Dragon Quest Builders 2 Recensione: l'arte della costruzione

Aggiustando la formula del primo episodio, Square Enix ha confezionato uno spin-off spiritoso, coinvolgente e rilassante al tempo stesso.

Dragon Quest Builders 2
Recensione: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • È davvero una strana formula quella alla base di Dragon Quest Builders. Approdato in Europa nel 2016, lo spin-off di Square Enix prendeva infatti in prestito una serie di meccaniche di Minecraft, per poi semplificarle fino all'osso e mescolarle ai principali elementi di Dragon Quest, come appunto le musiche, le ambientazioni, la mitologia e i temi catastrofici del racconto. Nonostante la presenza di un intreccio narrativo tutto sommato intrigante, Dragon Quest Builders era però ben lontano dal poter essere definito un JRPG a tutti gli effetti: i mostri sconfitti non davano alcun punto esperienza, la crescita del personaggio era praticamente inesistente, e per giunta la trama faceva solo da contorno al vero cuore pulsante della produzione, ossia la necessità di costruire.

    Il suo successore ha invece imboccato un percorso alquanto diverso, aggrappandosi saldamente alla squisita e ineguagliabile componente ruolistica che da sempre contraddistingue il brand di Dragon Quest. In attesa di poterci confrontare un'ultima volta con l'undicesimo episodio della saga principale, che a settembre irromperà persino su Nintendo Switch con una riedizione ricca di contenuti extra, vi raccontiamo nel dettaglio la nostra recente esperienza con Dragon Quest Builders 2.

    Il Padrone dell'Isola

    Così come l'originale Dragon Quest Builders era ambientato in un futuro alternativo della primissima incarnazione di DQ, il nuovo arrivato nella scuderia Square Enix si propone invece come un lontano sequel alternativo di DQII. Sono trascorsi alcuni anni da quando gli eroici discendenti del leggendario Erdrick (o Roto, se preferite) hanno messo fine alle ambizioni del malvagio Gran Sacerdote Hargan e del possente demone Malroth, salvando difatti il mondo intero.

    Ciononostante, orde di mostri fedeli al sacerdote, che si fanno chiamare "I Figli di Hargan", rappresentano ancora oggi una grave minaccia per gli esseri umani. Non a caso, il nostro giovane avatar - maschio o femmina, a seconda delle scelte del giocatore - si risveglia suo malgrado a bordo di una nave di mostri, i quali lo tengono prigioniero e sfruttano le sue promettenti doti di apprendista Costruttore per svolgere gli incarichi più umili.

    Paragonabile ad un vero e proprio tutorial, la prigionia dell'eroe di turno è comunque di breve durata, in quanto una terribile tempesta affonda quasi subito l'imbarcazione ed il suo diabolico equipaggio. Al contrario, l'aspirante Costruttore riapre gli occhi pressoché incolume su una misteriosa isola all'apparenza disabitata, sulla quale è approdato un altro ex-prigioniero dei mostri: il giovane Malroth, un ragazzo impetuoso e un po' violento, che per qualche curiosa ragione porta lo stesso nome di un terribile demone.

    Affetto da una grave amnesia e determinato a ritrovare i ricordi perduti, il guerriero diventa ben presto il fidato partner dell'eroe, accompagnandolo durante i suoi molteplici viaggi. Sebbene la cosiddetta "Isola del Risveglio" sia un piccolo paradiso, il luogo è privo delle materie prime fondamentali per la costruzione di un insediamento umano, ragion per cui i due ragazzi saranno costretti a visitare continuamente le isole circostanti. Proprio questa è la principale differenza fra il primo ed il secondo episodio di Dragon Quest Buiders: mentre il titolo del 2016 era suddiviso in quattro capitoli e costringeva il giocatore a restaurare quattro diverse "città", azzerando di volta in volta il suo inventario, il suo successore presenta un hub gigantesco e interamente personalizzabile, dove gli utenti possono utilizzare le materie prime raccolte altrove per dare libero sfogo alla fantasia e costruire la base dei propri sogni. Ciascuna delle numerose isole circostanti presenta materiali esclusivi, ma anche delle missioni da completare per poter avanzare nella campagna principale. Durante i loro vagabondaggi, Malroth ed il Costruttore daranno battaglia ai crudeli Figli di Hargan e libereranno i popoli da loro sottomessi, i quali non esiteranno a trasmettere loro i segreti dell'agricoltura, dell'attività mineraria, e tutte le altre nozioni necessarie a trasformare l'Isola del Risveglio in un'accogliente dimora.

    A questo punto si rende doverosa una precisazione: isola dopo isola, il titolo non costringe affatto il giocatore a mettere in pratica le proprie scoperte. Al contrario, la costruzione dell'hub è obbligatoria solo in parte, e i giocatori interessati unicamente alla trama potranno dunque edificare soltanto lo stretto necessario, ignorando buona parte delle attività secondarie.

    Sfortunatamente il nostro personaggio sarà muto ancora una volta, con gravi ripercussioni sulla sua caratterizzazione, ma la presenza dell'iperattivo e tormentato Malroth, che a conti fatti potremmo considerare il vero protagonista della vicenda, farà sì che la trama risulti sempre coinvolgente e mai scontata. Seppur in quantità ridotta, rispetto a un episodio della saga principale, Dragon Quest Builders 2 saprà dunque intrigare lo spettatore con colpi di scena tutt'altro che banali, che andranno a intervallarsi fra le tantissime occupazioni quotidiane del cast.

    Vita tra cubetti

    Quando ci siamo avvicinati per la prima volta a Dragon Quest Builders 2, il timore che il prodotto si rivelasse un "more of the same" era a dir poco atroce. Nonostante le prime ore di gioco non ci stessero rassicurando più di tanto, una prova approfondita e piuttosto attenta al benché minimo dettaglio ha permesso al titolo di sfoggiare tutte le geniali modifiche che Square Enix ha apportato al gameplay.

    Proprio il combat system, che probabilmente era l'aspetto meno convincente del primo Builders, è quello che ha giovato di più da questo "seguito". Se in passato il contatto anche involontario coi mostri non aggressivi portava il giocatore a perdere preziosi punti vita (e oltretutto provocava un odioso contraccolpo), in DQB2 potrete addirittura decidere di effettuare un pic-nic in mezzo alle creature più amichevoli senza il timore di subire alcun danno. Stavolta, inoltre, il gioco premierà le vostre vittorie con preziosi punti esperienza, i quali consentiranno al Costruttore e al fidato Malroth di salire di livello e godere di una serie di bonus. Ad ogni aumento non incrementeranno solo i parametri di forza e punti vita dei due combattenti, ma si sbloccheranno delle abilità speciali (come la potente Martellata o il Taglio rotante, utilissimo per colpire tutti i nemici circostanti) e soprattutto delle ricette per creare pezzi di equipaggiamento sempre migliori. Va comunque specificato che il superamento delle varie sfide non richiederà molto grinding: a patto che il giocatore non rimanga a corto di cibo, le creature incontrate durante l'avventura non saranno mai eccessivamente potenti e potranno essere sconfitte con strategie precise e ingegnose.

    Durante le fasi esplorative, ad esempio, capiterà alquanto spesso che uno dei cosiddetti "Mostri Fortissimi" intralci il cammino dei nostri giovani eroi, mettendo in fuga gli avventurieri meno temerari: giganteschi e talvolta raccapriccianti, questi esseri mostruosi potranno essere abbattuti anche ai livelli più bassi, grazie al gioco di squadra e all'antica tattica del ‘tocca e fuggi', che il più delle volte spingerà il nemico a mostrare il fianco al compagno.

    Dimenticate quindi gli abominevoli avversari del primo episodio, insormontabili se sprovvisti di un determinato oggetto o armamentario, poiché stavolta una sana dose di pazienza e abilità sapranno colmare le lacune del vostro equipaggiamento. Se la componente da builder game non ha subito grandi stravolgimenti, lo stesso non si può dire per le meccaniche tipiche dei life simulator, che in questo episodio assumono una valenza fondamentale. L'agricoltura in particolare, che nel primo DQB era estremamente limitata e trascurabile, è oggi un elemento indispensabile per la sopravvivenza dei nostri paladini e per il proseguimento della campagna.

    Mentre una volta bastava rastrellare il terreno, piantare un qualsiasi seme e attenderne la crescita, a questo giro il team di sviluppo ha ben pensato di assegnare un diverso metodo di coltivazione a ciascun ortaggio. Partiamo però da una doverosa premessa: persino gli NPC avranno un ruolo nella preparazione del terreno da seminare. Già nelle prime fasi dell'avventura, il giocatore potrà reclutare un manipolo di collaboratori umani, specializzati nel rastrellamento dei campi, e un prezioso lombrico gigante, in grado di "purificare" il terreno e renderlo coltivabile.

    Il suo compito, dunque, sarà quello di seminare i vari alberi e ortaggi, a seconda del metodo richiesto: se per le zucche basterà interrare e attendere la coltura, i pomodori richiederanno invece l'uso di paletti speciali e la creazione di campi costantemente irrigati. L'utilizzo del concime, inoltre, trasformerà il terreno in humus ricco di sostanze nutrienti, favorendo la rapida crescita di alberi e abbondanti raccolti. A proposito degli NPC e del loro intervento: questi agiranno in maniera del tutto autonoma, ma il loro tasso di produttività sarà sempre proporzionato al livello della base. Una volta raggiunto il grado massimo, ad esempio, i contadini saranno più propensi a lavorare, e gli utenti potranno persino delegare loro il compito di effettuare semina e coltura, a patto che i bauli con i semi e le dovute materie prime siano sempre ben forniti. Che l'utente decida o meno di automatizzare il tutto, le meccaniche legate all'agricoltura portano via pochissimo tempo, ma forniscono benefici non da poco. Se il primo DQB richiedeva l'utilizzo di oggetti ben distinti per ripristinare i punti vita e saziare il proprio personaggio, Builders 2 permette invece di ricorrere al solo cibo per soddisfare entrambe le necessità.

    Di conseguenza, una scorta di ortaggi facilmente coltivabili, come i cavoli, eliminerà il consueto (e a tratti fastidioso) bisogno di craftare oggetti curativi e cucinare piatti particolari.
    A proposito delle costruzioni, già appaganti nel precedente esperimento di Square, durante la nostra prova abbiamo notato con estremo piacere che il level-cap di altezza è stato pressoché raddoppiato. I giocatori, che potevano già realizzare città immense, nonché paragonabili a intere isole, potranno ora sbizzarrirsi nella costruzione di torri vertiginose e in grado di perforare il cielo.

    Anche perché, ricordiamo, il metodo più efficace per proteggere la propria base dagli attacchi in massa dei mostri non è quello di costruirvi palizzate o mura attorno, bensì edificare strutture sopraelevate e quindi difficilmente raggiungibili. Segnaliamo inoltre l'esistenza di numerosi blocchi nuovi, dalle tinte più svariate, e l'introduzione delle cascate, che i fan di vecchia data avevano richiesto a gran voce.

    Tra le altre migliorie degne di menzione, è impossibile non citare l'introduzione di un autentico "cane da tartufo". Nelle fasi esplorative, la cagnolina incontrata sulla primissima isola indicherà i punti della mappa in cui scavare, al fine di dissotterrare tesori o semi piuttosto rari.

    Il nostro personaggio, poi, potrà alternare una serie di strumenti per eseguire azioni diverse: se il martello del costruttore favorirà la distruzione di piante e blocchi di ogni tipo, i guanti permetteranno di spostare gli oggetti senza romperli, mentre un'anfora senza fondo tornerà utile durante la creazione di laghetti, dighe o quant'altro.

    Se a queste azioni aggiungiamo la possibilità di nuotare anche a grandi profondità, planare da una cima all'altra, eseguire scatti per evitare i colpi dei nemici e ricorrere al teletrasporto per velocizzare gli spostamenti da un luogo all'altro, il pericolo di incappare nella noia e nella ripetitività che alla lunga affliggevano il primo DQB dovrebbe essere del tutto scongiurato.

    Dalla prima alla terza persona

    Una delle principali "colpe" imputabili al primo Dragon Quest Builders era certamente la gestione della telecamera in terza persona, che troppo spesso rendeva impossibile seguire i movimenti del personaggio all'interno dei tunnel e delle sue stesse costruzioni. Per ovviare a questo tedioso problema, DQB2 consente di passare in qualsiasi momento dalla prima alla terza persona attraverso la pressione di un tasto, adattando dunque la telecamera alla situazione e all'ambiente circostante.

    Per quanto riguarda invece il comparto artistico, si segnala ancora una volta la partecipazione del sommo Akira Toriyama, il quale ha curato il character design di Dragon Quest sin dalle origini del brand. Proposti in stile Super Deformed come nel avvenuto nel primo DQB, i modelli poligonali dei personaggi sono piuttosto belli e colorati, ma soprattutto vantano (stavolta) un'ampia gamma di espressioni, al fine di differenziare i vari NPC incontrati lungo il percorso. Sempre strepitosa la storica colonna sonora, la quale attinge appunto alle musiche ormai scolpite nell'intramontabile leggenda di Dragon Quest e composte da sua santità Koichi Sugiyama. Discreti i sottotitoli in lingua italiana, i quali riproducono ancora una volta ai dialetti del Bel Paese, con somma disperazione di chi non ha mai digerito questa precisa (e ormai storica) scelta di adattamento. Si segnala infine la presenza di una modalità multiplayer online, la quale dovrebbe finalmente aprire le porte del proprio mondo agli amici, consentendo dunque sessioni di costruzione in coopertiva. Tuttavia, dal momento che non ci è stato ancora possibile esaminare questa singolare e attesissima novità, ne rimandiamo provvisoriamente l'analisi.

    Dragon Quest Builders 2 Dragon Quest Builders 2Versione Analizzata PlayStation 4Dragon Quest Builders 2 è una ventata di aria fresca. Mentre il primo episodio del “crossover” fra Minecraft e DQ puntava tutto sull’aspetto da builder game, trascurando la componente ruolistica e la narrazione, la nuova proposta di Square Enix riesce invece ad amalgamare con maestria i vari elementi del prodotto. Il risultato è un titolo spiritoso, coinvolgente e rilassante al tempo stesso, che siamo certi soddisferà sia i Mastri Costruttori in attesa di dar sfogo alla propria creatività, sia gli intrepidi condottieri votati al massacro delle strampalate creature nate dalle matite di Toriyama, che anche in questo sequel ha voluto regalarci qualche mostro nuovo di zecca. Insomma, Builders 2 è esattamente il passo in avanti che ci aspettavamo da un sequel, il nuovo tassello di una serie spin-off che ha raggiunto una solida maturità ludica e artistica.

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