'immaginario che compone le avventure di Son Goku e soci soltanto con la sua ultima incarnazione, Dragon Ball Super. Lo ha fatto, Arc System, con un roster di personaggi giocabili che, pur non brillando in termini di quantità, risplende di luce propria per la qualità dei moveset di ciascun lottatore e per l'eccezionale bilanciamento del suo combat system. Non solo, i combattenti attingono tanto dal materiale classico (la serie di Dragon Ball Z e i suoi film, soprattutto) quanto da quello più moderno, e ciò vale anche per gli altri contenuti della produzione.

    A cominciare dalla storia, che narra una trama ambientata nella timeline Dragon Ball Super ma che strizza l'occhio alle origini del franchise tramite una serie di elementi: rimandi, citazioni e persino l'antagonista, la misteriosa Androide 21 insieme ai suoi alleati, si fondono sapientemente con l'immaginario infarcito di Super Saiyan God, pur guardando con amore e nostalgia alle epopee vissute da Goku in gioventù.
    Sotto questo aspetto, la versione Nintendo Switch di Dragon Ball FighterZ è, in tutto e per tutto, lo stesso gioco che da diversi mesi popola gli scaffali in formato PS4, Xbox One e PC: calati nei panni di un avatar in versione "chibi", che ricrea le fattezze di protagonisti e comprimari del franchise originale, i giocatori possono esplorare l'hub centrale, composto da una serie di piccoli isolotti nei quali è possibile accedere alle varie modalità di gioco, sia online che in locale. La versione per la piattaforma ibrida, chiaramente, include tutte le feature che sono attualmente a disposizione della community: al regno dell'Aldilà corrisponde l'Addestramento, mentre la navicella di Bulma indica l'accesso alla storia, che continua a essere suddivisa in tre archi narrativi distinti; il Torneo Tenkaichi dà la possibilità di accedere a Incontri Semplici e Classificati in cui personalizzare le opzioni di matchmaking, mentre il Cell Game e la torre del Red Ribbon indicano rispettivamente le battaglie in locale e alla modalità Arcade. Sono presenti, inoltre, anche le due più recenti aggiunte: gli Incontri di Gruppo presso la Kame House e le Unioni Z, inclusa la possibilità di creare dei Ring personalizzati in cui ospitare un certo numero di giocatori e aumentare la componente social tra gli utenti.

    I saiyan portatili

    Se sul piano contenutistico era piuttosto scontato aspettarsi un assetto di modalità identiche alla versione madre, è sul versante tecnico e del gameplay che vertevano i principali timori di questa conversione su Switch. Pur avendoci suscitato ottime impressioni durante la open beta di agosto, l'intera esperienza andava chiaramente confermata nella valutazione del prodotto finale: il responso, sia lodato Shenron, è assolutamente ottimo.

    Nessuna delle componenti base del gameplay di Dragon Ball FighterZ risulta in qualche modo intaccata dal porting su una piattaforma dall'hardware meno performante, un segno chiaro e fulgido della bontà del lavoro svolto Arc System per ottimizzare al meglio la produzione su Nintendo Switch. Che sia sul piccolo schermo o su quello casalingo, tutta l'imponenza estetica della produzione trova un'ottima trasposizione che, al netto di qualche minuscola rinuncia nell'assetto grafico, restituisce un dettaglio visivo e cromatico strabiliante: in versione portatile FighterZ si rivela essere una perla preziosa, in grado di convogliare sul display del tablet il poderoso assetto tecnico imbastito dai suoi creatori, pur proponendosi in una risoluzione di 720p.

    Utilizzando il dock nella propria TV, invece, la nitidezza dell'immagine sale ai ben più solidi 1080p, accentuando la qualità delle texture rispetto al formato tascabile. Che sia in handheld o TV mode, in ogni caso, il gioco gira su 60fps granitici, soprattutto durante gli scontri: nel corso delle battaglie, infatti, la fluidità dell'azione di gioco è a dir poco eccezionale, mantenendo un frame rate estremamente solido anche nei duelli più concitati e caotici. Se in fase di gameplay il comparto tecnico e grafico si assestano su binari ottimi, però, non tutto è rose e fiori nel corso delle cutscene, sia nelle intro di ciascun personaggio sia durante la modalità storia: nel caso di quest'ultima, la qualità visiva ci è sembrata al di sotto degli standard fissati su PS4, Xbox One e PC, tra effetti particellari meno nitidi e texture non proprio definite, che alle volte regalano un effetto "granuloso" sulle linee di contorno che compongono i modelli dei personaggi durante le sequenze video. Il frame rate, inoltre, scende intorno ai 30 fps nel corso delle scene d'intermezzo, così come nelle schermate di caricamento: in queste due occasioni, infatti, abbiamo riscontrato qualche leggero rallentamento e, in alcuni frangenti, un comportamento lievemente singhiozzante. È opportuno ribadire, tuttavia, che si tratta di momenti che potremmo definire "secondari", la cui debolezza grafica non inficia in alcun modo il gameplay della produzione, che invece risulta incredibilmente appagante in qualunque formato lo si giochi.

    What's My Destiny

    Se Goku e Vegeta avessero saputo che Dragon Ball FighterZ è un picchiaduro concepito per dar vita a battaglie 3 contro 3, probabilmente sarebbero entrambi inorriditi. L'orgoglio tipico dei guerrieri saiyan conduce al desiderio di migliorarsi sempre di più combattendo individualmente, al fine di mettersi alla prova e superare ogni limite con le proprie forze. Arc System questo lo sa bene e per l'occasione, in concomitanza con il lancio del gioco su Nintendo Switch, ha deciso di introdurre all'interno della versione per la piattaforma ibrida ben tre nuove feature per il combattimento, arrivate poi anche sulle console maggiori sotto forma di aggiornamento gratuito: parliamo degli scontri 1 vs 1 e 2 vs 2, con la possibilità anche di selezionare un'opzione di abbinamento "libero" allo scopo di lanciarsi, ad esempio, in battaglie 1 vs 3, 3 vs 1, 2 vs 3 e così via a seconda delle combinazioni disponibili. Non fraintendeteci: l'assetto tecnico e il bilanciamento della produzione prevedono come variante principale sempre le battaglie tra due team composti di tre elementi, senza ombra di dubbio la più appagante in assoluto se si vuole godere appieno di tutti i benefici del gameplay di FighterZ. Gli scontri che permettono di mettere in campo un numero minore di lottatori non premiano la profondità del combat system della produzione e rappresentano una scelta votata principalmente al fan service: combattendo 1 vs 1, ad esempio, è più facile poter ammirare le mirabolanti e spettacolari Conclusioni Drammatiche, in caso non vogliate imbarcarvi in battaglie troppo impegnative per sbloccarle al termine di determinati scontri.

    Archiviata questa parentesi, c'è da dire che la prova pad alla mano di Dragon Ball FighterZ su Nintendo Switch ha vissuto tra luci e ombre, confermando le sensazioni che avevamo avuto inizialmente durante l'open beta: il pattern di comandi risulta ben rodato sui piccoli controller della piattaforma ibrida e ciascun pulsante riesce a riproporre ogni singolo aspetto dello stratificato sistema di combattimento. Servirà del tempo, tuttavia, per padroneggiare appieno il gameplay di un picchiaduro essenzialmente tecnico utilizzando i Joy-Con, che in ottica competitiva non risultano certo il massimo dell'ergonomia.

    Ciò si accentua soprattutto in caso si scelga di utilizzare l'esclusiva feature in multiplayer locale, in cui ciascun giocatore può impugnare solamente un Joy Con. In caso siate utenti Nintendo Switch e vogliate godere appieno di un'esperienza il più impegnativa possibile, il nostro consiglio è quello di munirvi di un Pad Pro.
    Per quanto riguarda l'aspetto competitivo, tuttavia, Dragon Ball FighterZ su Switch non è riuscito a dare il meglio di sé, complice un supporto a nostro parere piuttosto scarno da parte del publisher in fase di distribuzione: augurandoci con tutto il cuore che l'andamento, col tempo, possa migliorare, il responso avuto dalla community durante la nostra permanenza nei server online del gioco è stato pressoché nullo. Server quasi deserti in tutto il mondo, tra Europa, America e Asia, hanno reso davvero difficile la possibilità di cimentarci in battaglie online, che - quando siamo riusciti a trovare un avversario - non ci hanno dato alcun problema nel corso dei match, in termini di qualità visiva e tecnica.

    Infine, Dragon Ball FighterZ arriva su Switch in versione "standard", priva del suo primo FighterZ Pass, culminato proprio a fine settembre con l'uscita dei due ultimi DLC, Cooler e Androide 17. In ottica commerciale, al fine di invogliare gli utenti all'acquisto, avrebbe avuto più senso optare per una mossa simile al lancio di Dragon Ball Xenoverse 2 sulla piattaforma ibrida: realizzare una versione comprensiva di tutti i DLC e le espansioni finora messe in commercio, con la possibilità di acquistare i contenuti aggiuntivi futuri. Un passo che avrebbe permesso di fidelizzare gli utenti e coinvolgerli in una community più attiva, presente e partecipe delle attività che compongono il comparto online di FighterZ: un picchiaduro davvero troppo bello per "perdersi" su Nintendo Switch senza riscuotere lo stesso successo riscontrato su console Sony e Microsoft.

    Dragon Ball FighterZ Dragon Ball FighterZVersione Analizzata Nintendo SwitchLa versione Nintendo Switch di Dragon Ball FighterZ è un porting eccellente, che compie qualche leggera rinuncia sul piano del dettaglio e del frame rate nelle scene d'intermezzo per assicurare una grande solidità grafica in fase di gameplay. I contenuti della produzione madre sono tutti presenti con qualche piccola novità, ma il lancio di un'edizione base già comprensiva del FighterZ Pass avrebbe permesso a Bandai Namco di fidelizzare l'utenza, incoraggiandola a creare una community attiva e numerosa anche nel comparto online della Big N. In conclusione, pur con qualche minuscola fragilità nei confronti dell'edizione per console Sony e Microsoft, possiamo affermarlo con la stessa convinzione mostrata da Vegeta durante lo scontro tra Goku e Majin Bu: FighterZ, sei ancora tu il numero uno!

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