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Dragon Ball Z Dokkan Battle Recensione: il potere dei Super Saiyan su smartphone

Prima di immergerci in Dragon Ball FighterZ, possiamo ingannare l'attesa con Dokkan Battle, un insolito ibrido tra un puzzle game e un gioco da tavolo.

recensione Dragon Ball Z Dokkan Battle Recensione: il potere dei Super Saiyan su smartphone
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  • Lo si avverte nell'aria: gli uccelli iniziano a migrare in stormi, la terra comincia a tremare con forza, ed un'aura incredibilmente potente si avvicina poco alla volta. Dragon Ball FighterZ sta arrivando, inesorabile, pronto a mettere alla prova i vostri riflessi e a travolgervi con la sua onda di fanservice sfrenato. Ma per ingannare l'attesa, invece di allenarvi dal maestro Karin, dal Re Kaioh del Nord o da Whis, potrete impegnare i vostri pollici opponibili con Dragon Ball Z: Dokkan Battle, un'applicazione disponibile gratuitamente sul PlayStore, che tra i frequentatori del sottobosco mobile sta riscuotendo da anni un successo clamoroso.
    Il motivo? Il titolo distribuito sotto l'ala protettrice di Bandai-Namco è una sorta di enciclopedia portatile dello shonen di Toriyama, dalla prima serie fino a Super, passando per gli OVA e GT. Dokkan Battle sa infatti perfettamente come nutrire la fame degli estimatori più indefessi, sfruttando un sistema di gioco intuitivo quanto basta per divenire ben presto parecchio assuefacente. L'escamotage ludico è simile a quello di tanti altri prodotti similari e - proprio come Captain Tsubasa: Dream Team - fa leva sulla passione per il collezionismo ed il citazionismo. Un connubio che, già di per sé, risulta assolutamente vincente: se poi lo si fonde con l'inesauribile immaginario di Dragon Ball, diviene addirittura del tutto irresistibile.

    Battaglia esplosiva

    Benché sia facile pensare il contrario, Dokkan Battle non è un picchiaduro: è piuttosto un incrocio assai curioso tra un rompicapo, un card game ed un gioco da tavolo. Questo trio di caratteristiche, in apparenza inconciliabili tra di loro, si fonde invece in modo sorprendentemente omogeneo. Come in ogni buon tie-in che si rispetti, non manca inoltre una pur minima parvenza di trama, utile a fungere da semplicissimo pretesto per presentare progressivamente tutti i personaggi nati dalla matita di Toriyama. Anche in questo caso, come in Xenoverse, a fungere da motore per lo sviluppo del tessuto narrativo è l'immancabile Trunks del Futuro, che precipita con la sua macchina del tempo in una dimensione nella quale la timeline della saga originale si è accartocciata su se stessa. È la scusa perfetta per riscrivere da capo la storia della serie, dando vita a scontri ed alleanze alquanto improbabili. Attraverso una serie di numerosi stage, suddivisi a loro volta in vari capitoli, dovremo quindi guidare un team di guerrieri parecchio eterogeneo, in cui potrebbero - ad esempio - collaborare personaggi come Crilin e Freezer, oppure Piccolo e Super Bu.
    Ogni eroe o villain andrà quindi inserito all'interno del gruppo con cui si decide di scendere in campo: per poter arruolare un nuovo membro saremo però costretti a sbloccare l'apposita carta di gioco, pescandola in modo del tutto casuale tramite una specie di lotteria guidata dalla dea bendata, un po' come avviene in FIFA Ultimate Team.

    Al fine di allargare il roster, però, ci toccherà spendere una particolare pietra dorata che si ottiene - prevedibilmente -completando le missioni della main quest o gli eventi speciali, oppure ancora investendo fior di quattrini. Le carte variano in base al differente grado di rarità, che le rende tanto più potenti quanto ambite. Allestire una squadra composta da combattenti di rango più elevato, però, non implica obbligatoriamente un sicuro trionfo in campo: occorrerà infatti dar forma ad un gruppetto di eroi quanto più diversificato possibile.
    I guerrieri, d'altronde, appartengono tutti ad una tipologia specifica (agilità, forza, tecnica, intelligenza e fisico), ognuna delle quali prevarica sull'altra in base ad un sistema ad incastro che ricorda quello della morra cinese. È importante, insomma, costruire un team che sia sufficientemente variegato, così da poter adoperare, in battaglia, la strategia più opportuna in base al nemico che fronteggeremo. A proposito di scontri, il gameplay di Dokkan Battle si struttura in due "fasi" diverse.

    La prima ci impone di attraversare una mappa divisa in varie caselle, compiendo un "tiro" di dado e selezionando i passi da eseguire, in modo identico a come avviene nel gioco dell'oca: ogni tassello può contenere un bonus (un power up e un oggetto consumabile) oppure un malus (tra cui scontri extra contro avversari di rango più debole). Una volta raggiunta la casella finale potremo dar il via alle boss battle, nelle quali compariranno alcune file composte da sfere di ki di diverso colore. Per bersagliare l'avversario dovremo scegliere quelle collegate tra di loro dal medesimo cromatismo, così da massimizzare il danno inflitto. Un po' come in Puzzle Bubble, insomma, le sferette eliminate scompariranno, e le restanti scenderanno verso di noi: decisamente utile, in tal senso, è provare a colpire le bolle d'energia caratterizzate dallo stesso colore che identifica gli eroi (legato alle cinque suddette tipologie), acuendo ancora di più il boost offensivo. Nulla ci vieterà, infine, di modificare i turni dei guerrieri e posizionare l'uno accanto all'altro quei personaggi che posseggono una solida "intesa"(come tre saiyan di fila oppure Tenshinhan e Jaozi) affinché vi sia un incremento ulteriore della potenza d'attacco.

    Se a tutto ciò aggiungiamo sia la facoltà di utilizzare determinati oggetti nel corso dei match, sia di allenare i lottatori per potenziarne le statistiche, sia di usufruire delle abilità Awakening (che ci permettono persino di aumentare il grado di rarità della carta), ne consegue uno spettro di possibilità molto ampio e, sulle prime, talmente ricco da risultare spiazzante. In verità, Dokkan Battle è molto meno complicato di quello che sembra inizialmente, ed in poco tempo le manovre e le tattiche di gioco metteranno in luce tutta la loro immediatezza. Bisogna ammettere, tuttavia, che il titolo mostra ben presto il fianco ad una sfiancante ripetitività: le sequenze che scimmiottano i giochi da tavolo divengono noiose con estrema facilità, mentre a lungo andare, per trionfare nelle battaglie più ardue, si rivelerà imprescindibile ricorrere ad un farming considerevole, allo scopo di ottenere nuove pietre e sbloccare altri eroi di rango superiore. In un sistema fortemente legato ai capricci della fortuna, insomma, il puro piacere del collezionismo diventerà pertanto la sola colonna portante di un'esperienza ludica che, ancora oggi, continua imperterrita ad aggiornarsi con nuove storie ed avventure. Proprio come la serie di Dragon Ball, che - anche grazie all'avvento di Super - non smette di restare, ormai da anni, sulla cresta dell'onda (energetica).

    Un milione di Zeni

    Come in buona parte delle applicazioni free to play, anche in Dokkan Battle trovano spazio le onnipresenti microtransazioni, da pagare a suon di denaro reale (gli "zeni", purtroppo, non valgono...).

    Rispetto a tanti altri titoli gratuiti, però, quello di Bandai-Namco è un prodotto che si lascia giocare con scioltezza per tantissimo tempo, anche senza spendere un centesimo. Ad un certo punto della progressione, qualora la Sorte vi abbia voltato le spalle, per pescare le carte più potenti dovrete armarvi di sana pazienza e resistere alla tentazione di mettere mano al portafoglio. Ma è un sacrificio meno faticoso di quello che può sembrare, considerata soprattutto la piacevolezza e la rapidità delle partite, cui si affianca una sfilza di inediti eventi periodici che non solo allungano la vita del gioco, ma arricchiscono le risorse degli utenti con premi assai succulenti e ricompense quotidiane. Lo spettro del pay to win, in sostanza, tarda ad apparire, e per scacciarlo non servirà altro che munirsi di perseveranza dinanzi alle eventuali stoccate della dea bendata. Ci aiuta ad alleggerire la sopportazione anche un comparto grafico realizzato con una certa cura: benché l'interfaccia alle volte spesso troppo invasiva, nel complesso Dokkan Battle si difende con le unghie a livello visivo, merito specialmente di disegni davvero ben tratteggiati e di un'infinita pletora di rimandi a tutte le opere che compongono l'universo (o forse sarebbe meglio dire "gli universi") di Toriyama.

    Dragon Ball Z Dokkan Battle Dragon Ball Z Dokkan BattleVersione Analizzata Android GamesDragon Ball Z: Dokkan Battle è un ibrido efficace ed originale, che ha saputo conquistare sia il mercato mobile sia le attenzioni di innumerevoli fan della serie. Un gioco che, seppur ripetitivo e limitato sul lungo termine, risulta comunque in grado di provocare profonda dipendenza, complice una formula immediata e complessa al contempo ed uno stile grafico indubbiamente accattivante. Da un lato gli ostacoli delle microtransazioni possono essere superati con una buona quantità di pazienza, mentre dall'altro i continui aggiornamenti del team contribuiscono a mantenere sempre vigile una community molto popolata. Dokkan Battle punta quindi dritto al cuore degli appassionati con una certa dose di furbizia, risvegliando in loro quelle manie collezionistiche che non passeranno mai di moda. Esattamente come Dragon Ball.

    7.2

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